Sapete che non amo i post lunghi, ma stavolta vi chiedo 5’ di lucidità e oggettività per confrontarvi con questo mio pensiero (e magari mi direte che sono tutte stupidaggini)
Secondo me c’è un equivoco di fondo nella disputa sul momentum (o script, o IA).
Molti si lamentano della sensazione di
non determinare direttamente il risultato, ma di essere influenzati da fattori esterni che a volte incidono in maniera decisiva; l’equivoco sta proprio qui.
L’affermazione è vera perchè a pes NON SI GIOCA DA SOLI!
Si controlla un giocatore alla volta e quindi si gioca con la IA che muove gli altri 10 (se così non fosse sarebbe il Subbuteo che giocano i bambini).
Quindi la IA esiste e possiamo influenzarla solo indirettamente, scegliendo allenatori, tattiche, giocatori con caratteristiche e stati di forma differenti, ecc.
In più, a meno che non si scelga di giocare FULL MANUAL, anche nel giocatore che si controlla incide la IA perché con i vari livelli di assistenza si chiede un aiuto per compensare le nostre lacune (e automaticamente si perde il controllo totale di ciò che succede).
La IA è quindi una componente fondamentale di PES per aumentare il REALISMO del gioco;
come nel calcio reale incide quindi sulle performance, portando ad una situazione dove nella maggioranza dei casi vince il più forte, ma a volte capita che una squadra più debole possa battere una più forte, sia in una singola partita (Juventus-Udinese 0-1; Udinese-Napoli 3-1) sia a volte addirittura in un campionato (Leicester).
Sulla frequenza di queste sorprese incidono fattori ESOGENI (arbitro, fortuna, clima, stato del terreno, orario) che vanno a influire su quelli ENDOGENI (forza oggettiva della squadra, stato di forma, concentrazione, abilità tecnica e tattica, mentalità).
La stessa cosa vale anche per PES, dove tra le variabili esogene dobbiamo mettere anche lo stato della CONNESSIONE e la piaga dei QUITTER/LAGGER.
I giocatori VINCENTI lavorano con costanza sulle variabili endogene per essere più forti di quelle esogene, quelli PERDENTI incolpano sempre e solo quelle esogene e non fanno niente per migliorarsi, tanto c’è l’alibi del “sistema” (che chissà perché poi si dovrebbe svegliare ogni mattina per avercela proprio con loro).
Ciascuna squadra (calcio reale) o player (PES), vede la sua realtà contingente, quindi ha una visione PARZIALE e SOGGETTIVA della realtà complessiva; guardando ad un campione più ampio di partite e su un periodo più lungo (ad esempio analizzando tutte le partite dei 13.000 utenti di MYclub, quindi un totale di 6.5 milioni di partite circa) sono certo che troveremmo una classifica che rispecchia esattamente le capacità di ciascun giocatore.
Le varabili esogene (quindi la IA, o script o momentum) ci sono per tutti: sia nel calcio reale sia in quello virtuale,
più la competizione è lunga, più IL CAMPO premierà il più forte in quella stagione.
Quindi hanno ragione sia maurotrento (la IA esiste), sia renton (conta il manico), solo che uno vede la realtà alla Mazzari, uno alla Conte.
Punto.
Fatevene una ragione e
torniamo a parlare di variabili endogene, che sono le uniche che possiamo influenzare.
Anche perché…….proviamo a immaginare PES 2017 senza influenza dell’IA:
- Togliamo le tattiche;
- Togliamo lo stato di forma;
- Togliamo le skill dei giocatori;
- Togliamo il mercato e diamo a tutti gli stessi giocatori.
- Togliamo ogni fattore che non sia la bravura del videogiocatore con il pad
Ecco a voi PES 2017, dove il VIDEOGIOCATORE più forte vince.
Visualizza allegato 50016
Secondo me Konami andrebbe più apprezzata che criticata per la presenza dell’IA che rende PES una simulazione di calcio molto realistica (con pregi e difetti per carità).
E in fondo è così, perché a parte alcune eccezioni che rispetto (tipo Great75), siamo tutti lì a rinnovargli la fiducia ogni anno giocando migliaia di partite.
PS: la Juve vince più degli altri perché lavora sulle variabili ENDOGENE (vedi reazione post Sassuolo).