INDEPENDIENTE VS RACING: EL CLÁSICO DE AVELLANEDA - I FRATELLI MILITO
9 marzo 2003. Non una partita, ma una battaglia. Non un campo, ma una bolgia. A “La Fortaleza” di Lanús, il
Clásico de Avellaneda infiamma l'Argentina. Il
Racing è avanti 1-0 quando il giovane Torres si lancia in un contropiede assassino. È in quel momento che il difensore del
Rojo,
Gabi Milito, compie l'impensabile: un
fallo da tergo brutale a ridosso dell'area. Il cartellino giallo di Horacio Elizondo sembra chiudere la faccenda, ma il dramma è appena iniziato. L'attaccante del Racing,
Diego Milito, interrompe il gioco come una furia.
Il futuro Principe non sta solo difendendo il suo club, sta chiedendo a gran voce l'espulsione di un avversario ben specifico: suo fratello minore, Gabriel. In quel momento, l'agonismo
trionfa sulla fratellanza. Lo scontro si fa subito personale. Gabi va a protestare con Diego, e nel turbine di insulti e parole grosse, l'espressione locale che sfugge al difensore è la più pesante:
«la concha de tu madre». La risposta di Diego, però, è un colpo di genio che entra nella leggenda:
«es la misma que la tuya, loco», ricordandogli, nel pieno della rabbia, che condividevano la stessa genitrice. L'unico a poter separare i due Milito in quell'inferno è l'arbitro Elizondo, che ironia della sorte, li conosceva bene: era stato il loro
insegnante di educazione fisica alle elementari
Storie così le regala solo il calcio sudamericano. L'episodio è
emblematico della follia che alimenta questa storica rivalità, un sentimento viscerale che prevale persino sui legami di sangue. Il Racing e l'Independiente non sono solo le due squadre di
Avellaneda, città portuale a sud di Buenos Aires: sono l'identificazione massima di ogni cittadino, i due poli opposti che rendono l'aria elettrizzante. La condivisione dello stesso quartiere inasprisce la rivalità, ma ad Avellaneda c'è un dettaglio che aumenta esponenzialmente l'ostilità: gli stadi, il “Juan Domingo Perón” (noto come
El Cilindro) e il “Libertadores de América” (un tempo
La Doble Visera), sono separati da
soli 300 metri. Pur così vicini, restano il simbolo di due mondi lontanissimi e contrapposti
