[EA FC24] 🔵🔵 FC EVERTON - Il Club Più Antico Della Città - 2^ stagione

ElDiablo

Prima squadra
22 Gennaio 2020
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113
Nel cuore del Merseyside...
F.C. EVERTON 🔵🔵
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INTRODUZIONE CARRIERA


Se si pensa a grandi club in crisi i nomi sono tanti. Se si pensa a grandi club in crisi in Premier è inevitabile pensare al Manchester United.
C’è però un altro club, piuttosto iconico, con le dovute proporzioni con lo United ovviamente, a soffrire da anni una crisi non indifferente. Parliamo dei cugini del più blasonato Liverpool, ovvero l’Everton.

Il club viene da una gestione finanziaria scellerata, che l’ha letteralmente ricoperto di grossi debiti.
Al contempo, però, è appena passato sotto una nuova proprietà, quella dei Friedkin (sì, gli stessi proprietari della Roma).
Friedkin e il proprietario dell'Everton Farhad Moshiri hanno infine trovato l'accordo per il passaggio di proprietà che mette fine a mesi di incertezza per il club di Liverpool
Moshiri è probabilmente il simbolo, nonché il principale responsabile, del tracollo che l’Everton ha vissuto negli ultimi sei anni. Questo disastro dirigenziale, apparentemente incomprensibile, nasce in un gigantesco circolo vizioso di scelte ambiziose spesso non aderenti alla realtà che hanno portato il club da essere una contender per l’Europa nel campionato più difficile del mondo alla lotta per la salvezza. Vediamo come si è arrivati a questo punto...


GLI ULTIMI SEI ANNI…
Gli errori dell’Everton si somigliano tutti tra di loro e iniziano da lontano. Nel 2016 viene scelto come nuovo allenatore Ronald Koeman. L’idea è di aprire un progetto tecnico nuovo con un tecnico dalla precisa identità. Dopo una prima ottima stagione, però, Koeman paga una brutta partenza e viene licenziato, al suo posto Sam Allardyce. Il suo arrivo sulla panchina implica allora un rigetto delle idee del tecnico olandese, totalmente all’opposto di quelle del suo successore.

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Koeman e Allardyce, i primi due tecnici ''bruciati'' dal ciclo dei Toffees

Allardyce firma un contratto da quasi 10 milioni di sterline e, si può pensare, sarà lui a plasmare l’Everton del futuro. Ma non è così: a fine stagione Allardyce viene esonerato e sostituito da Marco Silva. Dopo un anno e mezzo è Marco Silva a essere rigettato dall’Everton e sostituito da un top come Ancelotti.

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Neanche Carlo Ancelotti è riuscito a invertire la rotta della squadra. In foto anche il predecessore Marco Silva

Il tecnico italiano è il primo a rompere questo continuo ciclo di licenziamenti e nuovi progetti. È lui nell’estate del 2021 ad annunciare il suo addio per tornare al Real Madrid. L’Everton finisce per scegliere Rafa Benitez, che tra l’altro è storicamente legato ai rivali del Liverpool. Questo è, con ogni probabilità, il momento in cui la mediocrità dell’Everton inizia a declinare verso il dramma.

Benitez comincia bene: l’Everton vince quattro delle prime sei partite della nuova gestione e riesce a strappare anche un pareggio contro il Manchester United.
Il crollo però è dietro l’angolo e nelle successive dieci partite l’Everton raccoglie una sola vittoria. L’approccio di Benitez finisce per penalizzare molti dei giocatori dei Toffees. Il più danneggiato è Lucas Digne, che negli anni precedenti era stato uno dei terzini più creativi dell’intera Premier ma che con l’allenatore spagnolo peggiora le sue prestazioni. Lo stesso Digne sembra insofferente alla situazione e quando Benitez decide di togliergli tutte le responsabilità sui calci piazzati la situazione deflagra: a inizio dicembre i due hanno una lite davanti alla squadra e il francese viene messo fuori rosa.
Nella gestione di questa lite, la dirigenza dell’Everton mostrerà tutti i suoi limiti. Prima si schiera dalla parte di Benitez, cedendo il terzino all’Aston Villa nel mercato di gennaio per accontentare l'allenatore, salvo poi licenziarlo tre giorni dopo, praticamente ripudiando la scelta fatta tre giorni prima.

Non si mostrerà particolarmente illuminata neanche nella scelta del sostituto, quando la situazione prenderà una piega quasi comica, l'allenatore portoghese Vitor Pereira rilascia un’intervista a Sky in cui racconta il suo colloquio con Moshiri e la dirigenza dell’Everton: «Penso che siano stati entusiasti di ciò che ho proposto: un gioco intenso, fatto di pressing e di possesso». Aggiunge poi: «Ho ricevuto un buon feedback». Il 31 gennaio l’Everton annuncia invece che il suo nuovo allenatore sarà Frank Lampard.
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Lampard e Benitez, due bandiere di Chelsea e Liverpool, a loro volta progetti fallimentari in quel del Merseyside

Rispetto alle proposte ambiziose di Vitor Pereira, Lampard presenta un Everton meno spettacolare ma non per questo più efficace. Con l’ex centrocampista del Chelsea in panchina arrivano otto sconfitte nelle successive undici partite di Premier League, con l’Everton finisce in zona retrocessione a inizio aprile. Saranno poi Richarlison, Anthony Gordon e soprattutto Jordan Pickford a tenere l’Everton in Premier. In particolare, Pickford diventa forse il vero eroe di quella stagione con due partite incredibili contro Manchester United e Chelsea.
Dopo una stagione come l’ultima, da una dirigenza ambiziosa come quella dell’Everton ci si sarebbe aspettato un mercato importante, ma l’unico acquisto nelle prime settimane di mercato, però, è lo svincolato difensore centrale Tarkowski, appena retrocesso con il Burnley. Mentre, ancora prima dell’apertura del mercato, era arrivata la cessione di Richarlison al Tottenham.
Il sostituto del brasiliano arriva a sole due settimane dall’inizio della stagione ed è Dwight McNeil. McNeil è quasi il negativo di Richarlison: un esterno mancino, con un bagaglio tecnico modesto, usato principalmente come arma per far risalire il pallone e riempire l’area di cross, reduce da una stagione senza gol e con un solo assist nel Burnley.

Jamie Carragher ha, giustamente, espresso con grande violenza le sue perplessità: «L’Everton è il club peggio gestito di tutto il paese», ha detto l'ex giocatore del Liverpool oggi commentatore di punta per Sky, «I club che sono gestiti bene hanno un’identità, costruiscono un gruppo di giocatori e scelgono un allenatore adatto. L’Everton si muove da un estremo all’altro dello spettro».

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L'ultimo tecnico, Sean Dyche

Dopo il fallimento anche del progetto-Lampard, arriva Dyche.
La retrocessione, inevitabilmente, sarebbe lo scenario più inquietante per l’Everton. Il club è uno dei sei che hanno disputato tutte le stagioni di Premier League dalla sua nascita a oggi e non retrocede dal 1951.
Al suo debutto sulla panchina dell'Everton, Dyche ha schierato l'Everton con un 4-3-3 molto ordinato e combattivo.
Un calcio a volte efficace, ma a lungo termine che non scalderà mai il cuore dei tifosi e non otterrà mai risultati notevoli, lasciando l’Everton “galleggiare” nella lotta salvezza.

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Questa Carriera si baserà su un “WHAT IF” ossia avrà luogo in uno spazio temporale collocato nel maggio/giugno 2024 con l’esonero di Dyche e l’inizio di un nuovo ciclo societario dell’Everton.

Ho immaginato una società acquistata da Friedkin con anticipo, e una società affidata a vecchie bandiere del club.


Obiettivi della nuova dirigenza:
-Far tornare l’Everton a lottare per l’Europa entro tre stagioni
-Far tornare il club a essere una squadra della parte destra entro una stagione
-Costruire una squadra futuribile senza spese folli e con una gestione oculata del mercato
-Puntare su giovani britannici ricostruendo la squadra

-Cercare di “scollarsi” dalla percezione di club caotico e senza identità e finalmente guardare avanti
 

Un po' di storia dell'Everton

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Il nucleo originario dell'Everton nasce nel 1878, quando viene fondato con la denominazione di St Domingo's su iniziativa della omonima Chiesa metodista del distretto di Everton della città di Liverpool; un anno dopo, viene modificato il nome in Everton Football Club.

L'Everton è il club più antico di Liverpool ed è uno dei fondatori della Football League nel 1888-1889
; dopo aver conquistato i primi titoli, nel primo dopoguerra il club vive uno dei suoi periodi d'oro: nel 1925, infatti, arriva Dixie Dean che, nel 1927-1928, raggiunge un record assoluto di reti in una stagione, ben 60 in 39 partite, dando il suo contributo fondamentale per la conquista della terza First Division.

L'epoca aurea dell'Everton termina con la conquista del quinto titolo nazionale al termine della stagione 1938-1939, quando i giochi vengono interrotti per lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.
Dopo un periodo buio nel secondo dopoguerra, nel 1961, con l'arrivo in panchina di Catterick si apre una nuova epoca di successi, sia a livello nazionale che a livello internazionale: l'Everton, infatti, diventa il primo club inglese a partecipare per 5 anni consecutivi alle competizioni europee, dal 1961-1962 al 1966-1967.
Il periodo di successi lascia però il posto a un periodo poco felice: nessuno dei successori di Catterick riesce a conquistare alcun trofeo nel corso degli anni Settanta. La situazione inizia a cambiare negli anni Ottanta, quando diventa allenatore della squadra Howard Kendall, con cui si apre una nuova era di successi per l'Everton: la FA Cup 1984, i campionati 1984-1985 e 1986-1987, e il primo ed unico trofeo internazionale del club, la Coppa delle Coppe 1985.

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Quando, nel 1992, viene fondata la Premier League, l'Everton è uno dei membri fondatori, ma i primi anni del nuovo campionato non riesce ad essere particolarmente competitivo, almeno fino a quando non diventa allenatore l'ex giocatore Joe Royle, nel 1994, il quale guida la squadra verso la vittoria della quinta FA Cup 1994-1995.

Un nuovo declino inizia per l'Everton nel 1996-1997, con una lotta continua per la salvezza; le cose iniziano a migliorare dal 2002, con David Moyes in panchina, ma sempre tra alti e bassi, con prestazioni e annate piuttosto altalenanti. Nel 2013 arriva sulla panchina dei Toffees Roberto Martinez, che, grazie ad una buona campagna acquisti, raggiunge un ottimo quinti posto in campionato; le annate seguenti sono piuttosto oscillanti, con diversi avvicendamenti in panchina, tra nomi importanti



Alcune curiosità sull'Everton


I colori sociali e lo stemma. I colori sociali dell'Everton sono il bianco e il royal blue, che diventa un vero e proprio marchio di fabbrica della squadra. Lo stemma del club è uno scudo blu reale, con al centro la Prince Rupert's Tower, una torre usata in passato come cella, affiancata da due corone d'alloro in memoria del College of Arms di Londra; in basso, la ragione sociale e la data di fondazione. Sotto allo scudo, un cartiglio con il motto Nil Satis Nisi Optimum, ossia Niente è sufficiente, se non il meglio.

Il soprannome. I calciatori dell'Everton sono noti come Toffees o Toffeemen: secondo la tradizione, questo nome deriva da un negozio di dolciumi vicino allo stadio, il Mother Noblett's Toffee Shop; secondo un'altra tradizione, invece, deriva dalla Toffee Lady che distribuiva alla folla sugli spalti toffees gratis.


Perchè l'Everton?

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Molti di voi mi conosceranno, postavo qui molto tempo fa con Pes e quest'anno la voglia di tornare a raccontare una carriera era ormai incontenibile.
Complice un personale infortunio al crociato che mi terrà a casa per un bel po', ecco che ''la frittata è fatta'', e questo virtuale sarà l'unico calcio di cui mi potrò occupare - praticare per qualche mese...

Ho scelto l'Everton perchè è una squadra che necessita di rinascere e quindi in forte crisi, in cerca di ricostruzione. Amo i progetti difficili e molte mie carriere passate lo han dimostrato, soffire mi permette di godermi a pieno la profondità della carriera...

Ho sempre voluto fare una carriera con l'Everton e questa volta non ho esitato senza farmi tanto le mie solite ''pippe mentali''. Ne adoro i colori, il logo, l'atmosfera, la città...
Sicuramente è la squadra giusta anche per prendere un po' di confidenza con i comandi di FIFA, che non uso da tempo.

L'Inghilterra è sicuramente la meta ideale per provare a immergersi, e la Premier è uno dei campionati più curati (se non il più curato) dell'intero capitolo.

Grazie a chi si appassionerà a questo viaggio!
 

Premier League - Wikipedia



BREAKING NEWS: Leighton Baines è a sorpresa il nuovo allenatore dell’Everton

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I Friedkin, in attesa di insidiarsi ufficialmente nel Merseyside, hanno già scelto l’allenatore che sostituirà Dyche. Si tratta della bandiera Baines, proveniente dall’Under18.


Con un comunicato ufficiale la società ha annunciato il nuovo allenatore, che a sorpresa ha spodestato contendenti ben più quotati, come Maurizio Sarri, Igor Tudor e Graham Potter.
Ritiratosi nel 2020, Baines ha iniziato subito ad allenare con l’obiettivo di arrivare un giorno a guidare la squadra che l’ha visto protagonista in campo per ben 13 anni della sua carriera, e con la quale si è ritirato. Per lui ben 420 presenze (e 39 reti) con i Toffees.

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La vita di Leighton è stata sempre scandita da un amore indissolubile per l’Everton.
Baines detiene un record. Quale?
Più assist di qualsiasi altro terzino sinistro nell’intera storia della Premier League. Arriva la gloria ed un posto personale nell’Olimpo delle divinità di Goodison Park.
Quella maglia blu cucita sottopelle. Il vizio di appartenere a qualcosa di più grande e pazienza se non vincerai mai niente. L’affetto e la stima che nessuna somma di denaro potrà mai comprare. Chiedere al Manchester United: prima ci prova Ferguson, poi Moyes. La risposta è sempre una, incisa in due parole: “No, thanks”.

Ora, però, inizia un nuovo percorso. Quello da allenatore. Proprio lì, a Goodison Park. Qualcosa che , inevitabilmente, non può che far sorridere i tifosi che per ben 13 anni l’hanno potuto tifare su quella fascia…
Baines ha firmato un biennale a 1,5 milioni a stagione.

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La scelta dei Friedkin già divide. Un altro caso De Rossi?

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I Friedkin si sono appena insediati a Liverpool ma la scelta del nuovo allenatore già desta le prime polemiche. L’arrivo di Baines sulla panchina dell’Everton sembra analogo a quello di Daniele De Rossi a Roma… un altro “capro espiatorio” amato dai tifosi per fare scudo nel caso le cose non andassero secondo i piani? O una vera scelta di cuore?

Sicuramente l’arrivo di un allenatore inesperto crea sempre polemiche, ma ricordiamoci che
pochi come Baines conoscono e sono in grado di gestire a dovere pregi e difetti di un’autentica polveriera che è attualmente il club.
Può essere l’uomo giusto per rilanciare la società e avere successo dove hanno fallito top come Ancelotti e Benitez?
 
IMPOSTAZIONI CARRIERA 🔵🔵

Mercato: disattiva prima finestra
Difficoltà: campione/leggenda
Aspettative dirigenza: basse
Durata tempo: 9 min
Torneo giovanile: 5 min
Tipo esperienza: slide personalizzate

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Il lavoro di mister Baines inizia dall’Academy

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La prima conferenza stampa del nuovo allenatore deve ancora avere luogo, ma lui è già al lavoro. Si, perché la prima cosa che fa Baines è occuparsi del vivaio, la cosiddetta Academy. Un chiaro segnale, per tutto il club: bisogna ricostruire dalle fondamenta, puntando sui giocatori più talentosi già presenti nell’Academy. L’allenatore si reca personalmente a vivere il torneo estivo a cui prende parte la squadra, torneo peraltro vinto dai giovani ragazzi.
Infatti ai quarti l’Everton stende il Brighton per 1-0 (rete di un esplosivo Carr).
Poi, in semifinale, l’Everton vince in un match pirotecnico con il Leicester per 4 a 3 con tripletta del solito Carr e firma di Boore. In questo match Carr colpisce anche 3 pali e si dimostra una furia.
In finale vittoria netta per 3-0 sull’Aston Villa
(doppio Neal e rete di Newton).

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A fine torneo, il 16enne Freddie Carr viene promosso in prima squadra dopo le ottime prestazioni e il premio di miglior giocatore del torneo giovanile.
Baines dichiara di esser rimasto stupito dalle qualità del giovane esterno e decide da subito di farlo allenare con i grandi: prenderà parte della tournée estiva.

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IL MERCATO: riepilogo 1^ stagione

Il direttore sportivo, Thelwell, è stato al momento confermato nel suo incarico. Sará ancora lui dunque a occuparsi del mercato, anche in questa stagione e nel futuro. I Friedkin han optato per la fiducia, ma lavorerà a contatto con Baines.

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Onana, cessione top direzione Villains

Cessioni: Onana e Godfrey i sacrificati.
Amadou Onana va all’Aston Villa per ben 55 milioni. È lui il prezzo pregiato che deve lasciare Goodison Park per finanziare le casse e il mercato della società.
Ben Godfrey parte direzione Atalanta: 10 milioni.
La società riesce a trattenere Pickford e Calvert-Lewin, così come il difensore Branthwaite, corteggiato dallo United.

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Ndiaye, arriva dal Marsiglia

Acquisti
: la scommessa si chiama Lindstrøm, arriva dal Napoli in prestito, dove ha vissuto una stagione sottotono. Poi spesa in Francia: c’è Ndiaye, dal Marsiglia. Dal Lione arriva in prestito Mangala e anche il difensore O’Brien, a titolo definitivo per 17 milioni. C’è infine anche Broja, in prestito dal Chelsea, ma il suo ginocchio preoccupa: non si è mai ripreso dal brutto infortunio del 2022.
 
Ultima modifica:
Ti seguo :)

Penso che l'Everton sia una delle squadre che ho utilizzato di più nelle varie carriere che ho fatto ad iniziare da PES 3 quando venne inserito da Konami. Mi ha sempre suscitato grande fascino quindi spero di vederlo di nuovo nei quartieri nobili in questa tua avventura
 
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Ti seguo :)

Penso che l'Everton sia una delle squadre che ho utilizzato di più nelle varie carriere che ho fatto ad iniziare da PES 3 quando venne inserito da Konami. Mi ha sempre suscitato grande fascino quindi spero di vederlo di nuovo nei quartieri nobili in questa tua avventura
Grazie Ronin, ben ritrovato!
Il mondo-Everton mi ha sempre affascinato tantissimo. I colori, il tifo, lo stadio, la città. Per me è la prima carriera assoluta con questo club e voglio godermela al massimo.
 
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SINTESI AMICHEVOLI ESTIVE


[ nota personale: ho disputato le amichevoli cercando di testare due livelli, campione e leggenda e a livello di divertimento, ho preferito il secondo che dunque sarà il livello ufficiale di questa prima stagione ]

1a amichevole
(test a campione)
Everton 1-2 Stoccarda
(19’ Lindstrøm; 45’ e 80’ Undav)

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Contro lo Stoccarda evidenziamo un buon possesso palla, ma poca concretezza sotto porta. Passiamo in vantaggio con Lindstrøm, ma due grandi gol di Undav decidono la gara. Il giovanissimo Carr paga forse la tensione del debutto e si divora due gol facili facili contro Nübel.

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2a amichevole (test a campione)
Hoffenheim 0-0 Everton

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Contro l’Hoffenheim subiamo pochissimo, ma al contempo non riusciamo a sfondare e portare a casa il risultato. In attacco siamo caotici, troppo. Ottima prestazione di Ndiaye: sulla sinistra è imprendibile.

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3a amichevole (test a leggenda)
Everton 1-0 Villarreal
(2’ Beto)




Grande vittoria targata Beto. Un gran gol di prepotenza dell’ex Udinese (in video) in apertura decide la gara. La squadra poi si difende bene e porta a casa un risultato incoraggiante contro un’ottima formazione.

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INFERMERIA: SI FERMA GANA GUEYE

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Una vittoria, con un bel assolo di Beto, una sconfitta e un pareggio contro le due tedesche, un precampionato nella norma dove non ci siamo fatti mancare nulla come risultato finale. Dispiace per l'infortunio di Gueye che è un giocatore molto importante per questo Everton
 
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Peccato per l'infortunio di Gueye...ora testa al campionato dopo aver terminato le amichevoli pre-stagione
Eh si. Gueye è un giocatore preziosissimo. Ma ha anche 35 anni e forse è giusto iniziare ad abituarsi a giocare senza di lui anche in ottica futura…

Una vittoria, con un bel assolo di Beto, una sconfitta e un pareggio contro le due tedesche, un precampionato nella norma dove non ci siamo fatti mancare nulla come risultato finale. Dispiace per l'infortunio di Gueye che è un giocatore molto importante per questo Everton
Beto ha siglato un bel gol in percussione solitaria. Abbiamo difeso bene ma sulla costruzione e sull’attacco c’è tanto da lavorare. Vediamo con che testa e che gambe inizieremo la Premier !
 
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VERSO L’ESORDIO IN PREMIER: Leighton Baines prepara un avvio difficile contro Brighton e Tottenham

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La stagione dell’Everton comincerà con due match di alto livello, due incontri che si preannunciano come autentiche battaglie contro avversari di un livello importante.
Il Brighton ormai è una certezza della Premier, specie dopo le ultime tre stagioni e quest’anno il mercato ha rinforzato ulteriormente i Seagulls.
Il tecnico Hurzeler sta portando avanti il lavoro iniziato da Potter prima e De Zerbi poi, e può contare su un’organico giovane e di alto livello. In più quest’anno il mercato ha portato O’Riley, Wieffer, Rutter, Gruda e Kadioglou, che si sommano ai già talentosi Mitoma, Joao Pedro, Ferguson. A Goodison Park l’esordio per Baines da allenatore sarà tutt’altro che una passeggiata…

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Il Tottenham di Postecoglou invece non ha bisogno di presentazioni, ed è una forte candidata a un posto in Champions League. Gli Spurs quest’anno - a differenza della scorsa stagione - son anche stati bravi a sostituire Kane con l’arrivo di un centravanti importante come Solanke.

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L’avvio di Baines dunque esporrà subito la sua formazione a due test che potrebbero subito mettere in difficoltà i Toffees.

“Non esistono partite semplici in Premier League. Per ora pensiamo solo al Brighton. Sono una grande squadra ormai, consolidata. Cercheremo di fare del nostro meglio per iniziare questo percorso nel migliore dei modi. Non voglio sentire scusanti, non importa nulla di cosa ci ha riservato il calendario. Ogni incontro ha le sue difficoltà, sta a noi saperle affrontare. Da giocatore le partite difficili mi spronavano a fare meglio e giocare dando tutto, trasmetterò questo ai miei ragazzi” ha dichiarato il mister.

Mister Baines dovrà far a meno di Gueye, giocatore importante per il suo centrocampo.
Il tecnico sta cercando di decodificare le caratteristiche dei suoi uomini per schierare la miglior formazione possibile.
Durante il ritiro pre-stagionale l’allenatore ha testato un 4-2-3-1 ma alcuni giocatori sembrano rigettare alcuni principi oltre ad alcuni equivoci tattici presenti in rosa.
Uno riguarda i centrali difensivi.
In rosa vi sono capitan Tarkowski, Keane, Branthwaite e O’Brien: son quattro ottimi centrali, ma giocando a quattro due resterebbero “tagliati fuori”, per questo si vara l’ipotesi di convertire a terzino o mediano O’Brien. Ma occhio alla difesa a tre…

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Jake O’Brien (23). Baines potrebbe cambiarlo di ruolo
 
1^ GIORNATA PREMIER LEAGUE

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🔵Un’espulsione di Mykolenko condanna un Everton coraggioso. Tris di Joao Pedro

📰Esordio non dei migliori per Baines che a Goodison Park crolla 1-3 contro il Brighton. Dopo il vantaggio di Beto, pareggia subito Joao Pedro, che si rivela protagonista di giornata.
Nel secondo tempo c’è equilibrio, ma un rosso diretto a Mykolenko cambia la gara.
L’Everton resta in dieci per un intervento durissimo dell’ucraino e la formazione di Hurzeler dilaga, trovando altri due gol con il suo centravanti.

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🎙️Baines: «Dispiace, tanto. Ho visto i ragazzi giocare una buona gara, lottare. Lo spirito c’è. Siamo partiti bene ma purtroppo il risultato non ci sorride, l’espulsione ha condizionato la gara in un momento chiave, di grande equilibrio. Perdere così fa male, brucia. Però devo fare i complimenti ai nostri avversari, davvero una squadra di grande qualità. Tottenham? Sarà dura, ma cercheremo di imparare dagli errori commessi oggi».

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🎙️Su Mykolenko: «Quando ci metti grinta queste cose capitano. Ha commesso un brutto fallo su March e la punizione è giusta. Deve maturare però se vuole aiutarci in questo percorso di crescita»

⚽SPAZIO TATTICA:
Come abbiamo giocato:


📝Ho optato per un 4-2-3-1 con McNeil dietro la punta, ma Dwight non è ancora sufficiente istruito per interpretare bene quel ruolo, tocca infatti pochi palloni e non incide.
Proviamo a pressare alto ma la qualità del Brighton ci rivela che forse si poteva giocare con più attesa.
Peccato, perché eravamo partiti bene con un bel gol di Beto su assist di Harrison.
In mezzo giganteggia un ottimo Garner, mentre Doucourè appare lento e sbaglia tanto.
Dopo l’espulsione di Mykolenko giochiamo col 4-4-1, con McNeil che esce per Coleman, con Young che va a giocare a sinistra.
Purtroppo da lì è tracollo. Ora con il Tottenham sará ancora più dura.

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🔄Subentrati: 72’ McNeil per Coleman, 74’ Beto per Calvert-Lewin e Harrison per Lindstrøm, 84’ Tarkowski per Keane e Doucourè per Iroegbnunan.
 
Si parte con una sconfitta casalinga contro il Brighton di uno scatenano Joao Pedro che si porta a casa il pallone autografato. Una gara davvero strana dove andiamo anche in vantaggio ma poi il rosso a Mykolenko condiziona il prosieguo del match
 
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L'espulsione ha condizionato il match e ora ci aspetta un altro avversario tosto.
Sullo schema la domanda è: riusciremo a non isolare troppo Beto là davanti? Avremo bisogno di un gran lavoro sulle fasce e di inserimenti offensivi del centrocampo...
 
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2^ GIORNATA PREMIER LEAGUE

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🔵Gli Spurs rimontano l’Everton, inizio in salita per Baines
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📰A Londra passano in vantaggio gli ospiti con un rigore (anche un po’ dubbio) trasformato dal primo sigillo stagionale di Calvert-Lewin, ma dopo dieci minuti una zuccata di Johnson su piazzato pareggia i conti.

⚽️Il rigore dello 0-1

🇰🇷Decide l’incontro nel secondo tempo un altro rigore, stavolta per gli Spurs, siglato dal coreano Son, che trasforma dal dischetto un fallo commesso da Pickford.
Everton che si ritrova a 0 punti dopo due partite e un calcio non troppo bello da vedere. Per Baines un avvio tutt’altro che memorabile. Ora per lui arriverà l’incontro di Carabao Cup con il Wrexham e a seguire la sfida con il Bournemouth.

🎙️Baines: «Raccogliere 0 punti non piace a nessuno. Abbiamo giocato con due squadre più forti, non abbiamo sfigurato ma neppure dimostrato qualcosa. Il nostro percorso inizia anche da queste sconfitte, ci aiuteranno a crescere. Cosa salvo di queste due giornate? I tifosi…»
 
Film già visto contro il Brighton. Si va in vantaggio ma poi non si riesce a mantenerlo, anche se c'é da dire che di fronte c'era pure una signora squadra come il Tottenham. Per Baines inizio da dimenticare ma ultimamente i tifosi Toffees ci stanno facendo il callo a stagioni di sofferenza
 
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