One-Shot Mondiale 🏆 | Capitolo 1: la Costa d’Avorio di Yaya Tourè

ElDiablo

Prima squadra
22 Gennaio 2020
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Ciao ragazzi, rieccomi sul forum!


Vi chiedo scusa per l'assenza di queste settimane, ma tra i miei numerosi impegni estivi (faccio un lavoro particolare), il tempo da dedicare al gioco è stato davvero pochissimo. Mi sono illuso di potercela fare quest’estate, ma mi sbagliavo…
Addirittura seguire il Mondiale, ahimè, sta diventando un’impresa.

Vado subito al sodo: la nostra carriera con il Southampton è ufficialmente archiviata. È stata una bellissima partenza, ma preferisco chiuderla qui non potendo garantirle la continuità che merita. Specie nella narrazione sul forum. Ho deciso che non inizierò più nessuna carriera prima dell’uscita del prossimo capitolo.


Proprio per via del poco tempo a disposizione, ho in mente un progetto nuovo, perché comunque senza calcio non so stare, molto più concentrato e compatibile con i miei impegni attuali:
un assalto alla Coppa del Mondo.


Avvierò direttamente la modalità "World Game" che simula il Mondiale, quindi partirò da subito come Commissario Tecnico. Nessun club da gestire, dritto al punto: un torneo secco che mi permette di concentrarmi al massimo sull'obiettivo senza richiedere le ore di una carriera stagionale.
E ovviamente raccontando qui il percorso.

A questo punto, la palla passa a voi. Quale Nazionale mi consigliate per questa spedizione? Meglio una big in cerca di riscatto, una squadra ricca di giovani talenti o una cenerentola assoluta per tentare il miracolo?

Scrivetemi le vostre idee e le motivazioni nei commenti.
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One Shot Mondiale by ElDiablo
Summer mood 2026

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E quindi… qual è l’obiettivo? Quello primario non è alzare la coppa ma DIVERTIRMI.
Trovare una squadra con cui vivere un’avventura, un viaggio mondiale unico.

Voglio una di quelle storie virtuali che ti lasciano qualcosa dentro anche dopo aver spento la console, una sensazione che purtroppo non provo da un bel po' su questo gioco. Cerco una sfida intrigante, una nazionale da rilanciare o una favola inedita, da scrivere da zero.



✈️Le possibili destinazioni✈️

🇩🇰 1. DANIMARCA
👤CT: Jon Dahl Tomasson
Il calcio danese partecipa al mondiale a cui nella realtà non si è qualificato
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La Danimarca è la terra delle favole calcistiche (come l'Europeo del '92). Non ha l'obbligo di vincere, ma ha una tradizione di gioco collettivo pazzesca. Scegliere i danesi significa puntare sul romanticismo di un gruppo solido che vuole sovvertire i pronostici senza l'ansia delle super-top.
L’idea del CT è Jon Dahl Tomasson. Un ritorno al passato per chi ha amato il calcio dei primi anni 2000. Un attaccante d'area letale, intelligente e d'esperienza, pronto a trasmettere il suo cinismo offensivo a una nuova generazione, chiamato a dare identità a un gruppo a cui non manca il talento.

🇹🇷 2. TURCHIA
👤👤CT: Arda Turan / Emre Belözoğlu
Classe infinita e un popolo da far sognare.
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Passione viscerale, "fomento" puro e un briciolo di sana follia calcistica. La Turchia è una nazionale elettrica, capace di imprese leggendarie come il Mondiale 2002, o di cadute repentine. Rilanciare questo brand significa infiammare il Mondiale con un calcio coraggioso, sfacciato e senza paura.
L’idea del CT, Arda Turan o Emre: temperamento infuocato, leadership e zero compromessi nello spogliatoio. Montella in un mondo parallelo viene scalzato in favore di una leggenda del calcio turco: Arda Turan o Emre. O perché no, tutti e due insieme.

🇺🇾 3. URUGUAY
👤 CT: Diego Forlán
Out Bielsa, una leggenda per riscrivere la storia nella competizione iridata…
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La Garra Charrúa. Una nazione minuscola che ha scritto la storia del calcio mondiale, ma che non alza la coppa dal 1950. Scegliere l'Uruguay non significa cercare la via facile del Brasile, ma accettare una sfida di puro carattere: rilanciare una nobile decaduta che vive di grinta, sudore e contropiedi micidiali.
Il Profilo del CT: Diego Forlán. L'eroe di Sudafrica 2010, l'uomo che con i suoi gol e la sua classe ha fatto sognare una nazione intera. Chi meglio di lui, che quel percorso lo ha vissuto da trascinatore, può guidare la Celeste dalla panchina? El Loco Bielsa lascia spazio all’uomo del popolo più amato.

🇨🇮 4. COSTA D’AVORIO
👤CT: Yaya Touré
Il continente africano vuole sognare e tentare un’impresa simil-Marocco in Qatar
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La vera "sfida inedita" e la mina vagante del dossier. Gli Elefanti hanno da sempre una grandissima tradizione di calciatori fisici e tecnici, ma al Mondiale sono spesso mancati nei momenti chiave. Tentare la grandissima impresa con una selezione africana è il viaggio più affascinante, esotico e imprevedibile che si possa scegliere.
Il Profilo del CT: Yaya Touré. Una leggenda assoluta del calcio africano e mondiale. Un centrocampista totale che univa una potenza straripante a una tecnica sopraffina. Il suo obiettivo sarebbe quello di plasmare una squadra a sua immagine e somiglianza: dominante, fisica e spettacolare.
La Costa d'Avorio offre un gameplay divertentissimo grazie alle accelerate devastanti di Simon Adingra e Diomandè, supportati dalla sostanza di Kessié a centrocampo.

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Quale di queste quattro rotte vi ispira di più?
 
UFFICIALE - Yaya Touré nuovo CT della Costa d'Avorio

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La leggenda africana alla guida degli Elefanti: “Vogliamo essere la mina vagante del Mondiale”

ABIDJAN
— Ci sono ritorni che sanno di predestinazione e nomine che infiammano istantaneamente l'anima di un'intera nazione. A pochissimo dal fischio d'inizio della rassegna iridata di United 2026 la Federazione Ivoriana ha sciolto le riserve, affidando le chiavi della nazionale a colui che, per un decennio, ne è stato il faro, il muscolo e il cervello: Yaya Touré.
L'ex gigante di Barcellona e Manchester City sveste i panni della leggenda intoccabile per indossare quelli, ben più logoranti, del condottiero in panchina. La missione è di quelle che fanno tremare i polsi, ma che al contempo stuzzicano gli appetiti dei grandi della storia: guidare gli Elefanti sul palcoscenico più prestigioso al mondo, restituendo al continente africano quel ruolo da dominatore troppo spesso accarezzato e mai del tutto afferrato.
Le prime indiscrezioni che filtrano dal quartier generale ivoriano confermano una rotta ben precisa: scordatevi accademie tattiche e possesso palla lezioso. La Costa d'Avorio targata Touré si preannuncia come una macchina da guerra ruvida, verticale e spietata.
Un collettivo forgiato a immagine e somiglianza del suo allenatore, pronto a schierare una retroguardia blindata e a sfruttare uno strapotere fisico impressionante a centrocampo per scardinare, a suon di strappi e ripartenze, le certezze delle blasonate corazzate europee e sudamericane.
L'orologio corre inesorabile verso l'esordio ufficiale, ma per le strade di Abidjan l'aria è già elettrica. Sotto l'egida di re Yaya, la transizione da outsider a mina vagante del torneo è ufficialmente iniziata. Il Mondiale è avvisato: gli Elefanti hanno ripreso a barrire, e questa volta non hanno intenzione di fermarsi.

 
United 2026: La prima lista di Yaya Touré per la Costa d’Avorio

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ABIDJAN
— La Federazione Ivoriana ha sciolto le riserve e ha annunciato ufficialmente la lista dei calciatori selezionati dal nuovo Commissario Tecnico Yaya Touré in vista della fase finale della Coppa del Mondo 2026. L'ex centrocampista e leggenda degli Elefanti ha preso le sue prime decisioni ufficiali, delineando il gruppo di atleti che prenderà parte alla spedizione globale.
La selezione si presenta profonda in ogni reparto, offrendo diverse soluzioni tattiche che permetteranno al nuovo staff tecnico di modulare la squadra a seconda delle necessità del torneo.
Ecco l'elenco completo e ordinato dei convocati, suddivisi per ruolo:

Portieri
🇨🇮Alban Lafont
🇨🇮Yahia Fofana
🇨🇮Boubacar Koné

Difensori
🇨🇮Evan Ndicka
🇨🇮Odilon Kossounou
🇨🇮Ousmane Diomande
🇨🇮Emmanuel Agbadou
🇨🇮Wilfried Singo
🇨🇮Guéla Doué
🇨🇮Christopher Operi
🇨🇮Ghislain Konan

Centrocampisti
🇨🇮Jean Michaël Seri
🇨🇮Seko Fofana
🇨🇮Franck Kessié
🇨🇮Inao Oulaï
🇨🇮Ibrahim Sangaré

Attaccanti
🇨🇮Yann Diomandè
🇨🇮Nicolas Pépé
🇨🇮Amad Diallo
🇨🇮Evann Guessand
🇨🇮Bazoumana Touré
🇨🇮Parfait Guigaon
🇨🇮Simon Adingra
🇨🇮Ange-Yoan Bonny
🇨🇮Elye Wahi
🇨🇮Oumar Diakitè

Nei prossimi giorni il gruppo dei ventisinque atleti si radunerà presso il centro sportivo federale ad Abidjan per dare inizio alla preparazione atletica e alle prime sessioni di allenamento sul campo. Sarà quella l'occasione per valutare lo stato di forma dei singoli elementi e cominciare a tracciare le prime rotazioni in vista del debutto ufficiale nella competizione mondiale.
 
Ti seguo
Probabilmente inizierò un Mondiale anche io a brevissimo
Sono indeciso se prendere una squadra sola o guidare squadre specifiche di continente
😉
 
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Ti seguo
Probabilmente inizierò un Mondiale anche io a brevissimo
Sono indeciso se prendere una squadra sola o guidare squadre specifiche di continente
😉
Ciao Giulia! Bentornato. Ti seguirò a mia volta…
È un momento in cui la sezione è molto spoglia e per me il tempo è poco. Penso questa sia l’esperienza migliore per questo momento dell’anno. Io ti consiglio di iniziare con una come sto provando a fare io con la Costa d’Avorio.
 
Ciao amico, sempre un piacere ritrovarti e seguirti!
Bella scelta la Costa d'Avorio, ci sono tanti giocatori forti...
Buon viaggio ;)

P.s. Non parti dalla carriera live? E comunque come si fa a giocare offline dopo aver iniziato una carriera live point?
L'ho fatto con la Roma ma non ricordo come ho fatto pensavo bastava disconnettere la PlayStation e invece no...:rotfl:
 
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Ciao amico, sempre un piacere ritrovarti e seguirti!
Bella scelta la Costa d'Avorio, ci sono tanti giocatori forti...
Buon viaggio ;)

P.s. Non parti dalla carriera live? E comunque come si fa a giocare offline dopo aver iniziato una carriera live point?
L'ho fatto con la Roma ma non ricordo come ho fatto pensavo bastava disconnettere la PlayStation e invece no...:rotfl:
Grazie come sempre, my friend !

No non parto da Carriera Live, ho scaricato la modalità Worlds Game tramite aggiornamento che ti permette di giocare la simulazione del Mondiale 2026. Provala, se capita 😎
 
Verso il Mondiale: Il 3-4-3 Mutante della mia Costa d'Avorio

Oggi voglio portarvi dentro lo spogliatoio e condividere con voi l'assetto tattico che ho progettato per questa spedizione. Niente tiki-taka noioso, qui si gioca un calcio di nervi, muscoli e accelerazioni brucianti.


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L'Idea di Base: Pragmatismo e Ripartenze Letali
Il modulo sulla carta è un 3-4-3 che sembra molto spregiudicato, ma l'illusione ottica è voluta e nasconde una trappola bella e buona. L'obiettivo è assorbire la pressione delle grandi corazzate per poi punirle in campo aperto. In fase di non possesso, grazie alle istruzioni individuali, la squadra si compatta in un 5-2-3 granitico, capace di trasformarsi in un vero e proprio 5-4-1 negli assalti finali degli avversari.

La Difesa: Il Muro di Cemento Armato
Ho costruito una retroguardia votata alla fisicità pura e alla velocità di recupero, per mascherare anche qualche limite del nostro portiere Lafont.
Da sinistra a destra troviamo Tourè adattato esterno oppure Operi, braccetto sx Ndicka, Diomande a fare da perno centrale, Kossounou braccetto dx e il pendolino Singo o il più offensivo Douè.
A Tourè/Operi e Douè/Singo ho assegnato l'istruzione categorica di rientrare sempre in difesa. In questo modo creiamo una linea a cinque larghissima e difficile da aggirare, perfetta per costringere gli avversari a forzare la giocata o accontentarsi di conclusioni sporche da fuori area. E se serve ancora più stazza, c'è Agbadou pronto a subentrare.

Il Centrocampo: La Pressa Idraulica
In mezzo al campo non c'è spazio per i fronzoli, servono polmoni e contrasti.
Il motore inamovibile è Franck Kessié, il capitano , affiancato dal primo minuto da Ibrahim Sangaré. Entrambi hanno l'ordine di restare dietro in fase offensiva e coprire il centro. Sono la nostra diga frangiflutti.
A gara in corso intorno al sessantesimo, quando le squadre si allungano, subentra Seko Fofana al posto di Sangaré. Con i suoi strappi palla al piede spacca letteralmente in due le mediane stanche. E per blindare il risultato c'è l'energia inesauribile del ventenne Inao Oulaï.

L'Attacco: Il Regista Offensivo e le Frecce
Il tridente è studiato per non dare alcun punto di riferimento.
Al centro parte titolare Nicolas Pépé con l'istruzione di falso nove. Il suo compito è venire incontro a prendere il pallone, svuotando l'area di rigore e tirandosi dietro i pesanti difensori centrali avversari.
Appena Pépé fa quel movimento, si aprono praterie enormi dove si lanciano come falchi i nostri esterni offensivi, il gioiello Yann Diomandè e Amad Diallo o Evann Guessand, rigorosamente impostati per tagliare dentro il campo e inserirsi alle spalle.

La Panchina: Armi Velenose per i Secondi Tempi
I tornei brevi si vincono con i cambi, e davanti ho soluzioni per ogni scenario.
Se gli avversari tengono la linea alta, inserisco Elye Wahi: un proiettile a cui basta un lancio lungo a scavalcare il centrocampo per andare in porta.
Se la partita diventa una rissa e si gioca solo negli ultimi venti metri, dentro i chili e la prepotenza di Ange-Yoan Bonny per fare a sportellate.
Infine, per seminare il panico assoluto contro terzini con la lingua da fuori, abbiamo l'agilità di Guigaon e l'imprevedibilità di Simon Adingra.
 
Ultima modifica:
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GIRONE E: per Yaya Tourè non sarà una passeggiata!

Il Girone E mette sul piatto un mix di blasone, solidità difensiva e una debuttante assoluta che non ha nulla da perdere. Analizzando i valori sulla carta e le caratteristiche storiche delle avversarie, il percorso si preannuncia equilibrato e molto stimolante.
Ecco una panoramica dettagliata delle tre rivali che la Costa d'Avorio affronterà nel raggruppamento:

🇩🇪Germania
La nazionale tedesca si presenta inevitabilmente come la testa di serie e la favorita principale per il primo posto del girone. Storicamente abituata a gestire la pressione dei grandi palcoscenici, fa dell'organizzazione tattica, della qualità a centrocampo e della profondità della rosa i suoi punti di forza assoluti. Affrontarla subito all'esordio è un'arma a doppio taglio: richiede il massimo livello di concentrazione immediato, ma un risultato positivo potrebbe spalancare le porte della qualificazione e dare un'iniezione di fiducia clamorosa a tutto l'ambiente.

🇪🇨Ecuador
Rappresenta, con ogni probabilità, lo scontro diretto cruciale per il passaggio del turno. La nazionale sudamericana è nota per il suo gioco estremamente fisico, per l'intensità che riesce a mettere in campo e per una delle linee difensive più solide e difficili da scardinare dell'intero panorama internazionale. È una squadra che concede pochissimi spazi e che ama colpire in transizione, rendendo ogni partita un duello di logoramento atletico e pazienza tattica.

🇨🇼Curaçao
La vera e propria Cenerentola del torneo, arrivata alla sua prima storica partecipazione assoluta. Sulla carta è la squadra con il ranking più basso del girone, ma proprio per questo motivo rappresenta un'insidia da non sottovalutare. Giocheranno ogni singola partita con l'entusiasmo di chi sta vivendo un sogno, puntando su una forte coesione di gruppo e su un blocco difensivo molto basso per provare a strappare punti storici. Contro di loro saranno vietati cali di tensione o sottovalutazioni dell'impegno.
Il raggruppamento richiede una gestione attenta delle energie e dei momenti della partita.



Verso l’esordio: Germania - Costa d'Avorio, il Mondiale entra nel vivo

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Il rumore dei tacchetti sul cemento del tunnel degli spogliatoi, il boato del pubblico che filtra già dagli spalti, il respiro che si fa improvvisamente più pesante. Tra pochi minuti il direttore di gara fischierà l'inizio di una delle sfide più affascinanti e contrastanti della fase a gironi: Germania contro Costa d'Avorio. Non è solo una partita di calcio, è la collisione tra due emisferi, due filosofie, due modi diametralmente opposti di intendere e vivere questo sport.

Da una parte c'è la Die Mannschaft. La Germania non partecipa ai Mondiali: li vive come un habitat naturale. Quattro stelle cucite sul petto (1954, 1974, 1990, 2014) raccontano la storia di una nazione che ha fatto dell'organizzazione, della resilienza e dell'evoluzione tattica il proprio marchio di fabbrica. I tedeschi arrivano a questa competizione con la solita aura di imbattibilità, un possesso palla asfissiante e una generazione di trequartisti pronti a nascondere il pallone agli avversari.
Dall'altra parte ci sono Les Éléphants. La storia della Costa d'Avorio ai Mondiali è un romanzo intenso ma ancora in cerca del suo lieto fine. Le qualificazioni del 2006, 2010 e 2014 hanno visto in campo la "Generazione d'Oro" di Didier Drogba e Yaya Touré, ora CT, squadre ricche di talento puro che però si sono sempre fermate davanti all'ostacolo dei gironi (spesso sorteggiati in veri e propri "gironi di ferro"). Oggi, la nuova generazione guidata dal blocco difensivo di Ndicka e Kossounou e dalla fisicità di Kessié, vuole riscrivere la storia. Non sono qui per partecipare; sono qui per abbattere il muro e raggiungere finalmente la fase a eliminazione diretta.

Se andiamo a sfogliare gli annali, Germania e Costa d'Avorio si sono incrociate pochissimo. Una delle sfide più memorabili resta un'amichevole del novembre 2009 a Gelsenkirchen, terminata 2-2, dove gli ivoriani dimostrarono di poter tenere testa alla corazzata teutonica ribattendo colpo su colpo.
Oggi, però, i punti in palio pesano come macigni. La sfida tattica è delineata: la Germania cercherà di imporre il proprio palleggio alto, tessendo una tela di passaggi al limite dell'area. La Costa d'Avorio, dal canto suo, si presenterà con una diga difensiva pronta a soffrire, assorbire l'urto e innescare transizioni fulminee per colpire in contropiede.

Ma prima della tattica, prima del sudore e dei contrasti, c'è il momento in cui il tempo si ferma. L'allineamento a centrocampo.
Quando partiranno le note del Deutschlandlied vedremo i volti di ghiaccio dei tedeschi, la concentrazione di chi sente il peso e il dovere della vittoria. Una compostezza marziale che maschera la tensione dell'esordio.
Poi toccherà a L'Abidjanaise. E lì lo stadio vibrerà. I giocatori ivoriani, abbracciati, con gli occhi chiusi e il petto in fuori, canteranno ogni singola parola con un'intensità che mette i brividi. È un inno che parla di grandezza, di speranza e di una nazione unita dietro i suoi undici leoni. In quegli sguardi fieri, di chi sa di avere un intero continente a spingere alle proprie spalle, c'è tutta l'essenza di questo Mondiale.
 
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1^ giornata fase a gironi.
Una grande Costa d’Avorio non basta a fermare la corazzata tedesca


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Il tabellone recita Germania 3 - Costa d'Avorio 2, ma il campo ha raccontato una storia fatta di cuore, sofferenza tattica e qualche pecca individuale di troppo che è costata carissima.
La trappola mutante era scattata perfettamente in avvio: al 13' Franck Kessié fa esplodere il settore ivoriano con un inserimento perfetto dei suoi. La Germania incassa ma non trema, e sale in cattedra Musiala, che prima pareggia al 28' e poi firma il sorpasso al 55', sfruttando una delle poche fessure concesse dalla retroguardia.
Yann Diomandè, il gioiello che gioca nel Lipsia, ha rimesso tutto in equilibrio con una zampata da urlo. Ma l'illusione del colpaccio è durata appena cinque minuti: al 79' Havertz ha trovato il guizzo del definitivo 3-2. C'è tanto da recriminare, soprattutto per l'impatto di alcuni cambi che dovevano spaccare il match e hanno finito per frenarlo.



Le Pagelle degli Elefanti
Lafont 6
– Fa quel che può sui gol tedeschi, dove le colpe sono della retroguardia. Sulle conclusioni sporche risponde presente e tiene in piedi la baracca nel momento di massima pressione teutonica.

Kossounou 5,5– Soffre terribilmente la mobilità e la classe di Musiala dalle sue parti. Va in affanno nel posizionamento. (Singo sv – Entra nel finale per dare spinta, ma ha troppo poco tempo).

Diomande 6 – Il centrale fa a sportellate con intelligenza. Regge l'urto a livello fisico, anche se la difesa a tre balla vistosamente sui tagli centrali dei trequartisti tedeschi.

Ndicka 6,5 – Il migliore del terzetto arretrato. Puntuale nelle chiusure, legge bene le traiettorie e ci mette una pezza in almeno due occasioni critiche. Leader calmo e fisicamente devastante

Douè 5,5 – Schierato sulla fascia per contenere e ripartire, fatica a trovare le misure in fase difensiva e non riesce quasi mai ad accompagnare l'azione offensiva.

Kessié 7 – Il "Presidente" gioca una partita monumentale. Sblocca il match con un inserimento da manuale e morde le caviglie di chiunque passi dalle sue parti. L'ultimo a mollare.

Sangarè 6– Fa il suo dovere da frangiflutti nel primo tempo, francobollando la trequarti tedesca. Esce esausto dopo aver speso tantissimo. (Fofana 5 – Doveva essere l'uomo del cambio di marcia al 60', lo strappo muscolare per spaccare in due la Germania stanca. Invece entra molle, perde un paio di palloni sanguinosi e non riesce mai a dare ritmo alla transizione. Impatto da matita rossa.)

B. Tourè 6,5– Una delle note più liete. Sulla sinistra ara la fascia, garantendo quella doppia fase richiesta dal mister. Ha gamba e personalità.

Amad Diallo 5 – Una serata d'ombra per il talento del Manchester United. Troppo isolato, non riesce mai a saltare l'uomo per creare superiorità numerica. Opaco. (Guessand 5,5 – Entra per dare freschezza ed energia nervosa, si sbatte ma combina pochino).

Pépé 5 – Il piano del "falso nove" stasera si scontra con la fisicità della difesa tedesca. Viene incontro per legare il gioco ma viene costantemente anticipato da Bah, e non riesce mai a liberare lo spazio per gli esterni. (Bonny 5,5 – Dentro nel finale per fare a sportellate dentro l'area nel tentativo dell'assalto disperato, porta chili ma pochi palloni puliti).

Diomandè 6,5 – Il più vivo del tridente. Ha il merito enorme di crederci e siglare il gol del momentaneo 2-2 che aveva riacceso le speranze di Yaya. Ha gamba e coraggio. (Adringra sv – Pochi minuti nel finale).
 
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2^ partita fase a gironi
Tourè-Pepè: fatica e tre punti con il Curacao


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Vittoria doveva essere e vittoria è stata, ma che fatica! La Costa d'Avorio batte il Curaçao per 2-1 e si rimette pienamente in corsa per la qualificazione in questo Girone E. Mister Yaya Touré opta per qualche cambio là davanti (Wahi titolare), e la sblocca subito uno dei fedelissimi: al 22' è ancora Bazoumana Touré ad arare la fascia e a firmare l'1-0.
La partita resta però bloccata e nervosa fino alla mossa del match. Fuori un opaco Wahi, dentro Nicolas Pépé che al 75' si riscatta dopo l'esordio da fantasma con una perla che vale il 2-0 e sigla la sua prima rete al Mondiale. Sembra finita, ma il brivido è sempre dietro l'angolo: all'83' Nigellus riapre i giochi sfruttando una disattenzione generale: tiro flebile da fuori che però inganna Lafont. Il finale è un assedio di pura apnea, ma i tre punti viaggiano verso Abidjan.



📝 Le Pagelle dei Nostri Elefanti

Lafont 5,5 – Un'altra partita in cui non dà mai la sensazione di totale sicurezza. Sul gol di Nigellus poteva forse fare qualcosa in più nel posizionamento.

Kossounou 6 – Più ordinato rispetto al debutto contro la Germania. Curaçao attacca meno centralmente e lui riesce a gestire la posizione senza andare in affanno. (Agbadou sv)

Diomande 6– Solido, bada al sodo senza fronzoli. Gestisce i pochi palloni aerei che arrivano dalle sue parti.

Ndicka 6 – Un'altra prestazione di personalità. Guida la linea a tre con calma olimpica, anche se nel finale tutta la retroguardia perde un briciolo di concentrazione.

Doue 5,5 – Ancora una volta l'anello debole nella transizione difensiva. Spinge poco e quando lo fa rischia di lasciare praterie alle sue spalle. Da rivedere.

Kessié 6,5– Meno dominante rispetto alla Germania ma sempre vitale. È il collante che tiene unita la squadra nei momenti di massima pressione.

Sangaré 6 – Fa il suo onesto lavoro di rottura a centrocampo per un'ora abbondante. (Fofana 6,5– Dopo il "5" pesante dell'esordio, stavolta l'impatto è quello giusto. Entra concentrato, recupera tre palloni fondamentali e dà dinamismo alla manovra nel momento clou della ripresa. Prende un legno da lontano.

B.Touré 7– Un gol pesantissimo che sblocca i giochi nel primo tempo e una spinta costante sulla corsia sinistra. In questo momento è l'uomo in più della squadra per distacco.

Y.Diomandè 6 – Meno lucido sotto porta rispetto alla prima giornata, ma il suo movimento a tagliare dentro crea sempre grattacapi alla difesa caraibica. (Adingra sv)

Wahi 5 – Occasione sprecata. Schierato titolare per sfruttare la profondità, gira a vuoto per 60 minuti. Non riesce mai a rendersi pericoloso né a legare il gioco. Bocciato. (Pepè 7,5 - Yaya Touré lo esclude dai titolari per mandargli un segnale, lui risponde da campione. Entra al posto di Wahi e trasforma l'attacco. Il gol del 2-0 è una perla che scaccia i fantasmi)

Amad Diallo 5,5 – Leggermente più vispo rispetto al debutto, ma manca ancora la giocata decisiva da parte sua. Sostituito nella ripresa. (Guessand 7– Ottimo impatto. Entra con una fame incredibile, salta l'uomo con costanza e propizia le azioni più pericolose del finale trovando l’assist del 2-0).
 
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3^ giornata Girone E
Pazza notte! Pari con l’Ecuador, ma Curacao compie il miracolo con la Germania


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Cose mai viste. Un finale di girone che rimarrà impresso nella storia dei Mondiali. Finisce 2-2 tra Costa d'Avorio ed Ecuador, un pareggio che all'89' sapeva di psicodramma e che invece si trasforma in festa totale grazie al miracolo sportivo più incredibile del torneo: il Curaçao ha battuto la Germania 1-0!
La partita contro l'Ecuador è stata una montagna russa emotiva. Il piano tattico iniziale del 5-2-3 soffre l’Ecuador che passa in vantaggio al 36' con Gonzalo Plata. Ma gli Elefanti hanno un cuore immenso: passano appena due minuti e Bazoumana Tourè (ancora lui!) firma l'1-1. Nella ripresa, con i nervi a fior di pelle, Nicolas Pépé su assist di Diomandè timbra il sorpasso al 77'. Sembra fatta, ma all'89' ancora Plata gela la panchina di Yaya Touré siglando il 2-2.
Con questo risultato, la Costa d'Avorio era virtualmente eliminata in attesa di notizie dall'altro campo. Poi, il boato dello stadio: il Curaçao tiene l'1-0 contro i tedeschi. La classifica si stravolge incredibilmente.
Siamo agli ottavi!



Le Pagelle degli Elefanti

Lafont 5.5
– In occasione del primo gol poteva fare meglio, nel secondo all’89’ Plata lo fulmina da distanza ravvicinata in entrambe le occasioni.

Kossounou 6 - Gara di pura sofferenza contro la velocità degli esterni ecuadoriani. Tiene la posizione e fa valere il fisico quando la palla scotta.

Diomande 6 – Guida la linea a cinque cercando di non concedere la profondità. Si perde Plata in occasione del pareggio finale insieme a tutto il reparto, ma la prestazione è di sostanza.

Ndicka 6,5– Ancora una volta il baluardo della difesa. Anticipi precisi, letture d'esperienza e leadership nei momenti in cui l'Ecuador spingeva fortissimo.

Singo 5,5 – Preferito a Douè per dare più spinta ed equilibrio a destra, fatica a contenere le discese avversarie e si vede poco in fase propositiva. (Douè 5,5 – Entra per dare freschezza ma il copione della partita non cambia).

Kessié 6,5 – Una diga. Corre per tre, ringhia su ogni pallone e cerca di far salire la squadra quando la pressione dell'Ecuador diventa asfissiante. Il vero capitano morale.

Sangaré 5 – Doveva fare da schermo davanti alla difesa ma va subito in difficoltà contro il dinamismo del centrocampo ecuadoriano. Ritmo troppo lento. Si fa ammonire (Fofana 5– Entra nella ripresa per dare lo strappo decisivo, ma non ripete la buona prestazione contro il Curaçao. Spesso fuori posizione, manca di lucidità nella gestione del possesso nel finale concitato.)

Operi 4,5 – La scommessa tattica di Yaya Touré purtroppo fallisce. Soffre maledettamente sulla sinistra, saltato costantemente nell'uno contro uno da Plata e colpevole di non aver chiuso lo spazio sul primo gol. Sostituito per disperazione. (Amad Diallo 5 – Entra quando la squadra passa a trazione anteriore, ma non incide).

B.Touré 7 - Spostato nel tridente offensivo per lasciare spazio a Operi dietro, dimostra di essere in uno stato di grazia totale. Trova l'1-0 psicologico due minuti dopo lo svantaggio e crea costantemente il panico. MVP del girone.

Pépé 7– L'uomo del destino. Nel momento di massimo sforzo trova la zampata del 2-1 che sembrava aver chiuso i giochi. Due gol pesantissimi nelle ultime due partite. (Bonny sv).

Y. Diomandè 5,5
– Tanto lavoro sporco per aprire varchi a Pépé e Touré, ma si vede pochissimo in zona gol e fatica a tenere alto il pallone, trova un assist importante, ma sbaglia molti passaggi chiave. (Adingra sv).
 
Il tabellone prende forma; il destino degli elefanti sará contro “i vichinghi”

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🇳🇴 Il Prossimo Ostacolo: ai sedicesimi la Norvegia di Haaland

La Costa d'Avorio se la vedrà con la Norvegia.
È una partita che si preannuncia come uno scontro titanico, soprattutto dal punto di vista fisico. Se da una parte noi abbiamo i "Trattori" Touré e Kessié, dall'altra dovrai fare i conti con due spauracchi assoluti: il primo è Erling Haaland, il cyborg. Avremo bisogno di tutta la fisicità di Ndicka, Kossounou e Diomande per provare a contenerlo. Lasciargli la profondità potrebbe essere letale.
Il secondo, Martin Ødegaard: cervello della squadra. Se Sangaré e Kessiè riusciranno a schermarlo e a non fargli dettare i ritmi, avremo tolto alla Norvegia buona parte del suo potenziale offensivo.

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Cos’è successo nei gironi? A casa, a sorpresa, la Francia, addirittura non qualificata nel proprio girone eliminatoria in cui si piazza ultima (!), così come l’Uruguay. Stessa sorte anche per la Croazia. Tre big eliminate già durante le fase elliminatoria.

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Ma torniamo alla fase finale. La Costa d’Avorio di Yaya Tourè finisce nella parte sinistra del tabellone, e se la vedrà appunto con la Norvegia. In caso di vittoria, agli ottavi, con il Giappone, che fa la storia (e ci fa un favore) eliminando il Brasile di Ancelotti superato addirittura 3 a 1. Una delle favorite assolute per la vittoria finale , quindi, è già a casa. Questo significa che la nostra parte del tabellone si è clamorosamente “aperta”.
L'Ecuador, intanto, che aveva chiuso al primo posto il nostro Girone E condannandoci al batticuore finale, si è già sciolto perdendo 2-0 contro la Svezia (reti di Isak e Kulusevski). Il Messico padrone di casa intanto esce in favore di una Svizzera straripante in un divertente 3 a 4, l’Olanda invece elimina il Marocco ed accede agli ottavi dopo un 2-1 al cardiopalma con la rete decisiva di Malen in pieno recupero.
 
Tra poco in campo! La formazione anti-Norvegia

Mister Yaya Tourè non cambia modulo e resta con la difesa a tre per fronteggiare “i vichinghi” nei sedicesimi di finale.
Tra i pali Lafont ancora in cerca del primo clean sheet.
Cerniera difensiva con Kossounou, Diomandè e Ndicka.
Douè e Tourè esterni con Sangarè e Kessiè al centro. Nel tridente novità Pepè a destra, in favore di Bonny centravanti dal 1’. Completa il reparto Diomandè a sinistra.

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