Io con questo gioco ho chiuso.
Loro e gli invasori del c...o, che anche se sono offline spuntano fuori.
Zone marchiate dove per forza non puoi scappare, ma combattere e crepare. Tipo una chiesa dove c'è un punto per riposare e dei ricettari. Niente, non puoi perchè una testa di c...o color rosso esce e devi solo combattere, senza cavallo, dentro una specie di ring.
Ho perso due ore per livellare e tutto per niente (più aumenti di livello, più tempo ci vuole): perso tutto.
Iniziale entusiasmo, poi basta: non è un gioco che fa per me...botte qui, botte là....ma zzate qui e là....
O mi lasciano giocare, o vaff.....lo.
Allora, chiaramente non prendere questo messaggio come se volessi insegnarti a giocare, ma, visto che siamo anche coetanei, come se ne discutessimo durante la ricreazione a scuola.
Il punto di partenza è che un videogioco deve essere un divertimento, un momento di relax,
Se un gioco non lo è, se diventa addirittura uno stress, non ha senso giocarlo.
Ci sono generi di giochi che non ci piacciono (io non giocherei mai a Fortnite, per dire il primo che mi viene in mente), e conta anche moltissimo l'ambientazione.
Ciberpunk ben difficilmente lo avrei preso anche fosse stato un capolavoro, Horizon Forbidden West (a parte che al momento è esclusiva Sony) forse un domani a prezzo scontato. Questo lo avrei comprato anche in caso di recensioni molto negative.
Qui parliamo di un openworld, soulslike, rpg, di ambientazione fantasy. Non un vero multiplayer, ma giocare almeno un po' online può essere fondamentale. Difficile e senza la possibilità di scegliere il livello.
Insomma, non un gioco che possa andare bene a tutti.
Oltretutto, se ricordo bene, tu non avevi giocato a precedenti titoli della From.
La mia impressione è che tu sia partito troppo diretto. O sei un fenomeno pad alla mano (ma comunque ti perderesti il succo del gioco) o ti schianti contro un muro. Leggendo quello che scrivi, hai esplorato il triplo di quello che ho fatto io finora.
Guarda, io penso che avremo un EFootball decente offline il prossimo settembre. La mia idea è che Elden Ring, inframmezzato occasionalmente da altri giochi, mi faccia compagnia fino a quella data,
Lo devi affrontare con molta più pazienza, pensare che una sera giochi due ore solo per livellare senza fare alcun progresso o scoprire qualcosa di nuovo.
Per darti l'idea, ieri sera ho finito tardi di lavorare, ero incerto se giocare un po'. L'idea era quella di affrontare l'npc di cui parlavo ieri, non lo ritengo impossibile. Ma poi ho pensato che se fossi nuovamente morto al primo tentativo avrei subito spento incavolato.
Quindi sono andato al cancello, ho evocato un paio di alleati umani (e se tu non puoi farlo indubbiamente il gioco si complica ancora di più di quanto già non sia) perchè non avevo voglia di sbattermi troppo.
Con quegli alleati ci siamo fatti strada fino al prossimo luogo di grazia, ho trovato una che mi ha dato le ceneri delle meduse da evocare, e poi ho congedato gli alleati senza andare oltre.
Ho anche esplorato meglio una parte delle zone ai lati della strada che avevamo fatto (a dire il vero, solo da una parte) ho visto una specie di soldato gigante con alabarda che ho marcato sulla mappa ma senza affrontarlo, ho trovato uno strano cerchio con qualcosa di luminoso ma non ci sono entrato (anche questo marcato), e ho trovato l'amuleto che aumenta la gittata dell'arco. E sono stato a lungo incerto se aprire o meno quel baule.....
E poi sono andato a dormire contento.
Per concludere, io mi ero trovato in passato nella tua stessa situazione con giochi che mi piacevano ma trovavo frustranti. Il primo Resident Evil per esempio. Lo avevo mollato e credevo di non riprenderlo più.
La mia soluzione era stata di ricominciarlo da capo, conoscendo le meccaniche avevo evitato certi errori fatti la prima volta, giunto ai punti in cui mi ero bloccato avevo uno spirito "diverso" dalla prima volta e avevo fatto tutto il gioco, che è certamente uno dei miei preferiti di sempre.