FC26 | “Restituire il Lione ai Gones” - 3ª stagione

Una domanda.
Ho provato ad usare il Lione perchè mi attira molto una carriera come la tua.
E' vera l'impressione che ho avuto, e cioè che giocare in casa è molto molto figo? C'è una atmosfera nello stadio ed una spinta del pubblico, con cori reali e specifici del Lione, davvero pazzesca. Quando l'azione si fa pericolosa senti lo stadio che si esalta e che ti trasporta ... vero o è solo una impressione? Poi bellissime maglie.

Guarda è una bellissima domanda, e mi auguro che sia così, ma non ti so ancora rispondere perché non ho ancora giocato una singola partita in casa. Me lo auguro, perché mi son preso Ps5 + TV nuova e quindi mi auguro che l’immersione sia massima.
Si, quelle dei Gones sono magliette storicamente stupende. Uno dei motivi per cui ho scelto Lione a occhio chiusi quest’anno.

Seguo
Che spettacolo il Lione, merita di tornare ai vertici. Qui si può costruire davvero tanto, la rosa è piena di talenti interessanti e giocatori di una certa qualità.

Mi fa piacere leggere così tanto entusiasmo tra le righe di chi legge.
Era da un po’ di anni che non avevo così tanto “gas” nell’iniziare una carriera. Benvenuto a bordo!

Inizio di campionato non semplice, a parte il Metz che è una neopromossa, il Lens nelle ultime stagioni è cresciuto molto sotto la sapiente guida dell'ex Franck Haise, mentre il Marsiglia con De Zerbi è diventata la seconda forza dopo il PSG. Il sorteggio di Europa League tutto sommato non é andato malaccio. A parte le due spagnole, per il resto sono tutte squadre alla portata, anche lo stesso Salisburgo ultimamente non detta più legge in patria come un tempo

Diciamo che avrei preferito iniziare con avversarie un po’ più morbide, perché devo prendere la mano ancora con giocatori e schemi. Ma dettagli, al contempo le difficoltà alzano vertiginosamente l’entusiasmo e l’adrenalina e dunque… ben venga!
In Europa League invece non abbiamo grandi pressioni, quindi cercheremo di sfruttare gli impegni europei per trovare nuove soluzioni tattiche e valorizzare quei calciatori che in campionato con avrò modo di schierare con continuità. Almeno nella fase a gironi sarà così.
 
1ª giornata campionato
Gol, emozioni e orgoglio: il Lione pareggia a Lens

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Cala la sera sul “Bollaert-Delelis”, e con essa la prima notte del nuovo Lione di Toulalan in Ligue 1.
Un tramonto perfetto, quasi dipinto, abbraccia la città del Nord e il suo stadio gremito, dove il calcio sa ancora di passione, fatica e polvere.
Lì, tra le ombre lunghe del crepuscolo, il Lione torna a respirare il profumo del campionato con una partita vibrante, finita 2-2 ma piena di promesse e di cuore.

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Toulalan, al debutto ufficiale, sceglie un 4-2-3-1 pulito, concreto. Dall’altra parte, il Lens spinge con il suo 3-4-3 aggressivo, deciso a fare la voce grossa in casa.
Eppure sono i Gones a prendere subito in mano il ritmo: Niakhaté di testa sfiora il gol, Šulc prova a inventare, e al 23’ il Lione passa. È Fofana, inarrestabile sulla corsia mancina, a scappare via al suo marcatore e a mettere un pallone basso sul primo palo: arriva Satriano, ex della gara, che tocca di destro e insacca alla prima occasione. Un gesto rabbioso, liberatorio, quasi di rivincita.


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Il Lens non si scompone, anzi. La squadra di casa attende, resiste, poi colpisce alla prima occasione utile.
Sima ara la fascia sinistra con una progressione poderosa e serve un pallone arretrato perfetto per Thauvin.
L’ex Udinese e Marsiglia non ci pensa due volte: sinistro morbido, chirurgico, che accarezza la rete e batte Greif.
Uno a uno, tutto da rifare. Il Bollaert esplode, il cielo si tinge d’arancio, e la partita si accende definitivamente.


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Il secondo tempo comincia con un’altra luce, e con un protagonista inatteso.
Pavel Šulc, al debutto in Ligue 1, ha toccato pochi palloni, ma il talento si intravede nei dettagli: nel controllo, nello sguardo prima del passaggio, nella calma con cui si muove tra le linee.
Al 52’ la palla arriva a lui, trenta metri dalla porta. Un tocco per sistemarla, poi un destro secco, violentissimo, che s’infila sotto l’incrocio. È un gol bellissimo, uno di quelli che restano impressi, non solo per la tecnica ma per la sensazione di purezza che trasmette.
Šulc resta tutt’altro che impassibile, circondato dai compagni. Forse non ha ancora realizzato che il suo primo gol in Francia è già un capolavoro.

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Ma il Lens non muore mai. Trascinato dal suo pubblico, torna a spingere con ferocia, e al 70’ trova il pareggio.
Ancora lui, Sima, che dopo l’assist del primo tempo decide di fare da solo: scatto, sterzata, tiro a giro sul secondo palo.
Greif si allunga, ma non basta. È 2-2, ed è giusto così.
Gli ultimi minuti sono una partita nella partita. Toulalan gioca la carta dei giovani: dentro Karabec, Gomes, Tessmann.
Segnale chiaro: il nuovo Lione non ha paura del futuro, vuole costruirlo.
Segnali forti. Finisce senza vincitori, ma con tante storie dentro.
C’è la rabbia di Satriano, la classe di Thauvin, l’orgoglio di Sima e la meraviglia di Šulc. E poi c’è Toulalan, silenzioso, concentrato, con lo sguardo di chi sa che questo è solo l’inizio.
Sotto il tramonto del Nord, il Lione esce dal campo con un punto e una certezza: la strada è lunga, ma il cuore batte forte. La ricostruzione inizia da qua.




1ª giornata Ligue1: Lens – Lione 2–2
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Marcatori: 23’ Satriano, 36’ Thauvin, 52’ Šulc, 70’ Sima



Lione (4-2-3-1): Greif 5.5; Maitland-Niles 5, Niakhaté 6, C. Mata 6, Tagliafico 5.5; Tolisso 5.5, Mangala 6; Nuamah 5; Šulc 6, Fofana 6; Satriano 6.
Subentrati: Morton 6, Ghezzal 5, Gomes s.v., Karabec s.v., Tessmann s.v.
In panchina: Descamps, Kluivert, Abner, De Carvalho.
 
Ultima modifica:
Verso Lione-Metz
L’attesa: il Lione si prepara a riabbracciare il suo pubblico


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“Serve il passo in più”, ha detto Toulalan alla vigilia di Lione-Metz. E si percepisce, tra le sue parole, quella calma ambizione che lo accompagna fin dal primo giorno.
La squadra è ancora in costruzione, ma qualcosa si è già visto: compattezza, voglia di lottare, giovani partecipi.

La seconda giornata è alle porte. Davanti ci sarà il Metz, neopromosso ma orgoglioso, squadra che corre, che pressa, che non teme il palcoscenico.
Un avversario perfetto per testare la crescita dei Gones, tra l’entusiasmo del debutto e il peso della responsabilità.
Gli occhi saranno su Pavel Šulc, l’uomo che a Lens ha siglato un gol da campione.
Toulalan dovrebbe confermarlo alle spalle di Satriano, il centravanti che ha risposto con carattere alle critiche estive.
Sulle fasce, attenzione a Fofana e al ballottaggio tra Karabec e Nuamah, chiamati a dare profondità e ritmo a un gioco che, nelle idee dell’allenatore, deve unire estetica e concretezza.
A centrocampo Tolisso sarà confermato mentre è un rebus il suo compagno di reparto: ci sono Morton, Mangala e Tessmann per una maglia.
Dietro, Niakhaté e Mata cercano continuità, così come i terzini Mailtand-Niles e Tagliafico, mentre Greif difenderà ancora i pali, deciso a riscattare la serata di Lens.
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La promessa di una notte speciale. Il pubblico del Groupama è pronto a tornare a essere il dodicesimo uomo.
Gli striscioni sono già appesi, i tamburi riposano sulle balaustre, e la curva attende solo il fischio d’inizio.
C’è attesa, ma anche curiosità: il Lione di Toulalan ha qualcosa di ancora misterioso, un’identità che sta nascendo passo dopo passo.
Forse non sarà una serata perfetta. Ma sarà una di quelle notti che restano, perché segnano il punto in cui un gruppo può iniziare a credere in se stesso.
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Il Parc O.L. sta iniziando a gremirsi…
 
Strappiamo un pari con i denti su un campo complicato come quello di Lens. Bene Satriano che apre le danze. L'uruguayano ha una grande responsabilità lì davanti, in attesa di capire chi arriverà a dargli il cambio
 
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Strappiamo un pari con i denti su un campo complicato come quello di Lens. Bene Satriano che apre le danze. L'uruguayano ha una grande responsabilità lì davanti, in attesa di capire chi arriverà a dargli il cambio
Lens bella squadretta. Mi ha impressionato in mezzo Sangarè. Un buon pareggio all’esordio, che sancisce il nostro inizio di stagione

a parte il 2 a 2 bellissimo
ma quanta poesia nel racconto...
aspetto con piacere la prossima!!!
Sono molto felice che qualcuno riesca ad apprezzare la passione che ci metto!
Grazie!

Bella partita d'esordio ma tanti voti bassi, segno che ci sarà da migliorare e che la squadra non ha convinto
Voti bassi, confermo. E grazie per l’attenzione del dettaglio. Squadra che ha giocato un buon calcio ma nessuno ha brillato in particolare modo a livello di prestazione. Anzi, molti giocatori sembrano ancora al 50% del potenziale
 
2ª giornata Ligue1
Lione – Metz 3-2, Satriano l’uragano

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Satriano trascina il Lione: tripletta e prima vittoria al Parc OL

Ci sono serate che segnano una svolta, momenti che restano nel respiro di uno stadio.
Il Parc OL ha ritrovato il suo ruggito, e il Lione di Toulalan la sua prima vittoria stagionale: un 3-2 intenso e nervoso contro il Metz, pieno di colpi di scena, errori, riscatti e applausi.

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Un inizio di fuoco - Non passano nemmeno dieci minuti che l’aria si fa elettrica. Il Lione parte forte. Al 6’, l’occasione per sbloccare subito: rigore per i Gones, dopo un contatto su Karabec.
Sul dischetto va Maitland-Niles, ma il suo tiro è respinto dal portiere. Il pubblico trattiene il fiato e per un attimo sembra l’inizio di una serata storta.
Ma il destino aveva altri piani. Minuto 16: filtrante di Fofana, movimento perfetto Tolisso e porta spalancata per Satriano, che infila l’1-0.
L’urlo del centravanti scuote il Parc OL, e appena cinque minuti più tardi si ripete:
al 21’, filtrante di Šulc, controllo e diagonale secco, imparabile.
Doppietta, 2-0, e la sensazione che la serata sia tutta tinta di rosso e blu.
Nella ripresa, però, il Metz rientra con orgoglio. Al 55’, Hein sorprende la difesa con un sinistro su punizione dal limite imparabile.
Il gol rimette tutto in discussione, e Toulalan corre ai ripari: dentro Nuamah per dare respiro sulle fasce, e il Lione ritrova campo e fiato.
Proprio Nuamah mette dentro un cross teso sul primo palo e ancora Satriano, che anticipa tutti e firma la sua tripletta. L’uruguaiano si prende definitivamente il cuore del pubblico.
Nel finale, un altro squillo di Hein al minuto 83’ riapre la partita, ma il Lione tiene botta, tra l’orgoglio e la fatica.
Al triplice fischio, il boato del Parc OL è liberatorio: prima vittoria, primi tre punti, e la sensazione che qualcosa possa nascere.

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Le pagelle dei Gones

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Greif 6.5 – Attento, sicuro, non può nulla sui due gol. E compie qualche miracolo.
Maitland-Niles 5.5 – Errore dal dischetto, qualche disattenzione, ma anche coraggio nel proporsi.
Niakhaté 6 – Lotta, guida la linea con personalità.
C. Mata 5.5 – Soffre a tratti Hein, ma regge nel finale.
Tagliafico 5.5 – Alterna ottime chiusure a momenti di disordine.
Tolisso 6.5 – Faro della squadra, dà equilibrio e visione. Assist importante.
Morton 6 – Prima da titolare. Ordinato, meno intraprendente del solito. Ma bene.
Karabec 6 – Qualche buono spunto tra le linee.
Šulc 5 – Serata opaca, pochi guizzi dopo Lens.
Fofana 5.5 – Fatica a incidere, ma si spende fino alla fine. Qualità assurde.
Satriano 7.5 – L’uragano. Che grinta, che fame. Tre gol, spirito da leader, trascinatore vero.

Subentrati:
Nuamah 6.5
– Energia e assist decisivo.
Tessmann 6 – Buon impatto in mezzo.
Ghezzal, De Carvalho, Rodriguez s.v.

In panchina
: Descamps, Kluivert, Abner, Mangala.
 
LIGUE 1 – VERSO LA 3ª GIORNATA
Olympique Lyonnais – Olympique Marseille. Il classico che incendia la Francia

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Lione contro Marsiglia. Due città, due culture, due modi di intendere il calcio e la vita. È di nuovo tempo di “Olympico”, il più ardente dei duelli francesi, la sfida che trascende i novanta minuti e si trasforma in racconto di orgoglio, memoria e appartenenza.


Domenica sera, il Parc OL diventerà un teatro ruggente, pronto ad accogliere oltre sessantamila spettatori, ciascuno con la propria storia, la propria fede, la propria voce.


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A Lione si respira un’aria elettrica già da giorni. Nelle brasseries del centro si parla solo di questo, tra una quenelle e un bicchiere di Beaujolais. C’è chi ricorda ancora le notti di Juninho e Benzema, chi evoca la magia dei colpi di piede da fermo, e chi più giovane aspetta di capire se questo nuovo Lione di Toulalan potrà davvero tornare grande.

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Dall’altra parte, Marsiglia arriva come sempre con il vento del sud e l’anima calda del Vélodrome. Con De Zerbi in panchina, la squadra del porto è diventata un esperimento d’arte moderna: costruzione dal basso, pressing estetico, e un tocco di genio che non si piega mai alla paura.


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È una sfida che va oltre i tatticismi: è la Francia che si guarda allo specchio.
Lione, città elegante e industriale, con il suo passato da capitale gastronomica e cuore della borghesia lavoratrice. Marsiglia, porto mediterraneo, caotico e libero, dove il calcio è sangue e poesia, e dove il mare sussurra storie di gloria e rabbia.



Sui gradoni del Parc OL, la Curva Nord dei Gones si prepara con una coreografia annunciata come “un grido di rinascita”. Satriano, l’uomo del momento dopo la tripletta contro il Metz, è già diventato il simbolo di un gruppo che non vuole più essere spettatore del proprio destino. Toulalan, glaciale in panchina ma con il cuore da ex capitano, ha chiesto ai suoi “coraggio e spirito OL”.
De Zerbi, invece, ha promesso battaglia: “Marsiglia viene per giocare. Sempre.”
E quando lo dice lui, c’è da crederci.

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Domenica sera, sotto le luci del Parc OL, si alzerà il sipario su un nuovo capitolo di una delle rivalità più feroci del calcio francese.
Ci saranno duelli, cori, fischi e applausi. Ci sarà la Francia intera, divisa in due bandiere.


 
Satariano straripante con il Metz e adesso mette nel mirino l'OM. Comunque anche se l'uruguayano ha già segnato 4 reti ci vuole sempre un rinforzo in avanti
 
Con quali livello sliders /cursori stai giocando?
Estremo con slide di defaul. Non ho ancora trovato nulla e per ora mi trovo molto bene cosj

Satariano straripante con il Metz e adesso mette nel mirino l'OM. Comunque anche se l'uruguayano ha già segnato 4 reti ci vuole sempre un rinforzo in avanti
Assolutamente si. Sto provando a dare spazio ai giovani come Rodriguez ma per ora sono molto inconcludenti e acerbi. Ci vorrebbe un falso nove in rosa, che sto provando a individuare.
A gennaio sicuro ci guarderemo intorno, ma dovremo fare conto con il budget ristretto.
 
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Estremo con slide di defaul. Non ho ancora trovato nulla e per ora mi trovo molto bene cosj


Assolutamente si. Sto provando a dare spazio ai giovani come Rodriguez ma per ora sono molto inconcludenti e acerbi. Ci vorrebbe un falso nove in rosa, che sto provando a individuare.
A gennaio sicuro ci guarderemo intorno, ma dovremo fare conto con il budget ristretto
Grazie per la risposta.
Ma in manual o semi?
 
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3º giornata | Lione e Marsiglia, un pari che sa di battaglia

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L’Olympico non delude: un 1-1 denso di tensione, emozione e storia.
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A Lione, le sere d’autunno arrivano sempre con un certo peso.
Il cielo si fa di rame, il vento porta l’odore del Rodano, e lo stadio sembra vibrare prima ancora che la partita inizi.
Dentro, un mare di sciarpe ondeggia, e quando i cori dei Gones si alzano, la notte diventa subito più viva.
È Lione–Marsiglia, l’Olympico.


Toulalan e De Zerbi si studiano come due strateghi antichi.
Il primo, glaciale e pratico; il secondo, nervo e intuizione.
Uno gioca d’equilibrio, l’altro di estetica e rischio.
E la partita ne risente, diventando presto una danza tesa, quasi cerebrale, in cui ogni dettaglio pesa.
Il Lione parte con coraggio, sospinto dall’energia del pubblico e dal lavoro generoso di Fofana e Nuamah.
Al 36’, la prima scintilla vera: cross di Tagliafico, deviazione con il braccio di Balerdi, rigore.
Sul dischetto va Maitland-Niles, lo stesso che due settimane fa aveva sbagliato dal dischetto contro il Metz. Questa volta no.
Destro secco, palla in rete, e il Parc OL esplode come non succedeva da tempo.

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IMG_2340.jpegMaitland-Niles corre verso la curva, pugno alzato, e per un attimo sembra che tutta la squadra si liberi da un peso invisibile.

Ma il Marsiglia non molla.
Appena nove minuti dopo, l’uomo che ha cambiato il volto della squadra di De Zerbi — Angel Gomes — pesca una linea di passaggio che solo i giocatori nati con un dono vedono. Taglia la difesa in due, e Vermeeren, lanciato nello spazio, infila Greif in uscita con un tocco chirurgico.
Uno a uno, e il silenzio cala sullo stadio come un sipario improvviso.
Da quel momento la partita diventa un braccio di ferro.

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De Zerbi chiede ai suoi di palleggiare, Toulalan urla “avanti!” spingendo i suoi con le braccia.
E così, tra recuperi, falli tattici e proteste, si arriva all’intervallo con il capitano Tolisso ammonito per un intervento che sa più di rabbia che di necessità.





La ripresa è una lenta combustione.
Il Marsiglia abbassa i ritmi, ma non rinuncia al possesso; il Lione cresce nel cuore e nell’intensità.
Due volte Satriano si eleva più in alto di tutti e due volte trova Rulli, che sfodera parate da copertina.
La seconda, un riflesso sul palo destro, è roba da fotografia in prima pagina.

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Il centravanti uruguagio si prende il viso tra le mani, Toulalan resta immobile, poi applaude.
Capisce che la partita si giocherà anche nella testa, non solo nei piedi.
Negli ultimi minuti, mentre il ritmo cala, Toulalan compie un gesto che dice molto di più di qualsiasi parola.
Manda in campo Abner e il 17enne Molebe. Il Lione non vuole essere una squadra di passaggio, ma un laboratorio di appartenenza, dove il futuro entra in campo senza paura.
1-1, eppure nessuno va via deluso.
Perché in questa partita, oltre al risultato, si è visto qualcosa che il calcio a volte dimentica: l’anima di due città che ancora credono nella loro storia.

Il dopopartita. Nei bar di Lione, la notte prosegue tra voci e risate.
C’è chi discute del rigore, chi della magia di Gomes, chi del carattere di Satriano.
E qualcuno, più romantico, sussurra che il Lione sta tornando “vivo”.
Forse è presto per dirlo, ma c’è un’energia diversa: un gruppo che cresce, un pubblico che ricomincia a sperare.


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Ligue 1 3ª giornata
Lione – Marsiglia 1-1
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Marcatori: 36’ Maitland-Niles (rig.), 45’ Vermeeren.
Ammonito: Tolisso
 
Settembre, il mese della verità
Tra Rennes, Angers e il ritorno dell’Europa, il Lione di Toulalan mette alla prova la sua anima.

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Il calendario si apre come un romanzo in quattro atti. Dopo il pareggio infuocato con il Marsiglia, Lione si risveglia dentro un settembre che sa di bivio: la Ligue 1 entra nel vivo, e l’Europa League riporta in città un profumo antico, quello delle grandi notti.


Capitolo I – Rennes, la prova di maturità (13 settembre)


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Si ricomincia al Roazhon Park, contro un Rennes orgoglioso e in piena ascesa.
Una trasferta complicata, tra un pubblico caldo e un avversario che non fa sconti.
Toulalan lo sa: “Queste partite non le vinci solo coi piedi. Le vinci con la testa.”
Il tecnico medita qualche rotazione, ma non tocca il cuore della squadra.
Satriano resta al centro del progetto, Šulc cerca riscatto dopo Metz e Marsiglia, mentre Tolisso avverte i compagni: “Ora serve essere squadra, davvero.”
È la prima di tre settimane in cui il Lione capirà se la sua identità è solo promessa o già sostanza.




Capitolo II – Il ritorno del Parc OL (20 settembre, vs Angers)


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Una settimana dopo, Lione riabbraccia il suo stadio per la sfida con l’Angers.
L’atmosfera si preannuncia solenne: sarà una serata dedicata al ricordo delle leggende del club, con coreografia speciale dei tifosi dei Gones. Presenzieranno Wiltord, Govou e Cris.
Tra i corridoi del Parc OL si respira orgoglio, ma anche pressione.
Il pubblico vuole continuità, gol, emozioni.







Capitolo III – L’Europa che chiama (24 settembre, vs PAOK Salonicco)


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Poi arriva il suono diverso dell’Europa: quello degli inni, delle luci che si abbassano e delle bandiere che si intrecciano.
Lione–PAOK, esordio in Europa League, una notte che mancava da troppo.
Il pubblico francese ha sete di queste serate, e lo stadio promette il tutto esaurito. Il PAOK arriva con esperienza e aggressività, ma il Lione ha voglia di misurarsi, di capire fin dove può spingersi.
Lo sanno tutti: l’Europa, a Lione, non è un lusso. È parte dell’identità.



Capitolo IV – Lille, altro crocevia (27 settembre)

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A chiudere un mese delicato, l’ospite più scomodo: il Lille, squadra organizzata e cinica, capace di mettere in difficoltà chiunque.
È il match che può dare la misura del carattere del Lione, un test mentale prima della sosta.
La stanchezza inizierà a pesare, ma la spinta del pubblico può trasformarsi in energia pura.
I tifosi lo sanno: settembre è il mese in cui si forgiano le ambizioni.
E, in fondo, in questo Lione che si costruisce passo dopo passo, c’è qualcosa di antico e affascinante: la sensazione che il fuoco stia tornando a bruciare. Giroud permettendo.
 
Un buon pareggio quello con l'OM, anche se potevamo pure vincerla se non fosse stato per un fenomenale Rulli che vince lo scontro rioplatense con Satariano
 
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Complimenti, spettacolo puro e narrazione da 10 e lode! Seguo questa più di ogni altra!
Grazie. È una delle carriere in cui mi sto impegnando di più a livello narrativo e sono felice che qualcuno la apprezzi per questo.

Un buon pareggio quello con l'OM, anche se potevamo pure vincerla se non fosse stato per un fenomenale Rulli che vince lo scontro rioplatense con Satariano
Due parate incredibili di Rulli ci hanno negato i tre punti, c’è da dire che il Marsiglia quando gioca con il tiki-taka è davvero una grande squadra e penso che saranno loro a inseguire il Psg. Aver pareggiato è un grande risultato per noi.
 
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4ª giornata | Sotto la pioggia bretone, il Lione scopre la sua anima

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Gol ed emozioni al Roazhon Park: Šulc brilla, Satriano lotta, Abner incanta all’esordio.

Sotto un cielo di Bretagna plumbeo e carico di pioggia, come spesso accade a Rennes, il Lione ottiene una vittoria che suona come un segnale di forza.
Gocce sottili cadevano sui tetti del Roazhon Park, dove il pubblico di casa, con le sciarpe rosso e nere, intonava cori che sembravano voler inghiottire i giovani del Lione.
Ma questa sera i ragazzi di Toulalan avevano negli occhi una luce diversa: quella delle squadre che stanno cominciando a crederci davvero.
Il campo pesante e il vento contrario non spaventano gli ospiti. Al 10’, una verticalizzazione perfetta di Morton taglia la difesa come un bisturi: Nuamah scatta alle spalle del suo marcatore, controlla e incrocia di destro. Gol.

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Esplode la panchina, il settore ospiti vibra: è il Lione che vuole alzare la voce, anche lontano dal Parc OL.
Il Rennes pareggia undici minuti dopo su un rigore di Lepaul più che discusso, concesso per un tocco di mano di Maitland-Niles che neppure le immagini chiariscono.
Il pubblico esplode, ma Toulalan non protesta: resta immobile, con lo sguardo fisso sul campo. Come se avesse già visto il copione della serata.

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E infatti, al 26’, il Lione rimette le cose a posto — e in che modo.
Pavel Šulc riceve palla venticinque metri dalla porta, controlla col destro, si apre il varco e lascia partire una frustata che s’infila sotto l’incrocio.
Silenzio improvviso sugli spalti, urlo liberatorio dei suoi compagni.


È il gol del 2-1, ma soprattutto un manifesto: questo Lione sa anche vincere con la qualità, non solo con la volontà.
Nel secondo tempo il Rennes spinge, ma sbatte contro una difesa solidissima: Mata guida il reparto con autorità, Abner — al debutto da titolare — gioca come un veterano. Il brasiliano è ovunque: chiude, riparte, accompagna l’azione, e lo fa con eleganza, quasi danzando sulla fascia sinistra.
Il pubblico di casa lo applaude perfino dopo un paio di chiusure perfette.
Dall’altra parte, Nuamah continua a fendere l’aria come un fulmine.
Solo Samba, il portiere di casa, gli nega due volte la doppietta con interventi miracolosi: prima in allungo su un diagonale, poi con un riflesso felino su un tap-in che sembrava già dentro.


Non segna, ma Satriano lotta come un leone vero.
Corre, pressa, apre spazi, si sacrifica. E quando parte in contropiede al 73’, ha ancora la lucidità di servire Šulc, che con freddezza chiude la partita: 3-1, la doppietta personale e un abbraccio collettivo sotto il settore ospiti, zuppo di pioggia e felicità.

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Al triplice fischio, Toulalan sorride appena.
Sa che il risultato è importante, ma ancor di più lo è lo spirito.
Questa è una squadra che cresce, che non si lascia abbattere, che gioca come se ogni pallone valesse qualcosa di più dei tre punti.

Fuori dallo stadio, tra i bar di Place des Lices, i tifosi rennais si mischiano con quelli del Lione.
Qualcuno discute del rigore, altri applaudono Abner. C’è rispetto, quasi tenerezza reciproca: in Francia, certe partite ricordano che il calcio può ancora essere cultura, incontro, appartenenza.
Un vecchio tifoso, con la sciarpa sbiadita dell’OL, dice a suo nipote:
“Vedi, piccolo, quando il Lione gioca così… è come guardare un tramonto sul Rodano.” E alla fine è questo che ci portiamo a casa da una partita di calcio.



IL PUNTO


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Con questa vittoria, il Lione sale al quinto posto, a 8 punti, con la sensazione di essere entrato finalmente nel suo campionato.
Le gerarchie si stanno assestando, la fiducia cresce, e il gruppo comincia a respirare da grande squadra.
E adesso? All’orizzonte si accende la luce del Parc OL, dove arriverà l’Angers.
Toulalan pensa a un leggero turnover e ha un sogno: ottenere il primo clean sheat in campionato.



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Pagelle Lione
Greif 6.5 – Solido e attento, si fa trovare pronto nelle uscite alte. Gran parata su Embolo nel primo tempo.
Maitland-Niles 6 – Alterna buone chiusure a qualche imprecisione in appoggio.
C. Mata 7 – Guida la retroguardia con autorità, decisivo nei duelli aerei. Chiude da terzino.
Niakhatè 6.5 – Grinta e concentrazione, tiene botta fino alla fine.
Abner 7 – Esordio da applausi: spinta, copertura e personalità. Tagliafico non viene rimpianto.
Morton 6.5 – Recupera palloni e serve l’assist per il primo gol.
Tolisso (C) 6 – Prestazione da leader, ma si becca un giallo evitabile.
Nuamah 6.5 – Gol, corsa e due occasioni divorate: poteva essere la sua serata perfetta.
Śulc 7 – Doppietta d’autore: un missile da fuori e un colpo da killer in contropiede.
Fofana 6 – Meno incisivo del solito ma utile nel lavoro oscuro. Manca il feeling con il gol, per ora.
Satriano 6 – Non segna, ma regala l’assist del 3-1 e tanto sacrificio.

Subentrati:
Karabec 5.5 – Fatica a entrare nel ritmo. Da esterno soffre un po’.
Tessmann 6 – Dà equilibrio nel finale.
Molebe 6 – Si muove bene tra le linee.
Kluivert, Mangala sv

In panchina: Descamps, Tagliafico, Ghezzal, De Carvalho.
 

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