Le chiacchere stanno a zero!

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Qualcuno ha voluto scrivere un capitolo indimenticabile di PES!

pes-league-2007-genova-ragazzeQuando l’atleta è in flow, è in quello stato di grazia in cui tutto accade senza sforzo, in cui ci si sente un tutt’uno con l’azione. Le proprie capacità e abilità sono aumentate da un qualcosa di sconosciuto e spesso si riesce addirittura ad andare oltre, a portare la propria performance all’eccellenza. Senza nemmeno rendersene conto.
Ma talvolta nell’atleta, quasi sempre all’improvviso, apparentemente senza motivi evidenti, si rompe qualcosa, non si è più in grado di fare quello che prima avveniva fluidamente.
Non riuscire a trovare spiegazioni, non essere in grado di scovare anche solo un impercettibile sospetto di quale sia il problema, insinua ogni tipo di dubbio: sulle proprie capacità, sulla reale difficoltà del compito, sulle aspettative di performance futura. E questo può offuscare i propri obiettivi, far calare la motivazione che spinge ad allenarsi con impegno, far perdere la lucidità e fiducia in se stessi e negli altri.
E’ a questo punto che scende la paura di non riuscire ad essere più quelli di prima, di sbagliare o di aver addirittura già sbagliato in partenza. La paura di essere, in realtà, uno come gli altri.
L’atleta perde il flow, lo stato di grazia. E con esso se ne va anche l’eccellenza della performance. La tecnica c’è ancora e si vede, così come la volontà di fare bene e di uscire da questa situazione. Ma non basta per tornare come prima.
Le ipotesi sul perchè, dopo una lunga “striscia positiva”, si possa perdere il flow sono infinite ed è impossibile passarle in rassegna. Anche perchè variano da caso a caso.
Tutte, però, partono da un punto: la vittoria.
The Legend, meno di 2 anni fa, non aveva rivali. Non facevano notizie le sue vittorie con Pes4, ma le differenze reti impressionanti alla fine del torneo. Vinceva perchè era eccezionale, ma anche perchè al suo avversario veniva già un coccolone nel leggere il proprio nome troppo vicino a quello di Andrea Parisi nel girone o nel tabellone finale.
Il bresciano batte tutto e tutti, vive un periodo di trionfo pazzesco.
Fino al luglio del 2005. Anno della seconda edizione dell’Electronic Sports World Cup, il Campionato del Mondo di Pro Evolution Soccer. Lì a Parigi è senza dubbio uno dei favoriti e mette in mostra una scuola pessistica di altissimo livello.
Ma alle 12,00 del 9 luglio 2005 c’è la svolta. Andrea gioca i quarti di finale contro il caraibico Mike. Perde. Tutto.
Da quel momento The Legend atterra sulla Terra dopo la lunga permanenza su Marte. Vive sull’onda lunga di quel gran successo non solo sportivo ma anche mediatico l’anno successivo. Con Pes5 non è per niente il migliore. Forte ma allo stesso livello di un’altra decina di players. Senza quel qualcosa che contraddistingue il fenomeno. Il suo flow è andato a farsi benedire.
Mentre il nome di Kerobba comincia a passare di bocca in bocca, di torneo in torneo. Prima con la fama di essere l’unico in grado di batterlo e poi con la nomea di imbattibile.
Stefano vive la sua carriera in modo diverso. Il 5° posto agli ESWC 2006 è un passaggio e non un arrivo. L’ultimo metro del trampolino che l’ha lanciato nella schiera dei grandissimi. Ora Stefano è in stato di grazia.
Ieri a Genova The Legend sembrava quello di una volta. In diverse occasioni in passato si è avuta questa impressione, ma forse più per il piacere di rivedere un campione che per altro. Ad esempio a Noventa Vicentina Andrea ha vinto, ma i suoi occhi, così come il suo gioco, erano spenti. Il pad scivoloso. E guarda caso a Milano e Torino esce prestissimo.

Non conta solo se vinci. Ma come vinci.
Ieri The Legend sembrava davvero lui. Prove di forza nei gironi e in ogni turno del tabellone finale. Sulle 2 partite batte in sequenza Mr.ImPessible 8-5, Matrix20 5-1, Milanista 5-0, Snakkio 6-2, e per ultimo, nella finale secca, conclude con una rimonta spaziale su Damelli battendolo 4 a 2. Una differenza reti di +18!
Non sappiamo se è tornato il campione di una volta. Di sicuro ce lo auguriamo, perchè lo spettacolo è il primo obiettivo di questo movimento che ancora ha tanto bisogno di farsi conoscere.
A proposito di spettacolo. Se la partecipazione di una ragazza non fà più scalpore, chi era presente ai Bagni Liggia potrà raccontare di aver assistito all’inizio di una nuova era per Pro Evolution Soccer. Quella della telecronaca in diretta.
Leonardo “Leo Messi” Patrignani, giocatore non troppo forte di Pes6 (esce ai gironi), fà il Caressa. Grazie alla postazione potenziata messa a punto dagli Zena regala a tutti i partecipanti e accompagnatori uno spettacolo sen-sa-zio-na-le.
Microfono diffuso in tutto il locale e un’oratoria da mettere i brividi.
Il collegamento sulla finale si apre così: “Questo è il momento in cui, come diciamo a casa mia, le chiacchiere stanno a zero!”. Si assume l’onere di sua spalla tecnica il giornalista degli Zena Pietro “Siddharta” Pisanoche copre il ruolo alla grande mesciando termini e conoscenze calcistiche oltre che pessistiche.
Dovrà essere una costante!
Facciamo infine i complimentoni al già citato Christian Damelli del clan SOL, altro fortissimo giocatore che ha il coraggio di mettere fuori il muso dalla tana dell’online e, alla sua prima apparizione, dimostra abilità fuori dalla norma. Con il terzo posto e con alcune giocate impressionanti Lorenzo “Snakkio” Tansini dei Quidconferma che il secondo posto di Milano non è stato un caso.
Si qualifica per le finali nazionali anche il quarto Fabio “Joker” Clemente” a rappresentare il Mini clan Zena.
Un grazie finale va a tutti gli organizzatori e ai ragazzi che hanno reso possibile questo ottavo appuntamentoPes League e che lo hanno impreziosito come pochi eventi del passato.

Il 100dieci Caffè vi aspetta già da sabato prossimo per ripetere la festa di Pasquetta. E viste le feste universitarie che si svolgono vi consigliamo vivamente di venire la sera prima…