Dopo anni di transizione, promesse mancate e un mercato sempre più competitivo,
Konami si trova davanti a un bivio. Il 2026 non sarà un anno qualunque: segnerà
i 30 anni della sua storica saga calcistica, quella che per molti è ancora
"il vero calcio digitale". E in questo scenario,
eFootball 2026 può (e deve) diventare il punto di svolta definitivo.
L’occasione è troppo grande per essere sprecata. Con un rilancio ben costruito, il titolo potrebbe non solo recuperare credibilità, ma anche buttare le basi per tornare a
competere seriamente con FIFA/EA Sports FC.
Il cuore pulsante di ogni buon titolo calcistico è il gameplay. La community chiede a gran voce un ritorno a un
gioco tecnico, profondo, con una fisica realistica e movimenti ragionati.
Per riuscirci, Konami dovrebbe:
- Affinare i comandi, rendendoli più responsivi e naturali;
- Migliorare l’IA dei compagni, oggi spesso lenta o imprevedibile;
- Reintrodurre una vera fisica del pallone, con tocchi, rimbalzi e contrasti realistici.
In sintesi:
meno arcade, più simulazione, come nei migliori PES del passato.
Uno dei punti più deboli di eFootball rispetto alla concorrenza è la scarsità di contenuti per chi gioca da solo. È il momento di colmare questo vuoto:
- Master League: i fan la chiedono da anni. Va riportata con elementi manageriali, progressione credibile e magari un tocco narrativo.
- Carriera giocatore: una modalità in stile Become a Legend, dove si costruisce la carriera di un calciatore, dalla gavetta alla gloria.
- Tornei internazionali e personalizzati, con supporto per modding ufficiale e community attiva.
Dream Team è il cuore della proposta online, ma oggi risente troppo della logica pay-to-win. Serve un sistema più bilanciato:
- Matchmaking che tenga conto delle abilità reali, non solo del livello della squadra;
- Ricompense e progressione eque, anche per chi gioca gratuitamente;
- Modalità coop 2v2 e 3v3 migliorate, tornei stagionali, e un sistema ranked più gratificante.
Konami dovrebbe puntare a
un'esperienza online più meritocratica, capace di valorizzare l’abilità, non solo il portafogli.
Un’esperienza coinvolgente passa anche dal comparto visivo e sonoro. Con l’
Unreal Engine 5, Konami ha la possibilità di fare un salto netto:
- Migliorare il dettaglio di volti, movimenti e animazioni;
- Inserire più stadi con atmosfera viva, tifoserie attive, effetti meteo dinamici;
- Permettere la personalizzazione di allenatori, stadi e divise, anche con un editor più potente.
Il 2026 sarà anche un momento celebrativo. Perché non creare una
modalità speciale “Anniversary” che omaggi la storia del franchise?
- Squadre leggendarie, rose vintage (PES 6, PES 2013…), kit retrò e colonne sonore iconiche;
- Presenza di ambasciatori storici come Totti, Adriano, Roberto Carlos, Beckham;
- Interfacce, menu e grafiche ispirate ai PES del passato.
Non sarebbe solo fanservice, ma
un ponte emozionale con chi ha amato la saga per anni.
Infine, Konami deve imparare a
dialogare con la community. Le roadmap devono essere chiare, i feedback ascoltati, le novità spiegate con trasparenza.
Coinvolgere i giocatori, i content creator e i modder sarebbe
una mossa vincente per creare una community attiva e fedele.
eFootball 2026 può essere molto più di un semplice aggiornamento. Può essere il capitolo della rinascita. Ma per farlo, servono ambizione, investimenti concreti e, soprattutto, l’umiltà di ascoltare chi il gioco lo ama davvero.
Konami ha la storia, la tecnologia e il momento giusto. Ora serve il coraggio di
tornare a fare un grande gioco di calcio.