Mi sono imbattuto in questa storia, che non conoscevo minimamente.
http://www.eurogamer.it/articles/20...gon-cancer-scaglia-contro-walkthrough-youtube
E' tutto molto triste ma comunque da spunti interessanti.
Praticamente questo tizio realizza un gioco indie. Un gioco semplice, o walking simulator diciamo. Genere che sta iniziando a venire fuori sempre più spesso negli ultimi anni. Sono giochi dove il gameplay è quasi inesistente e tutto si basa sulla storia che raccontano e c'è quasi solamente da camminare e "viverla".
In questo caso il gioco è questo:
http://www.eurogamer.it/articles/2016-01-22-that-dragon-cancer-recensione
Praticamente è la storia della vita "vera" di questa famiglia. Chi ha creato il gioco è il padre di questo bambino che poveretto è malato seppur in giovanissima età di cancro che il padre ha dedicato al suo bambino.
Il problema che è venuto fuori dopo l'uscita del gioco è che praticamente non ha guadagnato ancora un singolo dollaro. Che per carità, non credo nemmeno che arricchirsi fosse l'intento del padre però è interessante il motivo per cui non ha guadagnato nulla. Perchè praticamente la gente si spara i walkthrough degli youtuber. E per la prima volta questi si sono beccati una piccola denuncia perchè il padre-sviluppatore per lo meno vorrebbe raccimolare qualche soldo da dare al compositore della colonna sonora.
E' un paradosso. Gli youtuber guadagnano con i loro video e il tizio e chi ci ha lavorato non vedono un euro.
Questa degli youtuber che fanno le guide su internet filmando il gioco è una moda che c'è da anni ormai, ma che pone attualmente un problema di copyright non da poco. Se fino a qualche tempo fa era dura di accusarli di aver fatto "vedere" tutto il gioco senza pagarne i diritti ad oggi la cosa, con questi giochi dove si gioca poco e tutto gira attorno alla narrazione, diventa ingiusta.
Prima c'era la giustificazione che il gioco potevi anche vederlo dagli youtuber ma non giocarlo. Ed è per questo che le questione di copyright sono sempre passate in secondo piano, a sto punto sarebbe ora che venisse regolamentata la cosa.
http://www.eurogamer.it/articles/20...gon-cancer-scaglia-contro-walkthrough-youtube
E' tutto molto triste ma comunque da spunti interessanti.
Praticamente questo tizio realizza un gioco indie. Un gioco semplice, o walking simulator diciamo. Genere che sta iniziando a venire fuori sempre più spesso negli ultimi anni. Sono giochi dove il gameplay è quasi inesistente e tutto si basa sulla storia che raccontano e c'è quasi solamente da camminare e "viverla".
In questo caso il gioco è questo:
http://www.eurogamer.it/articles/2016-01-22-that-dragon-cancer-recensione
Praticamente è la storia della vita "vera" di questa famiglia. Chi ha creato il gioco è il padre di questo bambino che poveretto è malato seppur in giovanissima età di cancro che il padre ha dedicato al suo bambino.
Il problema che è venuto fuori dopo l'uscita del gioco è che praticamente non ha guadagnato ancora un singolo dollaro. Che per carità, non credo nemmeno che arricchirsi fosse l'intento del padre però è interessante il motivo per cui non ha guadagnato nulla. Perchè praticamente la gente si spara i walkthrough degli youtuber. E per la prima volta questi si sono beccati una piccola denuncia perchè il padre-sviluppatore per lo meno vorrebbe raccimolare qualche soldo da dare al compositore della colonna sonora.
E' un paradosso. Gli youtuber guadagnano con i loro video e il tizio e chi ci ha lavorato non vedono un euro.
Questa degli youtuber che fanno le guide su internet filmando il gioco è una moda che c'è da anni ormai, ma che pone attualmente un problema di copyright non da poco. Se fino a qualche tempo fa era dura di accusarli di aver fatto "vedere" tutto il gioco senza pagarne i diritti ad oggi la cosa, con questi giochi dove si gioca poco e tutto gira attorno alla narrazione, diventa ingiusta.
Prima c'era la giustificazione che il gioco potevi anche vederlo dagli youtuber ma non giocarlo. Ed è per questo che le questione di copyright sono sempre passate in secondo piano, a sto punto sarebbe ora che venisse regolamentata la cosa.