Mannaia alla konamiKjaer se ne è andato dentro al mercato della master, non tutte le operazioni me le sono inventate. Ad esempio anche Minamoto e Rice alla Juve...
Poi ovvio, di tanti altri trasferimenti assurdi invece non ho tenuto conto.
Mannaia alla konamiKjaer se ne è andato dentro al mercato della master, non tutte le operazioni me le sono inventate. Ad esempio anche Minamoto e Rice alla Juve...
Poi ovvio, di tanti altri trasferimenti assurdi invece non ho tenuto conto.


L'esclusione da tutte le coppe ha lasciato il segno, e indotto il presidente De Laurentiis ad aprire, finalmente, i cordoni della borsa. A fronte di un'unica cessione capace di garantire una plusvalenza - quella di Lozano all'Ajax, mentre gli addii di Insigne, Ghoulam, Meret, Manolas, Petagna e Younes poco hanno spostato in termini di bilancio - sono arrivati rinforzi in tutti i reparti: Dragowski in porta, l'ex capitano del Milan Romagnoli e Tuanzebe in difesa, Bernardeschi, Berardi e gli argentini Angileri e De la Vega sulle corsie esterne. Nuovo anche l'allenatore, De Zerbi, al posto dell'esonerato Spalletti.
Cacchio De La Vega 83 mi gasaVisualizza allegato 260341
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Visualizza allegato 260343L'esclusione da tutte le coppe ha lasciato il segno, e indotto il presidente De Laurentiis ad aprire, finalmente, i cordoni della borsa. A fronte di un'unica cessione capace di garantire una plusvalenza - quella di Lozano all'Ajax, mentre gli addii di Insigne, Ghoulam, Meret, Manolas, Petagna e Younes poco hanno spostato in termini di bilancio - sono arrivati rinforzi in tutti i reparti: Dragowski in porta, l'ex capitano del Milan Romagnoli e Tuanzebe in difesa, Bernardeschi, Berardi e gli argentini Angileri e De la Vega sulle corsie esterne. Nuovo anche l'allenatore, De Zerbi, al posto dell'esonerato Spalletti.
Acquisti
Dragowski (Fiorentina), Bernardeschi (Juventus), De la Vega (Lanús), Tuanzebe (Manchester United), Romagnoli A. (Milan), Angileri (River Plate), Berardi (Sassuolo).
Rientro prestiti
* Gaetano (Cremonese), * Luperto (Empoli).
* con un asterisco i giocatori rientrati da prestiti e successivamente ceduti a titolo definitivo o temporaneo
Cessioni
Lozano (Ajax), Younes (Eintracht), Ghoulam (Galatasaray), Meret (Lazio), Manolas (Olympiakos), Palmiero (Perugia), Petagna (Torino), Insigne (Toronto).
Prestiti temporanei
Zerbin (Frosinone), Gaetano (Perugia), Folorunsho (Pisa), Luperto (Udinese), Contini (Vicenza).
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Allenatore
ROBERTO DE ZERBI
Pompato per bene, eh?Cacchio De La Vega 83 mi gasa![]()
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La riconquista della Serie A dopo un solo anno di purgatorio ha permesso al Parma di non smantellare del tutto la propria rosa e di avere bisogno di pochi accorgimenti per farsi trovare pronta al ritorno tra i grandi: l'ex interista Vecino è senz'altro il pezzo pregiato del mercato, cui si aggiungono Cassata, Belec, Simy ed il rientro dai prestiti di Pezzella e Grassi. Confermato in panchina l'allenatore della promozione, Enzo Maresca, e confermato soprattutto Gigi Buffon tra i pali.
grazie Principe!Comunque questa panoramica è bellissima e ti fa immergere nella stagione che verrà vivendola come si fa in estate nel calcio reale.
Grande Pedro!!


18 anni dopo la sconfitta nello spareggio incrociato con la Fiorentina - lo stesso che sancì per la stagione successiva il passaggio da 18 a 20 squadre, mentre nel campionato alle porte è prevista l'operazione inversa - il Perugia ritrova la Serie A, per la quale si è attrezzata con una campagna acquisti extra-large, che ha nei veterani Kolarov e Kalinic i nomi più illustri, ai quali si aggiungono, tra gli altri, Tatarusanu, Romagna, Biraschi, Kastanos, Maggiore, Gaetano, Edera e Alfredo Donnarumma. Curiosità anche per il debutto in A del tecnico Massiliano Alvini, dopo 20 anni di gavetta in provincia.


Squadra che vince (la Conference League) non si cambia: il ritorno al successo in una coppa europea dopo decenni ha indotto la Roma al rinnovo di Gigi Di Biagio, subentrato in corsa a Mourinho nella passata stagione, e a confermare sostanzialmente in blocco la squadra, che pure per buona parte del campionato era stata in lotta per lo scudetto, salvo il cedimento finale che l'ha portata addirittura a fallire la qualificazione in Champions League. Sia come sia, la società ha ritenuto di muoversi lo stretto indispensabile, comprando solo Freuler dall'Atalanta.


Con l'ex presidente, e attuale proprietario, Ferrero ancora dietro alle sbarre e la mancanza di acquirenti affidabili alle porte, non tira una bella aria alla Sampdoria, alle prese con molte e importanti cessioni: su tutte, quelle della bandiera Quagliarella, che saluta per sopraggiunti limiti d'età, e della stella Damsgaard, ceduto sull'altare del bilancio, al pari di Vieira. In entrata, invece, l'operazione più importante è stata sicuramente quella per Supryaga, mentre Giovinco e Rincón sono gli affari low-cost.


In un colpo solo se ne sono andati il capitano Berardi, Scamacca e Boga, senza contare Romagna e una bandiera come Magnanelli, uno che sapeva ancora farsi sentire nello spogliatoio, pur giocando ormai poco. In entrata due giovani dalla capitale - il laziale Moro ed il romanista Ciervo - e soprattutto João Pedro che, insieme a Raspadori, avrà il compito di reggere sulle proprie spalle il peso dell'attacco neroverde. Attenzione anche a Brignola e soprattutto Erlic, rientrati dai rispettivi prestiti per giocare, e poi alla crescita dei tanti giovani.


Non una sessione di mercato banale, per il Torino: se ne sono andati il capitano Belotti, Zaza, Baselli e altri giocatori che rivestivano una posizione importante, come Rincón, Lukic, Pobega e Praet, sia pure, nel caso di questi ultimi due, fossero partenze previste perché in granata solo di passaggio. Importanti, però, sono anche gli arrivi, da Ilicic a Nández, da Petagna a Trigueros e Gyasi. E dopo l'eccezionale girone di ritorno dell'ultimo campionato, in cui nessun'altra squadra ha saputo fare meglio, ci si aspetta molto da questo Toro.


L'ultima stagione ha visto i friulani tornare a riassaporare, per qualche giornata, la zona Europa, ma l'ultimo mercato non sembra avere dato seguito ai segnali di ripresa visti sul campo, e la rosa allestita dai Pozzo e consegnata a Valerio Bertotto, pronto ad esordire da allenatore dopo essere stato capitano in campo a cavallo tra gli anni '90 e 2000, non sembra certo essersi rafforzata. Le operazioni - sia in entrata che in uscita - si sono limitate al reparto difensivo, con un piccolo lifting anche in attacco, dove Bajc sostituisce Pussetto.


Se lo scorso era stato il campionato della salvezza da ottere ad ogni costo - e arrivata, sostanzialmente, con relativa tranquillità -, il prossimo, nelle intenzioni della dirigenza, dovrà essere quello del consolidamento in Serie A: si spiegano così operazioni importanti come quelli di Cuisance, Ullmann e Nsamé e altri arrivi di rilievo, sia pure a costo zero, come Romero, Nani e Pessina, quest'ultimo oggetto di scambio alla pari con l'Atalanta, a cui è andato Haps. A dispetto delle quattro retrocessioni previste quest'anno, la rosa allestita pare all'altezza della missione.


Mercato difficile da comprendere, quello del Verona, che ha portato al Bentegodi due terzini destri come Mattiello e Depaoli pur avendo già, in quel ruolo, Faraoni, Ruegg e Casale. Molto importante è stato trattenere Simeone ma, al di là di questo, la campagna acquisti ha lasciato più di un interrogativo, tanto che anche il nuovo tecnico, Sinisa Mihajlovic, avrebbe espresso privatamente tutte le proprie perplessità. E non è escluso che il serbo possa essere il primo allenatore a saltare, magari anche prima dell'inizio del campionato.











Clamoroso successo per 4-2 della Roma di Di Biagio, a San Siro, contro l'Inter dell'avvelenatissimo ex Mourinho, mentre finisce in parità, 2-2, l'altro big match tra Napoli e Milan. Stesso risultato con il quale l'Empoli ferma, allo Stadium, la Juventus campione d'Italia. Vincono anche Sassuolo, Lazio, Fiorentina e Sampdoria, oltre naturalmente all'Atalanta, ma il risultato più rotondo è quello con cui l'Udinese annichilisce il Genoa davanti al suo pubblico: uno 0-4 tanto pesante quanto inatteso, che di certo deve far suonare un primo campanello di allarme agli uomini di Blessin.

Non poteva iniziare nel migliore dei modi l'avventura di Duván Zapata in Premier League: il suo Leicester City travolge 4-0 l'Aston Villa alla prima di campionato e il colombiano realizza una tripletta, facendo scoccare subito la scintilla nei cuori dei nuovi tifosi. Quello appena iniziato sarà un campionato inglese a suo modo storico, perché per la prima volta in oltre cent'anni mancherà l'Arsenal, ancora alle prese con lo shock del post-retrocessione e infatti sconfitto alla prima di Championship, 2-1 a Blackburn. In Premier, invece, alla famiglia delle grandi si aggiunge da quest'anno il Newcastle costruito con i petrodollari sauditi.