FC26 | “Restituire il Lione ai Gones” - 3ª stagione

ElDiablo

Prima squadra
22 Gennaio 2020
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L’Olympique Lione deve ripartire!

📰 di Antoine Girard, L’Équipe – Editoriale speciale

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Un popolo, un club, una città: Lione torna ai Gones, la sua gente.

LIONE
- Sono passati quasi vent’anni dall’ultimo trionfo. Vent’anni da quando il Lione dominava la Francia, da quando i nomi di Juninho, Govou e Benzema risuonavano come inni alla grandezza. Oggi, il tempo ha trasformato quel ruggito in un sussurro. Lo stadio è spesso pieno, i tifosi sempre fedeli, ma la gloria… quella sembra un ricordo lontano.


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Le immagini di Juninho e Benzema in campo sembrano ormai dei ricordi sbiaditi dal tempo…



L’Olympique Lyonnais non è più il club che incuteva rispetto. Ha smarrito il suo spirito, la sua identità, il suo orgoglio. Gli anni dei trionfi hanno lasciato il posto a stagioni di transizione infinita, a promesse non mantenute e a un’apatia che stride con la storia di questa città.


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Il francese Sidney Govou fu un elemento cardine della rosa che trionfò per diverse stagioni in campionato. Per lui 11 anni a Lione…


La squadra che a inizio millennio dominava il campionato con 7 scudetti consecutivi fra il 2002 e il 2008 ora è un semplice ricordo sbiadito, un monumento eretto per ricordare un’epoca d’oro fagocitata dal tempo. Colpa della nuova geopolitica del pallone, che ha consegnato al PSG il ruolo di pesce grande nello stagno piccolo. Ma anche di un passato prossimo dominato dai propri errori. E di un presente che non permette altro che rincollare i cocci.

Ma Lione non può accettarlo. Non deve accettarlo.
La domanda è semplice, brutale, inevitabile: chi riporterà il Lione dove merita di stare?
Le parole dei dirigenti parlano di “progetto”, ma la realtà è un’altra: serve una scossa, un’anima, un’idea. Non bastano i bilanci o le promesse di equilibrio. Serve una visione. E forse, per trovarla, bisogna guardare lontano.


Secondo indiscrezioni, il club sarebbe pronto ad affidarsi a un allenatore giovane e ambizioso. Un outsider.
E in società, il ritorno di Anthony Reveilleire (dieci anni a Lione) in veste di nuovo direttore sportivo dev’essere quel segnale che faccia da ponte tra passato e futuro.

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Il messaggio del nuovo dirigente è chiaro: “Non possiamo comprare la nostra identità. Dobbiamo ricostruirla, pezzo dopo pezzo, dentro ogni giocatore.”


Per la prima volta dal nuovo millennio, il club ha davvero guardato il baratro.
Bilanci in rosso, spese fuori controllo, stipendi pesanti e un rendimento sportivo disastroso hanno portato il Lione a un passo dalla retrocessione.
Il Groupama Stadium, simbolo di modernità e orgoglio, è diventato un fardello economico in tempi difficili. Le casse sono vuote, le certezze pure.


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I numeri raccontano una realtà brutale: il Lione non è più il club modello di Francia.
Il suo progetto sportivo è imploso, vittima di gestioni poco lungimiranti e di un mercato che ha preferito l’apparenza al valore.
La città ha sofferto. I tifosi hanno sofferto. Ma c’è ancora una speranza.
Rinascere dalle proprie ceneri.


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La dirigenza, spalle al muro, ha scelto la via più difficile: ricominciare da zero.
Non inseguire nomi, ma ricostruire valori. Non comprare identità, ma ricrearla.
E per farlo, si affida a chi conosce davvero cosa significa vestire questa maglia.


È da qui che nasce la speranza.
Non più dalle stelle, ma dagli uomini.
Non più dai proclami, ma dal lavoro.
L’O.L. deve ripartire.


E, forse, sta davvero per farlo.
 
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Un ritorno inaspettato. Toulalan torna per ricostruire il Lione

Dieci anni dopo aver lasciato la città, Jeremy Toulalan torna dove tutto è iniziato. Ma questa volta, non per correre, per recuperare, o per coprire gli errori degli altri. Questa volta, torna per guidare la squadra dalla panchina.

L’ex centrocampista dell’OL, noto per la sua serietà e la sua dedizione, è stato scelto dalla dirigenza come nuovo allenatore del club, un neofita della panchina che raccoglierà una sfida ardua, che va oltre le questioni di campo, toccando anche un po’ quelle di cuore. Una decisione che parla da sola: niente nomi altisonanti, niente rivoluzioni di plastica. Solo lavoro, disciplina e senso d’appartenenza.

“Il Lione deve ritrovare sé stesso,” ha dichiarato Toulalan nel giorno della presentazione. “Non voglio promesse, voglio impegno. Qui si lavora per la città, per la storia, per i tifosi.”

Con lui, inizia una nuova era: meno parole, più fatti.



Identità pura Lione

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Toulalan è stato il simbolo della generazione di transizione post-Juninho: serio, professionale, umile, mai sopra le righe.
È l’archetipo del giocatore che lavora in silenzio e parla con i fatti — esattamente ciò che il nuovo OL deve incarnare.


“Ritorno alla casa madre”

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Un uomo che torna nel club dove ha imparato tutto, non per nostalgia, ma per ricostruire.
“Sono tornato perché questo club mi ha insegnato a non mollare mai. È tempo di restituire ciò che ho ricevuto.”

Il d.s. Revelleire lo ha accolto con entusiasmo, consapevole che il lavoro da fare per entrambi sarà arduo, a tratti mastodontico.
Oltre ai problemi di mercato, il mister dovrà fronteggiare anche ostacoli interni, tra presunte talpe, giocatori scontenti e tifosi in rivolta.

Dopo anni di caos tattico e identità smarrite, a Lione tornerà la parola ordine.
Jérémy Toulalan ha scelto una via chiara, coerente con la sua idea di calcio e con la sua storia personale: una squadra solida, corta, che difende insieme e attacca con raziocinio.
Niente fronzoli, niente dogmi esasperati: il nuovo Lione si costruirà sull’equilibrio.
Più che un modulo, Toulalan mirerà a costruire una mentalità.
Ogni dettaglio tattico serve a un obiettivo più grande: restituire al Lione la dignità di una squadra che sa chi è e perché gioca.
Non ci saranno stelle fuori posto, ma undici giocatori con lo stesso codice di comportamento.

Il Lione di Toulalan non promette spettacolo. Promette appartenenza.
 
Ti seguo :)

Un piacere rivederti qui ElDiablo ed approvo la scelta del Lione. Piazza calda, passionale che ha vinto tanto negli anni 2000 e che ha sempre lanciato giovani interessanti. Ultimamente però regna il caos e si sono persi quei valori di identità che hanno sempre contraddistinto l'OL. Vediamo un po' cosa sarà in grado di fare Toulalan, uno che l’ambiente lo conosce molto bene
 
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Ci sono. Bella scelta il Lione
seguo grande ELDIABLO

Ma bentornato!
Che piacere ritrovarvi tutti!

Ti seguo :)

Un piacere rivederti qui ElDiablo ed approvo la scelta del Lione. Piazza calda, passionale che ha vinto tanto negli anni 2000 e che ha sempre lanciato giovani interessanti. Ultimamente però regna il caos e si sono persi quei valori di identità che hanno sempre contraddistinto l'OL. Vediamo un po' cosa sarà in grado di fare Toulalan, uno che l’ambiente lo conosce molto bene
Ma grande Ronin. Ogni tanto ci si ritrova.
Lione piazza inedita per me, e ormai all’effettivo quasi una decaduta del calcio francese, sfida affascinava che mi ronzava in mente da tutta l’estate 😊
 
Prendere nobili decadute ha sempre il suo fascino. Anch'io ho scelto l'Independiente proprio per questo motivo, visto che non vince il campionato argentino dal 2002
 
Organico di partenza Olympique Lyonnais 2025/26

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Tra i pali Greif e Descamps si giocheranno il posto da titolare, con il primo leggermente in vantaggio. Diarra sarà il terzo portiere.


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Solo tre centrali per tre competizioni, un reparto che sicuramente necessita di qualche intervento o invenzione. Clinton Mata e Tagliafico gli unici over30 del reparto.
Lateralmente si congiungono esperienza e giovani profili.


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Reparto ben coperto con ottimi elementi di prospettiva, anche numericamente ci siamo.
L’età media è equilibrata (24 anni) e unisce esperienza e prospettiva, vi è una prevalenza di mediani fisici e disciplinati.
Tolisso rappresenta esperienza, tecnica e leadership. Non più esplosivo come un tempo, ma resta fondamentale per qualità di passaggio e intelligenza tattica. Dovrà essere gestito fisicamente, può giocare anche più avanzato.



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È un reparto giovane, dinamico e con margini di crescita importanti. L’età media (circa 23 anni) garantisce energia e potenziale, bilanciata dall’esperienza di Ghezzal. La stella è Malick Fofana, pezzo pregiato della rosa. Velocità, dribbling e capacità di creare superiorità numerica costante.


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Il reparto più incerto. Satriano deve dimostrare la maturità calcistica, i giovani Molebe e Gomes Rodriguez, invece, devono dimostrare di non essere ancora acerbi per il calcio che conta e per la piazza ambiziosa che è Lione.
 
Forse in avanti serve un'attaccante più malizioso e con esperienza. Satriano non si può definire bomber e Molebe e Gomes Rodríguez sono elementi futuribili ma che nell'immediato si affacciano adesso al grande calcio. Qui bisogna prendere una punta che la butti dentro con una certa regolarità visto che saremo pure impegnati su tre fronti. Dura pensare di fare un'intera stagione con tre attaccanti del genere
 
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Forse in avanti serve un'attaccante più malizioso e con esperienza. Satriano non si può definire bomber e Molebe e Gomes Rodríguez sono elementi futuribili ma che nell'immediato si affacciano adesso al grande calcio. Qui bisogna prendere una punta che la butti dentro con una certa regolarità visto che saremo pure impegnati su tre fronti. Dura pensare di fare un'intera stagione con tre attaccanti del genere
Un ritorno di Benzema lo vedrei bene
 
Squadra giovane, in attacco forse manca un po' di cazzimma!
Allenatore? Ci voleva qualcuno con senso di appartenenza al club...
 
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Seguo, bella la scelta del Lione una volta era considerata come il PSG, ora i ruoli si sono invertiti sarà una bella sfida
Si, dopo vent’anni i ruoli sono invertiti e non poco direi. E’ una sfida ambiziosa e affascinante che avevo in mente da un pezzo.

Forse in avanti serve un'attaccante più malizioso e con esperienza. Satriano non si può definire bomber e Molebe e Gomes Rodríguez sono elementi futuribili ma che nell'immediato si affacciano adesso al grande calcio. Qui bisogna prendere una punta che la butti dentro con una certa regolarità visto che saremo pure impegnati su tre fronti. Dura pensare di fare un'intera stagione con tre attaccanti del genere
Satriano avrà una responsabilità non da poco.
Su Molebe e Rodriguez non ho grandi aspettative immediate, troveranno spazio ma non gli si può chiedere chissà cosa.
Sto valutando l’idea di trovare un giocatore adatto ad adattarsi punta o falso 9. Anche perché tre competizioni non le può reggere il solo Satriano.

Un ritorno di Benzema lo vedrei bene
Eh, si. Ma con che soldi!?😂

Squadra giovane, in attacco forse manca un po' di cazzimma!
Allenatore? Ci voleva qualcuno con senso di appartenenza al club...
Come detto sopra, ce da inventarsi qualche giocatore che possa adattarsi attaccante.
Toulalan avrà questo arduo compito.
 
️Inizio tortuoso per il Lione: il calendario mette alla prova i Gones


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Un avvio di fuoco. Il calendario non ha fatto sconti, i Gones di Jérémy Toulalan inizieranno la stagione affrontando tre avversarie tutt’altro che semplici nelle prime tre giornate di campionato: Lens, Metz e Marsiglia.
Tre prove di fuoco per un progetto ancora in fase di costruzione, chiamato subito a misurare la propria solidità mentale e tattica.

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Florian Thauvin, stella del Lens, è appena tornato in Francia, provenienza Udinese

Il Lens rappresenterà il primo ostacolo, con la sua organizzazione e la capacità di aggredire ogni zona del campo. Thauvin, appena arrivato dall’Udinese, è l’ostacolo principale da fronteggiare.
Il Metz avversario più alla portata ma mai da sottovalutare, sarà invece un test di maturità: lì si capirà quanto il Lione avrà già assimilato i principi di Toulalan.
E infine il Marsiglia di De Zerbi, una delle rivali storiche, pronto a misurare il coraggio e la tenuta del nuovo OL in un match che promette scintille e spettacolo.

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De Zerbi, tecnico Marsiglia




Europa League: un girone impegnativo e affascinante

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Mentre il campionato impone subito un percorso tortuoso, l’Europa League promette entusiasmo e allo stesso tempo insidie.
L’OL è stato sorteggiato in un gruppo che sa di viaggi e contrasti:


🇬🇷 PAOK Salonicco
🇨🇭 Young Boys
🇳🇱 Go Ahead Eagles
🇪🇸 Real Sociedad
🇪🇸 Betis Siviglia
🇨🇭 Basilea
🇦🇹 Salisburgo
🇳🇱 Utrecht



Un mix di stili, culture e intensità.
Dalla tecnica dei baschi all’organizzazione dei club svizzeri, fino alla fisicità del PAOK e alla freschezza dei giovani olandesi.
Per Toulalan sarà un banco di prova tattico e mentale: gestire l’Europa senza perdere di vista la Ligue 1, dove ogni punto serve a ricostruire fiducia.
 
Inizio di campionato non semplice, a parte il Metz che è una neopromossa, il Lens nelle ultime stagioni è cresciuto molto sotto la sapiente guida dell'ex Franck Haise, mentre il Marsiglia con De Zerbi è diventata la seconda forza dopo il PSG. Il sorteggio di Europa League tutto sommato non é andato malaccio. A parte le due spagnole, per il resto sono tutte squadre alla portata, anche lo stesso Salisburgo ultimamente non detta più legge in patria come un tempo
 
Seguo
Che spettacolo il Lione, merita di tornare ai vertici. Qui si può costruire davvero tanto, la rosa è piena di talenti interessanti e giocatori di una certa qualità.
 
Una domanda.
Ho provato ad usare il Lione perchè mi attira molto una carriera come la tua.
E' vera l'impressione che ho avuto, e cioè che giocare in casa è molto molto figo? C'è una atmosfera nello stadio ed una spinta del pubblico, con cori reali e specifici del Lione, davvero pazzesca. Quando l'azione si fa pericolosa senti lo stadio che si esalta e che ti trasporta ... vero o è solo una impressione? Poi bellissime maglie.
 
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