Dopo la Diagonal del Brasile 1950, vi presento la mitica Maquina del River Plate anni 40, una formazione che in patria vinse tanto giocando un calcio a dir poco spettacolare, grazie al grandissimo quintetto offensivo composto da Labruna, Loustau, Munoz, Moreno e Pedernera. Quella squadra venne soprannominata Macchina (maquina) perché ogni componente agiva come un meccanismo ben oliato, con il giusto tempismo, per permettere alla squadra di funzionare. I giocatori del River Plate giocavano un calcio veloce, frizzante, fatto di giocate incredibili, di sovrapposizioni, di uno contro uno e triangolazioni improvvise e rapidissime. Proprio come successe con l'Ajax e la Nazionale Olandese 30 anni dopo, i giocatori non avevano posizioni fisse in campo, ma amavano ruotare in continuazione per non dare punti di riferimento agli avversari. Il pressing era continuo ed asfissiante, e i risultati di tale gioco erano concreti: quasi 4 goal segnati in media a partita, un'enormità. É anche vero che un gioco del genere richiedeva risorse fisiche non indifferenti: capitava a volte di assistere a vere e proprie goleade in campo (non sono infatti rari i 6-5 o 4-3). Per questo motivo chi vorrá utilizzare questo schema a PES dovrá disporre di tre centrali veloci, e due mediani che si devono soltanto occupare della fase difensiva, é importante che uno dei mediani abbia carta tipo Baluardo o Collante, e un'altro quella Onnipresente che permette di tappare i buchi in ogni zona del campo. In due trequartisti nel modulo reale agivano come attaccanti, una sorta di 2-3-5, ma su PES sarebbe troppo offensivo come modulo, ma potete metterli SP nel caso dobbiate rimontare il risultato. I TRQ devono essere veloci e devono sapersi inserire, come i due esterni che devono peró essere bravi anche nei cross. La punta centrale deve avere grande fiuto per il gol ma allo stesso tempo deve avere anche un buon piede. In quella posizione agiva Pedernera che oltre ad essere stato un grandissimo goleador, aveva anche un piede molto delicato nonostante disponesse di un tiro al fulmicotone. Spesso era lui con passaggi millimetrici a servire i compagni di reparto
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