⚽ Calcio Estero [News e Commenti]

Svenska Cupen
Con l'Allsvenskan che è iniziata ad Aprile e finirà soltanto a Novembre, in Svezia si è comunque già assegnata la coppa nazionale. Allo Strandvallen di Hällevik l'Häcken dopo aver vinto lo scudetto la passata stagione, si porta a casa anche la Svenska Cupen, la terza dopo quelle vinte nel 2016 e nel 2019. Una partita che ha visto i gialloneri dominare il Mjällby, alla sua prima storica partecipazione ad una finale. Un 4-1 che la truppa di Per-Mathias Hogmo matura nel finale della prima frazione, quando in pieno recupero piazza due gol in rapida successione con il 23enne attaccante ghanese Ibrahim Sadiq. Nella ripresa l'Häcken trova subito il terzo gol con il danese Rygaard, mentre al 66' Gustafson, visto anche in Italia con le maglie di Torino, Perugia, Verona e Cremonese, fa calare il sipario su un match a senso unico. Per il Mjällby, che ironia della sorte giocava nel suo stadio, solo nel finale arriva la magra consolazione del punto della bandiera con Fenger
 
Pokalen
Anche in Danimarca la coppa nazionale é giunta al suo atto conclusivo. Nella finale disputata al Parken Stadium a fare festa è il Copenhagen che supera di misura l'Aalborg, e ritorna a sollevare il trofeo a distanza di 6 anni dall'ultima volta. Un traguardo importante quello centrato dai biancoblu che raggiungono in vetta all'albo d'oro della Pokalen l'Aarhus, con entrambe le squadre che hanno ottenuto 9 vittorie a testa. Nella finale disputata nella capitale danese basta una rete al 48' del secondo tempo del portoghese Diogo Gonçalves, acquistato nel mercato invernale per 2 milioni di euro dal Benfica, per indirizzare la coppa nella bacheca dei Leoni. Grande delusione tra le fila dell'Aalborg, che con quella di questa edizione perde la sua decima finale in 13 partecipazioni. L'ultimo successo dei biancorossi risale al 2014, quando superarono proprio il Copenhagen
 
Kup Bosne
Dopo aver vinto il campionato lo Zrinjski Mostar vince anche la Kup Bosne, e per la prima volta nella sua storia gli riesce la doppietta scudetto e coppa nazionale. Un traguardo dunque storico per una delle squadre più vincenti della Bosnia e arrivato nella partita più importante che si gioca in città, ovvero il derby con il Velez, uno dei match più ad alto rischio non solo a livello europeo, ma addirittura mondiale perché in gioco non c'é solo la rivalità sportiva e cittadina, ma lo scontro assume significati più importanti che toccano temi delicati come la politica, la religione e il nazionalismo, che spesso sono sfociati in incedenti e scontri tra le due opposte fazioni. In campo comunque non è stata una finale da ricordare. Poche emozioni, tanta tensione vista la posta in palio, ma alla fine una rete al 52' del croato Cuze regala la seconda coppa nazionale allo Zrinjski dopo quella conquistata nel 2008. Serata triste invece per il Velez che non riesce a centrare la doppietta dopo il primo storico successo ottenuto la passata stagione
 
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Africa Cup Under 17
Si è conclusa ieri la 19esima edizione della Coppa d'Africa dedicata all'Under 17, uno tra i tornei giovanili più interessanti e seguiti dagli addetti ai lavori, sempre a caccia della nuova stellina proveniente dal continente africano. Dopo che nel 2021 non si è giocato per via del Covid, l'edizione del 2023 ospitata dall'Algeria ha visto la vittoria del Senegal. Un 2023 veramente trionfale per la federazione senegalese, capace di vincere anche il torneo Under 20. Senza dimenticare i successi ottenuti nel 2022 nella CAF Championship, manifestazione dove prendono parte solo i giocatori che militano in patria, mentre l'anno prima i Leoni della Teranga avevano ottenuto il loro primo storico sigillo nella Coppa d'Africa ai danni dell'Egitto. Inserito nel Gruppo A il Senegal nella fase a gironi ha fatto subito la voce grossa, andando a vincere tutte e tre le partite in programma: 1-0 al Congo, 3-0 ai padroni di casa dell'Algeria e infine altro tris alla Somalia. Ai quarti la squadra di mister Serigne Dia sotterra 5-0 il Sud Africa, mentre in semifinale i giovani leoncini riescono a spuntarla sul Burkina Faso solo ai calci di rigore, dopo l'1-1 dei tempi regolamentari. Anche la finale con il Marocco inizia in salita per il Leoni, che vanno sotto al 14' per mano di Ait Boudlal. Tuttavia negli ultimi dieci minuti di gioco il Senegal trova la forza di andare a ribaltare il punteggio. Fallou Diouf all'80' impatta il match su calcio di rigore, e cinque minuti più tardi Savane completa la rimonta e consegna la prima Coppa d'Africa Under 17 al Senegal. Tra i giocatori che si sono messi maggiormente in mostra c'é sicuramente l'esterno senegalese Amara Diouf, che a soli 14 anni è già capitano della selezione Under 17 ed ha vinto la classifica cannonieri con 5 gol. La palma di miglior giocatore del torneo va però a Souleymane Alio, che insieme ai compagni ha trascinato il Burkina Faso sul gradino più basso del podio. Il Mali, uscito solo in semifinale ai rigori contro il Marocco, ha chiuso al quarto posto grazie anche alla vena realizzativa di Mamadou Doumbia, autore di 4 centri
 
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Liga Mx - Torneo Clausura
Giocati i primi 90 minuti delle semifinali del Torneo Clausura. Il Super Clásico messicano tra il Guadalajara e l'América sorride alle Aguilas che espugnano l'Estadio Akron per 1-0. A piegare le Chivas ci pensa al 60' l'ex Zendejas, che vestì la maglia biancorossa dal 2016 al 2020 (solo 23 presenze e 1 gol, con in mezzo anche un prestito allo Zacatepec). Nell'altro derby, quello Regiomontano, il Tigres e il Monterrey impattano 1-1. Rayados avanti al 35' con l'Imperatore Meza, ma al 50' i Felinos la riprendono con Córdova, che dieci minuti più tardi si vede annullare dal VAR il gol del possibile sorpasso
 
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Liga Mx - Torneo Clausura
Giocati i primi 90 minuti delle semifinali del Torneo Clausura. Il Super Clásico messicano tra il Guadalajara e l'América sorride alle Aguilas che espugnano l'Estadio Akron per 1-0. A piegare le Chivas ci pensa al 60' l'ex Zendejas, che vestì la maglia biancorossa dal 2016 al 2020 (solo 23 presenze e 1 gol, con in mezzo anche un prestito allo Zacatepec). Nell'altro derby, quello Regiomontano, il Tigres e il Monterrey impattano 1-1. Rayados avanti al 35' con l'Imperatore Meza, ma al 50' i Felinos la riprendono con Córdova, che dieci minuti più tardi si vede annullare dal VAR il gol del possibile sorpasso
Peccato, ci speravo, ma hanno una rosa decisamente superiore
 
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CAF Champions League
Come lo scorso anno la Champions League africana se la contenderanno l'Al Ahly e il Wydad. Gli egiziani, che questa competizione l'hanno vinta per ben 10 volte, hanno dunque l'opportunità di riprendersi la rivincita dopo la sconfitta subita dai marocchini, che di CAF Champions League ne hanno vinte 3. Una finale quella della passata stagione caratterizzata dalle roventi polemiche mosse dall'Al Ahly che si era addirittura rivolto al TAS per far cambiare sede della finale. Inizialmente il match doveva giocarsi in Senegal, ma la federazione locale in prossimità delle semifinali decise di ritirare la sua proposta di ospitare la finale. La CAF allora optò per farla giocare a Casablanca, nello stadio del Wydad, con accese polemiche da parte degli egiziani. Il ricorso venne respinto e il match si giocò regolarmente al Mohammed V, che vide la vittoria dei marocchini per 2-0. Inserita una nel Gruppo A e l'altra nel Gruppo B il Wydad ha vinto il suo girone con 13 punti, mentre l'Ah Ahly è arrivato secondo a pari merito con i sudanesi dell'Al Hilal, ma grazie agli scontri diretti a proprio favore ha staccato il pass per la fase finale. Ai quarti gli egiziani battono per 2-0 il Raja Casablanca a Il Cairo, mentre al ritorno la sfida in Nord Africa non si schioda dallo 0-0. I campioni in carica invece dopo aver perso in Tanzania per 1-0 con il Simba, impattano la contesa in Marocco, per poi spuntarla ai rigori per 4-3. In semifinale invece l'Ah Ahly ha vita facile con l'Esperance Tunisi. I Diavoli Rossi vincono 3-0 in Tunisia e 1-0 in casa. Decisamente più sofferta la qualificazione per il Wydad. A Casablanca i biancorossi non sfondano con il Mamelodi Sundowns e i primi 90 minuti si chiudono sullo 0-0. Il tutto si decide in Sud Africa dove i marocchini riescono a strappare il 2-2 a 7 minuti dalla fine, e tanto basta per accedere alla finale visto che nella CAF Champions League vige ancora il regolamento dei gol segnati in trasferta. A differenza delle ultime 3 edizioni, disputate in gara singola, la finale si giocherà di nuovo nel formato andata e ritorno
 
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CAF Confederation Cup
Non solo Champions League. In Africa si é delineata anche la finale della Confederation Cup, l'equivalente africano della nostra Europa League. A contendersi la seconda coppa più importante del continente saranno i tanzaniani dello Young Africans e gli algerini dell'USM Alger, con entrambe le formazioni che per la prima volta nella loro storia accedono all'atto conclusivo della competizione. Dopo aver superato la fase a gironi, lo Young Africans come primo nel Gruppo D, e l'USM Alger come secondo in quello A, ai quarti i tanzaniani nel match di andata sono corsari 2-0 in Nigeria con il Rivers United, mentre in casa i gialloverdi amministrano il risultato e impattano 0-0. Gli algerini invece la spuntano nel derby maghrebino con i marocchini dell'ASFAR. I rossoneri vincono ad Algeri per 2-0, per poi cadere 3-2 a Rabat. In semifinale lo Young Africans supera sia all'andata che al ritorno i sudafricani del Marumo Gallants. A Dar el Salaam, la più grande citta della Tanzania, i Wananchi la sfangano 2-0, e concedono il bis, questa volta con il punteggio di 2-1, a Rustenburg. L'USM Alger invece dopo aver passato indenne la delicata trasferta in Costa d'Avorio con l'ASEC Mimomas, 0-0 il risultato finale, in Algeria regola 2-0 gli ivoriani. Come per la CAF Champions League, anche la finalissima di Confederation Cup si giocherà al meglio dei due match
 
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Premier League
Il Manchester City è il nuovo Campione d'Inghilterra senza nemmeno scendere in campo. La sconfitta dell'Arsenal con il Nottingham Forest consegna la Premier League agli Sky Blues, che con questo successo agganciano al quarto posto nell'albo d'oro del campionato inglese l'Everton con 9 scudetti a testa. Onore comunque ai Gunners che dalla settima giornata alla 32esima giornata sono rimasti in vetta alla classifica. Poi però la squadra di Mikel Arteta ha perso diversi punti per strada, pareggi per 2-2 con West Ham United e Liverpool quando l'Arsenal conduceva 2-0, sconfitta nello scontro diretto per 4-1 all'Etihad e altro brutto pareggio con il fanalino di coda Southampton. Risultati che hanno permesso al Manchester City di rosicchiare il gap e mettere la freccia del sorpasso fino ad andare a conquistare il titolo. Una Premier League che ha in Erling Haaland il suo personaggio chiave. Arrivato in estate dal Borussia Dortmund, l'attaccante norvegese alla prima stagione sul suolo inglese ha riscritto la storia della Premier, mettendo a segno fino a questo momento 36 gol. Dal 1992, anno di fondazione della Premier League, nessun giocatore aveva mai segnato così tanto, Alan Shearer e Andy Cole si fermarono a 34. Ma se la punta scandinava ha scaraventato nelle porte avversarie così tanti palloni, una gran fetta di merito va data a Kevin De Bruyne, con il centrocampista belga autore di 16 assist ma anche di 7 gol. Tuttavia sarebbe riduttivo racchiudere questo successo parlando solo di loro. Sono tanti infatti i giocatori che hanno dato un grande contributo alla vittoria del City come il capitano Ilkay Gündogan, 8 gol per il tedesco, Phil Foden che è arrivato in doppia cifra (10 centri per il nazionale inglese), Julián Álvarez che tra una titolarità e il classico avvicendamento con Haaland, ha comunque scritto 8 volte il suo nome nel tabellino dei marcatori. Riyad Mahrez ne ha segnati 5, come 5 li ha fatti anche Jack Grealish, ma entrambi sono stati preziosi anche con i loro passaggi vincenti, ben 10 per l'algerino, 7 invece per l'ex Aston Villa. La difesa è stata solida e per adesso resta la migliore del campionato, 31 gol subiti (uno in meno del Newcastle United), e con Ederson che ha tenuto inviolata la sua porta in 11 occasioni su 34 presenze
 
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NM Cupen
Ritornato in massima serie questa stagione dopo la sorprendete retrocessione nel 2021, il Brann, una delle squadre più storiche e vincenti della Norvegia, si porta a casa la coppa nazionale. Nessuno si sarebbe aspettato un simile exploit da parte del club di Bergen, che aveva iniziato la sua avventura nella NM Cupen a Maggio dello scorso anno da formazione ancora di seconda divisione. E invece l'ottimo inizio nell'Eliteserien, terzo posto dopo 8 giornate, ha fatto da traino alla stupenda cavalcata dei biancorossi nella coppa nazionale, competizione che non vincevano dal 2004. Nella finale disputata all'Ullevaal Stadion di Oslo, impianto dove gioca le sue partite casalinghe la Norvegia, il Brann supera per 2-0 il Lillestrøm con i centri al 16' di Blomberg e al 62' di Finne e ritorna così a vincere la NM Cupen, la numero 7 della sua storia. Resta invece a quota 6 successi il Lillestrøm, che dal 2007 non riesce più a mettere le mani sul trofeo
 
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VBET Cup
Potrebbe essere un 2023 storico per l'Urartu, che in attesa di capire se riuscirà a vincere il campionato armeno, 3 punti di vantaggio sul Pyunik quando mancano 4 giornate alla fine, mette comunque in bacheca la coppa nazionale. A Yerevan nel Republican Stadium gli arancio-viola, che avevano perso la passata edizione con il Noravank, la spuntano 2-1 sullo Shirak (6 sconfitte su 8 finali disputate). Urartu che trova subito il gol dopo nemmeno un minuto di gioco con il russo Khurtsidze, ma al 6' le Pantere Nere la riprendono con l'ivoriano Bakayoko, e quando il match sembra avviato ai supplementari, a cinque minuti dalla fine Melkonyan, che vanta anche una presenza con l'Armenia, decide le sorti della finale e fa vincere all'Urartu la sua quarta coppa nazionale, la prima però sotto il nuovo nome, visto che fino al 2019 il club si chiamava Banants
 
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ÖFB Bundesliga
Continua imperterrito il dominio in patria del Red Bull Salzburg, che con quello di ieri conquista il suo 16esimo scudetto, il decimo di fila per i biancorossi. Quest'anno lo Sturm Graz ha provato a mettere i bastoni tra le ruote ai Roten Bullen arrivando allo scontro diretto con solo 3 punti di svantaggio. Una partita che per i bianconeri si era messa anche bene, con tanto di vantaggio a fine primo tempo che faceva sognare l'aggancio in classifica, e invece nella ripresa il Salzburg ribalta il risultato e conquista così l'ennesimo titolo. Il dato che sorprende di più è l'età media della squadra di mister di Matthias Jaissle, che ha tra le mani la formazione più giovane di tutta la Bundesliga con i suoi 22,2 anni. Tanti sono infatti i giovani che si sono messi in mostra in questa stagione e che già il prossimo anno, o in quelli futuri, verranno poi ceduti a peso d'oro. In attacco ad esempio ha brillato il 19enne Benjamin Sesko, con la punta slovena autore di 15 reti in 29 partite, miglior realizzatore dei biancorossi, ma l'attaccante slavo e stato solo uno dei tanti che si è divertito nel reparto avanzato. Il 21enne Junior Adamu, nato in Nigeria ma naturalizzato austriaco e che ha pure debuttato in nazionale, ha siglato 7 gol, stesso bottino per il 22enne svizzero Noah Okafor. Sfortunata invece la stagione di Fernando. Il brasiliano, arrivato per 6 milioni dallo Shakhtar Donetsk, aveva subito impressionato per la facilità nel trovare il gol, 6 in 9 partite, poi però un doppio infortunio, il primo muscolare e il secondo alla coscia, l'hanno messo ko a Settembre. A centrocampo l'argentino Nicolás Capaldo, ex prodotto della cantera del Boca Juniors, ha dato le giuste geometrie nella zona nevralgica del gioco, trovando anche la via del gol in 5 occasioni, mentre in difesa il francese Oumar Solet sembra ormai pronto per ambire a palcoscenici più importanti
 
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Super Liga
Dal 2000 anno del suo primo titolo al 2023, solo due squadre in Moldavia sono riuscite a scampare alla furia dello Sheriff Tiraspol. Nelle ultime 23 edizioni del campionato moldavo i gialloneri si sono portati a casa la bellezza di 21 scudetti, facendo così diventare i titoli vinti nel 2010/2011 dal Dacia Chişinau e quello del 2014/2015 dal Milsami Orhei (in un clamoroso arrivo a 3), delle vere e proprie imprese. Rispetto allo scorso anno lo scudetto è stato però leggermente più sudato, arrivato matematicamente solo all'ultima giornata, con un Petrocub Hinceşti che fino all'ultima curva ha fatto sentire il fiato sul collo ai campioni in carica. Un titolo quello dello Sheriff che parla anche italiano, visto che ad allenare i gialloneri dal 9 Gennaio è Roberto Bordin. Un ritorno per il tecnico ex Triestina che a Tiraspol aveva già allenato nel biennio 2016/2018 portando il club moldavo a vincere due campionati e una coppa nazionale. Una stagione che però lo Sheriff aveva iniziato con il croato Stjepan Tomas, dimessosi ad Ottobre dopo la sconfitta con il Petrocub nonostante la squadra fosse comunque al comando, e affidata poi ad interim a Victor Mikhailov, che l'ha guidata fino alla pausa di Novembre. Una formazione quella dello Sheriff costruita specialmente su una folta nidiata di giocatori africani: nigeriani, ghanesi, camerunensi, ivoriani, gabonesi, maliani, burkinabé, gambiani e pure uno dello Zimbabwe, formano l'ossatura dei gialloneri, che non disdegnano pure qualche brasiliano (Ricardinho e Renan Guedes) e un argentino (Michael López), anche se numeri alla mano il miglior giocatore è il nigeriano Rasheed Akanbi, autore di 8 gol e vincitore della classifica cannonieri insieme ad Alexandru Dedov dello Zimbru
 
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E alla fine è arrivata davvero la rimonta delle mie Chivasss
3 a 1 a pochissimo dalla fine... Che goduria
Col 2 a 1 sarebbe andato in finale l'America in virtù del miglior piazzamento in classifica
 
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Liga I
Per la prima volta nella storia la Liga I proclama il Farul Costanța nuovo Campione di Romania. Un risultato davvero storico per la squadra che per l'80% è di proprietà di Georghe Hagi e che riviste anche la carica di allenatore, mentre come presidente c'é un'altra grande vecchia gloria del calcio romeno come Gheorghe Popescu. Dopo la quinta piazza conquistata lo scorso anno, ma molto lontani dalla zone che contano, i biancoblu in questa stagione hanno avuto un rendimento costante, tanto da chiudere la regular season al primo posto con un punto di vantaggio sui campioni uscenti del Cluj, che avevano vinto gli ultimi 5 campionati uno dietro l'altro. Nella fase scudetto i Marinarii hanno saputo gestire la tensione tenendo sempre a debita distanza l'FCSB (ex Steaua Bucarest) e il Cluj. Un successo quello del Farul arrivato anche grazie ad un'altra vecchia conoscenza del calcio italiano come Denis Alibec. La punta romena, che in Serie A ha giocato nell'Inter e nel Bologna, è ritornato in patria dopo il prestito ai greci dell'Atromitos. Scaduto il contratto con il Cluj il 32enne ha voluto fortemente fare ritorno nella squadra che nel 2008 lo lanciò nel calcio professionistico, contribuendo allo storico titolo con 14 reti. Ma se da una parte l'esperienza di Alibec è stata importante per centrare lo scudetto, dall'altra la giovinezza e il talento di due potenziali "crack" del calcio romeno è stata allo stesso modo determinante. Il 20enne Louis Munteanu, in prestito dalla Fiorentina, ha messo a segno 8 reti che potrebbero forse valergli una chance nel campionato italiano in vista della prossima stagione. Chi invece dovrebbe restare al Farul è il prodotto locale Adrian Mazilu, con il 17enne che è stato spesso buttato nella mischia tanto da segnare ben 6 reti nei 18 incontri che ha disputato. Fantastica anche la stagione di un altro giovanotto molto interessante come Costantin Grameni, 6 centri per il 20enne centrocampista romeno
 
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Cyta Championship
Se l'anno scorso la vittoria dell'Apollon Limassol era stata sorprendente, quest'anno il successo dell'Aris Limassol lo é ancora di più. La formazione biancoverde, tra i fondatori della Cyprus Football Association, vince il suo primo campionato cipriota in 93 anni di storia. Dopo che la stagione regolare era stata chiusa al terzo posto ma con 6 punti di ritardo dalla capolista Apoel e tre dall'Aek secondo, l'Aris nella poule scudetto non solo ha recuperato il gap dal club di Nicosia e da quello di Larnaca, ma addirittura la squadra del giovane allenatore bielorusso Aleksey Shpilevskiy ha distanziato le rivali di 6 e 9 punti, merito di una seconda fase giocata senza sbagliare niente e senza perdere nemmeno una partita delle 9 sulle 10 fin qui disputate. Un Aris multietnico quello che ha vinto il titolo, dove non mancano certo giocatori di una certa importanza, uno su tutti il russo Aleksandr Kokorin, che dopo la sciagurata avventura alla Fiorentina, in Cipro è ritornato di nuovo a segnare, 13 i gol per l'ex Zenit. Altro acquisto importante è stato quello di Yannick Gomis, con la punta senegalese, arrivata a parametro zero dal Guingamp, che ha messo a referto 8 reti. Giocatori africani sugli scudi, con il 22enne gabonese Shavy Babicka che di gol ne ha segnati 8, come fondamentale è stato lo svedese Leo Bengtsson, preso dall'Häcken, e che sull'isola si é subito ambientato con 8 centri e 6 assist. Decisamente sfortunata la stagione per il povero Kévin Monnet-Paquet, altro giocatore con un passato importante alle spalle in Ligue 1. L'ex di Lens, Lorient e Saint-Etienne si é rotto il crociato del ginocchio ed è sceso in campo in sole 3 occasioni
 
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Liga MX - Torneo Clausura
Guadalajara - Tigres, è questa la finale del Torneo Clausura. Nelle partite di ritorno entrambe le squadre sono state capaci di andare a vincere in trasferta. Il Tigres sbanca l'Estadio BBVA di Guadalupe e piega di misura il Monterrey, affondato da Córdova, che già all'andata aveva firmato il gol dell'1-1 contro i Rayados. Ancora più epica la vittoria delle Chivas, che dovevano ribaltare la sconfitta per 1-0 rimediata in casa. All'Azteca di Città del Messico i biancorossi battono per 3-1 l'América. Un Super Clásico emozionante che regala la finale al Guadalajara ad un minuto dalla fine con un centro di Orozco. Gara che le Chivas avevano aperto al 18' con il gol di Cisneros, e dopo il pareggio al 56' del cileno Diego Valdés, i Rojiblancos al 75' avevano di nuovo messo la freccia del sorpasso con Mozo. Il 2-1 avrebbe comunque qualificato l'América per il miglior piazzamento nella stagione regolare, ma proprio sul traguardo le Aguilas si fanno beffare da Orozco e falliscono l'accesso ad una finale che manca dal 2019, e un titolo che non viene messo in bacheca dal 2018
 
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Campeonato Rondoniense
Per la terza volta nelle ultime quattro edizioni il Porto Velho si proclama campione dello Stato di Rondonia, in una regione dove diverse squadre storiche come il Ferroviário (17 scudetti) e il Flamengo (10) sono sparite dalla circolazione (entrambe dissoltesi negli anni 90), mente il Moto Clube è entrato in una crisi di risultati e non vince il titolo dal lontano 1981. Un successo quello del Porto Velho arrivato anche grazie alla formula particolare del campionato. Infatti dopo aver vinto la prima fase, la Locomotiva do Norte ha perso la semifinale con il Ji-Paraná, ma avendo conquistato la vetta del girone unico, questo ha permesso ai biancorossoblu di accedere comunque alla Super Finale, di nuovo con il Ji-Paraná che nella finale della seconda fase aveva superato anche il Real Ariquense. Nella gara di andata della finalissima il Porto Velho sbanca l'Estadio Biancão con una rete di William Amendoim, mentre al ritorno all'Aluizão alla Locomotiva basta lo 0-0 per mettere le mani sul terzo titolo statale della sua storia. Resta invece a 9 il Ji-Paraná, che non vince il campionato dal 2012
 
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