Ok, conoscevo già il personaggio e questo conferma la mia ipotesi: bravo a giocare, ma non altrettanto a spiegarsi (come i grandi giocatori incapaci di allenare), infatti confonde e tu, come altri sicuramente, avete inteso in maniera parziale la questione dell'accelerazione...
Cerco di chiarire, allora: la descrizione data nel gioco È CORRETTA (in inglese è la stessa, non è una localizzazione errata), però la rilevanza è naturalmente maggiore quando controlli il pallone, per via delle contestualizzazione della situazione; se scatto palla al piede è chiaro che avrò le attenzioni degli avversari concentrate su me, perciò è fondamentale che ci sia un
cambio di passo sensibile, in grado di mandare in difficoltà e fuori tempo i contrasti rivali, ma è ovvio che non sarà possibile farlo con una progressione lenta (più adatta a un difensore, che in fase di recupero rimonta sull'attaccante)... Perciò raggiungere repentinamente la velocità di punta
sarà funzionale al dribbling perché si configura una situazione in cui il nostro giocatore ha spazio di manovra limitato davanti e attorno a sé. Dunque torniamo alla distinzione che spiegavo in origine: velocità (massima) se c'è molto spazio per correre, accelerazione per scatti brevi (quindi i cambi di ritmo in fase di dribbling).
Il problema del considerarla statistica legata al portare palla, è che così si finisce per sviluppare come giocatori rapidi solo quelli tecnici o di costruzione, trascurandola magari per un centrocampista difensivo o per una punta opportunista (che se ci pensi è assolutamente un controsenso)... Non a caso, un attaccante come Haaland non risulta un
craque nel gioco per via della bassa accelerazione, malgrado l'elevata velocità
P.S.: ah, il punto in cui motiva la sua spiegazione sostenendo che
anche l'abilità offensiva aumenta in relazione all'accelerazione (sviluppando un giocatore) ovviamente si lega ai tempi di lettura/reazione di gioco migliori, che può vantare appunto grazie a un più rapido raggiungimento della velocità massima.