No, ti assicuro che non rende meglio. Il problema è che, se non ci giochi online con continuità, è difficile capire davvero come funziona.
I server e l’infrastruttura di Konami sono al limite dell’imbarazzante. Tra connessione, lag e quello che molti chiamano “script”, l’esperienza è spesso frustrante. Inoltre, nell’ultimo anno la CPU è stata potenziata in maniera evidente, probabilmente anche per permettere a giocatori meno esperti di restare competitivi. Il risultato è che, se non impari ad abusare di certe meccaniche che online fanno la differenza, finisci per vivere un’esperienza più frustrante che appagante.
Basta dare un’occhiata alla community: ogni giorno ci sono lamentele su server, connessioni, script, carte e bilanciamento. È un ambiente difficile sia da accettare che da sostenere nel lungo periodo.
Non credo che Konami introdurrà mai le squadre autentiche nelle modalità online, così come non penso che investirà seriamente nelle modalità offline. Al massimo continuerà ad ampliare il Dream Team con nuove modalità, perché è chiaramente quella la direzione intrapresa, e l’azienda l’ha già detto e dimostrato più volte.
Il gameplay, di per sé, è di altissimo livello ed è probabilmente il punto di forza del gioco. Però riesce a essere davvero godibile solo per chi sa sfruttarne le dinamiche. E anche in quel caso non sempre: molto dipende dall’orario in cui giochi e dalla qualità delle infrastrutture, che purtroppo restano il vero tallone d’Achille di eFootball.
Paradossalmente, l’esperienza migliore resta la stanza amico. Lì si gioca in peer-to-peer e, se entrambi hanno una buona connessione, le partite scorrono in modo molto più fluido. Questo non significa che lo “script” sparisca, perché l’ho percepito anche lì, ma almeno vengono meno gran parte dei problemi legati ai server.