Al netto delle tre grandi del calcio portoghese - Benfica, Porto e Sporting - in novant'anni di storia solo altre due squadre sono state capaci di conquistare il titolo nazionale: nel 2001 il Boavista di Jaime Pacheco. E nel lontano 1946, all'indomani della seconda guerra mondiale, e in un paese ancora sotto il regime fascista dell'Estado Novo di Salazar, il
Clube de Futebol os Belenenses.
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Prima pagina della Bola del 27 maggio 1946, celebrativa del primo (e fin qui unico) successo del Belenenses in campionato
Fondato come polisportiva nel 1919 nel quartiere di
Belém (e "os belenenses" sono, letteralmente, gli abitanti di Belém), celebre per i suoi
pastéis e per il complesso monumentale che annovera l'omonima Torre, il Mosteiro dos Jerónimos e il Padrão dos Descubrimentos, il club ha proprio nel calcio la sua sezione più celebre, soprattutto per i risultati conseguiti nella prima metà del XX secolo nella quale fu, a tutti gli effetti, la quarta grande del
futebol nazionale.
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Veduta aerea del quartiere di Belém, sull'estuario del fiume Tejo: in primo piano la celeberrima Torre, il alto a destra il Padrão dos Descubrimentos dedicato alle scoperte geografiche dei grandi navigatori portoghesi, e alle sue spalle il Ponte XXV de Abril, dall'aspetto molto simile al Golden Gate di San Francisco. Al centro, ad un occhio attento, si possono notare il moderno Centro Cultural de Belém e l'antico Mosteiro dos Jerónimos, al di sopra del quale incombe il magnifico Estádio do Restelo, casa del Belenenses
Il solo titolo nazionale propriamente fu conquistato nel 1946, è vero, ma in precedenza gli
Azuís avevano sfiorato a ripetizione altri successi, e comunque si erano aggiudicati per tre volte il
Campeonato de Portugal (1927, 1929 e 1933), nome con cui allora era conosciuta la competizione ad eliminazione diretta oggi diventata la coppa nazionale e che però, fino al 1934 quando venne istituito il campionato propriamente detto, assegnava ufficiosamente il titolo di campione portoghese. Quanto alla
Taça de Portugal propriamente detta, il Belenenses l'avrebbe poi alzata al cielo altre tre volte, nel 1942, 1960 e nel 1989.
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La formazione vincitrice, 2-1 in finale contro il Benfica, della Taça de Portugal 1988-89, ultimo successo conquistato dal Belenenses nella sua storia ultracentenaria
Con gli anni '90 il declino del Belenenses ebbe un'accelerazione, con piazzamenti costantemente nella parte destra della classifica e qualche retrocessione di troppo in
Liga de Honra, cui tuttavia facevano seguito immediati ritorni nella massima serie. All'inizio del nuovo millennio un discreto ritorno di fiamma, culminato nella stagione 2006-07 nel quinto posto in campionato e nel raggiungimento della finale di Taça de Portugal. Poi una nuova caduta in seconda divisione nel 2010, il ritorno in Primeira Liga nel 2013 ed un'ultima, estemporanea partecipazione europea nel 2015-16, eliminato nella fase a gironi di Europa League cui si era qualificato grazie alla sesta piazza strappata in campionato l'anno prima. Ma quelli furono davvero gli ultimi fuochi, che precedettero i tormentati anni successivi, dai quali solo ora il Belenenes sta lentamente venendo fuori.
Il pasticciaccio della SAD
Come forse alcuni di voi sapranno,
oggi esistono ben due Belenenses, frutto delle vicende societarie degli ultimi dieci anni. La cattiva gestione finanziaria del club portò infatti la polisportiva storica a perdere la proprietà della SAD, vale a dire della
Sociedade Anonima Desportiva, un particolare modello di impresa introdotto in Portogallo dall'inizio degli anni '90 e ormai ampiamente diffusa proprio nella governance di calcio e basket, allo scopo di migliorare la gestione finanziaria coinvolgendo nel capitale sociale degli investitori privati. Ebbene, nel 2012 la SAD degli
Azuís venne ceduta all'americana Codecity, e fu l'inizio della fine: le relazioni tra la direzione dello storico Clube e la nuova dirigenza della SAD si fecero sempre più aspre, portando alla definitiva
separazione tra le due entità nel 2017-18. Da allora, la SAD perse non solo il diritto all'uso del logo e dei nomi storici, passando a chiamarsi
B-SAD e ad adottare un nuovo emblema, ma addirittura l'utilizzo dell'Estádio do Restelo, rimasto di proprietà della polisportiva.
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I due loghi a confronto: a sinistra quello, storico, rimasto in uso al CF os Belenenes, a destra quello della B-SAD
E così mentre la B-SAD, disconosciuta dai tifosi, proseguiva la propria attività nel disinteresse generale all'Estádio Nacional do Jamor, nella confinante città di Oeiras, retrocedendo nel 2022 in Segunda Liga,
il Clube de Futebol os Belenenses risorgeva dalle proprie ceneri, iscrivendosi all'ultima divisione portoghese, la
3ª Divisão dell'Associação de Futebol de Lisboa, per iniziare una rapida risalita delle gerarchie nazionali, trascinato da un pubblico tornato, dopo anni, ad assieparsi sulle tribune del Restelo. E dopo quattro promozioni consecutive, al termine della scorsa stagione,
il Clube s'è conquistato sul campo il ritorno alla Liga 3 nazionale.
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I giocatori del Belenenses ricevono l'abbraccio della loro claque de adeptos
, sulle bancadas
del Restelo
Questa, dunque, è la gloriosa e tormentata storia del club con il quale mi accingo a firmare il mio primo contratto da allenatore professionista, salvo inconvenienti dell'ultima ora, che spero proprio non debbano esserci.