Rivoluzione Manuale

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Quando negli anni novanta fece il suo esordio sulle scene videoludiche del globo un gioco di calcio intitolato Kick Off, che raggiunse l’apice del suo splendore con Kick off 2, ricordo che venne tracciato un solco netto tra quello che erano stati i videogame basati su questo amatissimo sport fino ad allora e quello che venne dopo; Tralasciando tutte le innovazioni e migliorie che esso portò (dall’offside al radar che ancora ci portiamo dietro, alla barriera sui calci di punizione etc. etc.) quello che più mi colpì fu la difficoltà di questo gioco, dove per la prima volta il pallone non rimaneva incollato ai piedi ma bensì godeva di una propria autonomia, slegata da quello che erano i giocatori.
Questa particolarità fu molto scoraggiante all’inizio, ma divenne in seguito il suo punto di forza.

Perché? Semplice, per vincere bisognava saper giocare realmente.
Si poteva contare esclusivamente sulla propria bravura, senza poter fare affidamento sui trucchetti vari o scorciatoie che fino ad allora erano presenti in altri giochi…o sapevi padroneggiare quel maledetto pallone che tentava in ogni modo di sfuggirti dai piedi, o giravi per il campo come un tarantolato nel tentativo di arpionarlo e provare almeno un tiro.
Non vi dico all’inizio quanti giri avrò compiuto su me stesso con svariati giocatori, sfiorando e perdendo ripetutamente il pallone, cosa questa assai frustrante; ma dopo poco, prendendoci la mano, tutto iniziò ad essere molto divertente.
A tal proposito mi vengono in mente le parole di un mio insegnante di pianoforte, quando studiavo le scale e gli arpeggi: “ La fatica d’oggi sarà la goduria di domani!”
So benissimo che sono due cose diverse, ma se li rapportiamo non andiamo molto distanti.
In effetti, tutte le cose che richiedono un maggiore impegno per apprenderle, regalano soddisfazioni che non sono immediate, questo no, ma sono sicuramente più appaganti e durevole nel tempo.
In ogni caso, ai tempi della creatura di Dino Dini, i videogame non erano reclamizzati in tv ed appartenevano ad una cerchia ristretta di appassionati. Tra un gioco e il suo seguito potevano passare anche svariati anni e non sempre ve ne era uno. Questo lasciava libera la possibilità di sperimentare, unita alla voglia di osare e innovare.
Oggi che si hanno delle scadenze cicliche da rispettare, le simulazioni di calcio offrono uno spettacolo che fino a pochi anni fa era impensabile, ma hanno perso qualcosa, la capacità di rischiare, l’azzardo. Ormai i canoni sono stati fissati, il gioco in sé deve simulare quanto più possibile una partita reale, ma non giocata, vista alla televisione!
Non so in quanti ci hanno fatto caso, ma la differenza rispetto ai giochi di una volta è fondamentalmente questa. Più che il calcio reale si cerca di replicare quello visto in TV.
Da qui l’esigenza di offrire un’immediatezza di realismo che non faccia annoiare il giocatore medio, niente lunghe e tediose sessioni di allenamento; Purtroppo questo può portare a casi limite dove l’utente, ansioso di emulare le gesta del suo beniamino, si limita a giocare con una sola squadra, in genere la più forte sulla carta, e magari usa la stella della formazione per intraprendere giocate singole cercando assiduamente il gol e con esso la vittoria.
Però se ci pensiamo, tutto ciò dove può portare? Così si rischia di tralasciare quello che è pensato all’origine come un gameplay profondo e longevo che va studiato a lungo per essere capito e sfruttato appieno; in poche parole si banalizza lo sforzo che sta dietro ad un gran gioco, limitandosi a galleggiare sulla superficie di esso. Ogni anno a settembre ci aspetta sullo scaffale dei negozi una nuova versione del nostro amatissimo, ma cosa cambia di anno in anno? Le formazioni, ovvio, (anche se per quello sarebbe sufficiente un aggiornamento) qualche miglioria grafica, qualche finta, qualche stop, ma molte cose si perdono e altre ci deludono. Puntualmente s’intavolano infinite discussioni con argomenti tipo “l’anno scorso i colpi di testa erano fatti meglio” oppure “ quest’anno i tiri a banana sono micidiali” “ le difese le preferivo nel 2011”, fino a rimpiangere addirittura le versioni datate 2005/2006.
Questo a parer mio è inevitabile, sia perché i gusti sono gusti e non si riuscirà mai a mettere tutti d’accordo, in quanto ciò che per me è fatto bene per un altro può essere fatto malissimo, ma soprattutto perché la modalità di gioco per forza di cose, rimane invariata. La serie, aveva bisogno di qualcosa che alzasse l’asticella del realismo pad alla mano. Konami quest’anno ha provato, dando la possibilità di abbassare le assistenze fornite dalla CPU, fino a toglierle del tutto, rendendo l’esperienza di gioco completamente manuale.(tra l’altro per quei pochi che non ne fossero a conoscenza, o che comunque volessero informazioni più dettagliate su questa nuova modalità, ricordo che all’interno del nostro forum, esiste un’intera sezione dedicata – PesManualFan!)
Perché ho citato Kick off è semplice; proprio come allora, credo che sia stato tracciato un solco tra quello che era Pes fino all’anno scorso e quello che sarà in futuro, se non per tutti, sicuramente per gli utenti che hanno optato per l’esclusione delle assistenze. Come allora, dopo KO, trovavo insoffisfacenti i giochi dove la palla rimaneva incollata al piede, oggi troverei quanto meno poco realistico un gioco dove i passaggi e i tiri sono teleguidati dalla cpu, questo dopo solo pochi mesi di gioco completamente manuale. L’aver riscoperto un videogame di calcio in cui la difficoltà di padroneggiare i comandi è rapportato alla gioia e alla soddisfazione dello riuscirci, mi ha regalato una sensazione che non provavo dai tempi dell’Amiga 500.
La via per la simulazione del calcio definitiva parte inevitabilmente da qui, da una rivisitazione completa dei comandi, abbandonando quello che per anni ci ha divertito indubbiamente ma che adesso iniziava a starci stretto, per lasciare spazio ad un realismo che non ha precedenti e che unito al nuovo motore grafico e a tutte le novità che si prospettano nel nuovo capitolo, credo toccherà il suo apice in PES 2014.
La strada è segnata, il passo c’è stato, la Rivoluzione Manuale è iniziata. Viva la rivoluzione!