SERIE A 2022-23 | 18ª GIORNATA
IL PERUGIA FA TURN-OVER, L'ATALANTA RINGRAZIA
Comoda vittoria per 4-1 dei bergamaschi in casa degli umbri eccessivamente rimaneggiati, a segno anche Orsolini
18ª giornata Serie A
PERUGIA-ATALANTA 1-4
MARCATORI: 20' Pasalic (A), 34' Orsolini (A), 43' Muriel (A), 58' Vido (A), 67' Edera (P).
PERUGIA (4-3-3): Chichizola; Righetti (63' Di Chiara), Sgarbi, Romagna, Biraschi; Palmiero, Maggiore, Santoro (67' Murgia); Gaetano, Muraro (46' Kalinic), Edera. All. Alvini.
ATALANTA (4-3-3): Musso; Spinazzola, Bettella, Tolói, Maehle; Svanberg, Koopmeiners, Pasalic; Boga (63' Zortea), Muriel (52' Origi), Orsolini (55' Vido). All. Gasperini.
PERUGIA - L'Atalanta riparte da Perugia, con un successo convincente in casa del Grifone umbro dopo avere ottenuto appena un punto nelle due precedenti uscite contro Lazio e Sassuolo. Per i padroni di casa, invece, il secondo ko consecutivo, e un più generale ridimensionamento rispetto a quanto di buono fatto fin qui, perché comunque 21 punti in 18 giornate, per una squadra che da circa vent'anni non calcava i campi di Serie A, non sono poca cosa. Oggi, però, non c'è stata obiettivamente partita anche, forse, per l'eccessivo turn-over varato dal tecnico biancorosso, Alvini: gli uomini di Gasperini partono subito forte andando vicini al gol con Pasalic in avvio e ancora al 15', quando Muriel mette Boga davanti a Chichizola, che rimane freddo e respinge in corner (
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L'appuntamento con il gol, per i bergamaschi, è solo rimandato di pochi minuti, perché al 20' Orsolini vede l'inserimento di Pasalic che, da posizione centrale, non fallisce (
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Reagisce il Perugia, e al 24' Musso vola in corner sulla punizione di Edera. Alla mezz'ora Pasalic sfiora la doppietta con un destro dal limite che fa la barba al palo e si stampa sul supporto posteriore della porta di Chichizola. Il raddoppio, comunque, è nell'aria e arriva al 34', grazie ad un'iniziativa di Zappacosta sulla sinistra che porta Muriel al tiro e consente ad Orsolini, appostato a pochi metri dalla linea di porta, di ribattere in rete la respinta di Chichizola (
foto sotto) rompendo un digiuno che durava dal suo esordio in campionato, proprio contro il Bologna sua ex squadra.
A porta vuota anche la rete del 3-0, che Muriel mette a segno al 43' (
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Non cambia il copione nella ripresa, ma cambiano gli interpreti perché Vido, da poco entrato in sostituzione di Orsolini, cala il poker ottimamente imbeccato da Koopmeiners (
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Battono però un colpo anche i padroni di casa che al 67' trovano, con Edera, il gol della bandiera: l'ex attaccante granata colpisce prima il palo, e poi è il più lesto a piombare sul pallone per ribadirlo in rete, con Musso ormai a terra (
foto sotto). Al 90', infine, è il palo a negare anche a Zappacosta la soddisfazione del gol.
Il punto sulla giornata
L'Inter frena ma è campione d'inverno, a Verona salta Mihajlovic

Pur non andando oltre il pareggio interno contro l'Udinese, l'Inter di Mourinho è campione d'inverno con un turno di anticipo, grazie alla contemporanea sconfitta della Roma nel big match contro la Juventus, che consente proprio ai bianconeri e all'Atalanta di raggiungere i giallorossi al secondo posto, ma a -4 dai nerazzurri. Alle spalle di questo terzetto riprende, immeditamente, la marcia della Sampdoria interrotta tre giorni fa all'Olimpico, con i blucerchiati che mettono di nuovo una certa distanza nei confronti delle inseguitrici, a cominciare dal Milan battuto nel confronto diretto, ma considerando anche il Napoli, fermato sul pari dal Venezia, e la Fiorentina, sorpresa al Franchi dal Lecce. Detto anche del colpo del Parma a Marassi contro il Genoa e della vittoria dell'Empoli contro il Torino, si fa sempre più grave la situazione del Verona, unica squadra di bassa classifica ad uscire sconfitta anche oggi. Ed il pesante ko in casa della Lazio significa la fine dell'avventura sulla panchina dell'Hellas per Sinisa Mihajlovic: la quarta sconfitta consecutiva - seconda di fila con un passivo di quattro reti dopo l'incredibile 0-4 contro il Genoa di domenica - è risultata davvero eccessiva per i dirigenti scaligeri, ai quali non è rimasta altra scelta che esonerare il tecnico serbo.
