World Tour Master Totale: NAPOLI 2023/24 - PAUSA NAZIONALI VERSO EURO 2024

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In attesa della finale mondiale tra City ed Al Ahli, torniamo in Italia per la 17ª giornata di campionato, che vede l'Atalanta opposta al Sassuolo: la Dea è reduce da un periodo molto altalenante, avendo vinto le ultime due partite in casa e perso le ultime quattro in trasferta, e con stasera inizia un ciclo di partite alla portata e quindi assolutamente da non fallire. Dopo il Sassuolo ci saranno infatti tre partite di fila fuori casa - ma contro Perugia, Torino e Bologna - e poi Verona, Parma, Lecce, Udinese e Venezia. Vediamo, intanto, quali sono le scelte di Gasperini nella sfida di stasera ai neroverdi emiliani:

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Solbakken ancora una volta preferito ad Orsolini, attenzione anche ad Origi in campo dal primo minuto con Muriel in panchina. In difesa, Djimsiti fa tirare il fiato a Palomino. Deciso turn-over anche per Dionisi che lascia in panchina tre dei suoi uomini migliori: Frattesi, l'ex Traoré e Raspadori.
 
SERIE A 2022-23 | 17ª GIORNATA

L'ATALANTA SI È INCEPPATA, E LA VETTA SI ALLONTANA​

Dopo l'immeritata sconfitta contro la Lazio, contro il Sassuolo arriva solo un pareggio per 0-0

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17ª giornata Serie A
ATALANTA-SASSUOLO 0-0
NOTE:
ammonito Erlic (S).
ATALANTA (4-3-3): Musso; Haps, Djmsiti, Tolói, Hateboer; Svanberg (70' Malinovskyi), De Roon, Pasalic; Boga (70' Muriel), Origi, Solbakken (85' Orsolini). All. Gasperini.
SASSUOLO (4-3-1-2): Consigli; Rogério, Erlic, Ferrari G., Muldur; Pedro Obiang, Matheus Henrique, Lopez M.; Djuricic (70' Traoré H.); João Pedro, Defrel (75' Raspadori). All. Dionisi.
BERGAMO - Continua a rallentare l'Atalanta che, dopo l'immeritata sconfitta contro la Lazio, pure contro il Sassuolo gioca bene ma non riesce ad andare oltre allo 0-0. E così, per i bergamaschi, solo una vittoria nelle ultime quattro partite di campionato, addirittura la miseria di due nelle ultime otto. E la vetta si allontana. Dall'altra parte, un Sassuolo che veniva da tre sconfitte di fila e, con questo buon punto, recupera morale.
Prima ora di gioco chiusissima, con due squadre abbottonate che non concedono il minimo spiraglio all'avversario. Per vedere la prima occasione da rete bisogna così aspettare il 72', quando De Roon colpisce in pieno il palo con un sinistro dalla distanza (foto).

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Ed è il segnale che, di fatto, apre le ostilità, perché nel quarto d'ora successivo le emozioni si susseguono da una parte e dall'altra. Merito anche della rivoluzione tattica di Gasperini, che passa dal 4-3-3 ad uno spregiudicato 4-1-2-3 inserendo Malinovskyi e Muriel per Svanberg e Boga. Un assetto che espone fatalmente la squadra ai contropiede, come quello che al 75' vede Musso sventare la galoppata di Defrel lanciato a rete, mentre sul controribaltamento di fronte è Consigli a dire di no a Muriel. Miracoloso è poi Musso all'82' su João Pedro (foto sotto) che, un minuto più tardi, ci prova al volo di collo pieno alzando però troppo la traiettoria. Al 90' l'ultima occasione capita sui piedi di Origi, ma Consigli gli dice ancora di no.

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Il punto sulla giornata​

Verso un duello Inter-Roma?​

1659027053132.pngDopo l'Inter, che prosegue nella sua marcia vincendo di misura a Lecce, anche la Roma prova a mettere la testa fuori dal gruppo, superando la squadra più in forma del momento, la Sampdoria, e resistendo nella scia dei nerazzurri, a -3, mentre la Juventus è travolta a Venezia e raggiunta da un'Atalanta, a sua volta, troppo discontinua. Anche il Milan si inceppa ancora, fermato in casa dall'Empoli, mentre De Zerbi trova, a Udinese, una vittoria fondamentale per salvare la sua panchina a Napoli. In coda inizia a preoccupare la situazione del Verona di Mihajlovic, al terzo ko consecutivo e ora raggiunto proprio dal Venezia, in piena zona retrocessione.

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Peccato per quel palo di De Roon che poteva cambiare le sorti dell'incontro. Con il Sassuolo è solo 0-0 e davanti scappano, almeno l'Inter ci prova
 
La Roma comunque rimane a tiro, l'Inter in effetti rispetto a noi è un po' in fuga. Ma guardiamoci pure dalle squadre che ci seguono, la classifica è cortissima. Cerchiamo di rimetterci subito in carreggiata.
 
FIFA CLUB WORLD CUP | FINALE 3º/4º POSTO

RIVER, MEGLIO TARDI CHE MAI​

Dopo l'umiliante 0-3 con l'Al Ahli in semifinale, gli argentini vincono 4-0 la finalina

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Finale 3º/4º posto Fifa Club World Cup
AUCKLAND CITY-RIVER PLATE 0-4
Marcatori:
13' De la Cruz (R), 33' Palavecino (R), 57' De la Cruz (R), 82' Matías Suárez (R).
DUBAI (Emirati Arabi Uniti) - Ormai la frittata era fatta, perché l'umiliante 0-3 patito in semifinale contro l'Al-Ahli resterà come un'onta nella storia del club argentino ma, se non altro, il River Plate fa il proprio dovere nella finalina, travolgendo per 4-0 l'Auckland City e aggiudicandosi, quantomeno, un posto sul podio del mondiale per club. Di De la Cruz, autore di una doppietta, Palavecino e Suárez le firme dei gol. E ora, fra poco, in campo Manchester City e Al Ahli Saudi per il titolo di campione del mondo per club.

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Dodici mesi dopo Chelsea-Al Jazira, ecco un'altra finale che non ti aspetti a decretare il futuro club campione del mondo ma, forse, a questo punto è giusto aspettarsi che all'ultimo atto possa arrivare anche una squadra asiatica. A contendersi il titolo questa sera sono Manchester City e Al Ahli Saudi, un saluto a tutti da Dubai! Ecco le squadre fare il loro ingresso in campo dove, ad attenderle, c'è già il trofeo che una delle due alzerà fra circa un paio d'ore:

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Uno sguardo alle formazioni, a cominciare da quella del favoritissimo City:

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E ora andiamo a conoscere l'Al Ahli Saudi, rivelazione del torneo, trascinato dalla stella siriana Omar Al Somah:

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Tutto pronto, la partita può cominciare!

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FIFA CLUB WORLD CUP | FINALE 1º/2º POSTO

CITY CAMPIONE, FESTA (QUASI) A CASA DELL'EMIRO​

Il Manchester dello sceicco Mansour, emiro di Abu Dhabi, sale sul tetto del mondo nella vicina Dubai, schiantando con un secco 3-0 in finale i sauditi dell'Al-Ahli

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Finale 1º/2º posto Fifa Club World Cup
MANCHESTER CITY-AL AHLI SAUDI 3-0
Marcatori:
7' Gabriel Jesus (M), 34' Bernardo Silva (M), 76' Walker (M).
Senza storia, come previsto e temuto, la finale che incorona il Manchester City campione del mondo per la prima volta nella propria storia: la differenza di valori, rispetto all'Al Ahli Saudi che aveva clamorosamente annientato il River Plate in semifinale, è apparsa evidente quanto quella tra Chelsea e Al Jazira lo scorso anno quando, però, solo una rete di Lukaku all'85' aveva consentito ai Blues di infrangere la barriera eretta dagli avversari a difesa della propria porta. Questa sera, invece, sono bastati 7 minuti ai Citizens per spezzare l'equilibrio e fare felice lo sceicco Mansour praticamente a casa sua, per quanto tra Abu Dhabi e Dubai intercorra una certa rivalità: Bernardo Silva batte una punizione veloce e duetta con Gabriel Jesus, servendolo con un pallonetto solo davanti al portiere, che il brasiliano mette scavalca con un morbido e facile lob (foto).

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Al 20' Sterling da lontano mette la palla sotto all'incrocio, ma carambola fuori (foto).

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Un quarto d'ora scarso più tardi anche Bernardo Silva la piazza sotto all'incrocio, ma quel tanto che basta affinché la sfera entri, per il raddoppio dei Citizens (foto).

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Allo scadere del primo tempo, al 46', c'è finalmente l'occasione di vedere i sauditi in attacco, e subito pericolosissimi quando, sul cross dalla sinistra di Al Moasher, Al Somah, di testa, la appoggia sul palo alla sinistra di Ederson (foto).

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Al 58' il City colpisce il terzo legno, con De Bruyne, la cui punizione si stampa sulla traversa e rimbalza fuori (foto).

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Ma al 76' la chiude Walker con un tiro sporcato dalla deviazione di braccio di Al Khabrani, che spiazza Yasser (foto).

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L'Al Ahli Saudi continua comunque a cercare, quantomeno, il gol della bandiera, che all'80' Ederson nega a Mohanad Asiri distendendosi alla sua sinistra (foto sotto), in quella che è l'ultima azione degna di nota, prima che la festa del City abbia inizio.

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Dopo le emozioni mondiali torniamo in Italia per la 18ª giornata del campionato di Serie A, la penultima del girone d'andata, che vede l'Atalanta fare visita al Perugia risultato fin qui - a sorpresa - la migliore tra le neopromosse.

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Una partita che l'Atalanta non può fallire, se non vuole perdere altro terreno dall'Inter capolista:

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Uno sguardo alle formazioni, a cominciare da quella del Perugia che lascia fuori molti dei suoi uomini migliori - dal portiere Tatarusanu a Kalinic, passando per Kolarov, Murgia e Manneh -, mentre l'Atalanta è rimaneggiata soprattutto in difesa, ma dalla cintola in su schiera i titolarissimi, con Orsolini che riceve da Gasperini una nuova occasione per ridiscutere le gerarchie interne con Solbakken:

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E si può cominciare!
 
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SERIE A 2022-23 | 18ª GIORNATA

IL PERUGIA FA TURN-OVER, L'ATALANTA RINGRAZIA​

Comoda vittoria per 4-1 dei bergamaschi in casa degli umbri eccessivamente rimaneggiati, a segno anche Orsolini

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18ª giornata Serie A
PERUGIA-ATALANTA 1-4
MARCATORI:
20' Pasalic (A), 34' Orsolini (A), 43' Muriel (A), 58' Vido (A), 67' Edera (P).
PERUGIA (4-3-3): Chichizola; Righetti (63' Di Chiara), Sgarbi, Romagna, Biraschi; Palmiero, Maggiore, Santoro (67' Murgia); Gaetano, Muraro (46' Kalinic), Edera. All. Alvini.
ATALANTA (4-3-3): Musso; Spinazzola, Bettella, Tolói, Maehle; Svanberg, Koopmeiners, Pasalic; Boga (63' Zortea), Muriel (52' Origi), Orsolini (55' Vido). All. Gasperini.
PERUGIA - L'Atalanta riparte da Perugia, con un successo convincente in casa del Grifone umbro dopo avere ottenuto appena un punto nelle due precedenti uscite contro Lazio e Sassuolo. Per i padroni di casa, invece, il secondo ko consecutivo, e un più generale ridimensionamento rispetto a quanto di buono fatto fin qui, perché comunque 21 punti in 18 giornate, per una squadra che da circa vent'anni non calcava i campi di Serie A, non sono poca cosa. Oggi, però, non c'è stata obiettivamente partita anche, forse, per l'eccessivo turn-over varato dal tecnico biancorosso, Alvini: gli uomini di Gasperini partono subito forte andando vicini al gol con Pasalic in avvio e ancora al 15', quando Muriel mette Boga davanti a Chichizola, che rimane freddo e respinge in corner (foto).

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L'appuntamento con il gol, per i bergamaschi, è solo rimandato di pochi minuti, perché al 20' Orsolini vede l'inserimento di Pasalic che, da posizione centrale, non fallisce (foto).

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Reagisce il Perugia, e al 24' Musso vola in corner sulla punizione di Edera. Alla mezz'ora Pasalic sfiora la doppietta con un destro dal limite che fa la barba al palo e si stampa sul supporto posteriore della porta di Chichizola. Il raddoppio, comunque, è nell'aria e arriva al 34', grazie ad un'iniziativa di Zappacosta sulla sinistra che porta Muriel al tiro e consente ad Orsolini, appostato a pochi metri dalla linea di porta, di ribattere in rete la respinta di Chichizola (foto sotto) rompendo un digiuno che durava dal suo esordio in campionato, proprio contro il Bologna sua ex squadra.

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A porta vuota anche la rete del 3-0, che Muriel mette a segno al 43' (foto sotto) approfittando di una fortunata carambola tra Romagna e Svanberg che, per i tabellini, frutta anche un assist allo svedese.

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Non cambia il copione nella ripresa, ma cambiano gli interpreti perché Vido, da poco entrato in sostituzione di Orsolini, cala il poker ottimamente imbeccato da Koopmeiners (foto).

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Battono però un colpo anche i padroni di casa che al 67' trovano, con Edera, il gol della bandiera: l'ex attaccante granata colpisce prima il palo, e poi è il più lesto a piombare sul pallone per ribadirlo in rete, con Musso ormai a terra (foto sotto). Al 90', infine, è il palo a negare anche a Zappacosta la soddisfazione del gol.

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Il punto sulla giornata​

L'Inter frena ma è campione d'inverno, a Verona salta Mihajlovic​

1659649711971.pngPur non andando oltre il pareggio interno contro l'Udinese, l'Inter di Mourinho è campione d'inverno con un turno di anticipo, grazie alla contemporanea sconfitta della Roma nel big match contro la Juventus, che consente proprio ai bianconeri e all'Atalanta di raggiungere i giallorossi al secondo posto, ma a -4 dai nerazzurri. Alle spalle di questo terzetto riprende, immeditamente, la marcia della Sampdoria interrotta tre giorni fa all'Olimpico, con i blucerchiati che mettono di nuovo una certa distanza nei confronti delle inseguitrici, a cominciare dal Milan battuto nel confronto diretto, ma considerando anche il Napoli, fermato sul pari dal Venezia, e la Fiorentina, sorpresa al Franchi dal Lecce. Detto anche del colpo del Parma a Marassi contro il Genoa e della vittoria dell'Empoli contro il Torino, si fa sempre più grave la situazione del Verona, unica squadra di bassa classifica ad uscire sconfitta anche oggi. Ed il pesante ko in casa della Lazio significa la fine dell'avventura sulla panchina dell'Hellas per Sinisa Mihajlovic: la quarta sconfitta consecutiva - seconda di fila con un passivo di quattro reti dopo l'incredibile 0-4 contro il Genoa di domenica - è risultata davvero eccessiva per i dirigenti scaligeri, ai quali non è rimasta altra scelta che esonerare il tecnico serbo.

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Ottima prestazione in Umbria con il Perugia che decide di fare pure un po' di turnover. Meglio per noi e per la nostra classifica che ci vede pure rosicchiare tre punti alla Roma, mentre l'Inter resta un po' staccata, ma non di tanto
 
Riusciamo a far atterrare sonde su Asteroidi in movimento a milioni di chilometri di distanza e poi abbiamo ancora problemi di connessione o del segnale radio quando si percorre una galleria di 50 metri :D
 
Riusciamo a far atterrare sonde su Asteroidi in movimento a milioni di chilometri di distanza e poi abbiamo ancora problemi di connessione o del segnale radio quando si percorre una galleria di 50 metri :D
beh è stato un po' come tornare indietro di 10 anni, quando in vacanza chiedevi il wifi a qualsiasi bar, benzinaio o chioschetto a cui capitassi a tiro... come tornare giovani!

dimenticavo una notizia dal mercato allenatori precedente alla prossima giornata di campionato, la recupero qui:

SERIE A 2022-23

VERONA, PANCHINA AD INZAGHI SENIOR​

Superpippo chiamato a prendere le redini della squadra dopo la fallimentare esperienza Mihajlovic

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VERONA - 19 anni dopo averne vestito la maglia da giocatore, Filippo Inzaghi è pronto a diventare il nuovo allenatore dell'Hellas Verona: Superpippo ha accettato di rilevare in corsa le redini della squadra lasciate vacanti da Sinisa Mihajlovic dopo un inizio di stagione decisamente deludente, che vede gli scaligeri al penultimo posto con appena 16 punti all'attivo in 18 giornate, e un trend di quattro sconfitte consecutive che è quel che più preoccupa la piazza. Per Inzaghi si tratta della quarta avventura in Serie A dopo quelle - tutte, per la verità, poco fortunate - alla guida di Milan, Bologna e Benevento. L'ex bomber piacentino ha però uno score migliore in B, campionato vinto alla grande con Benevento e nel quale ha saputo essere protagonista anche con il Brescia. Ora una nuova possibilità nel campionato maggiore, alla testa di una squadra la cui rosa appare comunque attrezzata per giocarsi la salvezza fino alla fine.
 
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Il campionato dell'Atalanta giunge oggi al giro di boa con l'ultima partita del girone d'andata, allo Stadio Olimpico "Grande Torino", contro i granata di Juric che provano ad affacciarsi nella parte sinistra della classifica, mentre i bergamaschi vogliono dare continuità alla larga vittoria di Perugia. Queste le formazioni:

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Fa scalpore la panchina di Josip Ilicic, grande ex e fin qui trascinatore del Torino, ma è molto probabile che lo sloveno possa subentrare in corso d'opera. Confermatissimo, invece, Petagna al centro dell'attacco dopo la cessione di Belotti al Milan. Nell'Atalanta tirano il fiato Tolói e Pasalic, al loro posto Sutalo e Malinovskyi, mentre Hateboer, non al meglio, per il secondo match consecutivo è sostituito da Maehle.
 
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SERIE A 2022-23 | 19ª GIORNATA

L'ATALANTA RICAMA, ORIGI CONCRETIZZA​

Il belga butta dentro il primo pallone toccato, finalizzando così la netta supremazia bergamasca

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19ª giornata Serie A
TORINO-ATALANTA 0-1
MARCATORI:
63' Origi (A).
TORINO (3-4-2-1): Milinkovic-Savic V.; Bremer, Izzo, Rodríguez; Aina, Mandragora, Ricci (68' Manu Trigueros), Singo (62' Nández); Brekalo, Linetty (47' Ilicic); Petagna. All. Juric.
ATALANTA (4-3-3): Musso; Zappacosta, Palomino, Sutalo, Hateboer; Svanberg (83' Koopmeiners), De Roon, Malinovskyi; Boga (62' Origi), Muriel, Solbakken (68' Orsolini). All. Gasperini.
TORINO - Ancora una vittoria in trasferta per l'Atalanta dopo la goleada di Perugia e, anche se questa volta lo score dice di un successo di misura, il predominio degli uomini di Gasperini al cospetto del Torino del suo allievo Juric è stato eclatante. A dare concretezza alla supremazia bergamasca ci ha pensato ancora una volta Origi, in gol letteralmente al primo pallone toccato dopo avere fatto il suo ingresso in campo al posto di Boga, intorno all'ora di gioco. Nel primo tempo, invece, il netto predominio della Dea aveva prodotto solo una sassata di Muriel, a lato di poco, al 20'. Il grande ex Ilicic, entrato a inizio ripresa, per un attimo sembrava aver dato la scossa al Toro, andando subito al tiro e propiziando un paio di ficcanti ripartenze. Ma, come detto, è stato sufficiente che Origi rilevasse Boga, perché l'Atalana trovasse finalmente la via del gol. È il 63' quando il belga si beve Izzo con una finta di corpo e anticipa il tackle di Ricci, superando Milinkovic-Savic sul palo più lontano (foto).

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Un minuto dopo ancora Origi ruba palla ai difensori granata in uscita ma questa volta trova la risposta di Milinkovic-Savic, mentre sull'altro fronte, al 71', Petagna angola troppo il sinistro da buona posizione. L'Atalanta continua a premere e all'83' il portiere serbo deve distendersi a mano aperta sul violento destro di Malinkovskyi (foto sotto) e in pieno recupero, al 94', è sempre Milinkovic-Savic ad evitare ai suoi un passivo maggiore, sventando il pallonetto del solito Origi, lanciato in campo aperto da Orsolini.

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A fine partita c'è anche spazio per l'abbraccio tra Gasperini e Josip Ilicic (foto sotto), ritrovatisi dopo le tante soddisfazioni raccolte, insieme, negli anni a Bergamo.

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Il punto sulla giornata​

La Juve travolge il Milan, Superpippo: buona la prima a Verona​

1660039021151.pngL'Inter, già campione d'inverno, passa perentoriamente anche a Venezia e doppia la boa di metà campionato con 40 punti, mantenendo 4 lunghezze di vantaggio, oltre che sull'Atalanta, anche sulla Juventus dilagante a San Siro contro un Milan nuovamente in crisi nera, al secondo ko consecutivo e distante 13 punti dai cugini. Si stacca dalla coppia di inseguitrici la Roma, fermata sul pari dal Napoli e raggiunta al quarto posto da una Sampdoria sempre più convincente ogni settimana che passa. Ottimo l'esordio di Filippo Inzaghi sulla panchina del Verona, che rifila quattro gol al Sassuolo, il Perugia strappa un buon punto a Bologna mentre l'Udinese incappa, contro la Fiorentina, nell'ennesima sconfitta in casa: addirittura la quarta di fila. I friulani concludono la loro andata con un bilancio disastroso alla Dacia Arena, fatto di appena una vittoria, per altro datata 4 settembre, 4 pareggi e 6 sconfitte.

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Ci basta Origi a Torino per vincere la partita, anche se meritavamo di segnare qualche gol in più, ma l'importante é aver centrato i tre punti che ci permettono di scrollarci di dosso la Roma che pareggia in casa con il Napoli
 

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