⚽ Calcio Estero [News e Commenti]

Superliga
Il Kosovo, inteso come selezione di calcio, è stato riconosciuto dalla UEFA solo nel 2016, tuttavia all'interno del paese dei Balcani il campionato nazionale si gioca comunque dal 1945, nonostante varie vicissitudini che hanno colpito nel corso degli anni il torneo, come nel biennio 1997/1999 con due edizioni saltate per via della guerra. Per il secondo anno di fila a proclamarsi campione kosovaro è il Balkani, che la spunta sul filo di lana su un Drita che nelle ultime partite ha gettato via la possibilità di vincere il suo quarto titolo. Un successo quello degli arancio-neri ottenuto grazie alla vena realizzativa di Albion Rrhamani. Il 22enne è definitivamente esploso questa stagione, 16 gol in 30 partite che gli sono valse il titolo di capocannoniere del torneo, e adesso l'attaccante kosovaro, che ha segnato anche 7 reti nelle qualificazioni per la Conference League dopo la dipartita dai preliminari di Champions League, punta alla prima chiamata in nazionale. Fino a Gennaio il Balkani ha potuto contare anche sulla verve dell'esterno Ermal Krasniqi, 7 gol per l'ala sinistra kosovara, che però nel mercato di riparazione ha deciso di accettare la corte dei romeni del Cluj e dunque di andare a giocare in una lega più ambiziosa e importante rispetto a quella nazionale. A destra ha invece imperversato un altro esterno con il vizietto del gol. Meriton Korenica ha messo a referto 6 gol, il più importante di tutti realizzato alla 33esima giornata nello scontro diretto con il Drita, che ha di fatto permesso al Balkani il sorpasso in vetta
 
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Cavolo a me dispiace un sacco per il Liecester che è sceso in Championship
Decisamente sorprendente vista la rosa a disposizione. Una squadra che poteva tranquillamente chiudere la Premier come minimo a metà classifica, e invece ha girato tutto storto, colpa anche di certe decisioni tecniche. In primis il fatto di aver messo praticamente ai margini Soyüncü, che non voleva rinnovare, per me è stata una scelta sbagliata. Hanno preferito puntare sul nuovo arrivo Faes che onestamente ne ha combinate di cotte e di crude, e poi la cessione pure di Fofana a Gennaio ha sicuramente pesato sulla tenuta difensiva dove è venuto a mancare anche un pilastro come Schmeichel, che con la sua personalità e il suo carisma ha sempre dato un grande contributo al pacchetto arretrato. Non per niente le Foxes sono state la quarta difesa più perforata del torneo. In attacco poi non si è fatto nulla per cercare di prendere una degna alternativa a Vardy. Tutti si sono sempre aggrappati ai suoi gol, ma ormai a 36 anni e con alle spalle una carriera dove ha veramente corso per cinque, il povero Vardy ormai non ne ha più per i ritmi della Premier League. Daka segnava un botto in Austria ma in Inghilterra è un'altra cosa, e Iheanacho non è mai stato un grandissimo goleador. Per fortuna che hanno trovato in Barnes un giocatore a cui aggrapparsi, con l'esterno che ha davvero provato a tenere a galla la baracca, e insieme a Maddison sono gli unici che secondo me si salvano da questa clamorosa retrocessione, e probabilmente difficilmente seguiranno il club in Championship, non sarebbe nemmeno giusto per due giocatori che meritano di restare in Premier League. Su Barnes si parla di un interessamento dell'Aston Villa, mentre Maddison piace al Manchester United
 
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Decisamente sorprendente vista la rosa a disposizione. Una squadra che poteva tranquillamente chiudere la Premier come minimo a metà classifica, e invece ha girato tutto storto, colpa anche di certe decisioni tecniche. In primis il fatto di aver messo praticamente ai margini Soyüncü, che non voleva rinnovare, per me è stata una scelta sbagliata. Hanno preferito puntare sul nuovo arrivo Faes che onestamente ne ha combinate di cotte e di crude, e poi la cessione pure di Fofana a Gennaio ha sicuramente pesato sulla tenuta difensiva dove è venuto a mancare anche un pilastro come Schmeichel, che con la sua personalità e il suo carisma ha sempre dato un grande contributo al pacchetto arretrato. Non per niente le Foxes sono state la quarta difesa più perforata del torneo. In attacco poi non si è fatto nulla per cercare di prendere una degna alternativa a Vardy. Tutti si sono sempre aggrappati ai suoi gol, ma ormai a 36 anni e con alle spalle una carriera dove ha veramente corso per cinque, il povero Vardy ormai non ne ha più per i ritmi della Premier League. Daka segnava un botto in Austria ma in Inghilterra è un'altra cosa, e Iheanacho non è mai stato un grandissimo goleador. Per fortuna che hanno trovato in Barnes un giocatore a cui aggrapparsi, con l'esterno che ha davvero provato a tenere a galla la baracca, e insieme a Maddison sono gli unici che secondo me si salvano da questa clamorosa retrocessione, e probabilmente difficilmente seguiranno il club in Championship, non sarebbe nemmeno giusto per due giocatori che meritano di restare in Premier League. Su Barnes si parla di un interessamento dell'Aston Villa, mentre Maddison piace al Manchester United
"Madders" lo vedrei benissimo nell'Arsenal di Arteta
 
Chiusa una delle stagioni più deludenti degli ultimi 20 anni e con una campagna acquisti faraonica, dove sono stati bruciati oltre 600 milioni di euro per finire al 12esimo posto in Premier League e fuori dalle prossime campagne europee, il Chelsea per la prossima stagione prova a ripartire con un nuovo tecnico al timone. È ufficiale lo sbarco a Londra di Mauricio Pochettino, che avrà il duro compito di rimettere in carreggiata una squadra che ha completamente perso la bussola dopo l'esonero di Tuchel. Un ritorno nella capitale inglese per il tecnico argentino, che alla guida del Tottenham Hotspur, pur non vincendo niente (sconfitte in finale di Champions League e di League Cup), ha comunque stabilizzato gli Spurs nelle parti alte della Premier League
 
CAF Confederation Cup - Finale Andata
Al National Stadium di Dar es Salaam è andata in scena la finale di andata della CAF Confederation Cup, con gli algerini dell'USM Alger che mettono una seria ipoteca sulla conquista del loro primo trofeo continentale. I rossoneri sono corsari in Tanzania per 2-1 sui Young Africans e adesso al ritorno ad Algeri dovranno amministrare il prezioso vantaggio. Finale che l'USM sblocca poco dopo la mezz'ora di gioco con Mahious, che vanta anche una presenza con tanto di gol con la nazionale algerina. Nel finale però i Young Africans all'82' impattano la contesa con il congolese Mayele (sempre più bomber della competizione con 7 gol), ma il pareggio dura pochissimo. Due minuti più tardi Merili riporta avanti gli ospiti e avvicina gli algerini alla conquista della seconda coppa più importante del continente africano
 
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Saudi Professional League
Sfata finalmente il tabù l'Al Ittihad che ritorna a vincere il campionato a distanza di 14 anni dall'ultima volta. Dopo la beffa della passata stagione, con lo scudetto perso all'ultima giornata per colpa del pareggio interno con l'Al Batin, le Tigri di Jeddah la spuntano dopo un entusiasmante duello con l'Al Nassr di Cristiano Ronaldo, a cui non sono bastati i 14 gol dell'asso portoghese per mettere le mani su un titolo che manca dal 2019. La squadra allenata da Nuno Espirito Santo è stata una macchina quasi perfetta. Solo due sconfitte nelle 29 partite disputate sulle 30 in programma. Miglior difesa con 13 gol subiti, con il portiere brasiliano Marcelo Grohe che ha tenuto inviolata la porta in ben 18 occasioni, e secondo miglior attacco, con i gialloneri che attualmente hanno al comando della classifica cannonieri il marocchino Abderazzak Hamdallah, 20 reti per il 32enne che in Arabia Saudita ha già vinto due volte lo scettro dei bomber quando indossava la maglia dell'Al Nassr. Un nono scudetto passato però anche dalle giocate e dai gol di Romarinho. L'attaccante brasiliano è da diversi anni a Jeddah, e in questa stagione ha messo a referto 13 reti, creando con Hamdallah una delle coppie gol più prolifiche del campionato. Altri due calciatori verdeoro che hanno dato un grande contributo sono stati l'ex palermitano Bruno Henrique, 2 gol ma tanta sostanza a centrocampo, ma soprattutto Igor Conorado, altro giocatore transitato in Sicilia sia al Trapani che al Palermo, autore di 6 reti e di 13 assist. Stagione in chiaroscuro per Helder Costa, con l'esterno angolano ex Leeds United e Valencia, che ha segnato solo 2 reti in 17 partite
 
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Kategoria Superiore
Si conclude il campionato albanese con il Partizani e il Tirana che dopo 36 giornate ottengono lo stesso numero di punti. A fare da ago della bilancia per l'assegnazione dello scudetto sono stati dunque decisivi gli scontri diretti, che hanno visto il Partizani conquistare 8 punti contro i 4 dei campioni uscenti. Si chiude così una delle stagioni più elettrizzanti della Kategoria Superiore, con il Partizani che ritorna a ruggire dopo 4 anni per quello che è il titolo numero 17 per il club capitolino. Un successo dal sapore anche italiano, visto che a dirigere i biancorossi è Giovanni Colella. L'allenatore di Salerno, che in passato ha già bazzicato l'Albania, toccata e fuga nel 2020 con l'Apolonia, è sbarcato a Tirana in estate e con il suo 4-3-1-2, alternato con il 3-4-1-2 sempre caro ai tecnici italiani, ha portato il Partizani sul trono d'Albania. Oltre agli scontri diretti, che hanno determinato l'esito del torneo, è stato anche decisivo il beffardo pareggio del Tirana contro il Bylis Ballsh alla penultima giornata, che ha di fatto permesso alla squadra di Colella di agganciare in vetta i biancoblu. Dei 56 gol segnati dal Partizani, non tanti in 36 giornate di campionato, 13 di questi li ha scaraventati nella porta avversaria il brasiliano Victor, ex conoscenza del calcio italiano (Chievo, Pescara, Brescia e Perugia le piazze più importanti dove ha giocato). Il fantasista verdeoro è stato provato sia nel suo ruolo naturale di trequartista che come punta centrale, riuscendo sempre ad avere un alto rendimento. Nella prima parte della stagione però il miglior realizzatore era stato Xhuliano Skuka con 10 centri, ma a Gennaio l'attaccante albanese ha deciso di andare in Francia al Metz che ha versato nella casse del Partiziani quasi 1 milione e mezzo di euro. Decisamente positive le prove offerte dal classe 2000 Tedi Cara (6 gol), dal kosovaro Engjell Hoti (7 centri per il fantasista nato in Germania) e dal nigeriano Christian Mba, acquistato in estate dai kosovari del Trepca e autore di 5 gol e 4 assist
 
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Decisamente sorprendente vista la rosa a disposizione. Una squadra che poteva tranquillamente chiudere la Premier come minimo a metà classifica, e invece ha girato tutto storto, colpa anche di certe decisioni tecniche. In primis il fatto di aver messo praticamente ai margini Soyüncü, che non voleva rinnovare, per me è stata una scelta sbagliata. Hanno preferito puntare sul nuovo arrivo Faes che onestamente ne ha combinate di cotte e di crude, e poi la cessione pure di Fofana a Gennaio ha sicuramente pesato sulla tenuta difensiva dove è venuto a mancare anche un pilastro come Schmeichel, che con la sua personalità e il suo carisma ha sempre dato un grande contributo al pacchetto arretrato. Non per niente le Foxes sono state la quarta difesa più perforata del torneo. In attacco poi non si è fatto nulla per cercare di prendere una degna alternativa a Vardy. Tutti si sono sempre aggrappati ai suoi gol, ma ormai a 36 anni e con alle spalle una carriera dove ha veramente corso per cinque, il povero Vardy ormai non ne ha più per i ritmi della Premier League. Daka segnava un botto in Austria ma in Inghilterra è un'altra cosa, e Iheanacho non è mai stato un grandissimo goleador. Per fortuna che hanno trovato in Barnes un giocatore a cui aggrapparsi, con l'esterno che ha davvero provato a tenere a galla la baracca, e insieme a Maddison sono gli unici che secondo me si salvano da questa clamorosa retrocessione, e probabilmente difficilmente seguiranno il club in Championship, non sarebbe nemmeno giusto per due giocatori che meritano di restare in Premier League. Su Barnes si parla di un interessamento dell'Aston Villa, mentre Maddison piace al Manchester United
Ma anche Tete si è rotto si è perso o semplicemente non ha inciso ?
Poi anche i vari Tielemans, Praet...sembra veramente assurdo che sia una squadra da retrocessione se pur nella Premier che è il campionato piu' competitivo e difficile in Europa
 
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Reazioni: Ronin
Ma anche Tete si è rotto si è perso o semplicemente non ha inciso ?
Poi anche i vari Tielemans, Praet...sembra veramente assurdo che sia una squadra da retrocessione se pur nella Premier che è il campionato piu' competitivo e difficile in Europa
Erano una squadra nata per puntare all'Europa, da parte sinistra della classifica insomma: chiudono terzultimi. Che dire... Tete è stato bloccato da qualche guaio fisico ma più in generale non ha inciso, Tielemans ha iniziato l'anno sapendo già di liberarsi a 0 a Giugno (Arsenal o Newcastle), Praet da quando ha lasciato l'Italia (la prima volta) non ha mai inciso granché in Inghilterra, trovando anche poco spazio obiettivamente
 
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Reazioni: Ronin
Ma anche Tete si è rotto si è perso o semplicemente non ha inciso ?
Poi anche i vari Tielemans, Praet...sembra veramente assurdo che sia una squadra da retrocessione se pur nella Premier che è il campionato piu' competitivo e difficile in Europa
Tete semplicemente si é adeguato al momento negativo dei compagni. Al Lione aveva fatto davvero molto bene in quella prima parte di stagione, ma il trasferimento in Premier League si é rivelato un'errore visto che alla fine il brasiliano è diventato solo un giocatore da buttare nella mischia, nonostante all'inizio sembrava potesse ripetere le ottime prestazioni offerte in Francia. Tielemans è andato a farsi alterne, ma da uno come lui ci si aspettava molto di più, mentre Praet non é mai stato un titolare. Ha giocato si e no 5 o 6 partite dal primo minuto e nell'ultimo periodo è sparito dai radar
 
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Fortuna Liga
La vendetta è un piatto che va servito freddo. Persa il 3 Maggio la finale della coppa nazionale con lo Slavia Praga, lo Sparta Praga si prende la sua personale rivincita contro i rivali di sempre e si "consola" con la vittoria dello scudetto, il numero 37 della sua storia. Dopo anni di delusioni e titoli sfiorati la squadra più vincente della Repubblica Ceca ritorna finalmente a vincere il titolo nazionale, cosa che non accadeva dalla stagione 2013/2014. Come successo in Germania, ma anche in Kosovo e in Albania, pure nella Fortuna Liga si è assistito ad un arrivo a pari punti. Sparta e Slavia hanno chiuso in vetta con 78 punti, ma a fregiarsi del titolo sono stati i primi perché avevano vinto la regular season, primo criterio da utilizzare in caso di arrivo a pari punti. A portare al trionfo i granata è dovuto arrivare dalla Danimarca, via Belgio, Brian Priske. L'ex allenatore dell'Antwerp dopo aver iniziato la stagione con la difesa a 4, si è convertito in super offensivo 3-4-3 che ha dato i suoi frutti, esaltando le doti di diversi elementi che sono andati in doppia cifra come Jan Kuchta, topscorer dello Sparta con 13 reti e già riscattato dai granata (2,5 milioni alla Lokomotiv Mosca che ne deteneva il cartellino) e Tomas Cvancara, che di gol ne ha fatti 11. Ma il vero fenomeno della squadra è stato però Ladislvav Krejci. Ruolo mediano, quest'anno il 24enne è stato dirottato a fare il difensore centrale, e tra calci di rigore e qualche zuccata di testa ha addirittura segnato 11 gol. Tra gli stranieri ottime le prestazioni offerte dal nazionale bulgaro Martin Minchev, 5 gol e 4 assist, e dallo slovacco Lukas Haraslin, anche lui nel giro della nazionale, che è stato prezioso sia come finalizzatore (7 reti), che come rifinitore (8 assist)
 
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Super Lig
Ritorna ad Istanbul la Super Lig. Dopo la parentesi della passata stagione del Trabzonspor, a vincere il campionato è il Galatasaray, che mette in bacheca il suo 23esimo titolo. Una stagione particolare quella vissuta in Turchia con due squadre, il Gaziantep e l'Hatayspor, che a Febbraio hanno deciso di ritirarsi dal campionato dopo il tremendo terremoto che ha sconvolto il paese, svincolando tutti i giocatori ma mantenendo comunque la categoria, con la federazione che ha deciso non retrocedere le due formazioni. Ritornando al calcio giocato il Galatasaray ha meritato il titolo, prendendo la testa della classifica all'ottava giornata e non mollandola più, merito soprattutto della dirigenza giallorossa che ha dato a mister Okan Buruk una formazione di assoluto valore. Il prestito di Mauro Icardi è stato il colpo più sensazionale messo a segno dalla società, con il bomber argentino che ha vissuto una di quelle stagioni viste nei suoi primi anni all'Inter. Il giocatore del PSG in 23 partite ha messo a segno la bellezza di 21 reti, solo Enner Valencia del Fenerbahçe ha fin qui fatto meglio con 29 gol. Le aggiunte poi di Dries Mertens (7 centri) e di Sergio Oliveira (4 gol) si sono rivelate azzeccate. A Gennaio poi è arrivato anche Nicolò Zaniolo a dare man forte a centrocampo. Una spesa di 15 milioni di euro che ha fruttato 3 gol in 9 apparizioni. In ombra invece Juan Mata. Logorato nel fisico dopo anni di Premier League, la spagnolo ha giocato solo 15 partite (appena 3 da titolare), ma ha comunque trovato la via del gol in 3 occasioni. Bafétimbi Gomis nonostante vada per i 38 anni ha contribuito al successo con 8 centri, mentre Karem Aktürkoglu si è ripetuto sui livelli visti lo scorso anno. Il 24enne esterno turco ha segnato 9 gol e servito 11 assist. Molto bene la difesa, la meno perforata del torneo quando manca una sola giornata al termine. Fernando Muslera, da 12 anni guardiano della porta dei Leoni, ha tenuto lo specchio inviolato in 15 occasioni, in un pacchetto arretrato dove il giocatore che si è messo maggiormente in mostra è stato il francese Sacha Boey, con il 22enne terzino destro che ha catturato l'interesse di diverse squadre di Premier League
 
Campeonato Paraense
In una regione, quello dello Stato di Pará, dominata dal Paysandu e dal Remo, che hanno vinto rispettivamente 49 e 47 scudetti, e con un Tuna Lusa terzo nell'albo d'oro con 10, ma che non vince un titolo da lontano 1988, per le altre squadre della regione c'é poco spazio per potersi imporre, eppure quest'anno è arrivata la sorpresa che non ti aspetti e a regalarla è stato il piccolo Águia de Marabá, che mette le mani sul suo primo storico titolo statale. Gli Azulão nella fase a gironi finiscono alla spalle del colosso Paysandu e si qualificano per i quarti di finale, dove il modesto ostacolo rappresentato dal Castanhal viene risolto con un 4-1 complessivo (successo in trasferta per 2-1, bissato poi in casa 2-0). In semifinale a cadere è proprio il Paysandu, che vince a Marabá 1-0, ma poi sul terreno amico si fa sorprendere per 2-1. La sfida si sposta dagli undici metri dove l'Águia la spunta per 4-2. Preso lo scalpo del Paysandu la formazione di mister Mathaus Sodré ci prende gusto e in finale gli Azulão riescono a piegare anche il Remo. Ancora una volta sono decisivi i calci di rigore. Nella gara di andata l'Águia sfrutta il fattore campo e con un gol a sette minuti dal termine di Balão Marabá fa suoi i primi 90 minuti, tuttavia al ritorno è il Remo ad imporsi 2-1 con Pedro Vitor e un'autogol all'81' di Rodrigo, che rimontano l'iniziale vantaggio al 16' degli ospiti con Betão. Dal dischetto però l'Águia de Marabá non sbaglia nulla e segna tutti e cinque i penalty, mentre il Remo sbaglia il quarto con Lucas Mendes e perde la possibilità di mantenere il titolo vinto la passata stagione
 
Copa Constitució
Fallito l'assalto al quarto scudetto di fila, finito nelle mani dei rivali cittadini dell'Atlètic Club d'Escaldes, l'Inter d'Escaldes riesce comunque a mettere nella sua bacheca un nuovo trofeo, portandosi a casa la seconda coppa nazionale dopo la prima vinta nel 2020. Nella finale disputata all'Estadi Nacional di Andorra la Vella i nerazzurri battono per 2-1 il Santa Coloma, che di Copa Costitució ne ha vinte 9, anche se l'ultima risale al 2018. Un'edizione che fino a venti minuti dalla fine prende la strada per la capitale, con il Santa Coloma che passa in vantaggio al 34' con Gila. Nell'ultima parte di gara l'Inter d'Escaldes riesce però a ribaltare il punteggio. Al 70' Berlanga ristabilisce la parità, e quando il match sembra doversi prolungare con i canonici 30 minuti supplementari, ad un minuto dalla fine Sascha manda in estasi il popolo nerazzurro siglando il gol decisivo
 
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Superligaen
È un Copenhagen piglia tutto quello visto in questa stagione. Il club capitolino messa in bacheca la Danish Cup, fa sua anche la Superligaen, riconfermandosi campione nazionale dopo il successo ottenuto la passata stagione, per quello che è lo scudetto numero 15 per i Leoni. Un titolo arrivato con una giornata di anticipo dopo un bel duello con il Nordsjaelland, ritornato di nuovo a competere per posizioni di vertice dopo un paio di stagioni anonime. Nonostante due sconfitte nelle ultime 5 giornate, compreso lo scontro diretto, il Copenhagen ha comunque avuto la fortuna di mantenere la vetta, perché a sua volta il Nordsjaelland ha fatto registrare un paio di battute a vuoto, che non hanno permesso ai giallorossi l'aggancio in classifica. Eppure la stagione per i campioni danesi era iniziata in malo modo, con tanto di esonero di Jess Thorup per gli scarsi risultati conseguiti in campionato (6 sconfitte e 4 vittorie in 10 giornate), con la squadra affidata al vice Jacob Neestrup. Una scelta che si é rivelata azzeccata, con il giovane tecnico danese che con il suo 4-3-3 ha dato spettacolo. La catena di sinistra è stata il vero punto di forza del Copenhagen. Lo svedese Viktor Claesson da interno sinistro di centrocampo ha addirttura segnato 12 reti (miglior marcatore dei Leoni), mentre Mohamed Daramy, in prestito dall'Ajax, di gol ne ha fatti 8, ma ha anche servito 6 assist. Una formazione quella del Copenhagen dove c'é anche una vecchia conoscenza del calcio italiano come Khouma Babacar. L'attaccante senegalese, ex Fiorentina, Sassuolo e Lecce, ha però giocato solo 3 partite, e da Agosto ad oggi è stato convocato una sola volta non entrando nemmeno in campo. Chi invece si é ambientato bene in Danimarca è il portoghese Diogo Gonçalves. Acquistato a Gennaio per 2 milioni di euro dal Benfica, l'esterno lusitano ha segnato 5 gol in campionato, ma una sua rete ha anche deciso la finale della coppa nazionale contro l'Aalborg
 
CONCACAF Champions League - Finale Andata
Va al Club León il primo round della finale della Champions League nordamericana. All'Estadio León i Verdiblancos sfruttano il fattore campo e si impongono per 2-1 sui Los Angeles FC, che restano comunque ancora in gioco in vista del match di ritorno che si disputerà al BMO Stadium. Questo per merito di Bouanga. L'esterno gabonese ex Saint-Etienne, attuale capocannniere del torneo con 7 centri, segna infatti al 96' una rete che tiene ancora in gioco in club californiano, che era andato sotto dopo soli 8 minuti di gioco, gol del colombiano Tesillo, e sempre nella prima frazione al quarto minuto di recupero aveva subito anche il raddoppio dei messicani su calcio di rigore trasformato dall'ecuadoregno Mena
 

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