World Tour Master Totale: NAPOLI 2023/24 - PAUSA NAZIONALI VERSO EURO 2024

UEFA CHAMPIONS LEAGUE 2022-23 | LA FINALE

IL PAZZO TRIONFO DEL PSG: L'EUROPA PARLA FRANCESE!​

Partita incredibile: Liverpool da 0-3 a 3-3 come nel 2005, poi Sérgio Ramos lo castiga al 90'

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Finalissima Champions League
PARIS ST. GERMAIN-LIVERPOOL 4-3
MARCATORI:
40' Messi (P), 44' Messi (P), 49' Griezmann (P), 55' Thiago Alcântara (L), 62' Salah (L), 68' Diogo Jota (L), 90' Sérgio Ramos (P).
NOTE: ammonito Robertson (L).
PARIS ST. GERMAIN (4-3-3): Donnarumma; Kurzawa (62' Marquinhos), Sérgio Ramos, Kimpembe, Hakimi (74' Kehrer); Verratti, Wijnaldum, Paredes; Neymar, Griezmann, Messi. All. Galtier.
LIVERPOOL (4-3-3): Alisson; Robertson, Van Dijk, Gomez J., Alexander-Arnold; Fabinho (90' Luís Díaz), Thiago Alcântara (74' De Arrascaeta), Oxlade-Chamberlain (46' Diogo Jota); Mané, Roberto Firmino, Salah. All. Klopp.
ISTANBUL (Turchia) - Quasi un'altra Istanbul: nello stesso stadio, 18 anni dopo, il Liverpool rimonta nuovamente una finale di Champions da 0-3 a 3-3, ma questa volta non basta, perché l'avversaria ha ancora il tempo di buttare dentro il quarto gol, al 90', e di salire così sul tetto d'Europa. Il Paris St. Germain ha rivisto i fantasmi del Milan, dunque, ma alla fine, grazie a Sérgio Ramos, il bomber che non ti aspetti, conquista per la prima volta nella propria storia la coppa più ambita, diventando la seconda squadra francese a riuscirci, dopo l'Olympique Marsiglia nel 1992: e anche in quel caso c'era di mezzo il Milan. Il Liverpool, invece, perde la sua seconda finale di fila, questa volta davvero in maniera incredibile, e con ogni probabilità si prepara a salutare Klopp dopo otto anni.

L'albo d'oro recente​

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COPPE EUROPEE | RANKING UEFA

IL PSG SCALA ANCHE IL RANKING​

Grazie alla vittoria nello scontro diretto della finale di Champions, i francesi scalzano il Liverpool dal primo posto della classifica per club: la Roma (7ª) unica italiana in top 10. Nel ranking per leghe guida sempre la Premier League mentre la Serie A, pur restando quarta, ora incalza la Bundesliga

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NYON (Svizzera) - Concluse le coppe europee 2022-23, la Uefa ha diramato i nuovi ranking continentali per club e per federazione, sulla base dei quali verranno definite, rispettivamente, le teste di serie per le fasi a gironi delle coppe 2023-24 ed il numero di squadre qualificate, per ogni campionato, alla stagione 2024-25: quella della rivoluzione, con l'affiancamento della Super League alla vecchia Champions, e nuovi criteri di accesso alle coppe.

La classifica per club​

Dando uno sguardo alle due graduatorie, vediamo che a livello di club è la Roma, reduce da due finali consecutive tra Conference ed Europa League, a guidare la pattuglia italiana, dall'alto del suo settimo posto: seguono l'Inter 11ª, fresca di conquista dell'Europa League, la Juventus 16ª, l'Atalanta 22ª, il Napoli 31º, la Lazio 33ª il Milan 35º e la Fiorentina 98ª.
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* in BLU le vittorie in Champions League, in ARANCIONE le vittorie in Europa League ed in verde quelle in Conference

La classifica per leghe​

A livello di leghe la Serie A italiana rimane al quarto posto, ma accorciando il gap da Liga e Bundesliga, e aumentando il margine sulla Ligue 1 nonostante il trionfo del Psg in Champions. Alla luce della rivoluzione in vigore dalla prossima stagione, comunque, l'importante sarà difendere un posto tra le prime 6 federazioni, i cui campionati d'ora in avanti qualificheranno due squadre alla fase a gironi di Champions e una terza squadra ai preliminari, più altre due squadre in Europa League, per un totale di sole cinque squadre qualificate alle coppe europee attraverso i campionati nazionali alle quali, però, si aggiungerà la presenza fissa in Champions dei club membri della Super League che, per l'Italia, sono tre: Juventus, Inter e Milan.
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In allegato le classifiche complete
 

Allegati

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Dopo la cocente delusione della finale di Conference League, l'Atalanta torna a buttarsi sul campionato per archiviare la qualificazione alla prossima Champions con un turno di anticipo e, soprattutto, evitare di giocarsela nello scontro diretto con il Torino a cui sarà attesa nella prossima, ed ultima giornata di Serie A. Oggi invece è di scena il Perugia, protagonista di una stagione eccezionale che l'ha vista assicurarsi la salvezza con ampio margine, ed essere ancora in grado di sfondare addirittura il muro dei 50 punti. Un saluto a tutti da Bergamo!

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Inizia, con oggi, il lungo congedo di Gasperini dal proprio pubblico, dato che l'Atalanta giocherà in casa entrambe le partite che ancora le restano per concludere la stagione. E diamo uno sguardo alle formazioni:

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Dunque è tutto pronto, la partita può cominciare!
 
SERIE A 2022-23 | 37ª GIORNATA

L'ATALANTA NON C'È PIÙ, MA È COMUNQUE IN CHAMPIONS​

Una Dea ormai scarica e demotivata perde in casa col Perugia, ma i ko di Toro e Lazio le permettono ugualmente di centrare il ritorno nell'Europa che conta con un turno di anticipo

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37ª giornata Serie A
ATALANTA-PERUGIA 0-2
MARCATORI:
23' Donnarumma A. (P), 29' Kolarov (P).
NOTE: ammonito Palmiero (P).
ATALANTA (4-2-3-1): Musso; Haps, Bettella, Tolói, Hateboer; Koopmeiners, De Roon; Boga (82' Vido), Malinovskyi (82' Pasalic), Orsolini (46' Muriel); Origi. All. Gasperini.
PERUGIA (4-3-3): Chichizola; Righetti, Sgarbi, Kolarov, Biraschi; Palmiero, Kastanos, Murgia; Olivieri (82' Manneh), Donnarumma A., Edera (61' Gaetano). All. Alvini.
BERGAMO - L'impressione che la stagione dell'Atalanta - e più in generale il ciclo gasperiniano - sia ormai finita, oggi emerge in tutta la sua evidenza al cospetto di una squadra scarica e demotivata che, pur combattendo, deve arrendersi alla serenità e alla lucidità del Perugia, autentica rivelazione del campionato dall'alto dei 50 punti conquistati nell'anno del suo ritorno in A dopo un ventennio. A decidere, oggi, è stato l'uno-due piazzato da Alfredo Donnarumma e Kolarov a metà del primo tempo ma, soprattutto, l'incapacità dell'Atalanta di concretizzare il gioco espresso.
L'inizio è su ritmi lenti, con l'Atalanta a fare la partita ma senza troppa convinzione, e subito punita al 23', quando Kastanos intercetta un rilancio corto di Tolói, scavalca la coppia di centrale orobici con un pallonetto di testa e serve Alfredo Donnarumma che, di prima intenzion,e supera Musso con un destro potente e angolato (foto).

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Passano una manciata di minuti, e gli umbri raddoppiano grazie ad una punizione capolavoro del vecchio Kolarov (foto).

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L'Atalanta riesce a rendersi pericolosa solo al 42', e su contropiede: Bettella esce palla al piede dalla difesa e lancia in campo aperto Origi, sul quale chiude alla grande Sgarbi un attimo prima che il belga, a tu per tu con Chichizola, possa calciare (foto).

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Al ritorno in campo c'è Muriel al posto di Orsolini, in una Dea ferita che prova ad attaccare ma con poche idee, e solo al 69' riesce ad impensierire Chichizola con l'inserimento di De Roon, su cui comunque il portiere ospite è attento (foto).

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E ci si mette anche l'arbitro, che al 79' lascia correre per questo intervento di Righetti su Muriel in piena area (foto).

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Gli ultimi minuti, se possibile, evidenziano ancora di più la confusione tattica dei padroni di casa, e alla fine, per loro, ci sono solo i fischi del Gewiss Stadium, nonostante le sconfitte di Torino e Lazio consentando ugualmente di "festeggiare" la matematica qualificazione alla prossima Champions League.
 
SERIE A 2022-23 | 37ª GIORNATA

L'INTER CONQUISTA LA SECONDA STELLA!​

I nerazzurri vincono a Udine e festeggiano il 20º titolo con un turno d'anticipo, perché la Roma è fermata sul pari dalla Juventus, certa della Champions al pari dell'Atalanta. Lecce e Genoa retrocedono in Serie B

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UDINE - Grazie al successo di Udine e al contemporaneo pareggio della Roma contro la Juventus, l'Inter è campione d'Italia con un turno di anticipo e conquista così la sua seconda stella, nell'anno di una nuova doppietta firmata José Mourinho: certo, non sarà stato il Triplete del 2010, ma vincere nello stesso anno campionato ed Europa League rimane un'impresa degna del blasone del tecnico portoghese, che si rilancia alla grande dopo le ultime non esaltanti esperienze, compresa quella burrascosa dello scorso anno, proprio a Roma. Giochi fatti, dunque, per la definizione delle quattro squadre qualificate alla prossima Champions League, con Juve e Atalanta che si aggiungono a nerazzurri e giallorossi, grazie alle contemporanee sconfitte di Torino e Lazio che permettono al Napoli di balzare addirittura al quinto posto, punto più alto di una stagione che De Zerbi potrebbe definitivamente raddrizzare alzando al cielo la Coppa Italia. Emette i suoi primi verdetti anche la lotta per non retrocedere, che condanna ormai matematicamente il Lecce, nonostante il successo sulla Fiorentina, e il Genoa, travolto a Parma in uno scontro diretto che è una sentenza per la squadra di Blessin: i rossoblù, al massimo, potrebbero infatti agganciare l'Udinese e lo stesso Parma a quota 40, ma soccomberebbero ugualmente per la peggior classifica avulsa che li vede addirittua a 0 punti, contro i 7 dei ducali e i 10 dei friulani. Ricordiamo, invece, che da quest'anno, nel caso in cui termino a pari punti due sole squadre, torna ad essere previsto uno spareggio.

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La volata per l'Europa​

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* in MAIUSCOLO le partite in trasferta

La volata salvezza​

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* in MAIUSCOLO le partite in trasferta
 
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SERIE B 2022-23

PISA IN SERIE A! PORDENONE E VICENZA GIÀ IN C​

Primi verdetti a tre giornate dalla fine: toscani promossi, friulani e veneti retrocessi

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PISA - A distanza di 32 anni e con tre turni d'anticipo sulla fine del campionato, il Pisa ritrova la Serie A: la festa all'Arena Garibaldi esplode dopo il 2-0 inflitto al Benevento, che restituisce alla squadra di D'Angelo la matematica certezza della promozione: con ormai soli 9 punti in palio, infatti, le 10 lunghezze che separano il Monza dalla vetta sono ormai un divario incolmabile. Da parte loro, i brianzoli hanno comunque ipotecato un posto nelle semifinali dei play-off, essendo pressoché certi di chiudere la regular season come minimo al terzo posto. Posizione al momento occupata dal Brescia, tallonato però ad appena un punto dal Crotone, in quello che sarà il testa a testa più interessante delle ultime tre giornate. Oltre ai calabresi e alle due lombarde, al momento la zona play-off è completata da Cagliari, Salernitana e dalla matricola Sudtirol, curiosamente in lotta con altre due neopromosse - Modena e Bari - per l'ultimo posto utile ad accedere agli spareggi-promozione. In coda, invece, Pordenone e Vicenza sono già certe della retrocessione, destino a cui Reggiana, Cosenza ed Ascoli sperano ancora di sfuggire, con Alessandria, Spezia, Cremonese e Spal spettatrici interessate.

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Il punto sulla Premier League​

In Inghilterra sarà volata a tre tra Liverpool, City e United, con i Red Devils tornati in scia grazie ai pareggi delle due rivali. Chelsea sicuro del quarto posto e Newcastle del quinto, in coda Brighton e Norwich sono ormai rassegnate alla caduta in Championship, mentre il Leeds deve vincere e sperare nel ko del Crystal Palace per salvarsi.

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Il punto sulla Liga​

L'Atlético Madrid è campione di Spagna per la terza volta consecutiva; Real Madrid, Barcellona e Real Sociedad in Champions League; Villarreal e Siviglia in Europa League; retrocedono Osasuna, Cartagena e Valladolid. Questi i verdetti già sicuri a 90 minuti dalla fine del campionato, con un'ultima giornata che vivrà praticamente della sola lotta per il posto in Conference League, dove sarà volata tra Levante, Betis e Granada.

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CAMPIONATI ESTERI 2022-23 | LIGA E PREMIER LEAGUE
Il Barcellona a 72 punti è strano...
E guarda il Newcastle che bel piazzamento.
Venendo a noi, che farà ora Gasp?
Come siamo messi a stimoli?
Tieni conto che ho fatto fare mercato anche a molte squadre straniere, Barça e Newcastle compreso: per questo il loro rendimento è diverso dal solito.

Quanto al Gasp, le motivazioni non mancano! Se fosse una vera master, avrei cercato un'avventura all'estero, magari giusto in Spagna o Inghilterra. Ma visto che mi devo sbattere io ad alzare i valori dei giocatori in crescita e ad abbassare quelli dei giocatori calanti, salvo rari casi lo faccio solo per le squadre di A. Per cui resterò in Italia... Diciamo che l'agente del Gasp sta sondando varie piazze, dopodiché dipenderà da come si concluderà la stagione anche per gli altri club papabili che, di conseguenza, decideranno se continuare con l'attuale tecnico o cambiare.

Ad ogni modo, non mancheranno gli aggiornamenti nei prossimi post ;)
 
SERIE A 2022-23 | ALLENATORI

GASP, CHE FARAI DA GRANDE?​

Alla vigilia della sua ultima partita sulla panchina dell'Atalanta, si susseguono le voci sul futuro del tecnico di Grugliasco, sospeso tra Juve, Milan e una possibile avventura inglese o spagnola

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ZINGONIA (BG) - Con la Champions League già matematicamente raggiunta e nessun altro obiettivo da inseguire, quella di domenica contro il Torino sarà per l'Atalanta una partita particolare nella quale, più che il risultato, a tenere banco sarà l'addio a Gian Piero Gasperini dopo sette anni. Sette anni nei quali il tecnico di Grugliasco ha saputo trasformare una storica provinciale del calcio italiano in una assoluta protagonista, tanto in Serie A come in Europa. E sebbene alla favola della Dea sia mancato il lieto fine - leggasi la vittoria della Conference League sfumata in finale - non mancano gli estimatori del Gasp.

La più grande tentazione del tecnico sarebbe quella di coronare (e monetizzare) la propria carriera con un'avventura in un grande campionato straniero, Liga o Premier su tutte, e in questo senso il suo nome sarebbe già stato accostato alle panchine di Everton, dove ritroverebbe Zapata, e Villarreal.

In Italia, invece, due sono le big indiziate di cambiare allenatore il prossimo anno: naturalmente il Milan che, al termine di una stagione disastrosa costata l'esonero a Pioli, difficilmente rinnoverà Shevchenko, a meno che l'ucraino non riesca a spuntare, in extremis, quella qualificazione europea che farebbe scattare automaticamente la clausola di rinnovo. Al momento, questa appare l'ipotesi più realistica, anche in considerazione dell'abboccamento già avuto da Gasperini con la società rossonera, in occasione della cena con Maldini e Maldera nel post partita di Atalanta-Miran, finita sui giornali e per questo causa di un diverbio con il presidente Percassi che ha rischiato di degenerare anche in quello che sarebbe stato un clamoroso esonero.

L'altra panchina a cambiare titolare sarà, con ogni probabilità, quella della Juventus: il ritorno di Allegri ha portato uno scudetto al primo colpo, l'anno scorso, ma questa stagione è stata al di sotto delle aspettative tanto in campionato, dove i bianconeri non sono mai stati in corsa per il titolo, quanto in Europa, con l'eliminazione già ai gironi di Champions ed un cammino che anche in Europa League non è andato oltre gli ottavi di finale. E per il Gasp, che alla Juve ha mosso i primi passi sia da calciatore che, poi, da allenatore nel settore giovanile, sarebbe un ritorno a casa.

Juve o Milan, dunque: difficille che, in Italia, si possano aprire altre porte per il tecnico di Grugliasco. Non certo quella dell'Inter dove Mourinho, appena tornato, ha subito centrato l'accoppiata scudetto-Europa League, e dove lo stesso Gasperini ha già allenato, senza successo, per un brevissimo periodo dopo lo stesso portoghese e l'interregno di Benítez. Blindatissimo anche il posto di Di Biagio alla Roma, portata, in un anno e mezzo, a vincere la Conference League, raggiungere la finale di Europa League e arrivare seconda in campionato. Sull'altra sponda del Tevere, appare scontato anche il rinnovo di Gattuso con la Lazio.

Scendendo a Napoli, appare difficile che la dirigenza voglia congedare De Zerbi dopo una sola stagione avendo già fatto lo stesso, un anno fa, con Spalletti, che fino a fine giugno sarà ancora a libro paga di De Laurentiis. Probabile, invece, che la Fiorentina si separi da Italiano che, dopo avere portato i viola in Champions, quest'anno non si è saputo ripetere sugli stessi livelli. Ma sarebbe Gasperini, in questo caso, ad essere piuttosto tiepido rispetto a questa possibile destinazione.

C'è però un'ultima suggestione che potrebbe sparigliare le carte, e porta a Monza: in caso di promozione, infatti, Berlusconi e Galliani starebbero pensando proprio al Gasp come il tecnico ideale per accompagnare la crescita del club brianzolo, proprio sulla falsariga di quanto fatto a Bergamo e, prima ancora, a Genova, sponda rossoblù. Difficile, però, che a questo punto della propria carriera Gasperini voglia nuovamente rimettersi in gioco partendo dal basso, perdendo forse l'ultimo treno per tornare a sedersi sulla panchina di un grande club, e vendicare così la sua amara parentesi interista di tanti anni fa.
 
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È il Gasperini-Day, la partita che segna l'addio del tecnico più longevo e, comunque, più vincente nella storia dell'Atalanta, che dopo sette stagioni lascia il Gewiss Stadium portando in dote la quarta qualificazione alla Champions League e, più in generale, la settima partecipazione consecutiva alle coppe europee. Non sono arrivati trofei, ma questa continuità di rendimento ha consacrato a tutti gli effetti la Dea tra le squadre di riferimento del calcio italiano, e per questo oggi il Gewiss Stadium è bardato a festa per celebrare il suo Mister.

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Ironia del destino, l'ultima sfida mette Gasperini di fronte al suo allievo prediletto, Milan Juric, e proprio nel giorno in cui quest'ultimo si gioca, con il Torino, la qualificazione all'Europa League.

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L'Atalanta, invece, non ha più nulla da chiedere alla propria stagione, se non appunto la motivazione a salutare il proprio tecnico nel migliore dei modi, anche per riscattare le ultime tre sconfitte consecutive: contro Sassuolo e Perugia in campionato e, in mezzo, quella dolorosissima contro l'Aston Villa nella finale di Conference League.

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Ma veniamo alle formazioni: Gasperini offre una vetrina a Carraro a centrocampo e schiera al centro dell'attacco Luca Vido, autore di reti fondamentali subentrando spesso dalla panchina.

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Nel Torino spicca, naturalmente, la presenza del grande ex Josip Ilicic, protagonista di una grande stagione nella quale è stato indubbiamente uno dei trascinatori della squadra granata.

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Si gioca!

 
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SERIE A 2022-23 | 38ª GIORNATA

GASPERINI AI SALUTI, TORO IN EUROPA​

Nel giorno del saluto di Bergamo al tecnico di Grugliasco, Sanabria manda in paradiso i granata al 90'

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38ª giornata Serie A
ATALANTA-TORINO 0-1
MARCATORI:
90' Sanabria (T).
ATALANTA (4-3-3): Sportiello; Zappacosta, Bettella, Tolói, Maehle; Carraro, De Roon, Pasalic (78' Malinovskyi); Muriel, Vido (78' Origi), Solbakken (78' Boga). All. Gasperini.
TORINO (3-4-2-1): Milinkovic-Savic V.; Bremer, Djidji, Rodrigúez R.; Aina (78' Ansaldi), Mandragora, Segre, Nández; Brekalo, Ilicic (90' Ilicic); Sanabria. All. Juric.
BERGAMO - Non il finale che Gasperini e tutta Bergamo si aspettavano, ma pur sempre un finale. L'Atalanta perde anche contro il Torino per effetto del gol segnato da Sanabria al 90' (foto sotto), che riporta in Europa i granata dopo otto anni: se sarà Europa o Conferene League, dipenderà dall'esito della finale di Coppa Italia tra Napoli e Bologna. Nonostante eguagli i 62 punti della passata stagione, invece, l'Atalanta ritorna in Champions League dopo un anno di Conference, ma proprio la sconfitta nella finale contro l'Aston Villa rimarrà un rammarico enorme per l'intera esperienza di Gasperini a Bergamo: anni intensissimi che, tuttavia, si concludono senza titoli in bacheca.

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SERIE A 2022-23 | TUTTI I VERDETTI

NAPOLI E TORO IN EUROPA, LAZIO IN FORSE, PARMA E VENEZIA IN B​

Biancocelesti in Conference League a patto che il Bologna non vinca la Coppa Italia. Ducali e lagunari accompagnano Lecce e Genoa in cadetteria

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Sono Parma e Venezia le due squadre che accompagneranno Genoa e Lecce in Serie B: i ducali pedono 2-0 all'Olimpico contro una Lazio non ancora certa dell'Europa - giocherà la Conference League, ma solo nel caso in cui il Bologna non vinca la Coppa Italia, qualificandosi a sua volta per l'Europa League facendo slittare il Torino in Conference -, i lagunari fanno da sparring partner alla festa scudetto dell'Inter. Si salvano invece l'Empoli - nonostante il ko di Marassi contro la Sampdoria - Verona e Udinese, vittoriose sui campi di Reggio Emilia e Firenze. Quanto alla definizione del contingente italiano nelle coppe europee, come detto, il Napoli è ormai certo di disputare la prossima Europa League a prescindere da come andrà la finale di Coppa Italia contro il Bologna che, invece, in caso di successo estrometterebbe dall'Europa la Lazio, e farebbe scivolare in Conference il Torino.

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Classifica marcatori​

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Qualificazioni coppe europee​

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In verde chiaro i campioni d'Italia, in blu le altre qualificate alla Champions League, in arancione le qualificate all'Europa League, in verde scuro la qualificata alla Conference League, in rosso le retrocesse.

Andata e ritorno a confronto​

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L'albo d'oro recente​

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L'ultimo atto della stagione mette è quello che mette in palio la Coppa Italia e di scena, all'Olimpico, sono il Bologna e il Napoli: se per i partenopei si tratta ormai di un appuntamento ricorrente, per i rossoblù la finale è già un traguardo storico, che mancava da ben 49 anni. Merito, anche, dell'introduzione del sorteggio totale per ogni accoppiamento, per quanto i felsinei abbiano comunque avuto il merito di eliminare, lungo il cammino, la Juventus agli ottavi e la Roma in semifinale.

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Per il Napoli, capace in extremis di chiudere il campionato al quinto posto - miglior piazzamento raggiunto in tutto il torneo - si tratta di dare un senso alla stagione mettendo in bacheca un trofeo. ma la partecipazione alla prossima Europa League è comunque garantita. Il Bologna, invece, insegue il ritorno nelle coppe europee dopo 23 anni: dopo, cioè, i tempi di Carletto Mazzone e Roby Baggio.

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E vediamo le formazioni: nel Bologna di Luca Gotti c'è Arnautovic al centro dell'attacco, spalleggiato da Juwara e Okwonkwo, grande escluso Musa Barrow, che comunque partirà dalla panchina.

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Nel Napoli di Roberto De Zerbi ecco De la Vega largo a sinistra, ormai titolarissimo a spese di Bernardeschi, a comporre il tridente con Osimhen e Berardi. Probabilmente uiltima partita di Koulibaly in maglia azzurra, e sicuramente lo sarà per Mertens, il cui contratto non verrà rinnovato, che comunque parte dalla panchina.

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È tutto pronto qui a Roma, si gioca!

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COPPA ITALIA 2022-23 | LA FINALE

IL BOLOGNA ALZA LA COPPA E RISCRIVE LA STORIA!​

Travolto 4-1 in finale il Napoli: terzo titolo dopo 49 anni e ritorno in Europa dopo 23

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Finale Coppa Italia
BOLOGNA-NAPOLI 4-1
MARCATORI:
23' Arnautovic (B), 45+2' Schouten (B), 50' Juwara (B), 68' Okwonkwo (B), 78' Osimhen (N).
NOTE: espulso Mário Rui (N) al 22' per fallo da ultimo uomo, ammonito Domínguez (B).
BOLOGNA (4-2-3-1): Bardi; Dijks, Soumaoro, Theate, De Silvestri; Domínguez N., Schouten; Juwara, Soriano (74' Viola), Okwonkwo (74' Barrow); Arnautovic. All. Gotti.
NAPOLI (4-2-3-1): Dragowski; Mário Rui, Romagnoli, Koulibaly, Di Lorenzo (46' Rrahmani); Zambo Anguissa, Lobotka; De la Vega, Zielinski (46' Mertens), Berardi (87' Politano); Osimhen. All. Gattuso.
ROMA - Contro ogni pronostico, è il Bologna ad alzare al cielo la Coppa Italia, travolgendo per 4-1 il Napoli nella finale di Roma con le reti di Arnautovic, Schouten, Juwara ed Okwonkwo. Per la squadra di Luca Gotti si tratta del terzo titolo dopo quelli, lontanissimi, del 1970 e 1974, ed il ritorno nelle coppe europee a 23 anni di distanza dalla cavalcata fino alle semifinali di Uefa del Bologna di Baggio e Mazzone e i sedicesimi raggiunti l'anno dopo. Per il Napoli, invece, è la seconda disfatta consecutiva in una finale di Coppa Italia dopo il 6-2 sofferto lo scorso anno contro l'Inter: e anche se, a differenza di dodici mesi fa, quando il ko segnò anche la mancata qualificazione alle coppe, questa volta i partenopei giocheranno comunque l'Europa League grazie al quinto posto strappato in campionato, non è comunque escluso che questa nuova disfatta possa costare a De Zerbi la panchina, esattamente come accadde a Spalletti la scorsa stagione.
Eppure era stata proprio del Napoli la prima palla gol, al 18', quando sugli sviluppi di una punizione, Osimhen calcia di prima intenzione su invito di De la Vega ed il suo rasoterra sinistro a incrociare sfiora il palo alla sinistra di Bardi (foto).

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Ma al 23' cambia la partita: Mário Rui atterra Arnautovic al limite dell'area, per l'arbitro è rosso diretto per fallo da ultimo uomo, e lo stesso attaccante austriaco trasforma la punizione con uno splendido sinistro a giro, portando il Bologna in vantaggio (foto).

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Il Napoli potrebbe pareggiare già al 27', ma il sinistro di Berardi, a Bardi battuto, si stampa sul palo (foto).

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Dall'altra parte, al 40', Arnautovic prova a ripetersi su punizione, trovando questa volta la risposta di Dragowski (foto).

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Altro brivido al 45', quando Dragowski deve uscire dalla propria area e intervenire con il petto per fermare Juwara lanciato a rete (foto sotto). D'altra parte, il Napoli è costretto a prendersi dei rischi, data la situazione di svantaggio e inferiorità numerica.

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E al 2' di recupero, da corner di Soriano, Schouten si trova tutto solo all'altezza del secondo palo e può insaccare, indisturbato, il 2-0 (foto).

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Si va dunque all'intervallo col Bologna avanti di due gol.

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A De Zerbi non resta che provare il tutto per tutto passando, fin dall'inizio della ripresa, ad un disperato 3-2-4 con Rrahmani terzo di difesa al posto di Di Lorenzo, e Mertens in campo al posto di Zielinski, in quella che è la sua ultimissima partita in maglia azzurra. Ma l'antifona non cambia, anzi, e al 50' Juwara aggira proprio Rrahmani per insaccare il 3-0 che chiude la partita (foto).

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Al 68' c'è gloria anche per Okwonkwo, che ribatte in rete una prima conclusione di Juwara respinta da Dragowski (foto).

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Solo al 78', quando ormai è decisamente troppo tardi, il Napoli trova il gol della bandiera con Osimhen, imbeccato da Mertens con un tocco di esterno destro (foto).

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Osimhen prova a scuotere i suoi e a credere nella rimonta impossibile (foto).

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Certo, se arrivasse subito il raddoppio potrebbe riaccendersi una piccola fiammella di speranza, ma all'82' Bardi salva su Mertens, con la palla che si impenna e poi finisce in corner (foto).

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Ed è l'ultima occasione del Napoli, che per il secondo anno consecutivo vede sfumare la Coppa Italia in finale. Chissà se, anche questa volta, con pesanti ripercussioni sulla guida tecnica.

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Albo d'oro recente​

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