PES League – “Scandalosamente”…Renzo!

Lodeserto dei Supremacy si conferma Campione d'Italia e nostro rappresentante ai mondiali, Ordine dei Cavalieri numeri uno fra i clan

1998
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Il più grande inganno del Diavolo, è stato far credere al mondo che lui non esiste“. Partiamo con una citazione, famosissima, la prima saltata in mente quando si è appreso che il nuovo Campione d’Italia PES League era ancora Renzo Lodeserto! Un successo suggestivo, difficile da commentare quello del barese per la portata del risultato, per gli equilibri che sposta nelle gerarchie del PES Italiano, per la natura beffarda di un personaggio furtivo e letale come nessuno nella storia del campionato nazionale. Se fossimo in un GDR, Renzo Lodeserto sceglierebbe sicuramente la classe del Rogue, uno che si fa vedere poco, sfuggente, che ama farsi sottovalutare dagli avversarsi per poi colpirli quando meno se lo aspettano. L’arte dell’inganno, propria dei cattivi, dei più furbi, la diabolica capacità di vincere disorientando, osservando le bocche che si spalancano mentre tu sollevi quella coppa ancora, e non solo. Anche se forse, si tratta solo di un personaggio costruito sulla sua espressione da folletto dispettoso, mentre chi lo conosce giura che sia un ragazzo semplice, sportivo, che non si è montato la testa.
Pes-league-2015-renzoinazioneAd ogni modo, in quanti avrebbero scommesso ancora su Renzo Campione? Chi conosce davvero il suo valore probabilmente sì, ma l’opinione pubblica di PES, quella che si basa sui numeri, sui freddi risultati, raccontava di un player soltanto una volta a podio nel 2015, ad Acerra, a fronte di avversari (Ettorito in testa) dal bottino stagionale decisamente più corposo. Nessuno si azzardava a toccare e a mettere in discussione la vittoria di Genova, ma nonostante quella Renzo non era ancora nell’Olimpo dei giganti: in quella schiera di tre-quattro player al massimo considerati negli oltre dieci anni di storia PES League i veri dei del joypad. E invece… e lo si può affermare con il tono rassegnato/compiaciuto/stupefatto di chi ha appena assistito a un gioco di prestigio… con l’impresa di Pesaro Renzo Lodeserto è ufficialmente una leggenda vivente: se non ancora più di Ettore, almeno al suo livello. Il perché… è presto detto. Come avevamo spiegato prima della finale dell’Excelsior, per vincere un nazionale non basta essere forti, anzi, la consapevolezza di avere un potenziale da top può giocare brutti scherzi, perché ti toglie la serenità, condannandoti a dover vincere per forza. In una competizione secca, da dentro-fuori, è invece più importante mantenere uno standard il più alto possibile, riducendo a zero scivoloni e sviste fatali. Non è un caso che uno dei pochi traguardi che ancora mancano nel palmares di Ettorito, sia quello di vincere due titoli nazionali consecutivi. Non è un caso perché è difficilissimo, più che vincere un mondiale forse, anche in virtù del livello pazzesco dei player italiani. C’è stato soltanto un player, nella storia, capace di ripetersi subito: si chiamava Kerobba. Anzi, ora ce ne sono due… e questo dà senz’altro la portata dell’impresa.
pes-league-2015-renzo-presentazioneRenzo è un campione per tale motivo, perché ha saputo essere il migliore quando serviva, quando era più difficile. Due volte di fila. E se questo ancora non bastasse ai più scettici, la prova del nove è stato il doppio confronto per andare ai Mondiali, probabilmente il colpo più duro per l’amico-compagno Ettore. Si diceva, si dice ancora, che Giannuzzi lo si possa battere soltanto in un confronto secco. La natura della sfida andata e ritorno favoriva in questo senso il figlio di Cesare, motivato più che mai a conquistarsi un posto a Berlino che chiunque avrebbe definito “meritato”. Renzo, tuttavia, dopo il secondo titolo italiano conquistato arriva alla sfida più carico del coniglietto rosa della pubblicità, vince entrambe le sfide e infligge al leader del suo clan la sconfitta sicuramente più dolorosa di tutta la sua carriera. Renzo sconfigge il Boss di fine livello, e prende letteralmente il suo posto avvolgendosi in una splendida bandiera tricolore che raccoglie l’anima di tutti i presenti all’Excelsior di Pesaro. Una nota, però, è doverosa nei confronti di un player che arrivava all’atto conclusivo con un passo allucinante. O meglio, un interrogativo. E’ un caso che a spodestare il Re sia stato il player probabilmente a lui più vicino? Noi crediamo di no. Si è discusso tante volte di come una partita contro un big valga come cento sfide contro avversari più deboli di noi. E allora è diretta conseguenza che se di base si ha un talento fuori dal comune, e ci si allena con il migliore, alla fine si possa anche riuscire a batterlo. Pesaro ha detto questo, che Renzo, oggi, è il numero 1 nel single player, mentre a squadre… i campioni sono i Cavalieri.
pes-league-2015-ordineVolevano la storia, e la storia si sono presi con la forza, subito, con l’arroganza dei più forti. Fabio Caruso, Moreno Millarte, Luca Tubelli, Daniele Perrone, Francesco Aresta: invincibili guerrieri, valenti condottieri, cinque ragazzi sul tetto d’Italia in rappresentanza del clan che davanti a tutti era arrivato nella stagione regolare, e che oltre a loro vanta numerosi altri player di prima fascia. La finale a squadre è roba loro, che hanno saputo sposare alla qualità della rosa uno senso di aggregazione indispensabile per essere un tutt’uno. Si vince con lo spirito, con il cosmo che i cavalieri bruciano in una finale dominata dall’inizio alla fine, conquistata al cospetto di tre avversari nobili, nonostante ai Supremacy mancassero di fatto i due player più quotati. Il dominio dell’Ordine, però, è incontrovertibile, non ammette repliche al termine di un cammino concluso con un nome inciso sulla piastra dei campioni. Nemmeno il miglior PES Torino di sempre riesce a opporre una concreta resistenza al sogno blu che diventa realtà lanciando una nuova sfida. Cavalieri dominatori a squadre, cavalieri che allargano il proprio orizzonte sul Risiko italiano di PES piazzando due player sul podio di Singolo. I Supremacy si leccano le ferite portando in punta di sciabola il trionfo di Renzo, ma sicuramente, nel quartier generale del clan si comincerà a percepire una sorta di sindrome di accerchiamento mentre Napoli diventa il centro del PES Nazionale, e l’asse del potere si sposta rimanendo comunque patrimonio del SUD. I cavalieri sono ufficialmente diventati d’oro, dodici come i guerrieri a difesa delle case dello zodiaco, tanto che diventa possibile immaginarli con i dodici nomi dei Saints di Atene, uniti a difesa di un titolo che ora sarà un’impresa strappargli; una vera scalata al grande tempio.
pes-league-2015-torneoIL TORNEO Superata la girandola dei gruppi preliminari, ai trentaduesimi di finale si inizia subito a respirare la bollente aria del dentro-fuori. Giove è l’uomo copertina, il player astronomico che centra subito una prestigiosa vittoria contro un uomo esperto qual è Salvo88Champion. Genny Tubelli asfalta Alex Dell’H2O, Ettorito onora la partecipazione di Antonio Bertolini, Pallotta deve sudare per aggiudicarsi una sfida subito difficilissima con L’Ostacolo Palmisano. “Non ora!” esclama Moreno a Misternow con un secco 4 a 1, Bartoz conferma una stagione sfortunata lasciando già al primo turno contro un bravo Peter Schirone, Saiz-Naclerio è sfida scoppiettante e ricca di gol, che premia infine Vincenzo. Si continua senza sosta, con Alloazizùchrybaggio e chi più ne ha più ne metta, che supera di misura Torricelli, così come Venom passa su un pezzo di storia come il grande Matteo Meschia Painkiller. Stella-Scorpio è una partita da pop corn e occhiali 3D (vincerà il milanese), e da effetti speciali è anche la vittoria di un carichissimo Andrea Pio Esposito su Garghylupin. Coviello va bene su Nista, Criparra doma il freddo del nord di Potrich, Milvusss è in giornata no contro Impero, e Lelinho inizia bene con una solida vittoria su Bartolucci. Van Nisterlooy è in palla, e lo dimostra subito regolando Nicolò Proietti, alti e bassi dai due Scarfone: Zio Teo avanza su Filippetti, Males viene eliminato da Esteban Smeriglio. Devastante il primo turno di Kid Bu Tubelli su Ringhio, Caffarelli doma Puccio mentre il principesco Ikasim si trasforma in un “Khal” Dothraki buttando fuori un ex campione d’Italia come Augusto Enrico Spedo. Raone fa un partitone con Marco Baglioni, Notarnicola pialla Giannino, Danilo Smeriglio butta fuori l’altro Baglioni. Germano Millarte dà una preziosa lezione a Michele Tasso, mentre Anthony Silvestri pone fine a una stagione non troppo dolce per Tex jr, e infine De Leo segna un punto per il sud nel duello con il Papero. Le ultime sfide dei trentaduesimi raccontano di uno Zar Scarlatto vivo su Baldessarro, di un Balboa che si mette i guantoni con Di Ninno, della goleada di Renzo al Johnny Impegnoso e del successo di misura di Marco Scalzi su Jack Testi.
pes-league-2015-torneodueFinalisti dimezzati dunque, con il tabellone che scivola veloce in riva all’Adriatico. Giove finisce risucchiato nel buco nero di Gennaro Tubelli, Ettore supera subito un avversario prestigioso come Pallotta, Moreno vince il derby pugliese con Schirone e Cedric si aggiudica un’altra prova del torneo tre maghi contro Alloa. Russo-Spinelli è una classica tutta arancionera, con Scorpio che nonostante qualche peletto bianco riesce a passare sul potente compagno capitolino. Coviello è uno show su Esposito, Cripazzo avanti a oltranza su Carlo Impero, Caruso ne ha più di Barberini e Zio Teo vendica la casata degli Scarfone affondando Smeriglio. Il distruttore rimanda a settembre Caffarelli. Bianchi è pazzesco e batte anche Raone, fuori anche l’altro Smeriglio nel match contro Notarnicola. Aresta-Germano è un match di cartello, una sfida tra cavalieri che si risolve con il successo del primo; Silvestri continua la sua cavalcata sul principino De Leo, Perrone avanza con due ganci su Scarlata ma si prepara alla sfida che lo condannerà, quella contro un Renzo che nel turno precedente si era imposto su Scalzi. Le altre partite degli ottavi vedono Ettore superare Gennaro Tubelli, Moreno liberarsi di Saiz, e Scorpio prenderci gusto contro Coviello. Caruso è devastante e non fa sconti a Criparra, Tubelli se la suda contro Scarfone, Notarnicola mette fine al sogno di un Ikasim comunque commovente. L’ultimo a qualificarsi è Aresta, che impegna severamente il futuro campione, ma infine si arrende. Luca Tubelli tiene fede al suo pronostico guadagnandosi la semifinale contro Notarnicola, Caruso manda a casa Scorpio e udite udite, Moreno infligge una durissima sconfitta a Ettore. Rimangono in quattro. Il vicecampione del Klima, uno che dopo quel risultato ha saputo rimanere sempre sulla cresta dell’onda. Il “gregario di lusso” Caruso che probabilmente nessuno dopo Pesaro continuerà più a chiamare così; il Neymar di Pro Evolution Soccer, Tubelli, e il Campione in carica che tuttavia aveva vinto un solo torneo quest’anno. Il resto, è storia, quella che Caruso e Lodeserto scrivono guadagnandosi la finalissima, con il piccolo e micidiale Renzo che si prende ancora la gloria più grande (QUI il video della partita), mentre Tubelli conquista un prestigiosissimo terzo posto che lo consacra nel gotha.
pes-league-2015-conclusioneIl dado è tratto, i giochi sono fatti con Cavalieri che vincono 4 a 1 la finale clan, e un frastornato Ettore che vede sfumare i Mondiali sotto gli occhi nel doppio confronto con il rivale-compagno. Emozioni da finale, emozioni da top player a conclusione di una nuova pagina di storia PES League, la prima su PS4, nell’anno in cui il calcio Konami è tornato a dominare sulla scena delle simulazioni calcistiche.
Ora tocca a Renzo, Berlino aspetta il nostro campione, colui che è stato in grado di eguagliare l’ultimo record di Kerobba. Un nuovo prescelto.
NESSUNO SCANDALO, RENZO E’ DI NUOVO CAMPIONE!