Mondo reale: Catania 2020-2021

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PedroTelmo

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SERIE B 2019-2020 | PALERMO
Play-off, l'andata dell'attesissima finale col Catania

Mai prima d'ora, nella storia, un Derby di Sicilia era stato così teso, e la posta in palio così importante: Palermo e Catania si sfidano non solo per la supremazia territoriale, ma soprattutto per un posto in Serie A: obiettivo dichiarato per i rosanero fin da inizio stagione, e che per i rossazzurri è invece diventato un sogno strada facendo, tanto dal concludere addirittura la regular season davanti agli odiati cugini, vincendo pure lo scontro diretto del Massimino.



I primi 90' di questa doppia sfida di finale si giocheranno invece al Barbera, dove l'atmosfera è incandescente! Vediamo subito le formazioni, a cominciare da quella del Palermo padrone di casa. Gli uomini di Gaviglio si presentano praticamente nel loro undici tipo, con la sola eccezione di Accardi al posto di Monachiello in difesa. Davanti, invece, prima da titolare nei play off per bomber Balogh:





L'atmosfera, si diceva, è incandescente: forse troppo per i ragazzi di Gaviglio che scendono in campo tesi, contratti, e subiscono costantemente l'iniziativa del Catania. Gli etnei dominano la prima frazione, mettendo a referto sei tiri contro zero del Palermo, e passano meritatamente in vantaggio al 38' con un tocco sottomisura di Schiavone (foto sotto), già uomo-partita nell'ultimo derby di campionato.





Dopo un primo tempo da incubo, l'intervallo arriva come una boccata d'ossigeno per i padroni di casa che tornano in campo decisi a rimontare ma, dopo appena 3' di gioco, subiscono la doccia gelata del raddoppio catanese, messo a segno da Jallow grazie ad un assist perfetto di Di Noia, che scavalca la difesa rosanero e mette l'attaccante gambiano nelle condizioni di segnare a porta vuota (foto sotto).



Pare la fine di ogni illusione, ed invece è proprio in quel momento che inizia la partita del Palermo: al 55' Édouard risolve una mischia in area nata da un cross di Costa dalla sinistra, e accorcia le distanze, 1-2.





Otto minuti piú tardi, su un altro cross dalla sinistra, questa volta di Grifo, è ancora Édouard a saltare più in alto di tutti e a mettere dentro il gol del pareggio, che fa esplodere la bolgia del Barbera: 2-2 e promozione che ritorna in bilico.





La clamorosa rimonta sembra ora improvvisamente possibile, ma basta un calo di concentrazione perché Di Noia, solo davanti a Posavec, abbia la palla del nuovo vantaggio ospite: il salvataggio del portiere macedone ha del miracoloso (foto sotto), e la parità resiste.



Dall'altra parte, Nakamba arpiona una palla vagante sulla trequarti, avanza e lascia partire un diagonale che fa la barba al palo alla sinistra di Fulignati (foto sotto).



Gaviglio, intanto, sostituisce uno stremato Édouard con La Gumina e richiama in panchina anche Costa gettando nella mischia Fiore (nella foto sotto, i cambi).



È la mossa decisiva, perché proprio i due nuovi entrati siglano la rete che corona la rimonta, ad appena 5' dal 90': Fiore riceve da Lazzari e penetra sulla sinistra, facendo partire un cross teso che trova, sul primo palo, la perentoria deviazione di La Gumina (foto sotto):



Fulignati non ci arriva...



ed è gol di La Gumina!!!!! 3-2 per il Palermo!!!!



Tutto lo stadio Barbera esplode in un urlo di giubilo. Il Catania é rimontato, ribaltato, battuto: sabato sera, all'ombra dell'Etna, Posavec e compagni potranno giocare per due risultati.



 
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PedroTelmo

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SERIE B 2019-2020 | PALERMO
Play-off, il ritorno del Derby promozione



Dopo il clamoroso ribaltone dell'andata, il Palermo si presenta a Catania forte della possibilità di poter contare su due risultati: sebbene basti il pareggio, però, guai fare calcoli in questa partita delicatissima anche sotto il profilo dell'ordine pubblico, tanto che il questore di Catania ha deciso per l'anticipo alle ore 17 in modo da giocare con la luce del giorno.

Ma veniamo alle formazioni. Nel Palermo le principali differenze rispetto all'andata riguardano la retroguardia: Monachiello ritrova il suo posto al centro della difesa accanto a Coulibaly, mentre Rolando sostituisce Morganella a destra. Davanti, confermatissimi i quattro tenori: Grifo e Lazzari sulle ali, Balogh ed Édouard al centro, con La Gumina pronto a subentrare in corsa.



L'arbitro fischia, e si comincia! Come all'andata, l'inizio è da incubo, col Catania che si riversa subito all'attacco, sfiora il vantaggio con una sassata da fuori area di Moncini e al 10' trova immediatamente il gol con lo stesso numero dieci (foto sotto).





Se non altro, però, questa volta il Palermo non regala l'intera prima parte agli avversari, e dopo pochi minuti ha subito la palla per pareggiare, ma Édouard la mette a lato di un soffio. Sembra la prima avvisaglia di una pronta riscossa rosanero, ed invece i primi 45' vanno in archivio senza ulteriori grossi sussulti.

Al ritorno in campo il Catania continua a sembrare in controllo della partita, rallentando il ritmo e pungendo in contropiede: il Palermo rischia più di una volta di capitolare, ed è clamorosa l'occasione mancata al 74' da Moncini, che a tu per tu con Posavec calcia a lato (foto sotto):



A un quarto d'ora dal termine Gaviglio si gioca il tutto per tutto, buttando dentro La Gumina, Trajkovski e Fiore per Édouard, Rolando e Fiore, e passando ad uno spregiudicato 3-2-1-4 con Grifo trequartista, Trajkovski e Lazzari sugli esterni, Balogh e La Gumina al centro. E proprio sulla testa di quest'ultimo capita, quasi allo scadere, l'unica vera palla gol prodotta dal Palermo in 90' (foto sotto).





I tempi regolamentari si chiudono dunque sull'1-0 per il Catania e, non valendo la regola dei gol segnati fuori casa, questo significa che il match proseguirà per altri 30'. Ma attenzione, perché al termine dei supplementari, se dovesse persistere la parità, il Catania sarà ugualmente promosso in virtù del miglior piazzamento in classifica.



Nonostante sia il Palermo a dover segnare a tutti i costi, anche nei supplementari è il Catania che continua a fare la partita, coi rosanero evidentemente sulle gambe e costretti alla difensiva. E quasi come logica conseguenza, sul finire del primo tempo di prolungamento, arriva il gol del neontrato N'Diaye che di fatto sancisce, con un quarto d'ora di anticipo, la promozione del Catania in Serie A, e condanna il Palermo ad almeno un altro anno di purgatorio nella serie cadetta.







Per riuscire a ribaltare un'altra volta la situazione, infatti, gli uomini di Gaviglio dovrebbero segnare due gol negli ultimi 15' di partita, per riportare il punteggio sul 2-2. Ma il secondo tempo supplementare fila via senza occasioni da nessuna delle due parti, e al triplice fischio esplode la gioia del Massimino: il Catania è in Serie A! Seconda promozione consecutiva per gli etnei, ottenuta proprio a scapito degli odiati cugini palermitani!





Per il Palermo c'è dunque l'epilogo più amaro, in fondo ad una stagione di alti e bassi che era stata sublimata proprio dall'incredibile svolgimento dei play off: i rosanero erano già stati ad un passo dall'eliminazione contro il Lecce, al primo turno, avevano poi dominato il Brescia e di nuovo sembravano essere precipitati nello psicodramma nel match di andata contro il Catania. Ribaltata anche quel giorno la situazione, per gli uomini di Gaviglio il traguardo della Serie A pareva ormai a portata di mano, ed invece oggi, nella partita più importante, i rosanero sono scesi in campo contratti, quasi impauriti, come se fossero in preda al proverbiale "braccino". Alla fine, dunque, sale in massima serie il ben meno quotato Catania, che appena dodici mesi fa festeggiava il ritorno in cadetteria dopo diversi anni passati nella palude della Serie C.



Grande amarezza, nel finale, anche per il tecnico Gaviglio, che in conferenza stampa sembra parlare già da ex: ️ «Inutile dire che c'è tantissima delusione per come è andata a finire, perché al di là delle tante difficoltà attraversate nell'arco della stagione, questi ragazzi meritavano la Serie A. Mi prendo tutte le responsabilità del caso, ma rimango convinto che questa squadra ha tutte le potenzialità per vincere il prossimo campionato di Serie B senza passare per i play off. Se sarà con me in panchina, però, lo decideremo a mente fredda nei prossimi giorni. Adesso non è il momento adatto per pensarci».

Ricapitoliamo dunque i verdetti stagionali, che vedono il Catania raggiungere Perugia e Crotone in Serie A, mentre in C andranno, oltre alle già retrocesse Empoli, Salernitana e Pordenone, anche l'Ascoli sconfitto ai playout dall'Avellino, su cui tuttavia pesa la spada di damocle della giustizia sportiva:



E per avere il quadro completo della prossima Serie B, andiamo a vedere anche come è andata a finire con i play off di Serie C, che premiano il Cosenza. I calabresi si aggiungono così alle vincenti dei tre gironi, Piacenza, Ternana e Reggina. Salutano i professionisti - oltre alle già retrocesse Giana Erminio, Albissola, Rieti, Matelica e Matera - anche le perdenti dei play out Pro Piacenza, Südtirol, Vibonese e Rende.

 

giuliosr

Primavera
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come al solito...racconto meraviglioso...peccato per il braccino...ma sembra una prerogativa rosanero.Nella scorsa master fui eliminato nella semifinale playoff avendo due risultati su tre a disposizione...all'epoca fu di MBAKOGU il goal dell'eliminazione...acci sua
 
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in sostanza ho fatto richiesta al Genoa, aspettiamo, e in subordine proverò con il Guimaraes (che in un tentativo già fatto prima di finire la stagione, aveva già accettato, o Parma; mentre il Rayo Vallecano mi ha contattato lui, me lo tengo lì come piano B insieme ad un altro paio di squadre di cui ancora non svelo il nome

A proposito di nazionali, ecco le composizioni dei gironi di Copa America, Euro 2020 e Asian Cup.

 

PedroTelmo

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Prima di tuffarci nella Copa América, concludiamo la parentesi club con i verdetti di tutti i campionati esteri:



La Premier League si conferma il campionato più competitivo con la terza squadra diversa a laurearsi campione nelle ultime tre stagioni: dopo United e City, tocca infatti al Chelsea che precede proprio le due di Manchester ed il Tottenham, arrivando davanti a tutti per la settima volta nella propria storia, la sesta nell'era Abramovich. Arsenal, Leicester City, Southampton e Liverpool si guadagnano la qualificazione all'Europa League, mentre Aston Villa, Leeds United e Fulham retrocedono facendo spazio a Middlesbrough, Sheffield Wednesday e Burnley.

Grande alternanza anche in Spagna, dove l'Atlético Madrid succede nell'albo d'oro della Liga a Real e Barcellona, che a loro volta occupano seconda e terza posizione: arrivati a pari punti con le Merengues, i Colchoneros conquistano il loro undicesimo titolo nazionale grazie agli scontri diretti. Il quartetto di spagnole che affronteranno la prossima Champions League si completa con i baschi della Real Sociedad, che vincono anche la Copa del Rey e in campionato la spuntano all'ultima giornata sui cugini dell'Athletic Bilbao, in Europa League insieme a Siviglia, Villarreal e Valencia. Cadono in Segunda Liga, oltre al neopromosso Cultural Leonesa, anche il Málaga in dissesto finanziario e l'Espanyol: per la seconda squadra di Barcellona, che con 86 stagioni nella massima serie è la quinta di sempre più presente, si tratta della prima retrocessione in 26 anni! Al loro posto salgono Getafe, Levante ed il Rayo Vallecano che potrebbe essere la prossima sistemazione di Gaviglio.

In Germania, invece, prosegue il dominio del Bayern Monaco, alla sua ottava Bundesliga consecutiva e 31esima in totale. Borussia Dortmund e Schalke 04 occupano le piazze d'onore, valide qualificarsi alla Champions League, mentre Borussia Moenchengladbach, Hoffenheim e Red Bull Lipsia accedono all'Europa League assieme all'Amburgo, che chiude la stagione con la vittoria nello spareggio salvezza con l'Hannover e si guadagna l'Europa arrivando alla finale di DFP-Pokal contro l'invincibile Bayern. A retrocedere sono quindi le sole Arminia Bielefeld e Mainz, che lasciano spazio ai ritorni di Fortuna Düsseldorf ed Eintracht Francoforte, quest'ultima dopo due anni di purgatorio.

Terzo titolo consecutivo, nono nella propria storia e settimo dell'era degli emiri per il Paris St. Germain in Francia. I rossoblu precedono Bordeaux e Monaco che a loro volta strappano il pass per la Champions League, dove per la prima volta nella storia la Ligue 1 sarà rappresentata da una quarta formazione. È l'Olympique Marsiglia regina di coppe, avendo vinto sia la Coupe de France sia, soprattutto, l'Europa League che assicura all'OM la qualificazione diretta ai gironi della prossima Champions. In Europa League, invece, troveremo Lione, Nizza, Guingamp e Tolosa. Lorient e Strasburgo, infine, retrocedono in Ligue 2 facendo spazio a Metz e Digione.

Il duopolio portoghese prosegue all'insegna del Porto, che strappa il titolo al Benfica laureandosi campione nazionale per la 29ª volta nella propria storia. Proprio le Aquile biancorosse chiudono al secondo posto della Primeira Liga e lo Sporting al terzo, per un contingente Champions all'insegna della tradizione. In Europa League vanno Sporting Braga, Estoril, Vitória Guimarães ed il neopromosso Nacional, cadono in Liga de Honra Boavista e Feirense, rilevate dal Vitória Setúbal e dagli azzorriani del Santa Clara.

Dopo sei anni di astinenza, una delle più lunghe della propria storia, l'Ajax torna a laurearsi campione d'Olanda, ed è la sua 34ª Eredivisie. I Lancieri superano i tricampioni uscenti del PSV Eindhoven, che li accompagneranno in Champions League. Europa League per Feyenoord, Utrecht, AZ Alkmaar e per l'ADO Den Haag finalista sconfitta - ancora per mano dell'Ajax - nella coppa nazionale.
 

PedroTelmo

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Ihihihih, e ora via di corsa a prendere l'aereo per il Brasile (destinazione Copa America) prima che i tifosi uniti di Palermo e Catania mi lincino! :D

ahò, è stato il Catania a chiamarmi, a me non sarebbe mai venuto in mente di andarci!
 

giuliosr

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Ihihihih, e ora via di corsa a prendere l'aereo per il Brasile (destinazione Copa America) prima che i tifosi uniti di Palermo e Catania mi lincino! :D

ahò, è stato il Catania a chiamarmi, a me non sarebbe mai venuto in mente di andarci!
MAMMA MIA CHE TRADIMENTO...DEGNO DEL MIGLIOR BONUCCI...MA TI ASSICURO CHE PER LA RIVALITà TRA CT E PALERMO SI TRATTA DI MOLTO PEGGIO...
CONVINCI CON I RIUSULTATI AL TIFOSERIA...
PS...AL CATANIA VISTO IL TUO CURRICULUM SI SONO BEVUTI IL CERVELLO AHAHAH ;)
 

PedroTelmo

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MAMMA MIA CHE TRADIMENTO...DEGNO DEL MIGLIOR BONUCCI...MA TI ASSICURO CHE PER LA RIVALITà TRA CT E PALERMO SI TRATTA DI MOLTO PEGGIO...
CONVINCI CON I RIUSULTATI AL TIFOSERIA...
PS...AL CATANIA VISTO IL TUO CURRICULUM SI SONO BEVUTI IL CERVELLO AHAHAH ;)
beh, visto il mio curriculum, chiunque mi avesse chiamato si sarebbe bevuto il cervello ;)

per la cronaca: se fossi rimasto al Palermo, per chissà quale bug avrei avuto a disposizione circa 50 milioni di euro per il mercato, e avevo già una squadra da metà classifica in Serie A. Il Catania invece ha una rosa che faticherebbe in B, e mi da solo 4 milioni per il mercato e 600mila euro per gli ingaggi: molto stimolante come sfida!
 

alexhubner

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Mamma mia... solo Walter Zenga ebbe il coraggio di fare il percorso anche se inverso (da Catania a Palermo)...
Condivido il pensiero sul budget e ingaggi, sulla sfida ecc.. ma nella realtà dubito che dopo un playoff cosi ti sarebbe arrivata questa chiamata!!!
Dovrai arrivare scortato dovunque... in tutta la Sicilia aleggia il grido "Gaviglio Gaviglio so c**** se ti piglio!!!" :D
 
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Mamma mia... solo Walter Zenga ebbe il coraggio di fare il percorso anche se inverso (da Catania a Palermo)...
Condivido il pensiero sul budget e ingaggi, sulla sfida ecc.. ma nella realtà dubito che dopo un playoff cosi ti sarebbe arrivata questa chiamata!!!
Dovrai arrivare scortato dovunque... in tutta la Sicilia aleggia il grido "Gaviglio Gaviglio so c**** se ti piglio!!!" :D
buahahaha! sisi, sono già sotto scorta!
 
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e cmq, almeno io, a differenza di Zenga, non ho mai detto che ero a Palermo per vincere lo scudetto! :D
 

alexhubner

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Bè all'epoca pero' aveva una rosa di tutto rispetto e signori giocatori, se uno analizza le rose del Palermo di tutti gli anni capisce che forse è mancato qualcosa per arrivare piu' in alto, anche il fatto che abbia giocato poco le Coppe la dice lunga!
 

PedroTelmo

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COPA AMÉRICA | BRASIL 2020
Honduras, girone con Cile, Usa e Argentina

La Copa América di Gaviglio e del suo Honduras inizia come meglio non si poteva, con una storica vittoria per 2-1 contro il Cile che è frutto della grande compattezza difensiva e del cinismo in fase realizzativa. Succede tutto nel primo tempo: dopo soli 6' l'Honduras trova il gol del vantaggio con la stella Lozano, che vince un rimpallo al limite dell'area, si accentra e fredda Antequer in uscita (foto sotto).





Il Cile trova il pareggio con Castillo alla mezz'ora approfittando dell'unica disattenzione honduregna di tutta la partita - una palla sanguinosa persa nella propria trequarti da Vargas - ma dopo appena tre minuti la Bicolor è di nuovo in vantaggio. Il "merito", si fa per dire, è del portiere cileno Antequer, che sbaglia clamorosamente il rinvio regalando palla a Lozano, il quale non si fa pregare due volte, si accentra e scarica un diagonale che trafigge l'estremo difensore avversario sul palo lungo (foto sotto).





Da lì in poi è López a salire in carica con parate miracolose su Castillo e compagni, per quanto l'Honduras non disdegni mai il contropiede e sfiori, in almeno un paio di occasioni, anche la rete del 3-1. Può comunque bastare così, perché dopo 3' di recupero l'arbitro decreta la fine della partita e la clamorosa, storica vittoria dei ragazzi del ct Gaviglio.



L'altro match del girone, poi, si conclude con uno scialbo 0-0 tra Stati Uniti e Argentina, che proietta l'Honduras in testa da solo.

Tutti i risultati della 1ª giornata:

Gruppo A
Cile -Honduras 1-2
Stati Uniti-Argentina 0-0

Gruppo B
Colombia-Perù 1-0
Paraguay-Brasile 0-1

Gruppo C
Messico-Venezuela 1-0
Ecuador-Uruguay 2-2


Sono però gli Stati Uniti a riportare l'Honduras sulla terra, infliggendo agli uomini di Gaviglio un secco 2-0 maturato, anche questa volta, nella prima frazione. Da dimenticare l'approccio al match della Bicolor, che nella prima mezzora si fa schiacciare nella propria area di rigore e concede le reti di Dempsey al 23' e Sargent al 27' (foto sotto).



Solo a quel punto, con la partita ormai compromessa, l'Honduras si riorganizza nel tentativo, quantomeno, di segnare il gol che ne riequilibrerebbe la differenza reti, cosa importantissima in ottica di un possibile ripescaggio come migliore terza. Ma di vere occasioni da gol, i biancoblu, ne costruiscono poche se non nessuna, e devono quindi rimandare il discorso qualificazione al match, quasi impossibile, contro l'Argentina vincitrice per 2-0 sul Cile e quindi forte di due risultati su tre a disposizione nello scontro diretto. Mentre gli Stati Uniti hanno già in tasca un biglietto per i quarti di finale.



Tutti i risultati della 2ª giornata:

Gruppo A
Argentina-Cile 2-0
Honduras-Stati Uniti 0-2

Gruppo B
Brasile-Colombia 1-0
Perù-Paraguay 0-0

Gruppo C
Uruguay-Messico 1-0
Venezuela-Ecuador 0-0


E veniamo al match, decisivo, contro l'Argentina. Ecco le squadre che entrano in campo:



E passiamo ora alle formazioni:





Inizia il match! Sebbene sia proprio l'Albiceleste a fare la partita, è l'Honduras ad avere le tre più nitide palle gol del primo tempo, tutte sui piedi di Lozano. La più clamorosa al 20', quando "El Choco" ruba palla a Musacchio e si presenta a a tu per tu con Martín, ma si fa ipnotizzare consentendo al portiere dell'albiceleste di deviare in corner (foto sotto).



Ancora Lozano ha altre due grandi occasioni, in altrettante azioni di contropiede, ma trova sempre la risposta di Martín. Dall'altra parte, l'Argentina conquista diversi calci d'angolo ma non riesce mai a farsi davvero pericolosa dalle parti di López, e si va all'intervallo sul punteggio di 0-0.

La doccia fredda, per la Bicolor, arriva però dopo appena 5' del secondo tempo, quando un colpo di testa di Aguero rimbalza proprio davanti a López, ingannandolo, e porta l'Argentina in vantaggio (foto sotto). Non irreprensibile il portiere honduregno, in questo caso.





Nell'ultimo quarto d'ora Gaviglio butta dentro Rivas e Mejía per l'assalto finale, avanzando anche Najar sulla fascia sinistra (nella foto sotto, i cambi).



Tomas ha una palla importante all'80', ma la alza troppo sopra la traversa (foto sotto) e 5' più tardi viene anche lui sostituito, lasciando il posto a Quioto.



L'Honduras chiude dunque il match con tre attaccanti centrali e due ali, ma nonostante la grande generosità deve arrendersi ad una nuova sconfitta, questa volta di misura, e decisamente immeritata. La qualificazione ora è appesa a un filo, e dipenderà dai risultati degli altri gironi che potrebbero ancora consentire alla Bicolor di passare come una delle due migliori terze.



Le buone notizie, fortunatamente, arrivano in serata dal Gruppo B, perché sia il Perù che il Paraguay perdono - rispettivamente contro Brasile e Colombia - restando ad un punto, e consentendo così all'Honduras di risultare la seconda migliore terza, e di accedere dunque ai quarti di finale.

Tutti i risultati della 3ª giornata:

Gruppo A
Stati Uniti-Cile 0-0
Honduras-Argentina 0-1

Gruppo B
Paraguay-Colombia 1-4
Perù-Brasile 0-2

Gruppo C
Ecuador-Messico 1-0
Venezuela-Uruguay 0-2

Di seguito le classifiche di tutti i gironi della Copa América ma, anche, dei Campionati Europei e della Coppa d'Asia che si stanno disputando in contemporanea:



Altra buona notizia, l'Honduras pesca sì l'Uruguay ai quarti di finale, ma finisce nella parte bassa del tabellone, quella senza Argentina e Brasile. In caso di impresa contro i platensi, dunque, la Bicolor se la vedrebbe in semifinale con una tra Ecuador e Colombia, rimandando solo ad un'ipotetica finale l'incrocio con una delle due grandi del subcontinente sudamericano. Ecco il riepilogo degli accoppiamenti di tutte le competizioni continentali:

 
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COPA AMÉRICA | BRASIL 2020
I quarti di finale contro l'Uruguay



Alla sua prima partecipazione, l'Honduras è già arrivato a giocarsi degli storici quarti di finale contro una grande del calcio sudamericano, l'Uruguay di Cavani e Suárez. Per l'occasione, naturalmente, Gaviglio schiera la squadra tipo, con la sola bocciatura del portiere López, sostituito da Canales. Vediamo dunque le formazioni:





Pronti-via e l'Uruguay, dopo 10', è già in vantaggio grazie a Edinson Cavani che, imbeccato con un lancio lungo da De la Cruz, scatta sul filo del fuorigioco e di testa scavalca Canales (foto sotto).





Ma la reazione honduregna è immediata, e 4' dopo baby Sanabria pareggia (foto sotto), ribattendo in rete la respinta di Silva sul diagonale di Lozano: 1-1 e palla al centro.





E al 43', l'Honduras passa addirittura in vantaggio! Martínez, da centrocampo, serve un pallone lungo delizioso per Lozano, che ruba il tempo a Godín e Giménez, si aggiusta il pallone e trafigge Silva (foto sotto):







L'Uruguay ha subito la palla per pareggiare, ma Canizales è miracoloso su Cavani (foto sotto) e dal successivo calcio d'angolo scaturisce un batti e ribatti in area dal quale i ragazzi di Gaviglio riescono a salvarsi non senza qualche patema, guadagnando così gli spogliatoi in vantaggio per 2-1.



Contro individualità come quelle della nazionale platense, però, c'è ben poco da fare, e così in avvio di ripresa la premiata ditta Cavani-Suárez segna subito il 2-2: l'apertura, splendida, è dell'ex attaccante di Napali e Palermo, che con un pallonetto di esterno destro serve Suárez al limite dell'area, quindi tocca al giocatore del Barcellona controllare e trafiggere Canales con un destro imparabile, che scuote anche la telecamera dietro la porta (foto sotto).





Ed il panico che gli attaccanti uruguagi suscitano nella difesa honduregna è tale, che al 62' Figueroa la mette di testa alle spalle del proprio portiere (foto sotto), realizzando l'autogol che vale il nuovo vantaggio Uruguay: 3-2.





I ragazzi di Gaviglio tornano a gettarsi all'attacco, e Najar dalla fascia destra trova la testa di Tomás, su cui Silva è strepitoso. Ma non basta, così il ct italiano sostituisce proprio lo sciagurato Figueroa, difensore centrale, con Mejía, un attaccante, e avanza sulla fascia sinistra Najar sostituendo Martínez con Beckeles, terzino destro. Quindi, per l'assalto finale, dentro anche il bresciano Rivas al posto di Tomás (foto sotto).



Proprio sui piedi di uno dei nuovi entrati, Mejía, capita all'88' un'altra clamorosa palla gol, ma Silva chiude lo specchio e si rifugia in corner (foto sotto):



È l'ultima occasione, perché poi non c'è più tempo, e la Copa América dell'Honduras si conclude qui: ai quarti di finale, battuto 3-2 da un Uruguay apparso non insuperabile, ma trascinato dalle sue due stelle Cavani e Suárez.



Ed ecco il punto della situazione nelle varie competizioni continentali, dopo il primo turno ad eliminazione diretta:

 

avengedsevenfold84

Allievi A
19 Novembre 2017
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scarface84cik
Interessante ho letto tutta l'ultima pagina
Perdere il playoff nel derby e poi passare ai rivali non ha prezzo...non mettere piede a Palermo :D
Ottimo cammino con l Honduras

Proseguirai col Catania in serie a o stop?