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È quello che pensavo io ma in effetti con Konami non si capisce mai nulla
Guarda che quelle squadre ci sono da quando è uscito EFootball.
Probabilmente le hanno aggiornate con la versione 4.0 quando hanno aggiornato i campionati.
Addirittura, non so se ci sono ancora, ce ne erano alcune nella realtà fallite, come il Chievo.
Sul motivo inutile perderci tempo, è come chiedersi perchè per tre anni non hanno sbloccato l'intero database per le amichevoli e anche minuti e livelli, per poi farlo a sorpresa un paio di mesi fa.
 
Guarda che quelle squadre ci sono da quando è uscito EFootball.
Probabilmente le hanno aggiornate con la versione 4.0 quando hanno aggiornato i campionati.
Addirittura, non so se ci sono ancora, ce ne erano alcune nella realtà fallite, come il Chievo.
Sul motivo inutile perderci tempo, è come chiedersi perchè per tre anni non hanno sbloccato l'intero database per le amichevoli e anche minuti e livelli, per poi farlo a sorpresa un paio di mesi fa.
Ah … in effetti io prima entravo solo nel team DT (Atletico Madrid) per disputare la MyLeague … e a memoria in “altri campionati” ricordavo solo il Bayern Monaco … comunque va beh fa lo stesso tanto con Konami non si capisce nulla
 
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Reazioni: the elder
Una domanda , se un utente passasse a Efootball da Ps5 a PC entrando con lo stesso Account id Konami si ritroverebbe con la squadra e i progressi che usava su Ps5 ?
 
Una domanda , se un utente passasse a Efootball da Ps5 a PC entrando con lo stesso Account id Konami si ritroverebbe con la squadra e i progressi che usava su Ps5 ?
No... ed è una gran cavolata....

Il giorno che anche sul cellulare avrò la "mia" squadra giocherò credo anche da lì.... oltre a poter usare opzioni... acquisti ... ecc...

Una funzionalità che ci dovrebbe essere da tempo..
 
@Pistiuk81 / @Nam voi che siete sempre aggiornatissimi...
Teoricamente a novembre ci dovrebbe essere qualcosa... C'è qualche rumor a riguardo?
 
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Reazioni: gemix76
Nulla di nuovo diciamo, nel senso che da quelle parti i giochi Mobile vendono di più e vengono giocati maggiormente rispetto a console oppure PC. È tutta un altro tipo di cultura rispetto alla nostra. Io ad esempio senza un joypad in mano non riesco a giocare con i videogames e infatti sul mio cellulare non ha nemmeno uno di quei giochini che si possono scaricare sugli store. Alla fine Konami è un'azienda e come tale il suo intento è quello di generare introiti e se questi derivano dal Mobile è giusto che ci punti. Resta sempre il rammarico di come è stata trattata un certo tipo di utenza, ma qua entrano in gioco altri fattori come i sentimenti che poco cozzano con lo scopo finale dell'azienda che è quello di tenere i conti in attivo e incassare. Noi giocatori la pensiamo sempre in modo romantico ma a quei livelli l'obiettivo è uno solo: fare soldi. Come farli poi, magari stravolgendo anche la storia o il brand, poco importa
 
Nulla di nuovo diciamo, nel senso che da quelle parti i giochi Mobile vendono di più e vengono giocati maggiormente rispetto a console oppure PC. È tutta un altro tipo di cultura rispetto alla nostra. Io ad esempio senza un joypad in mano non riesco a giocare con i videogames e infatti sul mio cellulare non ha nemmeno uno di quei giochini che si possono scaricare sugli store. Alla fine Konami è un'azienda e come tale il suo intento è quello di generare introiti e se questi derivano dal Mobile è giusto che ci punti. Resta sempre il rammarico di come è stata trattata un certo tipo di utenza, ma qua entrano in gioco altri fattori come i sentimenti che poco cozzano con lo scopo finale dell'azienda che è quello di tenere i conti in attivo e incassare. Noi giocatori la pensiamo sempre in modo romantico ma a quei livelli l'obiettivo è uno solo: fare soldi. Come farli poi, magari stravolgendo anche la storia o il brand, poco importa
Si come te anch'io non potrei mai giocare un "Pes semplicemente su di uno smartphone.
Sono davvero troppi i perché non lo farei mai, ma se dovessi stilare una classifica inizierei senz'altro dalla mancanza di stimolo che si prova giocando, cercando di simulare una partita di calcio reale, cosa che con uno cellulare non potresti mai fare.

Si lo ammetto, anche se non è realistica come cosa però almeno stimola la fantasia del giocatore. Oggi la cosa che stimolano e fomentato fino alla esasperazione, è la mera competitività, stressando non poco tutti i player ad avere e possedere ogni singolo pezzetto di puzzle (le figurine da dopare) per avere una maggior sicurezza nel vincere.

Capisco il discorso degli introiti e come questi siano una priorità per una azienda, ma ricordo che i videogiochi nascono come mezzi di intrattenimento essendo di fatto artefatti interattivi per il divertimento.
I giocatori hanno il potere decisionale (anche se non assoluto) su una certa situazione e, interagendo con il gioco, scrivono una storia all’interno dei margini sicuri della fantasia guidata e dell’episodio delimitato, che si apre e si chiude all’interno di un lasso di tempo preciso.
Questa storia è densa di emozioni ed è connotata in senso edonico, cioè può essere piacevole o spiacevole e che quindi ci porta inevitabilmente verso una emozione.
Dunque, sia che ci si riferisca a stati transitori di pochi secondi, sia che l’emozione persista per tutta la durata del videogioco il giocatore partecipa a un’esperienza di eccitazione quindi si, i videogiochi hanno l'obbligo di esistere per far divertire la gente, ancor prima di far guadagnare montagne di soldi agli sviluppatori.

Non è più possibile per loro continuare a trascurare e illudere l'unica fonte di esistenza del loro videogioco: noi player.
Prima viene il divertimento e le emozioni, solo successivamente lo scopo di lucro.

Giustificarli ancora con i soliti discorsi economici, non ha più alcun senso.
.
 
Si come te anch'io non potrei mai giocare un "Pes semplicemente su di uno smartphone.
Sono davvero troppi i perché non lo farei mai, ma se dovessi stilare una classifica inizierei senz'altro dalla mancanza di stimolo che si prova giocando, cercando di simulare una partita di calcio reale, cosa che con uno cellulare non potresti mai fare.

Si lo ammetto, anche se non è realistica come cosa però almeno stimola la fantasia del giocatore. Oggi la cosa che stimolano e fomentato fino alla esasperazione, è la mera competitività, stressando non poco tutti i player ad avere e possedere ogni singolo pezzetto di puzzle (le figurine da dopare) per avere una maggior sicurezza nel vincere.

Capisco il discorso degli introiti e come questi siano una priorità per una azienda, ma ricordo che i videogiochi nascono come mezzi di intrattenimento essendo di fatto artefatti interattivi per il divertimento.
I giocatori hanno il potere decisionale (anche se non assoluto) su una certa situazione e, interagendo con il gioco, scrivono una storia all’interno dei margini sicuri della fantasia guidata e dell’episodio delimitato, che si apre e si chiude all’interno di un lasso di tempo preciso.
Questa storia è densa di emozioni ed è connotata in senso edonico, cioè può essere piacevole o spiacevole e che quindi ci porta inevitabilmente verso una emozione.
Dunque, sia che ci si riferisca a stati transitori di pochi secondi, sia che l’emozione persista per tutta la durata del videogioco il giocatore partecipa a un’esperienza di eccitazione quindi si, i videogiochi hanno l'obbligo di esistere per far divertire la gente, ancor prima di far guadagnare montagne di soldi agli sviluppatori.

Non è più possibile per loro continuare a trascurare e illudere l'unica fonte di esistenza del loro videogioco: noi player.
Prima viene il divertimento e le emozioni, solo successivamente lo scopo di lucro.

Giustificarli ancora con i soliti discorsi economici, non ha più alcun senso.
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Perfettamente d'accordo con te...
 
Si come te anch'io non potrei mai giocare un "Pes semplicemente su di uno smartphone.
Sono davvero troppi i perché non lo farei mai, ma se dovessi stilare una classifica inizierei senz'altro dalla mancanza di stimolo che si prova giocando, cercando di simulare una partita di calcio reale, cosa che con uno cellulare non potresti mai fare.

Si lo ammetto, anche se non è realistica come cosa però almeno stimola la fantasia del giocatore. Oggi la cosa che stimolano e fomentato fino alla esasperazione, è la mera competitività, stressando non poco tutti i player ad avere e possedere ogni singolo pezzetto di puzzle (le figurine da dopare) per avere una maggior sicurezza nel vincere.

Capisco il discorso degli introiti e come questi siano una priorità per una azienda, ma ricordo che i videogiochi nascono come mezzi di intrattenimento essendo di fatto artefatti interattivi per il divertimento.
I giocatori hanno il potere decisionale (anche se non assoluto) su una certa situazione e, interagendo con il gioco, scrivono una storia all’interno dei margini sicuri della fantasia guidata e dell’episodio delimitato, che si apre e si chiude all’interno di un lasso di tempo preciso.
Questa storia è densa di emozioni ed è connotata in senso edonico, cioè può essere piacevole o spiacevole e che quindi ci porta inevitabilmente verso una emozione.
Dunque, sia che ci si riferisca a stati transitori di pochi secondi, sia che l’emozione persista per tutta la durata del videogioco il giocatore partecipa a un’esperienza di eccitazione quindi si, i videogiochi hanno l'obbligo di esistere per far divertire la gente, ancor prima di far guadagnare montagne di soldi agli sviluppatori.

Non è più possibile per loro continuare a trascurare e illudere l'unica fonte di esistenza del loro videogioco: noi player.
Prima viene il divertimento e le emozioni, solo successivamente lo scopo di lucro.

Giustificarli ancora con i soliti discorsi economici, non ha più alcun senso.
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Konami guarda ai soldi.
Gli offliners avrebbero speso,se va bene,70€ una volta.
Ora,con meno soldi per le licenze,meno sbattimenti per modalità ed editor,hanno un utenza che spende 20€ a settimana. Alcuni ci hanno buttato un millino,da ef22 ad oggi.
 
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Reazioni: Lele74 e robejkl
Giustificarli ancora con i soliti discorsi economici, non ha più alcun senso.
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Non siamo noi a giustificarli, ma chi gli fa guadagnare soldi con acquisti in game. Punto.

Fosse per me, con tutte le attenuanti del caso (è un loro prodotto, decidono loro come usarlo e sfruttarlo, e ovviamente, se il mercato gli dà comunque ragione, che gli vuoi dire?) andrei in Giappone a scassare joypad in testa ai capoccia Konami!

Eppure, con un sottilissimo filo di speranza che illumina l'oscurità, ancora ci spero, del resto, con molto ritardo, qualcosa si sta muovendo in Konami (remake di SH2, il prossimo remake di MGS3)...

...si, dolorosamente, come una scheggia di ferro all'interno di una mano, leggera ma presente e fastidiosa al contatto, ancora ho speranza di un qualcosa per i Masterofili.
 
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Reazioni: barch1981 e ramses
Eppure, con un sottilissimo filo di speranza che illumina l'oscurità, ancora ci spsperi.
Non ho nessuna intenzione di soffocare chi ripone ancora un minimo di speranza sul futuro dei videogiochi. Sia chiaro questo, ma le aziende multinazionali (industrie) dei videogiochi hanno fatto capire a chiare lettere che non conviene più far uscire nuove versioni di un gioco, ma bensì riempirle di dlc a pagamento.
Per fare un esempio pratico tempo fa leggevo da qualche parte di un videogioco, credo fosse the sims, dove addirittura ne aveva tirati fuori una 80ina con un costo totale di circa 2000€ o_O
Questo ci fa capire cosa ci attende nel futuro prossimo dalle industrie dei videogiochi.
C'è poco da fare.
La forte crisi che c'è stata non fa più lavorare gli sviluppatori con la dovuta serenità e che ovviamente optano per una strategia più sicura e redditizia come quella degli smartphone.
Una vera miniera d'oro.

Però, lo scrivevo nel post precedente, non può essere una giustificazione alla mediocrità del videogioco che abbiamo oggi.
È inaccettabile, almeno per me, legittimare anche il loro successo economico con una qualità davvero scadente del prodotto.
Efootball fa parte di questa immensa mediocrità di videogiochi "gratis" da smartphone.
 
Non ho nessuna intenzione di soffocare chi ripone ancora un minimo di speranza sul futuro dei videogiochi. Sia chiaro questo, ma le aziende multinazionali (industrie) dei videogiochi hanno fatto capire a chiare lettere che non conviene più far uscire nuove versioni di un gioco, ma bensì riempirle di dlc a pagamento.
Per fare un esempio pratico tempo fa leggevo da qualche parte di un videogioco, credo fosse the sims, dove addirittura ne aveva tirati fuori una 80ina con un costo totale di circa 2000€ o_O
Questo ci fa capire cosa ci attende nel futuro prossimo dalle industrie dei videogiochi.
C'è poco da fare.
La forte crisi che c'è stata non fa più lavorare gli sviluppatori con la dovuta serenità e che ovviamente optano per una strategia più sicura e redditizia come quella degli smartphone.
Una vera miniera d'oro.

Però, lo scrivevo nel post precedente, non può essere una giustificazione alla mediocrità del videogioco che abbiamo oggi.
È inaccettabile, almeno per me, legittimare anche il loro successo economico con una qualità davvero scadente del prodotto.
Efootball fa parte di questa immensa mediocrità di videogiochi "gratis" da smartphone.
Che il futuro sia una cacca pestata, in tutto e per tutto, non solo nel mercato videoludico, è innegabile. Se vogliamo farne un discorso ampio e profondo, è lo stesso motivo per cui sono convinto di non volere figli, perchè non c'è un vero futuro all'orizzonte, il pianeta lo abbiamo già ucciso, si spegne lentamente, ma oramai è irreversibile, la causa è anche la mentalità dello spreco, sperpero e strafottenza che ci hanno ben incul(c)ato.

E qui ci riallacciamo al discorso, se la mediocrità paga, e bene, si, le aziende producono mediocrità, ma c'è chi la alimenta e vertiginosamente. Quindi si, aziende produttrici di mediocrità, ma la massa la richiede e la fomenta.
 
Che il futuro sia una cacca pestata, in tutto e per tutto, non solo nel mercato videoludico, è innegabile. Se vogliamo farne un discorso ampio e profondo, è lo stesso motivo per cui sono convinto di non volere figli, perchè non c'è un vero futuro all'orizzonte, il pianeta lo abbiamo già ucciso, si spegne lentamente, ma oramai è irreversibile, la causa è anche la mentalità dello spreco, sperpero e strafottenza che ci hanno ben incul(c)ato.

E qui ci riallacciamo al discorso, se la mediocrità paga, e bene, si, le aziende producono mediocrità, ma c'è chi la alimenta e vertiginosamente. Quindi si, aziende produttrici di mediocrità, ma la massa la richiede e la fomenta.
E se davvero si vuole trovare un colpevole, come sempre, non ci resta che guardarci allo specchio...
 

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