In full manual esci da quel “binario” che la CPU riesce a leggere tre volte su cinque, e di conseguenza devi adattare l’approccio al gameplay per riuscire a sfruttarne i vantaggi.Lungi da me stimolare faide tra chi utilizza livelli di impostazioni assistite o manuali, vorrei fare solo un paio di considerazioni tra le conseguenze implicite che ne derivano sul GP, in questo caso vs CPU offline. Innanzitutto delineiamo il perimetro di queste impostazione. Abbiamo infatti non solo la possibilità di settare di livelli di assistenza di tiri, passaggi, dribbling e cambio cursore, ma anche di avere diversi aiuti visivi, come ad esempio il cerchio che delimita lo spazio degli interventi (pressing, scivolate, spallate), il radar, la barra potenza, le linee di passaggio e di scorrimento del cursore nel cambio manuale, indicatore prossimo giocatore e il giocatore avversario (che però vs. cpu non viene indicato). In genere il primo gruppo al liv. 4 e con tiri base e dribbling standard definisce il giocatore Full manual, poi spesso vengono tolti diversi aiuti visivi fino ad arrivare a chi non ha nulla a schermo per prediligere una visione che simula una diretta televisiva ( addirittura togliendo minutaggio e risultato). Detto ciò, è pacifico che a prescindere dal set che si usa un player può avere un approccio più tendente alla simulazione o all'arcade, ma il fatto di sapere e avere le facilitazioni di queste impostazioni regolate verso gradi crescenti di automatismo, fanno propendere le giocate e lo svolgimento di un match in un senso o in un altro. Potrei fare svariati esempi di azioni calcistiche dove si può evincere un grado maggiore di facilitazione ma non è questo a cui volevo fermarmi nel ragionamento. Il punto è che vs. CPU la mia impressione nell'esperienza di EF26 è che la CPU riconosce queste condizioni. Ho provato un l'evento mondiali con una squadra base e con setting full manual, ho rifatto lo stesso evento con giocatori del DT fino a 100 di overall e setting da liv. 2 passaggi e tiri standard con tutti gli aiuti visivi. A parità di livello SS la Cpu mi ha contrastato molto di più, attaccato molto di più, sbagliato molto di meno. Ognuno può fare questo test ma l'ipotesi che ho visto e che l'adattamento del GP e del risultato complessivo di un match, tra due estremi che sono la simulazione e l'arcade, passa anche dalle impostazioni che ho elencato sopra. Sia per un ns. adattamento a utilizzare gli aiuti che gioco forza se abbiamo scelto in parte utilizzaremo, sia per la CPU che legge queste informazioni e si regola di conseguenza.
In assistito, per esempio, è molto più efficace una giocata rapida: uno-due di prima, scarichi veloci, triangolazioni e verticalizzazioni immediate. Le verticalizzazioni lunghe vengono cercate meno, a meno di chi abusa dei cross, perché non hai quella stessa libertà sulla traiettoria che ti permette di scavalcare realmente la linea difensiva; anzi, molto spesso il passaggio viene letto e il difensore ti anticipa.
In full manual, invece, la manovra inevitabilmente rallenta e sei più esposto alle chiusure, perché prima di scaricare devi ragionare sulla direzione e sulla forza del passaggio. Questo porta a un lavoro molto più complesso anche pad alla mano: devi pensare contemporaneamente a quello che vuoi fare e a come eseguirlo, ed è proprio qui che secondo me sta la differenza principale.
Io personalmente ho trovato appagamento in entrambi i modi. In assistito perché gioco soprattutto divisione e tornei vari che sono appunto solo assistiti, quindi è un sistema che si presta meglio a sessioni lunghe e competitive; in full manual perché, una volta presa la mano, ti dà una sensazione di libertà e di costruzione dell’azione completamente diversa.
Quando ho giocato in manuale, per esempio, ho dovuto cambiare anche telecamera e sono finito su quella ad angolo. Mi sembrava di avere una percentuale di transizione e una lettura degli spazi più corretta rispetto alla panoramica dinamica che utilizzo normalmente in assistito. Anche questo secondo me fa capire quanto non basti semplicemente “mettere il manuale”: devi adattare tutto il modo di giocare alle nuove possibilità che hai.
Alla fine credo che si possa trovare piacere in entrambi gli approcci, semplicemente sono due esperienze diverse. Il full manual richiede sicuramente più impegno e soprattutto più concentrazione: la mole di pensiero durante ogni possesso è maggiore e alla lunga stanca parecchio. Allo stesso tempo in assistito la tua mente e i tuoi riflessi devono viaggiare alla velocità della luce se vuoi essere più performante dell’avversario.
Ed è proprio per questo che non vedo il manuale come “migliore” in assoluto: è un modo diverso di giocare, che premia maggiormente la lettura, la creatività e la capacità di costruire l’azione, mentre l’assistito ti permette di essere più rapido, continuo e competitivo sulle lunghe sessioni.
Ultima modifica:
