PES 2015, le impressioni della community *Parte 1*

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Venerdì scorso 10 utenti della nostra community hanno avuto la fortuna di provare PES 2015 in anteprima, grazie all’evento organizzato a Milano da Halifax (il distributore italiano del videogioco). Ricordandovi che questa settimana avrete anche voi la possibilità di provare PES 2015 grazie al PES Tour, vi lasciamo alle impressioni dei primi tre utenti. Continuate a seguirci, nei prossimi giorni pubblicheremo le altre!

“peeta”:

Anche quest’anno arrivano i Pes open days organizzati da Halifax nella loro sede milanese. L’interessante iniziativa prevede che alcuni “selezionatissimi” ragazzi, raccolti dalle più importanti community videoludiche italiane, possano provare “sul campo” il nuovo Pes 2015. Oltre al numero crescente di giornate e community coinvolte segnaliamo la collaborazione con Epson che ha fornito due videoproiettori (modello EH-TW5200) attraverso i quali giocare in full hd su uno schermo di circa 60 pollici. Iniziativa, non ci finiremo mai di rimarcarlo, assolutamente lodevole per “assaggiare” il nuovo nascituro Konami e soprattutto per passare un pomeriggio diverso dal solito a contatto con alcuni “amici” più o meno conosciuti e alcuni dei ragazzi facente parte lo staff Halifax.

Ovviamente non potevamo mancare noi di Pesfan.it, con un gruppetto di ragazzi dai 18 ai 49 anni composto da un paio di formidabili professionisti della pes league, una nostra colonna portante dello staff ed editor dei nostri mitici F.O., l’admin della sezione Fantamaster, tre ragazzi rigorosamente selezionati dal forum e dalla nostra pagina Facebook e per finire tre impavidi manual players.

Terminato il doveroso preambolo, veniamo allo svolgimento di questo pomeriggio. Il ritrovo è alle ore 13.45 sotto la sede Halifax dove io e Jappy abbiamo il compito di radunare i ragazzi. Naturalmente il buon Jappy, all’esordio nei Pes open days, arriva in discreto anticipo mentre io, veterano, sono in discreto ritardo. Colpa di una tragicomica, prolungata e inaspettata pausa all’autogrill, dove una gentil donna ha occupato la cassa per quasi mezz’ora a seguito di una spesa di ben 127 euro (!?!?) e della sua furbata di dimenticare il bancomat sul bancone. Con annessa crisi di disperazione della cassiera che ha ben pensato di bloccare gli altri 46 clienti in coda in attesa di riconsegnarlo.

Arrivo quindi in ritardo, ma sono comunque tranquillo visto che solitamente la prima mezz’oretta è dedicata all’esposizione delle nuove caratteristiche di gioco da parte dello staff Halifax. Si, solitamente, questa volta no. Compilati i canonici moduli dove prometto di non fare video e foto al gameplay di gioco, mi precipito in sala e la ritrovo vuota. Ecco la prima novità, decisamente azzeccata (nonostante il mio ritardo), niente più noiose spiegazioni riguardanti cose che già tutti conosciamo, ma direttamente proiettati in una saletta oscurata davanti a due mini-maxischermi e dualshock 4 in mano. Parola al gioco.

Il playtest si basava sulla build di Colonia che, ricordiamolo, ha sorpreso tutti (in tanti addirittura non si danno pace per questa cosa) alla fiera tedesca ed ha registrato il premio di miglior titolo sportivo dell’evento. Quindi un codice di gioco molto acerbo preparato a quasi 4 mesi dall’uscita ufficiale. Le squadre presenti erano team nazionali tra i più blasonati e precisamente l’Italia, il Brasile, la Spagna, il Portogallo, l’Olanda e la Germania. Lo stadio presente solo uno, l’Allianz Arena.

Io e il mio fidato amico compagno di viaggio non facciamo in tempo ad entrare nella saletta che subito si libera una postazione. Il tempo di togliere rigorosamente tutte le assistenze, mettere quindi passaggi e tiri manuali con l’ormai irrinunciabile filtrante avanzato (apprezzatissima nuova introduzione di Pes 2014 che chi gioca full manual deve per forza utilazzare!), togliere tutti gli indicatori a schermo e si gioca; non prima però di avere dato un occhio all’undici di partenza ed ai nuovi menù tattici. Da questo punto di vista i cambiamenti sono molti. Abbandonato lo stile “artigianale” del passato ci si ritrova un look grafico sempre minimale e di grande semplicità d’uso ma molto più elegante e moderno. Purtroppo però è stata modificata un pò la disposizione delle varie impostazioni presenti e tutti i menù erano in inglese, quindi ho evitato di approfondire troppo tutto quello che si poteva impostare, anche perché la pressione psicologica e silenziosa dei presenti in sala nel vedermi sguazzare tra i menù tattici (dopo quelli dei settaggi) cominciava a farsi sentire pesantemente alle mie spalle.

Quindi bando alle ciance siamo passati direttamente al gioco.

Molta curiosità verteva attorno all’aspetto tecnico-grafico. Parliamone subito.
E’ solo il secondo anno col nuovo Fox Engine, il primo con sviluppo nextgen. Se ne sono lette di tutti i colori in queste settimane dall’E3 ed i video di colonia, c’era chi già sentenziava, senza timore di smentita, un salto generazionale poco soddisfacente, un misero porting hd e chi addirittura paventava (veramente a caso aggiungerei) un clamoroso ritorno al vecchio motore di gioco. Beh, togliamo ogni dubbio, il salto c’è e si vede. Il sistema di illuminazione, seppur ancora da integrare con gli effetti atmosferici ed i vari periodi della giornata (si poteva giocare solo col sole), ha subito un boost evidente. Ammetto di non essere particolarmente attento a queste cose e me ne intendo poco di particolari tecnici, ma gli effetti di luce/ombre sul campo di gioco e sui giocatori sono notevolmente migliorati. Un esempio su tutti è la gestione delle zone d’ombra che aveva creato parecchi problemi la scorsa stagione e che ora sembra davvero di un altro pianeta. Venendo alla modellazione poligonale dei giocatori in campo, complice anche il fatto che si giocasse con gloriose nazionali e giocatori blasonati, il livello riesce ad alzarsi ancora. I volti sono a tratti sensazionali, ed i fisici nelle loro infinite variazioni sono ricreati davvero bene. Il comparto animazioni è stato ampliato più di quanto potessi pensare, certo non aspettatevi milioni di animazioni in più ma ne sono state inserite di nuove in tutte le situazioni di gioco partendo da quelle dei portieri, passando per quelle degli interventi difensivi, degli stop e dei contrasti, arrivando ai passaggi ed ai tiri. Non urlo al miracolo, si potrebbe desiderare di più aggiungendo qua e la alcuni frame di animazione in modo da rendere un pochino più fluidi i movimenti, ma da questo punto di vista il nuovo engine mostra grandi potenzialità per il futuro considerando che siamo al debutto. Ma quello che personalmente mi ha stupito maggiormente è stata l’evoluzione del cosiddetto PES ID. La possibilità, tramite chissà quale genialata di loro invenzione, di replicare nel gioco i movimenti tipici dei giocatori “carpiti” dalle immagini televisive. Ne avevamo avuto un leggero assaggio nell’ultimo Pes pre-foxengine (il 2013), quest’anno in Pes2014 sembrava quasi essere stato messo da parte, ma ora lo ritroviamo in grande forma. La postura, i movimenti del bacino, delle gambe, delle spalle e delle braccia dei calciatori virtuali ora sono differenziati da giocatore a giocatore in maniera davvero sorprendente. L’effetto finale di volti e fisici così ben riprodotti, uniti a movimenti così diversificati e praticamente uguali alle controparti reali danno un effetto di riconoscibilità in campo che setta nuovi standard nel panorama (piuttosto striminzito) dei videogiochi calcistici andando a creare un solco sempre più incolmabile. Certamente va specificato ancora una volta che giocavamo con giocatori molto famosi e che quindi l’effetto globale risultava amplificato. La speranza è che abbiano lavorato a più giocatori possibili, ma in ogni caso il futuro da questo punto di vista promette grandi cose.
Per quanto riguardo l’aspetto grafico fuori dal rettangolo di gioco, l’impatto è meno entusiasmante. Lo stadio è ricreato piuttosto bene, i tifosi e relative coreografie ed anche gli elementi a bordo campo meno. Ci è stato detto che sicuramente nei mesi a venire vi saranno miglioramenti anche in questi fattori, vedremo poi quanto riusciranno a fare. Certo, globalmente parlando, se si ripensa ad un anno esatto fa il salto con quello che ci si ritrova oggi è enorme.

Venendo al gameplay bastano 5 minuti per capire finalmente cosa intendessero Adam Bhatti e tutte le dichiarazioni ufficiali rilasciate in queste settimane. Riportare il feeling dei gloriosi Pes che furono. Anche su questo si è discusso fin troppo e spesso in maniera scriteriata, ma basta giocare un po’ per comprendere il senso di quei discorsi (non che ci volesse Einstein). Il gameplay è più “immediato” ed i giocatori più reattivi in ambo le fasi grazie ad un input lag ai minimi storici. Focus su caratterizzazione dei giocatori, varietà ed imprevedibilità di gioco ed eliminazione di comandi troppo complicati che potrebbero risultare poco comprensibili ad una utenza in cerca di certezze piuttosto che di novità cervellotiche. Il tutto però, riflesso e costruito attorno al nuovo engine, attorno a movimenti analogici non più a 8 direzioni, a comandi di gioco più numerosi e profondi rispetto a tanti anni fa e ad una fisica della sfera ancora di grande livello ma naturalmente molto più libera e indipendente.
Segnalo in fatto di reattività e risposta ai comandi una divergenza di opinioni di noi ragazzi presenti al playtest. Alcuni ragazzi hanno sottolineato in maniera negativa alcuni piccoli o leggeri ritardi nella risposta ai comandi, mentre altri (me compreso) hanno trovato la cosa invece non problematica ed anzi realistica per non perdere del tutto il senso di inerzia e di fluidità nell’esecuzione dei movimenti.

Non appena si comincia a giocare sembra davvero di ritrovare il feeling di una volta, ma proiettato verso il futuro grazie al nuovo motore di gioco ed alle evoluzioni nei comandi e nella fisica che abbiamo avuto negli anni.
A questo punto metto le mani avanti e ricordo che il nostro playtest consisteva solamente in una dozzina di partite (a dire molto), quindi non posso azzardare una analisi scientificamente provata su eventuali squilibri del sistema di tiro e dei portieri, dei filtranti alti o bassi, di eventuali bug o cheat presenti, oppure di forzature che possono sbilanciare il gioco verso l’attacco o verso la difesa. Sappiamo tutti benissimo che per scovare certe cose o problematiche ci vogliono giorni se non settimane. Però faccio presente che da questo veloce test è arduo trovare problemi evidenti. I filtranti non sono sembrati eccessivamente incisivi o facili da realizzare (sottolineo però che io ho giocato tutte le partite col filtrante avanzato), i portieri hanno addirittura stupito in positivo visto che, a parte un paio di uscite “pazze” e relative imprecazioni, non hanno mostrato grossi limiti e hanno evidenziato una buona i.a. e molte animazioni nuove degne di nota.
Il sistema di dribbling e trick è sembrato meno macchinoso rispetto a Pes2014, sia per quanto concerne le finte più particolari da effettuarsi tramite stick destro sia soprattutto per quanto concerne i dribbling con il semplice spostamento del pallone. Anche qua viene alla mente il sistema molto soddisfacente dei gloriosi Pes passati. Da segnalare inoltre la rivisitazione dei dribbling e dei movimenti tramite la pressione di R2 (chiamata ora Jinking Run). Premendo il tasto dorsale il giocatore rallenterà la propria corsa fino quasi a fermarsi e permetterà di muoversi nello stretto con tocchi davvero deliziosi e precisi che permettono lasciare di stucco il marcatore diretto che vi si fa incontro con il pressing automatico e selvaggio (scoraggiandolo quindi). Ritorna per giunta anche la possibilità, sempre tramite R2, di effettuare una rivisitazione più moderna dello storico “passo laterale” che i più anziani ricorderanno come uno dei movimenti storici per i dribbling dei Pes del periodo d’oro.

Stesso ragionamento per il sistema difensivo. Aumentando la reattività e la “semplicità” di manovra palla al piede era necessario controbilanciare il tutto anche in fase di non possesso. Ribadendo che queste sono solo impressioni e che per dare giudizi definitivi bisognerà attendere ancora a lungo, non posso non far presente che il team deve aver lavorato tanto anche su questo aspetto. I difensori rispondono anch’essi bene ai comandi, la loro reattività è aumentata esponenzialmente rispetto a Pes 2014 e difendere quindi è diventato meno frustrante. Anche in questo frangente sembra siano stati facilitati i comandi, pare sia stato eliminato purtroppo l’hold-up play tramite la pressione prolungata della X, riportando tale comando ad esclusivo utilizzo del temporeggiare manualmente tramite R2. Anche se ci riserviamo di riconfermare il tutto con la demo di settembre, non vorrei aver preso un abbaglio. L’impressione è quella comunque di un buon bilanciamento tra le due fasi. Il pressing selvaggio dovrebbe non essere troppo vantaggioso grazie ad un sistema di dribbling più intuitivo ed immediato, ma allo stesso tempo chi porta palla deve tenere presente che non è affatto facile superare difensori così reattivi e più semplici da controllare.
L’unica nota negativa, secondo il mio parere, da segnalare è l’eliminazione del sistema di scontri e lotte fisiche da gestire manualmente tramite la levetta destra. Ma a quanto pare e a leggere in rete questa innovazione dell’anno passato è stata forse un pò troppo “pionieristica”, al punto che c’era chi proprio non ne conosceva l’esistenza, chi la conosceva ma però non la utilizzava, chi la utilizzava ma non ne aveva compreso appieno i meccanismi, morale era un comando apprezzato veramente da un numero limitatissimo di utenti e che forse andava a creare qualche scompenso di troppo. A chi la apprezzava non resta che sperare in una sua reintroduzione futura, magari rivisitata per essere resa più fruibile.
Parlando del ritmo di gioco, elemento che fa sempre tanto discutere nel vedere i video su youtube, posso tranquillizzare tutti soprattutto chi come me ama giocare senza tacche di assistenza nei passaggi. Chiaramente aumentando la reattività generale si ha un leggero aumento anche della velocità di gioco, ma giocandoci poi ci si accorge che in qualche modo il ritmo è ancora un punto di forza della serie. Manovrabile a piacimento in base al proprio stile di gioco, ma comunque già a velocità di gioco 0 risulta tutto fuorché eccessivamente frenetico. Vuoi per un sistema di inerzia fisica ancora una volta molto realistico (seppur meno marcato rispetto a Pes 2014), vuoi per la stanchezza che a fine match si fa sentire, vuoi per una fisica della sfera sempre più fiore all’occhiello dell’intero pacchetto ludico, ma chi vuole un ritmo e delle dinamiche di gioco tendenzialmente più compassate, fisicamente credibili e non troppo caotiche deve ancora una volta rivolgersi a Pes. Devo comunque rimarcare, ad onor di cronaca, che più si aumentano le barre di assistenza nei passaggi più il gioco tende ad aumentare di ritmo, come ovvio che sia.

Ecco, arrivati a questo punto è ora di parlare anche di questo aspetto. Cioè del gioco manual o del gioco senza assistenze, chiamatelo come volete. Argomento un po’ delicato che infiamma spesso le discussioni di molti forum. C’è chi non lo apprezza perché forse troppo complicato da assimilare e alle volte tende a denigrarlo troppo, d’altra parte c’è chi lo adora tendendo a idolatrarlo all’eccesso. Al netto di queste battaglie d’opinione rimane il fatto che è una tipologia di gioco totalmente diversa, più profonda e complessa ma che una volta entrata nel dna di un player non è più possibile abbandonare. Le dinamiche di gioco cambiano, la fisica della sfera emerge in maniera più evidente, il ritmo cala, la tensione aumenta perché l’errore è sempre dietro l’angolo, certi elementi da “videogioco” tendono ad assottigliarsi per dare spazio alla purezza degli elementi simulativi del gameplay. Il tutto inizialmente costa qualcosa in termini di caratterizzazione del giocatori in campo, ma passati i primi tempi e preso possesso dei comandi la cosa si ribalta e la caratterizzazione diventa più evidente, dando però sempre in mano al player gli esiti delle situazioni in campo.
Inutile negare che l’anno passato da questo punto di vista ci sono stati problemi di vario tipo che non credo valga la pena elencare. Le community manual sparse per la rete, compresa la nostra, si sono via via desertificate. I motivi erano molteplici, molti dei quali legati all’online e quindi inverificabili ad oggi. Per quanto concerne il gameplay vero e proprio però personalmente mi aspettavo di vedere proprio quello che ho visto. Il sistema di passaggi finalmente è tornato libero e non più legato agli strani condizionamenti che lo affliggevano in Pes 2014. La manovra risulta finalmente più fluida, la sensazione di mandare la palla dove si vuole e con l’intensità che si vuole è tornata prepotentemente. Un passaggio di poco errato non significa più per forza che andrà a finire all’avversario guidato da una sorta di “assistenza negativa”. Le sensazioni quindi sono ottime, probabilmente è la cosa che mi ha reso personalmente più soddisfatto. Anche per quanto concerne i tiri manuali ho notato passi avanti. I tiri sembrano esserci tutti anche quelli più tecnici come i tiri di collo pieno (doppio quadrato), di interno piede (R2), rasoterra (quadrato + triangolo) e rasoterra di interno (quadrato+triangolo+R2). Il tutto senza vedere bombe troppo improvvise di eccessiva potenza. Anche i pallonetti sembrano più realistici rispetto a quelli eccessivamente facili dell’inizio stagione passata o quelli eccessivamente complicati che ci trovammo poi post patch. Però anche in questo caso metto le mani avanti, in manual non ne abbiamo eseguiti poi molti ed anche i goal sono stati pochissimi, ci sono stati parecchi 0 a 0. Il filtrante avanzato, che invito tutti i manual players ad utilizzare, mi è sembrato grosso modo simile a quello di quest’anno. Certo è che giocare manual con una fisica del pallone del genere sarebbe una cosa che tutti dovrebbero provare approfonditamente.
Segnalo per finire, un po’ con l’amaro in bocca, che la barra di caricamento di passaggi e tiri manuali è dello stesso colore di quelli assistiti. Attendiamo speranzosi future notizie sul come verrà gestito il manual gaming nel gioco online.

Per terminare un accenno agli arbitri ed alla parte tattica. I primi sono sembrati decisamente più precisi rispetto a quelli di Pes 2014. Nessun problema evidente nelle partite giocate o viste giocare. Anche se ne io ne altri (credo) abbiamo forzato troppo per verificarne gli interventi in situazioni limite. Di certo va segnalato, finalmente direi, il funzionamento ottimale della regola del vantaggio con successiva ammonizione. La parte tattica purtroppo non ho avuto modo di sperimentarla. Ci sono svariate novità interessanti che non vedo l’ora di sperimentare, ma sembrano però sparite le “combinazioni” introdotte l’anno passato. Ma ripeto tutto è da verificare con più calma, potrebbero essere state spostate o cambiate nel loro funzionamento ma pur sempre presenti. Segnalo, seppur non ci abbia messo minimamente mano, l’intrigante possibilità di attivare elementi tattici tramite il nuovo touch-pad del dualshock 4.
Non ho avuto modo di giocare contro la cpu, quindi anche questo aspetto attendo di testarlo con la demo di imminente uscita.

Le note positive, insomma, sono tante. Nonostante il codice sia molto arretrato (risalente a quasi 4 mesi della release finale) è stato sorprendente trovarlo già così solido e senza problemi “evidenti”. Ho partecipato a molti playtest e mai avevo provato una versione già così “pulita”. E in passato l’uscita del gioco era molto più vicina. Forse è anche per questo motivo, unito all’ottimo impatto che si ha col gameplay e la parte grafica, che il gioco ha stupito tutti a Colonia e sta raccogliendo pareri positivi da più parti. Non mi sbilancio in proclami che ad oggi sembrerebbero comunque molto prematuri, tante sono le cose da riverificare e da testare e tante sono le cose negative che a sorpresa potrebbero emergere, ma sembra davvero un debutto nextgen in grado di rilanciare la serie e seppellire i brutti ricordi del debutto della generazione scorsa.

In conclusione un doveroso ringraziamento a Pesfan per l’opportunità offertami, al puntualissimo jappy ed ai ragazzi presenti ed ovviamente allo staff Halifax, come sempre disponibilissimo e molto alla “mano”. Forse le chiacchierate con qualcuno di loro, tra battute aneddoti e rivelazioni segretissime, valgono il prezzo del viaggio e della giornata più di quanto possa essere la prova del gioco stesso.
Da segnalare anche un piccolo rinfresco molto sobrio in cui a farla da padrone sono stati gli ormai mitici biscotti Goccioloni mangiati in quantità industriale.

Un saluto, e per domande specifiche vi invito a partecipare alle discussioni sul nostro forum.

P.s.
Ah, dimenticavo. Il mio dito chiede scusa per le continue scivolate sul tasto ps del pad e le relative interruzioni momentanee delle partite.

Stefano Grimaldi:

PES è tornato, questo è quello che posso dire dopo la mia prima esperienza di gioco all’anteprima di Milano.

All’avvio balza subito all’occhio la grafica impressionante, le fattezze e le movenze dei giocatori delle squadre presenti (Italia, Germania, Spagna, Olanda, Portogallo, Brasile) erano praticamente identiche alle controparti reali) così come le divise. Il manto erboso e la fisica del pallone risultano realistica come mai fatto fino ad oggi, migliorato anche il pubblico, l’atmosfera è quella si sempre che solo PES sa dare.
Pronti via si capisce subito con cosa si ha a che fare, la tanta aspettata e sperata fluidità è finalmente arrivata. La sensazione è quella di essere “liberi” di giocare, il tocco di prima nei passaggi è scorrevolissimo, far girare la palla è un piacere. Sicuramente positivo anche l’uno contro uno, senza bisogno di finte, controfinte e combo varie, dipende solo dall’abilità nel comandare il giocatore e ovviamente dalle sue capacità fisico/tecniche, a mio avviso quest’anno molto più realistiche così come i valori leggermente più bassi rispetto al capitolo precedente. Migliorati i tiri, più bilanciati, tesi e forti al punto giusto, un po meno invece quelli al volo sicuramente da rivedere come reattività. La coordinazione del giocatore rimane un punto fondamentale nella preparazione al tiro, per fortuna non sono mancati i goal con tiri da fuori. Lo stesso discorso vale per i cross, molto belli da vedere, ma anche qui la preparazione conta parecchio, altrimenti il pallone finirà tristemente in curva.

Per quanto riguarda il capitolo portieri, non ho notato grandi difetti a parte qualche goal evitabile, nel complesso non negativi ma comunque migliorabili. Le squadre hanno una disposizione in campo molto bilanciata, coprendo in modo uniforme tutto il rettangolo verde, aumentate le sovrapposizioni dei terzini, ma anche la staticità delle punte, rimane il dubbio se il fattore ID della squadra influisca o no. Resa migliore la schermata del menù formazione, più pulita e fluida.

In conclusione posso affermare che questo PES è partito col piede giusto, mai in passato una versione di prova è stata così convincente, a più di due mesi dalla versione definitva le sensazioni sono più che positive, qualcosa è migliorabile sicuramente, ma sono sicuro che quest’anno non deluderà i suoi fan. Questa è la mia opinione, descrivendo la mia esperienza di gioco, qualcuno non sarà d’accordo e qualcun altro si, ma una cosa è certa,

Preparatevi… PES è tornato.

Gabriele “lelinho88” Barberini:

Gameplay: molto più fluido, si ha la sensazione di fare ciò che realmente si vuole fare. movimenti dei giocatori perfetti: (inserimenti, metronomi, centravanti, terzini)

Tiri: tiri molto calibrati, simili all’ultima patch ufficiale di pes 2014, anche qui c’è un ritardo nei comandi, quindi un ritardo nell’esecuzione del tiro.

Portieri: i portieri sono molto migliorati rispetto al titolo precedente, quando dovevano bloccare il pallone lo bloccavano e quando dovevano respingerlo lo respingevano, forse erano un pò lenti nelle uscite 1vs1, ma molto probabilmente questo problema sarà gia risolto sulla demo in uscita il 17.

Passaggi: sono più manuali, bisogna calibrarli bene, certe volte sembra che i giocatori ci mettono un po a passare il pallone. C’è un leggero ritardo dei comandi specialmente nei passaggi di prima ( quando il giocatore è spalle alla porta)

Fisica del pallone: la fisica è ottima, sembra proprio di calciare un vero pallone da calcio, non ci sono rimbalzi strani o passaggi telecomandati.

Animazioni: il comparto del pes id è ampio, i giocatori sono simili quasi alla perfezione, esempio lampante silva fa passaggi perfetti e si inserisce negli spazi come nella realtà.

Arbitri: molto migliorati rispetto a pes 2014, modello arbitro inglese. finalmente ce il vantaggio.
Comandi: i comandi sono principalmente sempre gli stessi, con una fluidità migliore, ce meno ritardo nei comandi rispetto a pes 2014

Formazione: ci sono dei nuovi menu, più tattico e piu perfezionato, il tutto per cercare di dare i movimenti che ogni player desidera dare ad ogni giocatore.

Aspettative: le aspettative per questo pes sono ottime, partendo dal presupposto che abbiamo provato un build piu arretrata rispetto alla demo che uscirà il 17/9 il gioco fa ben sperare, quindi posso tranquillamente dire che si sta andando sulla direzione giusta per far tornare pes il gioco del calcio per eccellenza.

Note positive: fluidità dei movimenti, fisica del pallone, e realismo allo stato puro. finalmente torneremo ad emozionarci e ad essere coinvolti come nei pes su ps2

Note negative: ritardo nei comandi (ma sicurmante questi ritardi non ci saranno) visto che la demo sarà molto più recente rispetto alla build provata oggi, buchi centrali difensivi (non sempre però). velocità di gioco un po’ troppo veloce (ma è una cosa soggettiva e dal monitor.. noi l’abbiamo provato su un proiettore)

Spero di essere stato soddisfacente sulle vostre curiosità, sono a vostra disposizione per qualsiasi altra curiosità, ma ricordo a tutti che questa “recensione” è molto soggettiva!