Credo ci sia stato un fraintendimento rispetto al mio post precedente.
Non ho scritto quel pensiero nella speranza che Konami realizzi finalmente il "gioco dei sogni", né tantomeno nutro illusioni su un cambiamento radicale imminente. Anzi, sono stato uno dei primi a dire, anche pubblicamente, che non mi aspetto nulla da parte loro, potete verificarlo facilmente in uno dei miei post passati.
Quello che volevo fare era semplicemente analizzare, con lucidità e spirito critico, quale sia oggi la reale opportunità che Konami ha davanti a sé: sfruttare l’occasione del 30° anniversario per invertire una tendenza negativa che dura da anni. Tutto qui. Un’opportunità, non una profezia.
Capisco perfettamente che le microtransazioni siano diventate centrali nel modello di business moderno, e non mi scandalizzo: anche EA, per intenderci, ha basato gran parte dei suoi ricavi su di esse. La differenza, però, è che EA ha sempre fornito un gioco completo, a pagamento, con modalità offline e contenuti strutturati, oltre alla sua Ultimate Team.
FIFA, dal 2021 al 2025, ha costruito su una base stabile, migliorando passo dopo passo interfaccia, modalità, gameplay, funzionalità e coinvolgimento della community.
Konami, al contrario, dal lancio di eFootball 2022 a oggi ha praticamente lasciato il progetto fermo, con piccoli ritocchi, molte promesse e poche reali innovazioni. Non servono speranze per dirlo, basta confrontare i fatti.
Il mio intento, quindi, non era difendere Konami né illudere nessuno, ma solo mettere in evidenza che se davvero volessero avrebbero gli strumenti (e il momento) per fare qualcosa di concreto. Sta a loro decidere se continuare con un titolo che vive solo di promo settimanali e modelli ripetuti, o se tentare di ricostruire credibilità e contenuti.