⚽️ Il Bar Sport di PesTeam

Un declino che parte da lontano​

La crisi della Nazionale non nasce oggi. Già dopo il trionfo del 2006, il sistema mostrava crepe evidenti, esplose definitivamente con il fallimento al Mondiale 2010. Fu in quel contesto che la FIGC affidò a Baggio la presidenza del Settore Tecnico, con l’obiettivo di ripensare dalle fondamenta il movimento.

Il “Divin Codino” accettò la sfida con una visione chiara: intervenire non sulla superficie, ma sulle radici del problema. Il risultato fu un lavoro monumentale, costruito con un team di circa 50 collaboratori, che analizzava ogni aspetto della formazione calcistica italiana.

Il piano Baggio: una rivoluzione totale​

Il dossier era molto più di una relazione tecnica: era un progetto organico per modernizzare il sistema, ispirato ai modelli di paesi come Spagna, Francia e Germania.

Tra i punti chiave:

  • Nuova formazione degli allenatori: selezione più rigorosa, percorsi di studio strutturati e maggiore attenzione alle competenze educative oltre che tecniche.
  • Scouting capillare: suddivisione dell’Italia in 100 distretti, con osservatori federali incaricati di monitorare costantemente il territorio.
  • Archivio digitale nazionale: creazione di database e piattaforme video per seguire lo sviluppo dei giovani calciatori.
  • Valutazioni tecniche avanzate: test per misurare coordinazione, rapporto con la palla e intelligenza calcistica, superando l’ossessione per la fisicità.
  • Centro studi permanente: collaborazione con università e ricercatori per introdurre innovazione e analisi dei dati.
  • Centralità dei valori: educazione, responsabilità e cultura sportiva come pilastri della crescita dei giovani.
L’obiettivo era chiaro: costruire un sistema meritocratico e moderno, capace di produrre talento e non limitarlo.

La presentazione e il gelo federale​

Nel dicembre 2011, Baggio presentò il dossier al Consiglio Federale. Dopo un anno di lavoro, però, l’incontro durò poche decine di minuti. L’accoglienza fu fredda, quasi distaccata.

La FIGC annunciò uno stanziamento di 10 milioni di euro per avviare il progetto, ma quei fondi non si concretizzarono mai. Le priorità cambiarono e il piano finì lentamente accantonato.

Le dimissioni e un progetto mai nato​

Nel gennaio 2013, frustrato dall’impossibilità di incidere, Baggio rassegnò le dimissioni. Parlò apertamente di un progetto rimasto “nei cassetti” e di una totale mancanza di volontà nel cambiare davvero il sistema.

Una rottura che segnò la fine di una delle più ambiziose riforme mai pensate per il calcio italiano.
 
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Un declino che parte da lontano​

La crisi della Nazionale non nasce oggi. Già dopo il trionfo del 2006, il sistema mostrava crepe evidenti, esplose definitivamente con il fallimento al Mondiale 2010. Fu in quel contesto che la FIGC affidò a Baggio la presidenza del Settore Tecnico, con l’obiettivo di ripensare dalle fondamenta il movimento.

Il “Divin Codino” accettò la sfida con una visione chiara: intervenire non sulla superficie, ma sulle radici del problema. Il risultato fu un lavoro monumentale, costruito con un team di circa 50 collaboratori, che analizzava ogni aspetto della formazione calcistica italiana.

Il piano Baggio: una rivoluzione totale​

Il dossier era molto più di una relazione tecnica: era un progetto organico per modernizzare il sistema, ispirato ai modelli di paesi come Spagna, Francia e Germania.

Tra i punti chiave:

  • Nuova formazione degli allenatori: selezione più rigorosa, percorsi di studio strutturati e maggiore attenzione alle competenze educative oltre che tecniche.
  • Scouting capillare: suddivisione dell’Italia in 100 distretti, con osservatori federali incaricati di monitorare costantemente il territorio.
  • Archivio digitale nazionale: creazione di database e piattaforme video per seguire lo sviluppo dei giovani calciatori.
  • Valutazioni tecniche avanzate: test per misurare coordinazione, rapporto con la palla e intelligenza calcistica, superando l’ossessione per la fisicità.
  • Centro studi permanente: collaborazione con università e ricercatori per introdurre innovazione e analisi dei dati.
  • Centralità dei valori: educazione, responsabilità e cultura sportiva come pilastri della crescita dei giovani.
L’obiettivo era chiaro: costruire un sistema meritocratico e moderno, capace di produrre talento e non limitarlo.

La presentazione e il gelo federale​

Nel dicembre 2011, Baggio presentò il dossier al Consiglio Federale. Dopo un anno di lavoro, però, l’incontro durò poche decine di minuti. L’accoglienza fu fredda, quasi distaccata.

La FIGC annunciò uno stanziamento di 10 milioni di euro per avviare il progetto, ma quei fondi non si concretizzarono mai. Le priorità cambiarono e il piano finì lentamente accantonato.

Le dimissioni e un progetto mai nato​

Nel gennaio 2013, frustrato dall’impossibilità di incidere, Baggio rassegnò le dimissioni. Parlò apertamente di un progetto rimasto “nei cassetti” e di una totale mancanza di volontà nel cambiare davvero il sistema.

Una rottura che segnò la fine di una delle più ambiziose riforme mai pensate per il calcio italiano.
Tutti vogliono cambiare il calcio in Italia ma nessuno si alza realmente dalla poltrona per fare qualcosa.
Questo fatto di Baggio spiega a pieno il concetto di "vorrei ma non voglio".

Che schifo.
 
Comunque mi è appena uscita la schermata dei gironi dei mondiali.
Ve bene la globalizzazione, ma è una competizione che dovrebbe vedere le squadre più forti del mondo.
E vedere certe squadre presenti, e pensare che oltre all'Italia non ci sono Danimarca, Polonia, ma anche Irlanda, Ungheria, Serbia, Grecia, mi sembra piuttosto assurdo.
Questa e’ facile: l’allargamento del Mondiale a 48 squadre fu una chiara mossa politica per aumentare il consenso di Infantino tra le federazioni extraeuropee, che rappresentano la maggioranza dei voti nella fifa, riducendo così’ il peso relativo dell’Europa. Ecco perche’ ci sono nazionali obiettivamente improponibili e non ci sono squadre importanti europee. Infantino cosi si e’ assicurato più voti.
L’Europa ha avuto in più’ solo 3 posti con il suddetto ampliamento(chiaramente noi facciamo pena a prescindere per questioni interne ma e’ persino troppo ovvio da dover specificare)
 
L’Europa ha avuto in più’ solo 3 posti con il suddetto ampliamento(chiaramente noi facciamo pena a prescindere per questioni interne ma e’ persino troppo ovvio da dover specificare)
4 (quattro) mondiali vinti dall'Italia: 3 (tre) di fila che non ci qualifichiamo.
4 (quattro) mondiali vinti dalla Germania: sempre qualificata, anche se non sempre è stata uno squadrone.

Fanno bene a prenderci per il culo. Tutti.
 
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Reazioni: Zonamista°
Non abbiamo visto palla, e’ stato devastante, come vedere Barcellona contro ammogliati
L’ Unico, e mi duole dirlo, Donnarumma capace di interventi fuori da ogni logica, se non avesse avuto le papere nel sangue Buffon si poteva appendere, ma Buffon non aveva difetti anche se meno forte
 
Non abbiamo visto palla, e’ stato devastante, come vedere Barcellona contro ammogliati
L’ Unico, e mi duole dirlo, Donnarumma capace di interventi fuori da ogni logica, se non avesse avuto le papere nel sangue Buffon si poteva appendere, ma Buffon non aveva difetti anche se meno forte
alla fine del primo tempo mi pare di aver letto 20 tiri a 3 per la Bosnia :rotfl:
 
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Reazioni: FabioPes
4 (quattro) mondiali vinti dall'Italia: 3 (tre) di fila che non ci qualifichiamo.
4 (quattro) mondiali vinti dalla Germania: sempre qualificata, anche se non sempre è stata uno squadrone.

Fanno bene a prenderci per il culo. Tutti.
a me lo dici? una figuraccia mondiale, che forse ci ha evitato una figuraccia sicura al mondiale.
Tiferò Scozia e Giappone di cui penso comprerò pure la maglia away.
Che non e’ bella anzi, sembra quando con la stampante fai la prova colori perché non capisci quale cartuccia è finita :rotfl:
pero’ ha qualcosa che mi attira

例として.png
 

 
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a me lo dici? una figuraccia mondiale, che forse ci ha evitato una figuraccia sicura al mondiale.
Tiferò Scozia e Giappone di cui penso comprerò pure la maglia away.
Che non e’ bella anzi, sembra quando con la stampante fai la prova colori perché non capisci quale cartuccia è finita :rotfl:
pero’ ha qualcosa che mi attira

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Io voglio che Scott e Billy tornino il prima possibile...
Quindi tiferò per una sola ed unica squadra: Ganbare Nippon !!
 
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Reazioni: FabioPes e Azzurri
Comunque una sorta di Karma si e’ abbattuto sul povero ringhio nazionale

Gattuso aveva preso il posto di Montella al Milan nel 2017 (non so se ci furono polemiche onestamente)
Gattuso prese il posto di Ancelotti a Napoli fine 2019 con una striscia di polemiche
E tra i papabili dopo Spalletti c’era pure Cannavaro (oltre a Ranieri, Pioli e De Rossi) ma dopo il rifiuto di Ranieri si scelse proprio Gattuso

Lo so che quella con Cannavaro e’ un po’ forzata, ma alla fine saranno proprio loro tre ad andare al mondiale da allenatori 😂 😂
 
Io voglio che Scott e Billy tornino il prima possibile...
Quindi tiferò per una sola ed unica squadra: Ganbare Nippon !!
Beh effettivamente con questo mondiale a 48, le migliori 8 terze pure passeranno il girone. Dando anche per certo che la Scozia perda con Brasile e Marocco, facendo eventualmente una goleada ad Haiti, avrebbe buone possibilità di passare. Il rischio c’è’.
 
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Anche saltassero Gravina & C. (giustamente), cambierebbe qualcosa?
IMHO, una beata fava.
Sarà il solito rimpasto, con altre facce, altri compari, che daranno la solita patina di cambiamento, come avviene in politica. Si cambia per non cambiare nulla: togli qui, metti là, poi sposta questo e metti quest'altro, con l'idea di arrivare al traguardo giusto per dire "ci abbiamo provato, fatelo voi ora che siete così bravi a parlare".
Si punterà di nuovo agli Europei, con la solita menata di "tutti insieme a tifare l'Italia": stadio pieno a cantare l'inno con sventolio di bandiere, possibilmente contro Cipro, pronti a spezzarne le reni.
Un "sistema" non lo cambi in poche ore o giorni, sempre ammesso che ci sia una volontà a cambiarlo: a parole siamo capaci tutti di rivoltare una frittata e rimescolare le carte. Specie in Italia, dove la colpa, ai vertici, non è mai loro, ma della sfiga, delle congiunture, degli astri, dell'amico che ti ha voltato le spalle. Come direbbe Sordi ne "Il vedovo" riguardo al canale di Suez: “Prima me lo chiudete, poi lo riaprite, proprio nel momento in cui sto speculando sulla benzina…”... cadono dal "pero" aggrappandosi a contorte riflessioni, spesso insondabili agli occhi della gente comune.
Ci servirebbero volonterosi ed appassionati, non affaristi. E dovrebbero avere carta bianca.
Ma siamo in Italia.
Cosa impossibile.
E' il Paese dei miracoli.
Solo che sono tre mondiali di fila che li aspettiamo.
Si sarà stancato anche il Padreterno.
 
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Reazioni: Bale e Luchinel
Perché siamo sicuri di andare agli europei?... anche lì passerà solo la prima e le seconde faranno i play-off e noi, non essendo teste di serie, beccheremo nel girone una tra Francia, Inghilterra, Germania, Olanda ecc...e attualmente con questi giocatori, c'è alta probabilità di vedere da casa anche quelli....
 
Da uno che chiama i figli Cochise,Geronimo ed Apache mi aspettavo anche di peggio,digiamolo :rotfl:
hahahahaha stamattina la prima notizia che leggo e' La Russa che dice che il primo rigorista dell'Italia lo ha scelto Bonucci perché e' presuntuoso.

Lo stesso che dice che quando ci sono da dare le punizioni e c'e' di mezzo l'Inter ci sono di mezzo le emozioni...
Spero che con la caduta dell'impero Gravina crolli tutto il sistema come le pedine del Domino. Una ad una.
 

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