Carriera [Football Life 2024] Aleksandr Kolarov PARMA 2027-28

FESTA ANDERLECHT, LA CONFERENCE È ANCORA BELGA!

I bianco-malva stendono il Monaco con un gol di Verschaeren e succedono al Club Brugge
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BELGRADO (Serbia) - Quarta finale consecutiva per una squadra belga in Conference League, e secondo trionfo di fila dopo quello del Club Brugge la scorsa stagione. Nella notte di Belgrado ad imporsi è l'Anderlecht, già finalista sconfitto due anni fa contro il PAOK Salonicco e al sesto alloro europeo della propria storia, primo nel nuovo millennio, dopo i bis in Coppa delle Coppe e Supercoppa e la vittoria in Coppa Uefa. A decidere il match contro il Monaco, unica francese a spingersi, in questa stagione di coppe, oltre i sedicesimi di finale o la fase a gironi, il destro secco calciato sotto la traversa da Verschaeren al 20' (foto di apertura). Nella ripresa, però, da segnalare il palo colpito da Golovin a porta vuota al 58', enorme occasione fallita dalla squadra del Principato per riequilibrare le sorti della partita.
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SETTEBELLO BARÇA, IL FAVORITO BAYERN AL TAPPETO

L'uno-due di Guiu e Raphina nel finale regala ai catalani la settima Champions League

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MILANO - Tutto alla fine: il Barcellona piega per 2-0 il Bayern Monaco con l'uno-due di Marc Guiu e Raphinha tra 88' e 92' e alza al cielo nella notte di San Siro la sua settima Champions League, la seconda nelle ultime quattro stagioni, a certificare il ritorno a pieno titolo nel gotha del calcio continentale e mondiale dopo qualche anno di appannamento nell'immediato post-Messi. Il Barcellona torna dunque sul tetto d'Europa avendo preceduto Manchester United, Anversa e Sporting ai gironi per poi eliminare Manchester City, Borussia Dortmund e ancora il Manchester United nei turni che hanno portato all'ultimo atto di Milano. Dal canto suo, il Bayern si era guadagnato la finale arrivando secondo nel proprio girone alle spalle del Milan, ma davanti a Lilla e Stella Rossa, sbarazzandosi poi nella fase ad eliminazione diretta di Real Madrid e delle rivelazioni Olympiacos e Galatasaray. Ma i bavaresi, pur favoriti, hanno poi dovuto arrendersi al Barça in una finale comunque equilibratissima.
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Gli albi d'oro recenti delle tre coppe europee

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LA PRIMA VOLTA EUROPEA DELL'ATHLETIC BILBAO

Trascinati da Iñaki Williams, i baschi stendono 4-2 l'Ajax nella finale di Europa League

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FRANCOFORTE (Germania) - È una delle nobili del calcio spagnolo, avendo vinto, in patria, otto titoli nazionali e ben 24 edizioni della Copa del Rey. Ma al di fuori dei propri confini, prima di questa sera, l'Athletic Bilbao non aveva mai conquistato nulla in campo europeo: una lacuna che i baschi hanno colmato travolgendo per 4-2 l'Ajax nella notte di Francoforte che, pure, era cominciata male, dato il vantaggio olandese dopo appena 4 minuti con Kristian Hlynsson. Altrettanto veloce, però, era arrivato il pareggio di Iñaki Williams, all'11', per una rimonta che si completava già al 27', con Sancet. Ancora Williams, a inizio ripresa, portava il Bilbao sul 3-1, Chuba Akpom la riapriva accorciando le distanze al 79' ma all'89' ci pensava Malcom Adu a mandare in estasi i tifosi dell'Athletic con la rete del poker. La Spagna torna dunque ad alzare l'Europa League a quattro anni di distanza dall'ultimo trionfo del Siviglia, nella speranza di bissare, tra una decina di giorni, con il Barcellona atteso dal Bayern Monaco nella finale di Champions League.
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Finalmente il Bilbao si aggiudica un trofeo interazionale. Una grande tradizione che finalmente trova la sua realizzazione.
 
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IL CAGLIARI RAGGIUNGE COMO E CREMONESE IN SERIE A

Ai sardi la finale play-off contro l'Empoli, i play-out vedono il Vicenza soccombere contro la Sampdoria
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Emessi anche gli ultimi verdetti di Serie B che, al termine della stagione regolare, aveva già sentenziato le promozioni di Como e Cremonese e le retrocessioni di Avellino, Mantova e Benevento. A raggiungere le due lombarde nella massima serie è il Cagliari, già terzo in campionato e vincitore della finale play-off contro l'Empoli quinto classificato, mentre il Torino era uscito di scena insieme al Monza già al primo turno e, in semifinale, si era fermata la corsa di Pisa e Cittadella. La quarta retrocessa, invece, è il Vicenza che, pur avendo sommato un punto più della Sampdoria nelle 38 giornate, ha dovuto soccombere nel doppio confronto di play-out, perdendo così subito la categoria conquistata appena un anno fa.

Risultati play-off


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Risultati play-out

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I VERDETTI DI TUTTI I CAMPIONATI

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E come sempre concludiamo la stagione con una rassegna dei verdetti emessi dai principali campionati estero, prima di tuffarci nelle fasi finali degli Europei, che vedranno Kolarov impegnato alla guida della Serbia, nonché di Copa América, Coppa d'Africa e Coppa d'Asia.

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Ad un anno dal trionfo in Champions League, l'Arsenal torna ad imporsi anche in INGHILTERRA conquistando la sua 14ª Premier League, la prima dopo ben 23 anni e cioè dal lontano 2004. I Gunners la spuntano sul Chelsea e distanziando i campioni uscenti del Manchester United e del Liverpool, il quartetto che completa le qualificate alla coppa più importante, mentre cade in Europa League il Manchester City, insieme al Tottenham e al Crystal Palace vincitore della seconda FA Cup consecutiva. Retrocedono Stoke City, Burnley e, dopo un solo anno, Fulham, così come una sola stagione dura il purgatorio del Leicester City, vincitore dei play-off di Championships dove resta invischiato il West Ham, e dalla quale salgono nella massima serie anche Sheffield United e Leeds.

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È un triplete clamoroso quello messo a segno dal Barcellona, vincitore della Champions League, della Copa del Rey e tornato campione di SPAGNA per la 28ª volta, dopo un digiuno di quattro anni. Gli azulgrana, al termine di una stagione combattutissima, solo all'ultima giornata hanno la meglio delle vincitrici degli ultimi due campionati, Real Sociedad e Real Madrid, con il Siviglia quarto e l'Athletic Bilbao, vincitore dell'Europa League, a portare a cinque il contingente iberico nella prossima Champions, mentre la seconda coppa vedrà impegnate Villarreal, Atlético Madrid e Getafe, quest'ultima in virtù della finale raggiunta nella coppa nazionale. A retrocedere sono il neopromosso Sporting Gijón, l'Huesca e il Tenerife, che lasciano il posto al Las Palmas e al ritorno di due nobili decadute: il Valencia dopo tre anni ed il Saragozza dopo addirittura 14.

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36º titolo e secondo consecutivo, ma addirittura 14º nelle ultime 15 stagioni, in GERMANIA, per il Bayern Monaco che lascia a quattro lunghezze il Borussia Dortmund, unica altra squadra ad accompagnare i bavaresi nella prossima Champions League. In Europa League ci vanno il Lipsia, l'Eintracht Francoforte vincitore anche della Coppa di Germania, e il Friburgo, retrocedono St. Pauli e Bochum, al loro posto Amburgo e Fortuna Düsseldorf.

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Prosegue, in FRANCIA, il dominio del Paris St. Germain al sesto titolo consecutivo e 15º assoluto per il Paris St. Germain, che torna peraltro ad imporsi con ampio margine a differenza della volata della scorsa stagione: Monaco e Lens finiscono infatti a 15 punti di distanza, guadagnando comunque un posto in Champions League, mentre in Europa League vanno Lione, Lilla ed il Le Havre salvatosi all'ultima giornata, ma finalista sconfitto in Coupe de France ancora una volta, naturalmente, dal Psg che nel secondo trofeo nazionale era a digiuno da sei anni. Cadono in Ligue 2 Guingamp e Troyes, al loro posto tornano le nobili Saint-Étienne e Tolosa.

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È la differenza reti a decretare il nuovo campione di PORTOGALLO tra Sporting e Porto: a spuntarla in biancoverdi di Lisbona al 20º titolo, primo dopo sei stagioni, con il Benfica a chiudere terzo ma alla debita distanza di dieci lunghezze. Storica qualificazione all'Europa League per l'Estrela Amadora, che ritrova le coppe europee dopo 29 anni, e ancor di più per l'AVS, che si appresta ad un debutto assoluto; con loro, anche il Boavista, mentre retrocedono Farense e Paços de Ferreira, rilevate da Chaves e Feirense.

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Dopo lo storico, primo titolo di campione d'OLANDA conquistato l'anno scorso, l'Utrecht si riconferma ai vertici con un lusinghiero secondo posto che vale una nuova partecipazione alla Champions League, sia pure a 21 punti di distanza da un PSV Eindhoven autentico dominatore e al 26º trionfo in campionato, ma la sorpresa quest'anno viene dalla Coppa d'Olanda, vinta per la prima volta dai Go Ahead Eagles, quattro titoli nazionali in bacheca sì, ma l'ultimo nel 1933. Insieme agli Eagles, vanno in Europa League AZ Alkmaar e Ajax, retrocedono PEC Zwolle e ADO Den Haag, sostituite da Waalwijk e Groningen, ma ad avere rischiato la seconda divisione è anche il Feyenoord, addirittura terzultimo e salvo solo all'ultima giornata.

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In BELGIO prosegue la favola Beerschot, alla seconda vittori consecutiva dopo il primo, storico titolo centrato un anno fa: ad la (non più) seconda squadra di Anversa in Champions League sarà il Gent, mentre ben quattro saranno le rappresentanti belghe in Europa League: Cercle Brugge e Westerlo in virtù del loro piazzamento in campionato, il Club Brugge per la vittoria nella coppa nazionale e l'Anderlecht per il successo in Conference League, dove a qualificarsi è il Royal Club di Anversa. Ultimo posto e retrocessione per il Patro Eisden, torna in Pro League l'Oostende.

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Terzo titolo di campione di DANIMARCA per il Lyngby, ma a distanza di ben 35 anni dal secondo, conquistato nel 1992. In Champions League ci va anche un'altra sorpresa, il Randers, mentre Aarhus, Bröndby e il Nordsjælland vincitore della coppa nazionale vanno in Europa League, il Viborg in Conference League. Retrocede il Hvidovre, al suo posto il Sønderjyske.

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E se in SCOZIA si fosse aggiunta, a tutti gli effetti, una terza grande alle due dell'Old Firm? Dopo oltre 70 anni di digiuno, infatti, l'Hibernian era già tornato ad imporsi in campionato due anni fa e si ripete in questa stagione, centrando quello che è il sesto titolo della propria storia, ottenuto con un punto di vantaggio sul Celtic, che si consola con la Scottish Cup e la qualificazione ai preliminari di Champions League. In Europa League l'altra grande e principale delusa di stagione, i Rangers, insieme al Livingston e al Motherwell finalista di coppa e vincitore del campionato cadetto, con il St. Johnstone in Conference League ed Queen's Park che torna subito in League One.

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In GRECIA è sempre e solo Olympiacos ma, se non altro, i biancorossi del Pireo non centrano la quarta doppietta consecutiva, lasciando la coppa nazionale al PAOK Salonicco, ancora al posto d'onore in campionato e sempre più seconda forza davanti all'AEK Atene, terzo in Europa League insieme ad Aris Salonicco e Panetolikos, e al decaduto Panathinaikos, addirittura fuori dalle coppe, preceduto infatti anche dall'Asteras Tripolis che stacca così il pass per la Conference League. Retrocede il PAS Lamia, ritrova la Superleague dopo una sola stagione l'Iraklis Salonicco.

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Nonostante una nuova galoppata in Champions League, dove per il secondo anno di fila si è spinto fino alle semifinali, in TURCHIA il Galatasaray deve abdicare: ad imporsi è il Fenerbahçe dopo un digiuno di ben 13 anni che vale l'attesissimo 20º titolo, secondo posto di enorme significato per l'Hatayspor, quattro anni dopo il tremendo terremoto che sconvolse il sud del paese nel febbraio 2023: per la formazione della vecchia Antiochia si tratta del miglior piazzamento di sempre e di una storica qualificazione alla Champions League, e altrettanto storico è il terzo posto del Kayseruspor, in Europa League insieme al Başakşehir e al Galatasaray, con il Pendikspor in Conference. Retrocedono Bodrumspor, Alanyaspor e, a sorpresa, il Fatih Karagümrük, che fanno spazio a Sivasspor, Gaziantep e Kocaelispor.

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In RUSSIA torna ad imporsi dopo ben dieci anni lo Spartak Mosca, all'undicesimo titolo nazionale cui si sommano i dodici raccolti in era sovietica, che stacca di 7 punti i cugini della Dinamo, pure loro in Champions League. Solo terzo lo Zenit campione uscente e costretto ad accontentarsi dell'Europa League, insieme all'Orenburg e a un deludentissimo CSKA Mosca, solo sesto ma salvatosi con la vittoria in Coppa di Russia. Retrocede il Leningradets, torna nella massima serie l'Arsenal Tula.

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bellissimo resoconto.In alcuni campionati sorprese...in altri conferme storiche.
Bello che in Scozia ,als olito dualismo,sia subentrato l'Hibernian
 
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EURO 2027, KOLAROV È GIÀ SULLA GRATICOLA

Il ct serbo incassa altre due sconfitte negli ultimi test e la stampa lo attacca alla vigilia del torneo

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LEEDS (Regno Unito) - È una vigilia di Europeo tesissima in casa Serbia dove, da quando Aleksandr Kolarov si è installato sulla panchina in seguito all'allontanamento di Stojkovic, la nazionale ha incassato quattro sconfitte in altrettanti match. Gli ultimi due, fortunatamente anche questi amichevoli, contro Polonia e Portogallo nelle rifiniture del torneo continentale ormai alle porte, al quale i balcanici arrivano dunque in piena emergenza e con un commissario tecnico sulla graticola. «Ho fiducia che agli Europei vedremo tutta un'altra Serbia, state sereni», le uniche parole concesse da Kolarov ai giornalisti a conclusione della preparazione. Ma vediamo come sono andate, nel dettaglio, le partite contro Polonia e Portogallo.

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Serbia-Polonia 0-1 (56' Frankowski) -
Terza sconfitta in altrettante partite di Kolarov alla guida della Serbia, e ancora senza aver segnato nemmeno un gol. Dopo Danimarca e Belgio ad aprile, infatti, anche la Polonia si impone per 1-0 con una rete segnata nella ripresa, da Frankowski (foto a destra), bravo ad incunearsi nella difesa serba addormentata e a vanificare una prima ora di gioco nella quale era stata proprio la nazionale balcanica ad avere destato la sensazione migliore.

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Serbia-Portogallo 1-2 (49' Gonçalo Ramos, 74' Milovanovic, 90+5' Nuno Tavares) -
Anche l'ultimo test match prima di Euro 2027 va in archivio con un ko, e poco importa che, quantomeno, sia arrivato il primo gol a referto. La Serbia perde infatti anche contro un Portogallo in dieci nell'ultima mezz'ora, incassando peraltro un eloquente 61-39% sul piano del possesso palla. Succede tutto nella ripresa: Gonçalo Tavares buca centralmente la retroguardia di Kolarov al 48', poi l'ingresso in campo di Marko Milovanovic sembra cambiare la partita: la punta prima procura l'espulsione di Ruben Dias per fallo da ultimo uomo, e al 73', su schema da calcio di punizione, segna il gol del pareggio che è anche la prima rete serba con Kolarov in panchina. Ma in pieno recupero, al 95', una sassata di Nuno Tavares da fuori area (nella foto di apertura il tiro, qui a destra l'esultanza del Portogallo) condanna la Serbia al quarto ko di fila.
 
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AL VIA EURO 2027 UK: IL CALCIO TORNERÀ FINALMENTE A CASA?

Regno Unito e Irlanda ospitano la 18ª edizione del massimo torneo continentale
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LONDRA - Dopo la sorpresa Turchia di tre anni fa, chi si arrampicherà sul trono d'Europa? Un'altra squadra rivelazione - magari la Slovenia, terza agli ultimi mondiali nordamericani - o una grande tradizionale del vecchio continente? E se del caso, sarà finalmente la volta dell'Inghilterra, padrona di casa insieme a Scozia e Galles, ma non alle due Irlande che, pur ospitando alcuni match, non sono riuscite a raggiungere la fase finale, per la quale la UEFA riservava infatti un massimo di due qualificazioni di ufficio? Sono tanti gli interrogativi alla vigilia di Euro 2027, la prima edizione in anno dispari al netto di quella del 2020, posticipata di dodici mesi per il Covid-19 e vinta, come ben sappiamo, dall'Italia. Gli azzurri sono inseriti nel Gruppo A insieme alla favorita Francia, alla stessa Scozia e all'Ucraina, per cui sappiamo già che non sarà una passeggiata, ma la qualificazione agli ottavi di finale dove tre anni fa ci fermammo, battuti con merito dalla Danimarca, resta un imperativo.

Le favorite, comunque, sono altre: oltre alla già citata Francia, c'è naturalmente l'Inghilterra che nel Gruppo B non dovrebbe incontrare particolari difficoltà contro Austria, Svizzera e Russia. C'è il Portogallo, testa di serie di un Gruppo C che però annovera anche la Polonia e la mina vagante Slovenia, oltre alla più malleabile Ungheria, pur sempre reduce dagli ottavi di finale raggiunti negli ultimi due tornei disputati. C'è l'Olanda, che nel gruppo E se la vedrà con la Norvegia di Haaland, con la Danimarca ed il Galles padrone di casa. E ci sono Germania e Croazia, accoppiate nel Gruppo F completato da Svezia e Romania. Per ultimo, però, lasciamo il Gruppo D, quello più difficile, nel quale sgomitano la corazzata Spagna campione del mondo, il sempre temibile - e rinnovatissimo - Belgio, la Turchia campione uscente e la Serbia di Aleksandr Kolarov che, nonostante l'avvicinamento particolarmente difficoltoso, non ci sta a recitare il ruolo della vittima sacrificale. Non resta, dunque, che lasciare la parola al campo.

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Così ad Euro 2024

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Così all'ultimo mondiale United 2025

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p.s.: come vedete, le date dei tornei sono sfalsate, è purtroppo un piccolo bug di questa patch che faceva giocare correttamente gli europei al termine della prima stagione (2024), ma poi già l'anno dopo (2025) i mondiali, niente nel 2026 e, appunto, in questo 2027 ripropone i quattro tornei continentali (in parallelo ci sono anche Coppa America, Coppa d'Africa e Coppa d'Asia, di cui vi riferirò a parte)
 
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EURO 2027 | 1ª GIORNATA

LA SERBIA INIZIA CON UN PARI, ITALIA TRAVOLTA DALLA FRANCIA

Kolarov impatta 0-0 con la Turchia campione uscente, gli azzurri perdono 4-0 contro Mbappé e compagni

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La Serbia entra nell'Europeo pareggiando 0-0 contro i campioni uscenti della Turchia, al termine di una partita dominata per ampi tratti ma che, nel finale, gli uomini di Kolarov hanno seriamente rischiato di perdere. Dopo un primo tempo di predominio sterile, nel quale non riesce a costruire alcuna palla gol pur avendo mantenuto lungamente il controllo del gioco, la Serbia sfiora
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una prima volta il vantaggio al 60', quando la girata al volo di Vlahovic da ottima posizione (prima foto a destra) colpisce l'esterno della rete turca. Ancora Serbia pericolosissima all'83' con Jovanovic, il cui piatto destro da posizione defilata supera Destanoglu, ma esce alla sua destra (foto di apertura). In pieno recupero, però, la Turchia batte finalmente un colpo e lo fa in maniera quasi letale, con il colpo di testa di Enes Ünal su cui Vanja Milinković-Savić oppone il piede (seconda foto a destra), salvando Kolarov da quella che sarebbe stata una sconfitta decisamente immeritata.

Le altre partite - Nell'altra partita del girone della Serbia, il Gruppo D, il Belgio batte a sorpresa la Spagna guadagnando la vetta solitaria della classifica. Inizia malissimo il cammino dell'Italia, travolta 4-0 dalla favoritissima Francia mentre Scozia e Ucraina, nello stesso Gruppo A degli azzurri, pareggiano 2-2. Nel Gruppo B successo di misura dell'Inghilterra padrona di casa sull'Austria, pareggiano 0-0 Russia e Svizzera. Spostandoci al Gruppo C sono due le vittorie: quella del Portogallo per 1-0 sulla Polonia e quella per 4-2 della Slovenia, terza agli ultimi mondiali, contro l'Ungheria. Detto del Gruppo D, nell'E la Danimarca sorprende per 1-0 l'Olanda e con identico punteggio il Galles si impone sulla Norvegia mentre nel gruppo F, infine, la Germania cala il poker alla Croazia e la Svezia impone un netto 2-0 alla Romania.

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Le classifiche

Gruppo A: Francia 3 pti; Scozia e Ucraina 1 pto; Italia 0 pti.
Gruppo B: Inghilterra 3 pti; Russia e Svizzera 1 pto; Austria 0 pti.
Gruppo C: Slovenia e Portogallo 3 pti; Polonia e Ungheria 0 pti.
Gruppo D: Belgio 3 pti; Turchia e Serbia 1 pto; Spagna 0 pti.
Gruppo E: Danimarca e Galles 3 pti; Olanda e Norvegia 0 pti.
Gruppo F: Germania e Svezia 3 pti; Croazia e Romania 0 pti.
 
EURO 2027 | 2ª GIORNATA

KOLAROV STENDE IL BELGIO COI CAMBI, L'ITALIA SI RIALZA

A decidere la fondamentale rimonta serba le reti di Pantovic e Lazetic preferiti a Kostic e Vlahovic

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La Serbia supera in rimonta il Belgio, carnefice della Spagna alla prima giornata, e regala ad Aleksandr Kolarov il primo successo da ct, ottenuto con la forza delle scelte, anche dolorose, nella formazione iniziale e nei cambi poi effettuati nel corso dei 90 minuti: una vittoria di importanza capitale, perché consente alla nazionale balcanica di arrivare alla sfida decisiva contro le Furie Rosse con un bottino di quattro punti in classifica che potrebbe già essere sufficiente al passaggio del
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turno, visto il ripescaggio delle quattro migliori terze. Ma, a questo punto, la banda Kolarov ha comunque tutte le carte in regola per raggiungere gli ottavi di finale dalla porta principale. La cronaca della partita: inizio veemente del Belgio che con De Ketelaere arriva due volte davanti a Vanja Milinković-Savić nel giro di pochi minuti. La Serbia, a sua volta, ci prova comunque con Vlahovic e poi con Radonijc servito a centro area da una discesa di Pantovic sulla sinistra. A rompere l'equilibrio però ci pensa, poco dopo la mezzora, una punizione magistrale di Hugo Siquet che da distanza siderale indovina l'angolino alla sinistra di Milinković-Savić senza lasciargli scampo (prima foto a destra). La reazione serba è immediata, con Radonijc che da ottima posizione non inquadra la porta al 35', ma che pochi minuti dopo, al 42', si rifa ampiamente vedendo l'inserimento di Pantovic che affonda ancora una volta sulla corsia di sinistra e buca Curtois (foto di apertura), per l'1-1 su cui si chiude il primo tempo. Al ritorno in campo è ancora la Serbia a premere sull'acceleratore, trascinata da un Pantovic che è letteralmente l'uomo in più e premia la scelta di Kolarov di averlo preferito a Kostic, partito titolare sulla corsia di sinistra nel precedente match contro la Turchia. Chi, invece, sembra fuori dal gioco è Vlahovic, che al 66' lascia il campo a Lazetic: e anche questa mossa del ct si rivela azzeccatissima perché proprio Lazetic, al 72', completa la rimonta serba facendosi trovare pronto, sul nuovo assist di Radonijc, con un piattone destro che spiazza Curtois (seconda foto a destra). Lazetic si conferma preziosissimo anche nel finale, difendendo ogni pallone e consentendo ai compagni di salire per gestire, senza eccessivi patemi, i minuti che mancano al triplice, liberatorio fischio dell'arbitro.

Le altre partite - Grazie alla vittoria sul Belgio, la Serbia vola al primo posto solitario del Gruppo D con un punto di vantaggio sugli stessi Diavoli Rossi e sulla Spagna, rialzatasi sia pure a fatica contro la Turchia, battuta per 1-0. Riscatto nel Gruppo A anche per l'Italia che, dopo lo 0-4 patito contro la Francia, batte la Scozia con un quasi altrettanto convincente 4-1, mentre il transalpini ci danno una mano imponendosi, a loro volta, sull'Ucraina. Nel Gruppo B guidano a braccetto Inghilterra e Russia, con i Leoni fermati sull'1-1 dalla Svizzera e raggiunti a quota 4 dagli Orsi, grazie al successo di questi ultimi sull'Austria, ancora ferma al palo. Nel Gruppo C 4-2 della Polonia all'Ungheria e, soprattutto, 1-0 della Slovenia al Portogallo, che tuttavia non può più essere considerato un risultato sorprendente, visti i risultati della nazionale del ct Katanec, terza all'ultimo mondiale e unica squadra, insieme alla Francia, ancora a punteggio pieno in questo Euro 2027. Galles e Danimarca pareggiano 2-2 restando appaiate al comando del Gruppo E davanti all'Olanda, che cancella il ko della prima giornata battendo 1-0, ed eliminando, la Norvegia. Situazione molto simile nel Gruppo F, dove il primato in coabitazione, frutto anche in questo caso di un 2-2 nello scontro diretto, è quello tra Svezia e Germania, con la Croazia ad inseguire ad una lunghezza grazie al successo sulla Romania, e quest'ultima già costretta a fare le valigie.

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Le classifiche

Gruppo A: Francia 6 pti; Italia 3 pti; Ucraina e Scozia 1 pto.
Gruppo B: Inghilterra e Russia 4 pti; Svizzera 2 pti; Austria 0 pti.
Gruppo C: Slovenia 6 pti; Portogallo e Polonia 3 pti; Ungheria 0 pti.
Gruppo D: Serbia 4 pti; Belgio e Spagna 3 pti; Turchia 1 pto.
Gruppo E: Galles e Danimarca 4 pti; Olanda 3 pti; Norvegia 0 pti.
Gruppo F: Germania e Svezia 4 pti; Croazia 3 pti; Romania 0 pti.
 
EURO 2027 | 3ª GIORNATA

UNA PAPERA DI ERAKOVIC COSTA IL PRIMO POSTO ALLA SERBIA

Kolarov qualificato, ma da terzo, per il gollonzo di Ansu Fati nel finale: ora l'Inghilterra. Avanti anche l'Italia

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Una bella Serbia, ordinata, accorta e precisa per 85 minuti, si butta via all'86', regalando alla Spagna il gol partita che sancisce anche la qualificazione diretta delle Furie Rosse agli ottavi, costringendo invece gli uomini di Kolarov a passare per i ripescaggi. Un match giocato su ritmi lenti, quasi a lasciar intendere che uno 0-0, tutto sommato, non dispiacesse a nessuna delle due squadre in campo, e che vedeva il ct serbo confermare nell'undici iniziale i match winner dell'ultima partita Pavlovic e Lazetic, al posto, rispettivamente, dell'infortunato Radonjic e nientemeno che di Vlahovic, fuori invece per scelta tecnica. Nessuna grossa occasione da segnalare, se non un tentativo di Pavlovic da una parte e di Nico Williams dall'altra, poi con il passare dei minuti la Serbia abbassava sempre di più il baricentro, soddisfatta di un pareggio che garantiva, appunto, il passaggio del girone. Fino al patatrac dell'86', quando Erakovic, da poco entrato al posto di Gudelj ammonito, appoggia su Vanja Milinković-Savić pressato da Ansu Fati, che soffia il pallone al portiere e insacca a porta vuota il gol partita (foto di apertura, in quella a destra l'esultanza spagnola).

Le altre partite - A sancire la qualificazione della Serbia, e almeno tre eliminazioni eccellenti, ci pensano i risultati degli altri match: nel Gruppo A sconfitta a sorpresa della Francia contro la Scozia, ma del tutto indolore perché i transalpini, pur raggiunti a quota 6 dall'Italia vincitrice di misura sull'Ucraina, chiudono comunque al primo posto in virtù della vittoria nello scontro diretto con gli azzurri. L'impresa scozzese risulta comunque fondamentale alle prospettive dei padroni di casa, che con 4 punti si assicurano uno dei ripescaggi. Nel Gruppo B l'Inghilterra vince il girone aggiudicandosi lo scontro diretto con la Russia, che passa comunque a sua volta da seconda in virtù del pareggio tra Austria e Svizzera, fatale ai primi ma non ai secondi, a loro volta tra le ripescate. Il Gruppo C vede l'arrivo a 6 punti di Portogallo, Polonia e Slovenia, grazie al successo dei lusitani contro i polacchi e a quello contro l'Ungheria fanalino di coda da parte degli sloveni, avanti senza problemi in quanto di gran lunga la migliore tra le terze. E si qualifica anche la Serbia nel Gruppo D, sia pure alle spalle della Spagna e, per differenza reti, della Turchia, che distrugge 4-0 il Belgio, eliminandolo a dispetto della vittoria nel match d'esordio contro le Furie Rosse. Altra esclusione a sorpresa nel Gruppo E, dove il Galles sorprende l'Olanda e chiude al primo posto, davanti alla Danimarca, seconda nonostante il ko contro la Norvegia che pure rimane ultima e fa le valigie. Ma a salutare l'Europeo sono anche gli Oranje, che con 3 punti e una differenza negativa non rientrano tra le migliori terze. Stessa sorte, nel Gruppo F, per la Croazia, travolta 3-0 dalla Svezia volata al primo posto sempre a braccetto con la Germania, a sua volta vincitrice contro la Romania, unica altra nazionale, oltre all'Ungheria, ad avere perso tutte e tre le partite del proprio girone.

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Le classifiche

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Così agli ottavi di finale

Il ko contro la Spagna costa alla Serbia un accoppiamento ben peggiore di quello che avrebbe avuto pareggiando e, dunque, addirittura vincendo il proprio girone: in quel caso gli uomini di Kolarov agli ottavi di finale avrebbero trovato sulla loro strada la Svizzera, ed invece dovranno vedersela con l'Inghilterra. Se non altro, l'eventuale quarto di finale contro una tra Svezia e Danimarca potrebbe risultare più morbido di quello che potrebbe toccare in sorte alla Spagna, contro una tra Italia e Polonia. Dall'altra parte del tabellone, strada apparentemente spianata verso le semifinali per il Portogallo, opposto alla Scozia e poi, in caso di vittoria, a Galles o Turchia. In basso, infine, è alle viste un quarto di finale extra-lusso tra Francia e Germania, Slovenia e Russia permettendo.

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COPA AMÉRICA, L'ARGENTINA È GIÀ FUORI!

Albiceleste ultima nel suo girone, l'Uruguay si salva grazie ai ripescaggi, tutto liscio per il Brasile

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Parallelamente all'Europeo sono in corso di svolgimento anche gli altri tornei continentali e l'attenzione maggiore, naturalmente, è riposta sulla Copa América che già in questa fase a gironi riserva un verdetto clamoroso: l'eliminazione dell'Argentina vincitrice delle ultime due edizioni. L'Albiceleste chiude addirittura all'ultimo posto il Gruppo C, dietro a Costa Rica, Canada e Cile, non potendo così nemmeno ambire a quel ripescaggio che, invece, salva un'altra grande nobile del calcio sudamericano, l'Uruguay, preceduto nel Gruppo B da Messico e Paraguay. Tutto liscio, invece, per il Brasile, che vince il Gruppo A a braccetto con gli Stati Uniti. Out, oltre all'Argentina, anche la Colombia, l'Ecuador e il Venezuela, peggiore terza.

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Così ai quarti di finale

Avversario da non sottovalutare, il Cile, per un Brasile che a questo punto è comunque la squadra da battere e che, in caso di successo ai quarti di finale, se la vedrebbe poi contro la vincente del derby nordamericano tra Messico e Stati Uniti. Nella parte bassa, il Costa Rica vincitore del Gruppo C e dunque già carnefice dell'Argentina cerca pure lo scalpo dell'Uruguay, mentre Canada e Paraguay vanno a caccia di una semifinale che sarebbe storica per entrambi.

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QUANTE SORPRESE ANCHE IN COPPA D'ASIA!

Già a casa dopo la fase a gironi Giappone, Iran, Australia e Qatar, mentre vola la Corea del Sud

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Se in Sudamerica, a fare rumore, è l'uscita dell'Argentina, e in Europa lo scalpore è per le eliminazioni di Olanda, Belgio e Croazia, anche nella fase a gironi della Coppa d'Asia non mancano affatto le sorprese: ai quarti di finale, infatti, vanno Corea del Sud, Malesia, Arabia Saudita, Iraq, Nuova Zelanda, Cina, Emirati Arabi Uniti e Thailandia, mentre tra le eliminate spiccano Giappone, Iran, Australia e Qatar.
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Così ai quarti di finale

Corea e Arabia Saudita sono, a questo punto, le due grandi favorite e principali indiziate a scontrarsi nella finale, stante la collocazione alle parti opposte del tabellone, ma attenzione a quello che potranno fare, soprattutto, Iraq ed Emirati Arabi Uniti.
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Al via anche la Coppa d'Africa

La situazione politico-economica sempre precaria ha fatto sì che questa Coppa d'Africa subisse, a pochi giorni dal via, la defezione di due nazionali, Sudan e Senegal, e che dunque la CAF decidesse di stravolgerne il format riducendolo ad una sola fase ad eliminazione diretta, con un turno di ottavi di finale monco di due partite con il conseguente passaggio d'ufficio ai quarti di Mali e Camerun. Le altre nazionali ad accedervi sono Algeria, Repubblica Democratica del Congo, Nigeria, Gabon, Tunisia e Marocco; tra le eliminate, a sorpresa, l'Egitto.

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EURO 2027 | OTTAVI DI FINALE

KANE DEMOLISCE LA SERBIA, E LA POLONIA L'ITALIA

Gli ottavi di finale si rivelano il capolinea sia per Kolarov che per Spalletti, avanti tutte le big

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MANCHESTER (Regno Unito) - Non può nulla, la Serbia, contro l'Inghilterra padrona di casa, che a Old Trafford trascinata da Harry Kane (foto di apertura) straripa col punteggio finale di 3-0 e segna la fine dell'avventura di Kolarov, al quale non resta che recriminare per il suicidio negli ultimi minuti del match contro la Spagna che è costato ai suoi un accoppiamento ben più agevole
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agli ottavi di finale, contro la Svizzera. L'Inghilterra passa dopo appena 10 minuti grazie alla sassata improvvisa di Kane da fuori area (prima foto a destra), e lo stesso attaccante del Bayern, poco dopo, sfiora il raddoppio in rovesciata. Dall'altra parte Radonjic mette Vlahovic solo davanti a Ramsdale, ma la punta bianconera si fa rimontare da Colwill al momento del tiro. Tocca dunque ancora all'Inghilterra andare vicinissima al gol al 35' con Saka che, lanciato in campo aperto, colpisce il palo a Milinkovic-Savic battuto. Il 2-0, comunque, è rimandato solo di qualche minuto e porta proprio la firma di Saka che al 40', servito da Kane dopo il buco di Milenkovic, salta Milinkovic-Savic e scarica il rete il gol del doppio vantaggio (seconda foto a destra).
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Kolarov prova a correre subito ai ripari richiamando in panchina Njegos Petrovic per gettare nella mischia Sergej Milinkovic-Savic, a sorpresa tenuto fuori dall'undici di partenza, e nell'intervallo cassa anche la scelta di Kostic riproponendo sulla corsia di sinistra il più offensivo Pantovic, fin qui sicuramente più pimpante. Dopo circa un quarto d'ora della ripresa, poi, arriva una
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nuova bocciatura anche per Vlahovic e una nuova scommessa su Lazetic. Obbligata a recuperare il doppio svantaggio, è la Serbia a fare la partita, ma difettando sempre dell'ultimo passaggio, fino a quando, all'81', Kane la chiude definitivamente mettendo a segno la doppietta che fissa il punteggio sul 3-0 (terza foto a destra) e rende inutile anche l'assalto finale degli uomini di Kolarov, vicini al gol della bandiera con un diagonale di Pantovic largo di poco ma ormai rassegnati all'eliminazione (quarta foto a destra).

Le altre partite - La brutta Italia travolta dalla Francia ai gironi, momentaneamente sostituita da quella, pimpante, capace di rifilare a sua volta un poker alla Scozia, torna purtroppo protagonista contro la Polonia, alla quale soccombe con un netto 2-0 che non ammette repliche. Azzurri fuori, dunque, mentre tutte le altre big (non solo di nome, ma anche di fatto) proseguono nel loro cammino: la Spagna rifilando quattro reti alla Svizzera, l'Inghilterra tre alla Serbia, il Portogallo due alla Scozia, Francia e Germania di misura, rispettivamente, contro Slovenia e Russia. Ai quarti di finale anche Danimarca e Galles, vincitrici ai tempi supplementari del derby scandinavo contro la Svezia, i primi, e contro i campioni uscenti della Turchia, i secondi.

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Così ai quarti di finale

Saranno dunque Polonia-Spagna, Inghilterra-Danimarca, Portogallo-Galles e soprattutto Francia-Germania, gli incroci dei quarti di finale di questo Europeo nel quale, purtroppo, l'unico risultato contro pronostico degli ottavi è stato proprio quello che ha visto l'uscita di scena dell'Italia.

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