Riprendo questo testo per fare qualche considerazione:
https://caveasinus.wordpress.com/2016/09/09/prima-voti-poi-rifletti/
Questione iter legislativo. Il senato non si occupa più a pieno titolo di tutte le materie. Ha pieno titolo solo su alcune tipologie di leggi. A seconda dei poteri sull'argomento c'è una procedura. Come è adesso è ovviamente molto più semplice: le due camere hanno esattamente gli stessi poteri, qualsiasi legge passa da camera a senato, questo finchè non viene più modificata.
Il nuovo iter prevede appunto dove e come il senato può intervenire. Credo sia più una questione di messa a regime. Una volta che il sistema è in funzione penso non ci saranno grandi problemi. Sono questioni tecniche.
Non è così. Per le leggi ordinarie il senato ha 30 giorni per proporre modifiche. Dopodiché la legge torna alla camera ha 20 giorni di tempo per decidere se accogliere o meno le richieste. Fine.
Non vedo dove è il problema. Adesso l'iniziativa legislativa è così:
Visualizza allegato 73516
L'iniziativa è quella a sinistra: Governo, Regioni, Cnel, Cittadini. Questo oltre all'iniziativa parlamentare.
Del contenimento dei costi ho già detto, mi pare, che lo ritengo una cosa marginale nella riforma.
Del Cnel anche ho già detto, anche questa per me una cosa marginale.
Sul titolo V posso dire che la riforma del 2001 ha portato a un conflitto tra Stato e Regioni. La Corte Costituzionale ha dovuto in tal senso esaminare e sentenziare circa 1600 ricorsi.
Ora la riforma tende a riportare maggiormente i poteri verso lo stato e stabilisce in generale una supremazia di questi. La gestione più territoriale rimane comunque alle regioni. Difficile stabilire se diminuiranno questi conflitti e se il nuovo sistema non abbia controindicazioni.
Sulle Province ho già detto, in pratica viene solo cancellato il temine dalla carta costituzionale.
Non lo so... Come potranno poverini. Ma soprattutto come fanno in Francia e in Germania (anche se li il sistema è una attimo differente)?
Questo ci sta come ragionamento. Però c'è anche un altro articolo che specifica "su indicazione degli elettori", questo durante le votazioni per i consigli regionali. Sarà da vedere perchè andrà fatto poi, se passasse il si, una legge elettorale che chiarirà meglio come avverrà questa elezione.
Il vincolo di mandato è una cosa dibattuta, ma anche pericolosa. Se da un lato rimanda a un comportamento coerente (fin qui siamo d'accordo), dall'altro limita le decisioni del singolo rappresentante. Se per esempio sei vincolato a un partito e alla sua linea, non potresti opporti a una qualsiasi cosa che per te personalmente è sbagliata.
Nel caso di questo nuovo senato la rappresentanza dovrebbe essere locale. Cioè, il sindaco della città X o il consigliere della regione Y dovrebbero cercare di portare le istanze della proprio elettorato locale. Almeno, si spera sia così.
Anche questo è un tema molto dibattuto. Basta guardare cosa succede in Turchia dove l'immunità parlamentare è stata abolita, esponenti del partito filo-curdo arrestati. Sia chiaro che l'immunità non significa che non si può indagare, ma che per intercettazioni e perquisizioni deve essere chiesto l'ok del parlamento. L'arresto può avvenire solo in caso di fragranza di reato o per condanna definitiva (terzo grado di giudizio)
Ora ci sono 315 senatori con l'immunità, dopo saranno 100. E non credo che i 315 senatori siano tutti angioletti, purtroppo.
Basta vedere lo schemino sopra. Il cnel è eletto, le regioni sono elette in parlamento? E il nuovo senato rappresenta proprio regioni e comuni. Si parla di iniziativa, non di una legge fatta e approvata.
A parte che la popolazione forse dal 48 è aumentata. Ma la cosa fondamentale è: ora le leggi di iniziativa popolare possono essere direttamente cestinate, con la riforma dovranno essere discusse alla camera, tutte.
Sono strumenti nuovi, non ancora ben definiti, di democrazia "diretta". Già ci lamentiamo a priori che ci sono strumenti in più di questo tanto decantata democrazia "diretta"?
Qui c'è grande confusione. Vediamo come è adesso: una delle cose contestate è l'abuso da parte dei governi del "decreto legge". Questo dovrebbe essere usato in casi di urgenza, ma invece è abbastanza abusato. In sostanza il governo fa una legge che va in vigore direttamente, senza passare dal parlamento. Poi passa in parlamento, quando è già in vigore, che deve discuterla e votarla entro 60 giorni. Altrimenti decade.
Il nuovo strumento dovrebbe diminuire l'abuso di questo strumento. Si tratta del "vota a data certa". Il governo passa, come prioritario, un disegno di legge al parlamento. Questo lo discute e vota entro 70 giorni. La differenza è che la legge prima di entrare in vigore passa dal parlamento.
Adesso ci vogliono 500 mila firme per un referendum abrogativo. Questo rimane.
In più se si raggiungono 800 mila firme il quorum è calcolato sui votanti delle ultime elezioni. Significa che se ha votato il 60% alle ultime elezioni, il quorum diventa anzichè 50% degli aventi diritto al voto, 30%, perchè è proporzionale a quel 60% che ponevo come esempio.
Altra confusione. Il parlamento non può dichiarare guerra a nessuno, perchè lo prevede l'art. 11
Questo significa che la delibera di stato di guerra avviene solo nel caso in cui si è attaccati. Ora lo deliberano le due camere, con la riforma solo la camera. La dichiarazione di stato di guerra viene poi fatta dal Presidente della Repubblica, in quanto garante.
Adesso il Presidente della Repubblica può essere eletto a maggioranza del 51% già dal quarto scrutino.
Con la riforma dal quarto scrutinio con 3/5 degli elettori complessivi, dal settimo scrutinio con i 3/5 dei votanti. Quindi ora già dal quarto scrutinio una maggioranza può eleggere il presidente della repubblica. Poi sarà invece più difficile. 3/5 sono 378, anche con l'eventuale legge elettorale attuale, cioè l'Italicum la maggioranza da sola avrebbe 340 deputati.
Potrei andare avanti, ma è un pò lunga. Nel caso interessi posso fare uno sforzo.