Carriera LEVANTE U.D. - “Orgull Granota” ✱MOTIVI DELLA SCELTA E OBIETTIVI✱

ElDiablo

Prima squadra
22 Gennaio 2020
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Levante U.D.
« Orgull Granota »




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Fondata nel 1909, è la squadra di calcio più antica della città di Valencia. I suoi colori sociali sono il rosso e il blu (blaugrana). Lo stadio di casa è il Ciutat de Valencia, che ha una capienza 26.354 spettatori. La mascotte del club è una rana: i tifosi del Levante sono soprannominati "rane". Attualmente la formazione milita in seconda divisione spagnolo dopo la retrocessione del 2022 e la mancata risalita in Liga del 2023.


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«Risorgeremo forse come una fenice… o resteremo cenere, magari per sempre?
Dimmi, quanto può bruciare ancora questa ferita?
Che cosa vuol dire tifare Levante!?

Vuol dire saper soffrire con dignità e orgoglio… L’orgoglio d’essere la squadra più antica e prestigiosa di Valencia…
La dignità di saper perdere sempre a testa alta, con la consapevolezza che l’amore per il Levante viene prima d’ogni risultato. Questo è l’Orgoglio Granota»



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COMING SOON…

EL DIABLO IS BACK!
 
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LEVANTE U.D. ~ INTRODUZIONE
Il momento di una rinascita

12 maggio 2022
~ CLICK | Il Levante retrocede dopo il sonoro 6-0 del Real Madrid

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Due date sanciscono gli psicodrammi che hanno segnato le ultime due stagioni delle “rane”.
La prima data riguarda la retrocessione dopo quattro stagioni in massima serie avvenuta a maggio 2022 dopo il 6-0 subito dal Real e una stagione disastrosa nel quale il club ha registrato un record negativo di partite senza vittoria. La formazione di Alessio Lisci non riesce nell’impresa salvezza e sprofonda in seconda divisione.​



12 giugno 2023
~ CLICK | Traversa Levante, poi rigore al 130': incredibile finale, in Liga ci va l’Alaves


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A giugno 2023, invece, il Levante perde la finale playoff contro l’Alaves e non riesce a tornare in Liga in un match davvero rocambolesco.
Il risultato è di 0-0, come all'andata: così il Levante è promosso in massima serie, in virtù del posizionamento nella stagione regolare. Lo è anche ai tempi supplementari.
Lo è nonostante le due traverse colpite proprio nei 30 minuti successivi al 90': nonostante quella al 120', dopo il calcio di punizione di Pepelu, ma poi succede qualcosa. Succede che al 123' c'è l'assalto finale dell'Alaves che si butta avanti, batti e ribatti e Sivera, giocatore del Levante, si porta avanti il pallone col braccio, in area. In maniera illogica. È rigore: dal dischetto, al 130', dopo diverse verifiche al VAR, è Villalibre. Rincorsa, incrocio e goal e il Levante resta un altro anno all’inferno.



Oggi…

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Ora per i Granotes inizia un periodo di rifondazione obbligatoria. A partire dalla guida tecnica, e poi nella rosa, che ha dovuto far fronte anche a diverse partenze dolorose dopo il mancato ritorno in Liga. L’organico, sulla carta, si è indebolito: Pepelu si è accasato agli acerrimi rivali del Valencia per 5 milioni, facendo imbestialire i tifosi, mentre l’esplosivo esterno de Frutos è passato al Rayo Vallecano per otto milioni. Hanno salutato anche Pubill e Saracchi, si è ritirato Soldado e invece si sono svincolati il talentoso centrocampista Campana, il difensore ex campione del mondo Mustafi e anche Musonda. L’attaccante Wesley infine è partito direzione Stoke City.​

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Josè Campana, ha lasciato il Levante a zero

Quadro completo cessioni:
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Per la nuova stagione la società cercherà di ripartire con un budget ridotto sia in termini di mercato che di ingaggio del nuovo tecnico, che potrà essere una sorpresa dopo l’addio di Calleja in seguito al mancato ritorno in Liga. I candidati sono molteplici, c’è la suggestione Robert Moreno (ultima esperienza a Granada), così come le idee Pablo Machìn o Francisco Escribá, l’outsider tra i candidati è l’ex Valencia Maurizio Pellegrino, ancora più staccati la scommessa romantica Jordi Cruijff e l’ex, poi “traditore”, Vicente Rodriguez, storica ala del Valencia dopo tre anni in maglia Granotes. Chi sarà il nuovo allenatore del Levante?



Il direttore sportivo, Felipe Minambres:

«Pochi fondi a disposizione, non tornare in Liga ci obbliga a ridimensionare parecchio il budget. Ma cercheremo comunque di mantenere competitiva la squadra ambendo al miglior risultato possibile, a partire da chi sarà la guida tecnica. Nuovo allenatore? Valutiamo le opportunità, non escludiamo nulla»

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I candidati:
1. Robert Moreno
2. Pablo Machìn
3. Fran Escribà
4. Maurizio Pellegrino
5. Vicente Rodriguez
6. Jordi Cruijff
 
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Nessuno vuole allenare il Levante?

IL CLUB È IN CRISI E NON TROVA LA GUIDA TECNICA, IL DIRETTORE SPORTIVO MINAMBRES CHIAMATO A TROVARE SOLUZIONI IN TEMPI BREVI



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In Spagna c’è un club storico che fatica a trovare la nuova guida tecnica. Si tratta del Levante, club in pieno caos dopo le ultime due travagliate stagioni. Il toto-allenatore è cominciato da un po’, ma il direttore sportivo Felipe Minambres in questo momento ha incassato dei no molto pesanti. Il primo è quello di Fran Escribà. L’ex Villarreal e Celta Vigo ha rifiutato per questioni economiche: troppo basso l’ingaggio propostogli dai Granotes. L’altro no è arrivato da Moreno che non se l’è sentita di ripartire dalla Segunda, così come dal profilo preferito dalla società Pablo Machin. Anche Vicente non allenerà il Levante: forti contestazioni dei tifosi per la bandiera del Valencia “bollato” come traditore. In lizza restano solo Pellegrino (uno che in carriera è stato praticamente esonerato ovunque) e la grande scommessa Jordi Cruijff. Due nomi che non scaldano troppo la piazza, anzi…

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Jordi Cruijff, il padre Johan giocò nel Levante
 
Clamoroso in Segunda: Pepito allenerà il Levante!

IL DIRETTORE SPORTIVO MINAMBRES STUPISCE TUTTI E AFFIDA ALL’ITALIANO FRESCO DI RITIRO UNA CHANCES PER INIZIARE AD ALLENARE.

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LA CLAMOROSA SCELTA - La panchina “che nessuno voleva” ora ha un allenatore. A sorpresa si tratta di Giuseppe Rossi, una delle gemme più sfortunate del calcio italiano, che da poco aveva deciso di ufficializzare il suo ritiro appendendo gli scarpini al chiodo. Il direttore sportivo Minambres dopo le difficoltà e i “no” incassati dai vari Escribá e Machin ha deciso di optare per la via del coraggio contattando l’ex attaccante dei Granotes. Pepito arriverà in Spagna nelle prossime 48 ore e potrà iniziare la sua prima avventura da allenatore, un’esperienza che può essere finalmente la giusta occasione di riscatto dopo una carriera da calciatore tutt’altro che fortunata a causa dei continui infortuni.

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Pepito in maglia Levante, anno 2016

PEPITO CALCIATORE - La carriera da calciatore di Giuseppe Rossi è appunto stata caratterizzata da una serie di infortuni gravi che non gli hanno permesso di esprimere il proprio potenziale. Il meglio lo ha espresso indubbiamente con le maglie di Parma, Villarreal è Fiorentina. Con Levante e Celta gli ultimi bagliori di una carriera sfortunata. Dopo il ritiro, avvenuto quest’estate, una nuova grande occasione.


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LE PRIME PAROLE: “Sono felicissimo - ha dichiarato l’ex attaccante - sognavo di diventare allenatore dopo tutta la sfortuna raccolta in carriera ma mai mi sarei immaginato una simile occasione. Il Levante è un club che mi è rimasto nel cuore, amo la Spagna e voglio riportare in massima serie questa realtà.”

•Tutti gli infortuni di Giuseppe Rossi:
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PEPITO IN PANCHINA, MA SENZA PATENTINO: il neo allenatore del Levante guiderà i Granotes ma non ha ancora il patentino di allenatore Uefa A. È per questo che l’incarico di capo allenatore, per adesso, sarà formalmente dell’ex terzino Angel Lopez, suo vice, nonché ex compagno di squadra ai tempi di Villarreal con cui Pepito ha condiviso ben 99 presenze. Lo può fare perché in base al regolamento basta essere iscritto al corso che si svolge al centro tecnico federale di Coverciano: prossimamente discuterà la tesi finale per ricevere l’abilitazione.

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Angel Lopez, ex terzino, sarà formalmente l’allenatore nonché vice di Pepito
 
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LEVANTE U.D. | Presentazione e motivi della scelta


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• Presentazione. Città & Club. Pepito prima di tuffarsi a guardare ore ed ore di dvd sulla rosa attuale ridà un'occhiata alla storia del club. Il Levante non è indubbiamente noto per grandi trofei o particolari imprese, ma è conosciuto in tutto il mondo. È una squadra del popolo. La parte meno “aristocratica” di Valencia. Il loro rapporto fu subito strettissimo con il porto e il mare. La squadra infatti venne fondata nel quartiere La Malvarrosa, una delle zone più vivaci e che si affaccia direttamente sul mare. Il nome deriva dal fatto che la zona orientale della Spagna, in particolare le regioni della Comunidad Valenciana e della regione di Murcia, viene chiamata “Levante español” e trovandosi sul porto era facile avere un incontro di tantissime culture da tutta Europa e tutta la nazione. Valencia, appunto, è una delle città più apprezzate e amate di tutta la Spagna, soprattutto dalle centinaia di migliaia di turisti che ogni anno si riservano in questo luogo dove arte e divertimento vanno di pari passo. Chiese e musei la fanno da padroni nel centro, ma la modernità non è di certo rimasta indietro con il Parco oceanografico a essere la grande attrattiva.
Mi affascinava l’idea di tirare fuori dal purgatorio questa squadra che ha anche dovuto rifondare non poco la squadra.


• Lo stadio, il derby e i tifosi. Lo stadio “Ciudad de Valencia” fu inaugurato nel 1969 da un’amichevole proprio tra Valencia e ovviamente Levante. Può contare fino a 26354 spettatori. Questo stadio è stato appunto teatro ovviamente di parecchi derby cittadini. Come in tutta la Spagna anche qui il calcio è molto sentito ed essendo una grande città anche qui ci sono due squadre a contendersi la supremazia, il Levante e il Valencia. Il derby con “i pipistrelli” in città è sentitissimo tanto da essere definito come una partita di cartello in Liga. I pipistrelli nacquero ben dieci anni dopo e la scelta del primo Presidente fu abbastanza singolare. Octavio Díaz Milego venne eletto tramite il lancio della monetina e da lì iniziò ufficialmente la lunga storia del Valencia. Si narra che il luogo dove avvenne la riunione definitiva per fondare la squadra fu al Bar Torino in Plaza del Ayuntamiento, nel pieno centro cittadino. Non si contano tantissimi derby cittadini, complice il sali-scendi proprio del Levante. Il miglior marcatore del derby valenciano è Pablo Piatti con 4 centri.
Valencia e Levante… Due volti della stessa città, una rivalità storica che non tramonterà mai, perché a Valencia o sei una Rana o sei un Taronja.

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Un vecchio derby di Valencia

• Obiettivi, mercato e idee societarie. L’idea nella mia testa e in quella dirigenza è chiara. Tornare in Liga entro 2 stagioni proponendo un calcio di gusto. Calciatori discretamente tecnici, orgogliosi di vestire la maglia del Levante, giovani rampolli, oppure atleti di qualità alla ricerca di un rilancio. Dopo questa fase l’obiettivo sarà quello di salvarci, confermarci in Liga senza snaturare questi principi, e rigenerando ciclicamente l’organico con intelligenza. L’Europa nel futuro? Meglio non pensarci, ad ora. Non attueremo un mercato folle, ma ragionato e parsimonioso. Il vero obiettivo è valorizzare al meglio delle possibilità la rosa e il materiale già a disposizione. In uscita valuteremo sempre quale sarà la convenienza della nostra società. Verrà issato anche un tetto ingaggi massimo: nessun calciatore potrà percepire oltre quella cifra.


• Motivi della scelta. Torno dopo tanti mesi a giocare alla Master e volevo una piazza dove poter costruire da zero e con calma, senza l’ansia di vincere subito. Il Levante è la società giusta da cui ripartire e da cui - anche - ricominciare a prender confidenza “pad alla mano”. Giocherò a full manual. Giuseppe Rossi è uno di quei “profili vergini” che adoro scegliere come alterego per iniziare da zero una nuova storia da allenatore tutta fascia scrivere. Il Levante si ritrova a riscrivere la sua storia da zero con una squadra da rifondare profondamente dopo addii pesantissimi. Gli stimoli sono ovviamente a mille, ma le difficoltà saranno parecchie. Che l’avventura ora abbia ufficialmente inizio…

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Il capitano, Sergio Postigo
 
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